Museo Cerralbo

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Museo Cerralbo
Museo Cerralbo
Museo Cerralbo
Tipo Pittura, Scultura
Indirizzo Via Ventura Rodríguez, 17, 28008 Madrid
Sito http://museocerralbo.mcu.es/esp/index2.html
Juan Antonio Frías y Escalante, Conversione di san Paolo, 1650, olio su tela, Madrid, Museo Cerralbo.
Francisco de Zurbarán, Immacolata Concezione, olio su tela, Madrid, Museo Cerralbo.

Il Museo Cerralbo è situato a Madrid, nell'antica residenza del collezionista Enrique de Aguilera y Gamboa, sedicesimo marchese di Cerralbo. La raccolta in essa contenuta si deve per la maggior parte al marchese stesso, il quale non si limitò solo a radunare dipinti o suppellettili vari, ma promosse anche numerosi scavi archeologici. Gamboa morì a Madrid nel 1922, lasciando in eredità tutto il patrimonio artistico da lui accumulato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo attuale era stato concepito per una duplice funzione: oltre a quella di abitazione, non era da escludere quella di museo, in modo da poter conservare tutte le ricchezze artistiche radunate da marchese e dai suoi discendenti durante i vari viaggi compiuti in Spagna e in Europa.

Alla sua morte, infatti, Galboa aveva dichiarato testualmente: "le mie collezioni rimarranno sempre intatte e saranno oggetto di studio per tutti gli appassionati di scienza ed arte". Lo Stato accettò questo atto, e di conseguenza il possesso del palazzo, il 24 settembre 1924.

Dieci anni più tardi, la residenza fu costituita Fundación Museo Cerralbo (il 22 marzo 1934). Per l'inaugurazione del museo si dovettero attendere altri dieci anni, mentre nel 1962 la loggia entrò a far parte dei Monumenti Storico Artistici della Spagna.

Palazzo[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo, sede del museo omonimo, venne eretto come residenza abituale dei marchesi Cerralbo tra 1883 e 1893 dagli architetti Alejandro Sureda, Luis Cabello y Asó y Luis Cabello la Piedra. Lo stile architettonico dell'edificio si rifà alla corrente allora in voga del Classicismo, in un'alternarsi di pietre e laterizi.

Le sale interne sono decorate secondo il gusto neobarocco e Rococò mentre il giardino del palazzo è una recente reinterpretazione del giardino romantico inglese del XIX secolo con busti e sculture a soggetti mitologici o storici (imperatori romani o animali).

Collezioni[modifica | modifica sorgente]

Il patrimonio artistico del palazzo conta più di 50.000 oggetti di valore, tra dipinti, sculture, disegni, stampe, ceramiche, mobili, libri e medaglie. In affinità col Museo Lázaro Galdiano, la collezione non vanta un nucleo di dipinti di eccezionale qualità, né meritevoli di importante menzione. Lo stesso Gamboa, di gusti più eclettici, non nutriva una particolare passione per questa arte, privilegiando l'archeologia.

I dipinti conservati sono quasi totalmente di ambito iberico, con mancanza di artisti dell'estero; meritevoli di menzione sono l'Immacolata Concezione di Francisco de Zurbarán, il Ritratto di Agostino Doria del Tintoretto (recentemente entrato a far parte della vastissima collezione del Museo del Prado), le Stimmate di san Francesco, opera di El Greco, San Domenico en Soriano di Antonio de Pereda, una toccante Pietà di Alonso Cano, copia di Antoon van Dyck (che riscosse notevole successo all'epoca), la Conversione di Saulo di Juan Antonio Frías y Escalante e il Martirio di san Sebastiano, opera del madrileno José Antolinez. Memorabili sono inoltre le nature morte di Luis Eugenio Meléndez.

Tra le sculture, spicca il legno policromo raffigurante Maria Maddalena, eseguito tra XV e XVI secolo da un anonimo spagnolo; pietrificata dal dolore, la santa accenna un passo in avanti con le mani sollevate, in un moto di inquietudine interna.

Il museo è stato chiuso per lavori di restauro nel 2006 e, dopo diversi ritardi, ha riaperto il 14 dicembre 2010.

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