Museo civico di Castel Nuovo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Museo Civico di Castel Nuovo)
Vai a: navigazione, cerca
Museo Civico
L'ingresso del museo (Maschio Angioino)
L'ingresso del museo (Maschio Angioino)
Tipo Pinacoteca, Archeologia
Data fondazione {{{Data di fondazione}}}
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori {{{Fondatori}}}
Indirizzo Piazza Municipio, Napoli
Direttore {{{Direttore}}}
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito {{{Sito}}}
Sito web

Il Museo civico di Castel Nuovo è un museo di Napoli inaugurato nel 1990, ubicato all'interno dell'omonimo castello (meglio noto come "Maschio Angioino").

La raccolta museale annovera numerose opere provenienti dalla Reale Casa della Santissima Annunziata e la stessa inizia con la cappella Palatina, proseguendo per la porta bronzea e poi giungendo ai primi due piani del castello in cui sono esposti sculture e dipinti.

Indice

[modifica] La Cappella Palatina

Madonna in trono col Bambino (Francesco Laurana, primo piano del castello)

La prima sala è costituita dalla Cappella palatina (dedicata a San Sebastiano o Santa Barbara), risalente al 1307 ed unica struttura rimasta nel castello della prima fase di costruzione di epoca angioina. La Cappella presenta un portale rinascimentale con rilievi (Natività e Madonna e Angeli di Andrea dell'Aquila e di Francesco Laurana), sormontato da un rosone, opera di Matteo Forcimanya appartenente alla scuola catalana.

All'interno si conservano pitture giottesche, avanzi decorativi attribuiti a Maso di Banco e un ciborio quattrocentesco di Iacopo della Pila. Vi sono, inoltre, custoditi altri cicli di affreschi del XIV secolo provenienti dal Castello del Balzo di Casaluce e il ciborio trecentesco di San Gennaro extra Moenia.

Particolare importanza la ricoprono le pregevoli sculture effettuate da artisti che lavorarono anche all'arco trionfale di Alfonso di Aragona (XV secolo). Le stesse sculture, risultano essere eccellenti esempi del Rinascimento napoletano. Le opere sono le due sculture di Francesco Laurana, entrambe Madonna in trono col Bambino.
Una di queste, detta anche Madonna del passero, è proveniente da Sant'Agostino alla Zecca e fu fatta durante il primo soggiorno napoletano dell'artista. Tale opera si avvicina di più, nello stile, all'arco alfonsino fatto dallo stesso Laurana.
La seconda, invece, fu scolpita durante il secondo soggiorno dell'autore (1474) e fu fatta proprio per la cappella Palatina.
Un'ulteriore scultura di primissimo ordine, infine, risulta essere quella di Domenico Gagini, allievo di Donatello e Brunelleschi: Tabernucolo con la Madonna e il Bambino.

L'interno fu affrescato, inoltre, anche da Giotto verso il 1330, che riprendeva le Storie del Vecchio e Nuovo Testamento. Il contenuto di questo ciclo d'affreschi è quasi interamente perduto anche se ve ne rimangono parti decorative negli sguanci delle finestre che ricordano quelli della cappella Bardi in Santa Croce a Firenze.

[modifica] La Porta Bronzea

Originariamente ubicata all'ingresso del castello, fu fatta da Guglielmo Monaco nel XV secolo e commissionata da Ferrante d'Aragona per rimembrare la vittoria avvenuta pochi anni prima su Giovanni d'Angiò ed i baroni ribelli.
Questa porta, decorata con motivi rinascimentali, risulta narrare gli episodi cardine della stessa guerra attraverso i sei quadranti che la costituiscono.

La "lettura" avviene seguendo il seguente ordine:

  • Il primo quadrante, in alto a sinistra, riguarda l'agguato a Ferrante alla Torricella, nei pressi di Teano, il 29 maggio 1960.
  • Il secondo quadrante, in alto a destra, ritrae la difesa di Ferrante dall'assalto a Torricella.
  • Il terzo quadrante, al centro a sinistra, riguarda la Battaglia di Troia del 1962.
  • Il quarto quadrante, al centro a destra, narra la Presa di Troia.
  • Il quinto quadrante, in basso a sinistra, rappresenta la Ritirata degli Angioini da Accadia.
  • Il sesto quadrante, in basso a destra, infine, mostra la Presa di Accadia avvenuta il 9 agosto del 1462

Nel quinto quadrante è interessante notare lo squarcio e la palla rimasta incastonata dentro la porta. L'ipotesi più accreditata è che tale porta faceva parte del bottino di guerra che Carlo VIII caricò sulla nave per portarlo in Francia. Durante il viaggio, però, egli si imbatté, venendo sconfitto, in una battaglia con le flotti genovesi. Durante lo scontro, la porta, che molto probabilmente era posta sulla tolda della nave, venne colpita accidentalmente da una cannonata che vi si conficcò all'interno. I genovesi riuscirono così a sconfiggere Carlo VIII ed a conquistare il bottino.
Nel 1495, poi, avrebbero rimandato la porta a Napoli.

[modifica] Primo livello

Sale ricavate in rigoroso ordine cronologico si trovano al primo ed al secondo livello dell'ala sud-ovest del castello. Al primo piano è possibile ammirare un dipinto del Quattrocento proveniente da Sant'Eligio Maggiore (Madonna col Bambino e santi) e numerose tavole del Cinquecento e del Seicento.

Adorazione dei Magi (Marco Cardisco, 1519)

Un' Adorazione dei Magi cinquecentesca venne eseguita per la "Cappella palatina" del castello da Marco Cardisco, seguendo la lezione di Raffaello: vi sono raffigurati i ritratti di Ferdinando I, Alfonso II e Carlo V al posto dei re magi.

Il Cristo e l'eterno Padre è opera di Fabrizio Santafede, fine e complessa nell'espressività dei personaggi, avvolti dal chiaroscuro che rinvia a modi caravaggeschi.

La maggior parte delle opere seicentesche provengono, dall'Annunziata, tra queste: la Crocifissione di Battistello Caracciolo, la Madonna in gloria di Paolo Finoglio, Abramo e i tre angeli di Pacecco De Rosa, una copia dell' Ercole e le figlie di Onfale di Bernardo Cavallino e molte tele di Luca Giordano, Mattia Preti, Paolo De Matteis,Andrea Malinconico e il Domenichino. La tela di Francesco Solimena, il Miracolo di San Giovanni di Dio, venne eseguita in occasione della canonizzazione del santo: per quest'opera l'artista si rifà agli affreschi della sacrestia di San Paolo Maggiore.

Al primo piano sono inoltre conservati oggetti in argento, che costituivano gran parte delle suppellettili della chiesa dell'Annunziata, tra cui spiccano candelieri di epoca barocca e il busto reliquiario di santa Barbara in argento, rame e legno intagliato.

[modifica] Secondo livello

Al secondo piano sono conservate opere dell'Ottocento e del Novecento, oggi di proprietà del Comune di Napoli, con circa 40 dipinti e alcune sculture di Vincenzo Gemito e Francesco Jerace, oltre al Prospetto della nuova strada fatta per il Real Passeggio nella Riviera di Chiaia di Carlo Vanvitelli.

Sono inoltre presenti opere di pittori post-unitari che trattano di temi patriottici e risorgimentali e di valori rivoluzionari improntati al coraggio e al sacrificio per l'Italia. Tra questi si annoverano: il bozzetto delle Stragi di Altamura di Michele Cammarano, dipinti del genere paesaggistico come Paesaggio autunnale di Federico Rossano e l'Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860 di Wenzel Franz.

[modifica] Bibliografia

  • P. De Castris (a cura di), Il Museo civico di Castelnuovo, Napoli, 1990
  • G. Ruggiero, I castelli di Napoli, roma, 1995
  • N. Barrella, I grandi musei napoletani, Roma, 1996

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti