Museo Civico di Villa Pallavicino

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Villa Pallavicino

Sorta a un unico piano agli inizi del XVI secolo per volere di Matteo Marri e acquistata da Girolamo Pallavicino nei primi anni trenta, era la residenza estiva dei marchesi Pallavicino, signori del luogo per parecchi secoli. Ospitò nel 1533 l’imperatore Carlo V d’Asburgo, che concesse a Busseto il titolo di città per ricompensarne la fedeltà all’impero. Il padiglione d’accesso (XVII secolo), simile a un arco di trionfo, è diviso in tre parti, decorato da festoni manieristi e, al centro, da un drappeggio aperto su una finta balaustra a imitare un sipario teatrale ; è forse opera di Domenico Valmagini. Gli stucchi e le terrecotte sono opera di Domenico Dossa e Bernardo Barca. Sui lati due nicchie con delle statue in pietra : Flora, allegoria della Primavera con putto e Bacco, allegoria dell’autunno con faunetto (Giuseppe Torretti). La pianta della Villa presenta cinque corpi quadrati disposti a scacchiera con il corpo centrale interamente occupato da un grande atrio aperto ai quattro venti detto Boffalora. La volta è interamente decorata da affreschi con delle immagini di divinità e delle grottesche raffiguranti intrecci di putti, sirene e tritoni con due code, scimmie ghignanti e uccelli multiformi. L’opera, il cui autore è presumibilmente lo stesso decoratore del salone degli stemmi del castello di Torrechiara, risale al settimo-ottavo decennio del XVI secolo. Il disegno della pianta sembra riprodurre lo stemma dei Pallavicino con la scacchiera, simbolo di vittoria ottenuta, in petto all’aquila imperiale.


Alla fine del XVII secolo Alessandro II Pallavicino ordina la ristrutturazione e l’innalzamento della villa, affidandone la direzione probabilmente ad Antonio Maria Bettoli, esecutore del palazzo Santa Fiora di Parma. La facciata, in stile classico, è alleggerita dallo slancio verticale dato dai bugnati che ritmano gli angoli, dai tagli orizzontali delle cornici marcapiano e dagli stucchi rococò eseguiti da Carlo Bossi sotto commissione del marchese Alessandro nel quarto decennio del XVIII secolo. Gli ambienti interni presentano soffitti a volta affrescati e stuccati da artisti che operarono per i Pallavicino nel XVIII secolo. A sud del palazzo nobile sorge l’edificio delle scuderie, con pianta a ferro di cavallo e ali rivolte verso la villa.

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