Mumia Abu-Jamal

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Mumia Abu-Jamal, all'anagrafe Wesley Cook (Filadelfia, 24 aprile 1954), è un attivista statunitense, membro delle Pantere Nere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scelse il nome swahili Mumia al liceo, sotto l'influenza di un insegnante d'origine keniota a cui aggiunse Abu-Jamal alla nascita del suo primo figlio, Jamal. All'età di 14 anni, nel 1968, a Filadelfia, Mumia fu arrestato e malmenato per aver protestato contro un meeting del Partito Democratico e del candidato segregazionista alle elezioni presidenziali, George Wallace, ex governatore dell'Alabama.

Poco dopo, fu schedato dall'FBI per aver voluto ribattezzare il suo liceo col nome di Malcolm X. Nel 1969 fu incaricato dell'informazione nella sezione di Philadelphia del partito delle Pantere Nere. L'FBI lo considerava come una delle persone «da sorvegliare e internare in caso d'allerta nazionale». Fu uno dei bersagli del "Cointelpro" (programma d'infiltrazione e di controspionaggio) di cui sarebbero stati vittime Leonard Peltier e altri membri delle Pantere Nere.

Divenuto giornalista radio, premiato con numerosi riconoscimenti, Mumia era soprannominato «la voce dei senza-voce» per la sua critica della corruzione della polizia e dei dirigenti politici locali. Dopo il 1978 denunciò la violenta repressione che colpì la comunità MOVE e, nel 1981, seguì il processo contro il suo fondatore, John Africa, che fu infine prosciolto. Il sostegno di Mumia a MOVE esasperò i politici e la polizia di Filadelfia e gli valse il licenziamento da una delle stazioni radio dove lavorava. Per mantenere la sua famiglia, Mumia fu costretto a lavorare come tassista di notte.

Il 9 dicembre 1981, all'alba, Mumia Abu-Jamal fu gravemente ferito nel corso di una sparatoria nel quartiere sud della città, dove aveva appena portato un cliente. Arrestato, fu accusato dell'omicidio di un poliziotto, Daniel Faulkner, ucciso in quella sparatoria. Malgrado i suoi dinieghi e l'assenza di suoi precedenti giudiziari, un'inchiesta molto discussa (a livello delle perizie balistiche, dei rilievi di impronte, delle prove non effettuate etc.) portò all'imputazione di Mumia e alla sua comparizione davanti al tribunale di giustizia della Pennsylvania.

Nel luglio 1982 fu condannato alla pena di morte nonostante, secondo la difesa, diverse contraddizioni nelle prove a suo carico e violazioni dei suoi diritti. Nel giugno 1999 un vecchio sicario, Arnold Beverly, confessò a uno degli avvocati di Mumia di aver ucciso il poliziotto Faulkner, in un quadro di collusioni tra polizia e mafia. Questa confessione non è stata tuttavia tenuta in considerazione.

Intorno al processo e alla condanna di Mumia si è creata una mobilitazione internazionale e Mumia è diventato un simbolo della lotta contro la pena di morte. L'8 ottobre del 2003 sono stati respinti gli ultimi ricorsi, rimandando la questione a livello federale, dove la sua pena avrebbe potuto essere commutata in ergastolo.

Il gruppo musicale Rage Against the Machine si è battuto molto per la sua liberazione, in particolare con le canzoni Freedom e Voice of the voiceless; anche il rapper di New York KRS-One gli ha dedicato la canzone "Free Mumia". Nell'ottobre 2003 è stato nominato cittadino onorario della città di Parigi dal sindaco Bertrand Delanoë. Nel 2005 la città di Saint-Denis ha deciso di intitolargli una via.

Nel 2007 Colin Firth, come produttore, ha presentato al Festival internazionale del Cinema di Roma, un film-denuncia dal titolo "In prigione la mia intera vita" sulla pena di morte di Mumia Abu-Jamal. Il 27 marzo 2008 è stata infine annullata la sua condanna a morte[1] e la pena è stata commutata in ergastolo. Il 10 aprile 2012 ha rilasciato la prima intervista dalla prigione dopo 17 anni di isolamento al network televisivo Russia Today.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annullata condanna a morte per Mumia Abu Jamal. URL consultato il 27 marzo 2008.
  2. ^ La prima intervista a Mumia Abu Jamal su RT. URL consultato il 10 aprile 2012.

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