Muntiacus reevesi

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Muntjak della Cina[1]
Formosan Reeve's muntjac.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Cervinae
Genere Muntiacus
Specie M. reevesi
Nomenclatura binomiale
Muntiacus reevesi
(Ogilby, 1839)
Sinonimi
Cervulus bridgemani
Lydekker, 1910
Cervulus micrurus
Sclater, 1875
Cervulus reevesi pingshiangicus
Hilzheimer, 1906
Cervulus sclateri
Swinhoe, 1872
Cervulus sinensis
Hilzheimer, 1905
Cervus lachrymans
Milne-Edwards, 1871
Cervus reevesi
Ogilby, 1839
Muntiacus lachrymans teesdalei
Wroughton, 1914
Un muntjak della Cina nel Giardino Zoo-botanico di Toruń (Polonia).

Il muntjak della Cina (Muntiacus reevesi Ogilby, 1839), noto anche come muntjak di Reeves, è una specie di muntjak molto diffusa in Cina orientale (dal Gansu allo Yunnan) e a Taiwan[1]. È stato inoltre introdotto nei Paesi Bassi, nell'Inghilterra meridionale[3], nelle Midlands[3], nel Galles orientale[3] e, nel 2008, in Irlanda. Si nutre di erba, germogli, radici succulente e noci, ma anche di alberelli[3]. Deve il nome scientifico a John Reeves, il naturalista inglese nominato Assistente Ispettore del Tè per la Compagnia britannica delle Indie orientali nel 1812.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente ne vengono riconosciute tre sottospecie[1]:

  • M. r. reevesi Ogilby, 1838 (Cina continentale);
  • M. r. jiangkouensis Gu e Zu, 1998 (Guizhou);
  • M. r. micrurus Sclater, 1875 (Taiwan).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il muntjak della Cina misura 50 cm di altezza al garrese[4], 95 cm di lunghezza e pesa 10-18 kg; si caratterizza per la presenza di strisce scure sulla faccia[4]. I maschi sono muniti di brevi palchi[4], lunghi al massimo 10 cm e impiegati nei combattimenti per far perdere l'equilibrio ai rivali, sì da poterli colpire con i canini di 5 cm. La sottospecie taiwanese (M. r. micrurus), nota comunemente come muntjak di Formosa, presenta un mantello più scuro delle altre due sottospecie.

In lingua inglese questa specie, così come tutti gli altri muntjak, è chiamata Barking Deer, «cervo latrante», per i suoi richiami simili al latrato di un cane[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il muntjak della Cina è molto diffuso in tutta la Cina centrale e meridionale, nonché a Taiwan. In Cina, si incontra dalle regioni costiere del sud fino al Jiangsu, all'Anhui, all'Henan, allo Shaanxi e al Gansu. Inoltre, è presente anche nelle regioni orientali e centrali del Sichuan, nel Guizhou, nello Yunnan, nel Guangxi, nel Guangdong, nel Fujian, nello Zhejiang, nel Jiangxi, nell'Hunan e nell'Hubei. È stato introdotto in Inghilterra (dove è ancora presente) e in Francia (dove non è riuscito a stabilirsi). Predilige le foreste e le boscaglie delle regioni collinari.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

È un animale prevalentemente solitario, ma talvolta può essere visto in coppia o in piccoli gruppi familiari. I territori, che misurano circa 100 ettari di estensione, si sovrappongono considerevolmente e non variano per ampiezza a seconda del sesso. Le femmine divengono sessualmente mature entro il primo anno di vita. Come per altri muntjak, sembra che non esista una vera e propria stagione degli amori. La gestazione dura 209-220 giorni. A Taiwan, quasi tutti i maschi sviluppano nuovi palchi in estate (soprattutto a giugno e luglio), sebbene esemplari muniti di palchi ricoperti di velluto vengano avvistati durante tutto l'anno. Il muntjak della Cina ha abitudini prevalentemente crepuscolari ed è più attivo durante le due ore dopo l'alba e prima del tramonto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Muntiacus reevesi in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Leasor, H., Chiang, P.J. & Pei, K.J-C. 2008, Muntiacus reevesi in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  3. ^ a b c d e Daily Mail: "Have you seen this dangerous deer?" p 13, retrieved 2010/03/22
  4. ^ a b c GB non-native species secretariat

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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