Muhammad al-Baqir

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Muhammad al-Bāqir

Muhammad al-Bāqir, ovvero Muhammad ibn ʿAlī ibn al-Husayn (in arabo: محمد ابن علي الباقر; Medina, 676Medina, 731), è stato il quinto Imam per lo Sciismo duodecimano, ismailita e alawita.

Figlio di ʿAlī b. al-Husayn, detto Zayn al-ʿĀbidīn e della cugina di costui, Fātima bint al-Ḥasan ibn ʿAlī, nacque a Medina nel 676 e morì nella stessa città nel 731, venendo inumato nel cimitero cittadino del Baqiʿ al-Gharqad.

Il suo laqab "al-Bāqir" significa "il Rivelatore". Sposò Fāṭima bt. al-Qāsim b. Muhammad b. Abī Bakr, pronipote del primo Califfo Abu Bakr, oltre a Umm Hakīm bt. Usayd b. al-Mughīrā al-Thaqafī. Tra i figli figura Jaʿfar al-Sādiq, Ibrāhīm, ʿAlī, ʿAbd Allāh, Zaynab e Umm Salama.

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua somiglianza col suo avo Maometto, Muhammad al-Bāqir fu chiamato col suo nome di Muhammad, e il suo laqab gli fu dato perché si credeva che il bisnonno gli rivelasse ciò che alle normali persone restava occulto. Fu il primo Imam la cui ascendenza, tanto da parte paterna, quanto da parte materna, risaliva direttamente al Profeta ultimo dell'Islam.

La storia della sua vita può essere suddivisa in due periodi.

  • Il periodo prima del suo Imamato (di circa 35 anni), assolutamente sereno e pacifico, condotto nella natia Medina.
  • Il periodo dell'Imamato (di circa 20 anni), del tutto dedicato alla diffusione del credo islamico secondo l'approccio che sarà poi definito sciita.

Dottrina[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad al-Bāqir ebbe il titolo onorifico di Bāqir al-ʿulūm "Rivelatore delle conoscenze", dovuto alla sua profonda conoscenza religiosa e giuridica e al suo zelo di Maestro. Il figlio e successore di Muhammad al-Bāqir, Jaʿfar al-Sādiq, studiò sotto la sua guida e beneficiò appieno delle sue non comuni conoscenze. È per questo riconosciuto come precursore della giurisprudenza sciita, che sarà poi ufficialmente organizzata e perfezionata dal figlio Jaʿfar.

Attività nel periodo omayyade[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado la sua avversione nei confronti della politica, i governanti omayyadi diffidavano di Muhammad al-Bāqir, per il timore della sua vasta popolarità e della sua indiscussa influenza. Le azioni anti-omayyadi intraprese da suo fratello Zayd ibn ʿAlī e da altri suoi familiari, lo resero estremamente sospetto agli occhi degli Omayyadi.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad al-Bāqir fu avvelenato per ordine del Califfo omayyade Hisham ibn 'Abd al-Malik all'età di 55 anni circa. Il suo corpo fu inumato accanto alle sepolture degli altri Imam nel cimitero del Baqiʿ al-Gharqad.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imam sciita duodecimano, ismailita e alawita Successore
ʿAlī b. al-Husayn,
Zayn al-ʿĀbidīn

(680 – 712)
712 – 731 Jaʿfar al-Sādiq
(731 – 765)