Mundilfœri

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Nella mitologia norrena, Mundilfœri (chiamato anche Mundilfari) era un gigante, sposo di Glaur, padre di Sól, la dea del Sole, e di Máni, il dio della Luna.

(NON)

« Vafþrúðnir kvað:

"Mundilfæri heitir,
hann er mána faðir
ok svá Sólar it sama;
himin hverfa
þau skolo hverjan dag
öldom at ártali. »

(IT)

« Disse Vafþrúðnir:

"Mundilfœri si chiama
colui che fu il padre della luna
e del sole ugualmente;
il cielo percorreranno
quei due ogni giorno
per segnare agli uomini il tempo." »

(Edda poetica - Vafþrúðnismál - Il discorso di Vafþrúðnir XXIII)

La leggenda narra che quando nacquero i suoi figli erano così belli che lui li chiamò appunto Máni e Sól. Gli dèi si arrabbiarono per questo orgoglio e presero i due bambini, mettendoli entrambi nel cielo a guidare i carri del Sole e della Luna, che gli dei avevano creato usando il fuoco di Muspellheimr. I due sono entrambi inseguiti da un orribile lupo, che si chiama Skoll ("il traditore"). Questa vicenda è narrata nel Gylfaginning:

(NON)

« Hár segir: « Sá maðr er nefndr Mundilfœri er átti tvau börn. Þau váru svá fögr ok fríð at hann kallaði annat Mána en dóttur sína Sól, ok gipti hana þeim manni er Glenr hét. En guðin reiddusk þessu ofdrambi ok tóku þau systkin ok settu upp á himin, létu Sól keyra þá hesta er drógu kerru sólarinnar, þeirar er guðin höfðu skapat til at lýsa heimana af þeiri síu er flaug ór Muspellsheimi. »

(IT)

« Hár disse: «Un uomo che si chiamava Mundilfœri ebbe due figli. Essi erano così belli e gentili che egli chiamò suo figlio Máni e sua figlia Sól e diede questa in sposa a quell'uomo che si chiamava Glenr. Ma gli dèi si adirarono per questa insolenza, presero i due fratelli e li posero in cielo, costringendo Sól a cavalcare quei cavalli che tirano il carro del sole, che gli dèi avevano creato per illuminare il mondo con quella favilla che era sfuggita dal Múspellsheimr. »

(Snorri Sturluson - Edda poetica - Gylfaginning XI.)

In suo onore è stato nominato uno dei satelliti naturali di Saturno, Mundilfari per l'appunto.