Muqattam

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
La moschea di Mehmet Ali sul Muqattam

Muqattam (in arabo: ﻣﻘﻄﻢ, Muqaṭṭam) è la principale eminenza del Cairo, che si erge a ovest del Nilo, sulla quale si eleva dal XIX secolo la grandiosa moschea di Mehmet Ali, luogo d'inumazione del primo Wali dell'Egitto, resosi de facto autonomo dal nominale sovrano del Paese, il Sultano ottomano d'Istanbul.

L'etimologia è incerta, anche perché un nome popolare per indicarlo è stato quello di Muqaṭṭab,[1] anche se per ribadirne un'origine araba si immagina il nome d'un mitico eroe, al-Muqaṭṭam b. Miṣr b. Baysar b. Ham (lett. "al-Muqaṭṭam figlio di Miṣr,[2] figlio di Baysar, figlio di Cam").

L'importanza della collina è legata al fatto che, a partire dall'età ayyubide, e in particolare dal sultanato di al-Malik al-Kamil, essa divenne il luogo del potere militare e politico, conservando questa centralità anche in età mamelucca e ottomana.

Alle falde del Muqattam si allunga la vasta area urbana chiamata dagli stessi cairoti al-Zabbalīn[3] (lett. "Gli immondezzai"), dove l'estrema povertà costringe i 70.000-80.000 abitanti (per lo più copti) a un onesto ma ingrato lavoro di raccolta e di cernita manuale, negli spazi viari (ma anche dentro i locali dei fabbricati destinati ad abitazione), delle enormi quantità di immondizia, del tutto non differenziata, prodotta dalla cosiddetta "Grande Cairo".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr, The Encyclopaedia of Islam, s.v. «al-Muqattam» (J. H. Kramers).
  2. ^ Che in arabo può indicare sia l'Egitto sia Il Cairo, oltre al significato generico di "accampamento militare".
  3. ^ In arabo il sostantivo zubāla significa "immondezza".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Zubaydī, Tāj al-ʿarūs, sub voce.
  • Ibn ʿAbd al-Hakam, Futūh Miṣr (La conquista dell'Egitto), ed. Torrey, New Haven, 1899.
  • Yaqut al-Hamawī, Muʿjam al-buldān, Dār al-Sādr, Beirut.