Muricy Ramalho

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Muricy Ramalho
Muricy Ramalho Brasileiro 2006.jpg
Dati biografici
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 172 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1985 - giocatore
Carriera
Giovanili
1965-1973 San Paolo San Paolo
Squadre di club1
1973-1978 San Paolo San Paolo 177 (26)
1979-1985 Puebla Puebla 154 (48)
Carriera da allenatore
1993 Puebla Puebla
1994-1996 San Paolo San Paolo Vice
1996 San Paolo San Paolo
1996-1997 San Paolo San Paolo
1997 Guarani Guarani
1998 Shanghai Shenhua Shanghai Shenhua
1999 Ituano Ituano
1999 Botafogo-SP Botafogo-SP
2000 Santa Cruz Santa Cruz
2001-2002 Nautico Náutico
2002 Figueirense Figueirense
2002-2003 Internacional Internacional
2004 Sao Caetano São Caetano
2004-2005 Internacional Internacional
2006-2009 San Paolo San Paolo
2009-2010 Palmeiras Palmeiras
2010-2011 Fluminense Fluminense
2011-2013 Santos Santos
2013- San Paolo San Paolo
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Muricy Ramalho (San Paolo, 30 novembre 1955) è un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano, di ruolo centrocampista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Giocò per il San Paolo, negli anni 1970, assommando 177 partite e 26 gol. Fu un centrocampista che formò il reparto del club paulista a fianco di Pedro Rocha e Chicão, venendo allenato nel corso di questa esperienza da — tra gli altri — José Poy e Rubens Minelli.

Tifoso del Palmeiras fin dall'infanzia,[1] nel 1965 Valdemar Carabina, amico del padre, lo portò al San Paolo. Nel 1969 disputò davanti a ventimila persone il campionato giovanile all'Estádio Nicolau Alayon, stadio di casa del Nacional,[1] mentre nel 1971 Oswaldo Brandão lo fece allenare per la prima volta con la prima squadra;[1] debuttò però solo due anni più tardi, il 22 agosto 1973, durante un'amichevole contro l'União Bandeirante, terminata 0-0,[2] dopo alcuni mesi passati in prestito al Pontagrossense.[3] La prima partita ufficiale la giocò il 10 novembre, 2-2 contro il Coritiba, per il campionato di calcio brasiliano 1973.

Due anni dopo, aumentato il proprio peso da 64 a 68 chili, diventò uno dei giocatori chiave per il club, contribuendo alla vittoria del Campionato Paulista del 1975, competizione di cui fu segnalato come una delle rivelazioni.[4] Saltò solo tre partite nel corso del campionato, ma durante la finale del torneo fu espulso nel primo tempo, dopo un duro intervento su Dicá.[5] La folta chioma, frattanto, gli procurò qualche incomprensione con il tecnico Poy,[6] ma lo stesso Ramalho ricordò, anni dopo, che il suo comportamento non fu problematico.[7]

Valdemar Carabina indicò Ramalho come un possibile titolare della Nazionale di calcio brasiliana in vista del campionato del mondo 1978,[1] ma il biennio 1976-1977 non fu positivo per il giocatore: il 17 maggio 1977 si infortunò al ginocchio destro.[8][9] Inizialmente si parlò di uno stop di tre mesi,[10] ma di fatto Ramalho tornò a giocare più di un anno dopo, il 4 giugno 1978.[11]

A causa di tale infortunio, rimase fuori per tutta la durata del campionato di calcio brasiliano 1977, vinto poi dal San Paolo; assistette comunque alla finale al Mineirão insieme a Serginho Chulapa, altro indisponibile della partita, a causa di una squalifica subita.[12][13] Per il periodo in cui fu infortunato non rinunciò a seguire, da spettatore, gli allenamenti e le partite della sua squadra.[14] Tornato a giocare, fu però leggermente condizionato dall'infortunio e tendeva a evitare i contrasti più duri.[14] Dovette dunque rinunciare alla prefigurata convocazione per il Mondiale, in cui, secondo Ramalho, sarebbe stato la riserva di Zico.[15] Il 10 dicembre, contro il Corinthians, tornò a giocare da titolare e giocò per intero la partita seguente, che vedeva il San Paolo contrapposto alla Ferroviária.[16] Scese in campo per l'ultima volta con la maglia del club della capitale paulista il 25 luglio 1979 contro il Guarani all'Estádio do Pacaembu, entrando nella ripresa.[17] Lasciato il Brasile, giocò in Messico, nel Puebla, ma a causa di vari infortuni terminò la carriera nel 1985.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 allenò il club mesoamericano in cui si era ritirato,[18] e in seguito si trasferì al San Paolo, ove fu assistente di Telê Santana, allenando poi la formazione di riserve che vinse la Coppa CONMEBOL nel 1994, e ricoprì inoltre il ruolo di tecnico nei periodi in cui Santana era in ferie.[19] Quando Santana fu costretto a non allenare più a causa di problemi di salute, Muricy lo sostituì,[20] ma dopo sei mesi fu rimpiazzato a sua volta da Carlos Alberto Parreira. Tornò dunque nel 1997, ma fu esonerato dopo un inizio non positivo nel Campionato Paulista,[6] venendo sostituito da Darío Pereyra.

Tra il 2001 e il 2002, vinse il bicampionato Pernambucano con il Náutico, interrompendo un periodo di dodici anni senza titoli per il club. Per il Campeonato Brasileiro Série A 2002 assunse la guida del Figueirense, sostituendo Roberval Davino, quando la squadra era a rischio retrocessione, e riuscì a ottenere la salvezza. Fu in seguito assunto dall'Internacional di Porto Alegre agli inizi del 2003,[21] e con la formazione gaúcha vinse il campionato statale e fece un buon campionato nazionale.

Si dimise alla fine di quest'ultimo torneo[22] e andò ad allenare il São Caetano nel corso del Campeonato Paulista 2004, conquistando il titolo — l'unico nella storia della società — adottando un gioco più offensivo rispetto a quello del predecessore Tite.[23] Nel Campeonato Brasileiro Série A 2004 il São Caetano arrivò anche in cima alla classifica, ma in seguito ebbe un calo e Ramalho fu esonerato alla penultima giornata del girone di andata.[24]

Tornò ad allenare dodici giornate dopo, di nuovo nell'Internacional, chiudendo all'ottavo posto; in seguito vinse il Campeonato Gaúcho 2005, ma non riuscì a fare lo stesso nel campionato nazionale. Lasciò dunque la compagine portoalegrense e il 2 gennaio 2006 riprese le redini del San Paolo dopo quasi nove anni dall'ultima volta; la società aveva già provato a contattarlo dopo le dimissioni di Emerson Leão,[25] ma fu dopo l'esonero di Paulo Autuori che Ramalho tornò al Morumbi. Con la compagine paulista vinse tre volte consecutive il campionato, nel 2006, 2007 e 2008, ma le cattive prestazioni in Copa Libertadores lo portarono alle dimissioni, che però Juvenal Juvêncio, il presidente della società, non accettò.[26] In seguito rinnovò il suo contratto fino alla fine del 2009.[27] Con l'eliminazione dalla Coppa Libertadores 2008, però, il suo incarico fu nuovamente in pericolo,[28] ma fu nuovamente il presidente a confermarlo in panchina.[29] Il 18 giugno, dopo l'eliminazione dalla Coppa Libertadores 2009 per mano del Cruzeiro, fu esonerato e sostituito da Ricardo Gomes.[30]

Circa un mese dopo, il 21 luglio, il presidente del Palmeiras Luiz Gonzaga Belluzzo annunciò sul social network Twitter l'assunzione di Ramalho, che avvenne dopo lunghe trattative.[31] Nonostante la squadra, che aveva mantenuto il primo posto in campionato a lungo, non fosse riuscita nell'intento di portare a casa il titolo, Ramalho fu confermato per il 2010.[32] Il 18 febbraio dello stesso anno, dopo una sconfitta per 4-1 subita dal São Caetano allo stadio Palestra Itália, Muricy Ramalho fu esonerato.[33] Il bilancio finale con il Palmeiras fu di tredici vittorie, undici pareggi e dieci sconfitte.[32] Due mesi dopo la fine della sua esperienza al Palmeiras fu presentato dal Fluminense quale nuovo tecnico del club, e il 23 luglio 2010 la Confederação Brasileira de Futebol lo annuncia come nuovo commissario tecnico del Brasile — nonostante fosse ancora vincolato al Fluminense — in vista del campionato del mondo 2014.[34][35] A causa di questo vincolo il tecnico è costretto a rinunciare alla panchina della Seleção, e la Federazione al suo posto vira su Mano Menezes.[36] Il 13 marzo 2011, dopo lo 0-0 nel "classico" del Campionato Carioca Flamengo-Fluminense, si dimette da tecnico della società.

Il 5 aprile 2011 diventa il nuovo allenatore del Santos in sostituzione di Marcelo Martelotte. A giugno conduce il club paulista alla vittoria della Coppa Libertadores nella doppia finale contro gli uruguaiani del Peñarol. Il 3 dicembre rinnova il suo contratto fino al 31 dicembre 2012 con un ingaggio da 3 milioni l'anno.[37]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
San Paolo: 1975
San Paolo: 1977
Puebla: 1982-1983

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Shanghai Shenhua: 1998
Náutico: 2001, 2002
Internacional: 2003, 2005
São Caetano: 2004
Santos: 2011
San Paolo: 2006, 2007, 2008
Fluminense: 2010
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
San Paolo: 1994
San Paolo: 1996
Santos: 2011

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2005, 2006, 2007, 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (PT) "É, eu tenho umas habilidades", Carlos Maranhão, Placar num. 291, 24-10-1975, Editora Abril, pagg. 34-37
  2. ^ (PT) Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 169
  3. ^ (PT) "O triste menino campeão", Jornal da Tarde, 18-5-1975, Edição de Esportes, pag. 12
  4. ^ (PT) "Os campeões", Jornal da Tarde, 18-8-1975, Edição de Esportes, pag. 4
  5. ^ (PT) "Na garra e nos pênaltis, o São Paulo faz justiça", Carlos Maranhão e Maurício Cardoso, Placar num. 282, 22-8-1975, Editora Abril, pags. 12-14
  6. ^ a b (PT) "Um rabugento vencedor", Maria Paola de Salvo e Camila Antunes, Veja São Paulo, 7-11-2007, Editora Abril, pagg. 24-30
  7. ^ (PT) "Em off", Cosme Rímoli e Robson Morelli, Jornal da Tarde, 21/5/2008, pag. 7C
  8. ^ (PT) "O campeão só não soube vencer", Sérgio Baklanos, Jornal da Tarde, 19-5-1977, ultima pagina
  9. ^ (PT) "O vice conformado. O campeão mereceu", Jornal da Tarde, 19-5-1977, última pagina
  10. ^ (PT) "Minelli, acalmando o São Paulo", Jornal da Tarde, 20/5/1977, pag. 13
  11. ^ (PT) Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 193
  12. ^ (PT) "Serginho: o goleador proibido", Jornal da Tarde, 6-3-1978, Edição de Esportes, pag. 12
  13. ^ (PT) "Os 10 segredos do título", Placar num. 1.313-A, novembre 2007, Editora Abril, pag. 11
  14. ^ a b (PT) "A volta do craque de futuro", José Maria de Aquino, Placar num. 451, 15-12-1978, Editora Abril, pags. 27-28
  15. ^ (PT) Thiago Lavinas, Muricy é o novo técnico da Seleção, GloboEsporte.com, 23 luglio 2010. URL consultato il 23 luglio 2010.
  16. ^ (PT) Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 195
  17. ^ (PT) Alexandre da Costa, Almanaque do São Paulo Placar, Editora Abril, 2005, pag. 198
  18. ^ (PT) "O México de olho em Muricy", Marcius Azevedo, Jornal da Tarde, 8-5-2008, pag. 3C
  19. ^ (PT) "Máquina inaugura o Disque-Telê", Placar num. 1.091, febbraio 1994, Editora Abril, pag. 10
  20. ^ (PT) André Ribeiro, Fio de Esperança, Gryphus, 2000, pags. 427-428
  21. ^ (PT) "Recomeçar de novo", Placar num. 1.255, febbraio 2003, Editora Abril, pag. 43
  22. ^ (PT) "Muricy: 'Dei a volta por cima'", Cosme Rímoli, Jornal da Tarde, 19-4-2004, Edição de Esportes, pag. 9
  23. ^ (PT) "Ataque agora faz a diferença", Giovane Martinelli, Lance!, 5-4-2004, pag. 10
  24. ^ (PT) "A primeira crise", Placar num. 1.273-A, "Guia do Segundo Turno do Brasileirão 2004", agosto de 2004, Editora Abril, pag. 92
  25. ^ (PT) "Muricy só vai embora se for demitido", Marcius Azevedo, Jornal da Tarde, 3/6/2008, pag. 4C
  26. ^ (PT) "São Paulo encara rival indigesto", Amanda Romanelli, O Estado de S. Paulo, 7-6-2008, pag. E5
  27. ^ (PT) Leandro Canônico; Marcius Azevedo, Prorrogação de contrato aproxima 'era Muricy' dos 'anos Telê', Universo Online, 1° febbraio 2008. URL consultato l'8 febbraio 2008.
  28. ^ (PT) "Namoro com Zico é sério!", Marcius Azevedo, Jornal da Tarde, 27-5-2008, pag. 2C
  29. ^ "Juvenal garante: 'Muricy não sai'", Amanda Romanelli, O Estado de S. Paulo, 28-6-2008, pag. E2
  30. ^ (PT) "Fim de linha para Muricy", Gabriel Navajas, Jornal da Tarde, 20-5-2009, pag. 10C
  31. ^ (PT) Fábio M. Michel, Sem acordo financeiro, Palmeiras descarta Muricy in O Estado de S. Paulo, 10 luglio 2009. URL consultato il 21 luglio 2009.
  32. ^ a b Daniel Akstein Batista, Palmeiras demite o caro Muricy e contrata o 'barato' Antônio Carlos in O Estado de S. Paulo, 42 493, 19 febbraio 2010, pp. E1.
  33. ^ (PT) Julyana Travaglia, Muricy Ramalho é demitido: esperança e queda em seis meses de Palestra Itália, GloboEsporte.com, 18 febbraio 2010.
  34. ^ (PT) Thiago Lavinas, Muricy é o novo técnico da Seleção, GloboEsporte.com, 23 luglio 2010. URL consultato il 23 luglio 2010.
  35. ^ (PT) Comunicado da CBF sobre convite a Muricy Ramalho cbf.com.br
  36. ^ (PT) Mano Menezes é convidado para ser o técnico da Seleção Brasileira cbf.com.br
  37. ^ ANCELOTTI GUADAGNA PIÙ DI MOURINHO sportmediaset.it, 27 novembre 2012

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (ENESFRPT) Muricy Ramalho in sambafoot.com, Sambafoot RCS Paris.
  • (PT) Muricy Ramalho in Futpedia.globo.com, Globo Comunicação e Participações SA. (archiviato dall'url originale il 2008-2011).
  • (ES) Muricy Ramalho in MedioTiempo.com, Grupo Expansión.