Giornalismo investigativo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Muckraker)
(ES)
« Periodismo es difundir aquello que alguien no quiere que se sepa, el resto es propaganda. Su función es poner a la vista lo que está oculto, dar testimonio y, por lo tanto, molestar »
(IT)
« Il Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, tutto il resto è propaganda. La sua funzione è quella di portare alla luce ciò che è nascosto, fornire prove e, pertanto, dare fastidio. »
(Horacio Verbitsky[1])
Questa voce è parte della serie
Giornalismo








Il giornalismo investigativo o giornalismo d'inchiesta è una tipologia di giornalismo che comporta un lavoro di investigazione approfondita su vari temi.

Definizioni[modifica | modifica sorgente]

Steve Weinberg, professore di giornalismo all'Università del Missouri, così ha definito il giornalismo investigativo:

« Raccontare, sulla base della propria iniziativa e del proprio lavoro, fatti che siano rilevanti per i lettori, gli spettatori o gli ascoltatori. »
(Steve Weinberg[2])

In molti casi, i soggetti del reporting vorrebbero che le materie sotto indagine rimanessero nascoste. Attualmente ci sono diversi dipartimenti universitari che insegnano giornalismo investigativo. Si tengono inoltre conferenze per presentare ricerche esaminate dalla comunità dei pari sul tema del giornalismo investigativo.

L'inglese Hugo de Burgh, teorico dei media, ha affermato che:

« Un giornalista investigativo è un uomo o una donna la cui professione è di scoprire la verità e identificare gli scostamenti da essa in qualsiasi media possa essere disponibile »
(Hugo de Burgh[3])

Fare ciò è generalmente chiamato giornalismo investigativo ed è distinto dal lavoro apparentemente simile svolto da polizia, avvocati, ispettori ed enti regolatori poiché non è limitato agli oggetti di indagine, non ha un fondamento giuridico ed è strettamente collegato con la divulgazione.

Temi[modifica | modifica sorgente]

Tra le tematiche affrontate dal giornalismo d'inchiesta ci sono quelli riguardanti le attività della sfera criminale (come il terrorismo, il crimine organizzato, il traffico di esseri umani, l'economia canaglia), i temi riguardanti la corruzione (come i misfatti delle multinazionali), e le inchieste sociali su fenomeni di costume o culturali controversi (come la prostituzione, i trend sessuali, l'immigrazione, le mode giovanili).[4]

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Vista la natura peculiare del suo lavoro, il giornalista investigativo si avvale dei seguenti strumenti:

  • Analisi di documenti di provenienza istituzionale (governo, parlamento, magistratura, enti internazionali), privata (multinazionali, ONG, centri di analisi privati) o scientifica (università e centri di ricerca).
  • Computer-Assisted Reporting, ovvero investigazioni giornalistiche basate sull'analisi di complessi database.
  • Open Source Intelligence, OSINT ovvero analisi di fonti aperte disponibili online o offline e fonti documentali a stampa. Tale metodologia investigativa si avvale dell'utilizzo di software specifici per il data mining e dell'utilizzo di portali di accesso a dati amministrativi di persone giuridiche e fisiche (Homeonline, Cerved, LexisNexis).
  • rapporti con fonti confindenziali di provenienza istituzionale o privata.
  • Utilizzo della legislazione FOIA di ogni paese Freedom of Information Act per accedere a materiale documentale riservato o declassificato (come ad esempio i materiali dell'Operazione Condor ottenuti dal Dipartimento di Stato americano).

Differenze rispetto al giornalismo tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Quale che sia il tema, il minimo comune denominatore del giornalismo investigativo è il tempo investito nel lavoro di inchiesta. Un giornalista di inchiesta può spendere mesi per sviluppare e preparare un'indagine giornalistica o un libro inchiesta.

Inoltre, mentre il giornalismo tradizionale si fonda su un criterio di assunzione di legittimità delle fonti ufficiali e istituzionali il giornalista investigativo si basa su una ricerca di informazioni fondata sulle fonti primarie relative ad un dato fenomeno.

Ad esempio, se un giornalista di un grande quotidiano basa una articolo sulle dichiarazioni dell'addetto stampa di una multinazionale o di un ufficiale addetto alle pubbliche relazioni di una forza militare, un giornalista investigativo va alle persone coinvolte direttamente in un dato evento spesso entrando in rapporto con fonti confidenziali.

Per la sua natura il giornalismo investigativo viene svolto quindi da freelance[5] svincolati dai tempi di redazione o da giornalisti di inchiesta interni alle testate con una ampio margine di tempo e libertà d'azione.

I «muckraker»[modifica | modifica sorgente]

Ida M. Tarbell, autrice del libro d'inchiesta The History of the Standard Oil Company

Tra il 1890 e il 1920 emerse negli Stati Uniti d'America un tipo di giornalismo investigativo caratterizzato da indagini di denuncia o corruzione. Denominato «muckraker», (letteralmente "spalaletame" in inglese), tale forma pioneristica di giornalismo investigativo fece molta sensazione producendo spesso scandali.

Il termine fu impiegato per la prima volta dall'allora Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt nel 1906, che li accosto ad un personaggio del romanzo The Pilgrim's Progress di John Bunyan[6].

Tra i più noti muckraker vi sono Ida M. Tarbell, con i suoi articoli sulla corruzione del presidente della Standard Oil, John D. Rockefeller, apparsi sulla rivista «McClure's»[7]. Lincoln Steffens e Ray Standard Baker realizzarono inchieste sulla corruzione in alcune città[7], le riviste «Cosmopolitan» e «Collier's Weekly» si dedicarono rispettivamente alla corruzione nel Senato degli Stati Uniti e alle frodi farmaceutiche[7].

I «pistaroli»[modifica | modifica sorgente]

Negli anni settanta del XX secolo è nato il termine pistaroli (dal francese pistard noirs)[8]. È l'appellativo con cui vengono chiamati, in modo dispregiativo, un gruppo di giornalisti d'inchiesta italiani d'assalto. Si occupano di seguire tutti gli avvenimenti che accadono in Italia, a partire dalla strage di Piazza Fontana del 1969. Essi sono: Marco Nozza, Guido Nozzoli, Filippo Abbiati e Gian Pietro Testa de Il Giorno, Gianni Flamini di Avvenire, Giulio Obici di Paese Sera, Marco Sassano dell'Avanti!, Giuliano Marchesini de la Stampa, Umberto Zanatta di Stampa Sera, Italo Del Vecchio della Gazzetta del Mezzogiorno, Giorgio Sgherri de l'Unità, Fabio Isman de Il Messaggero, Mario Cicellyn del Il Mattino, e poi Marco Fini, Ibio Paolucci, Nando Pensa, Adolfo Fiorani, Marcella Andreoli, Corrado Stajano, Giorgio Bocca, Camilla Cederna.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ El periodismo ya no es importante por lo que dice, sino por lo que oculta : Observatorio de Medios FUCATEL
  2. ^ Steve Weinberg, "The Reporter's Handbook: An Investigator's Guide to Documents and Techniques," St. Martin's Press, 1996
  3. ^ Investigative Journalism: Context and Practice, Hugo de Burgh (ed), Routledge, London and New York, 2000
  4. ^ Gerardo Adinolfi, Dentro l’inchiesta, L’Italia nelle indagini dei reporter, Edizioni della Sera, Ottobre 2010, p 19.
  5. ^ Simona Fossati, Marina Martorana, Giornalista Freelance, Sperling& Kupfer Editori, Milano, 1995
  6. ^ Giovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Bruno Mondadori, 2000, pag. 162
  7. ^ a b c M. Stazio, L'informazione giornalistica, Ellissi, 2003, ISBN 9788824491402 , pp. 109-110
  8. ^ Pistarolo di cuore nell'Italia di piombo, La Storia Paravia Bruno Mondadori. URL consultato il 20-02-2010.
  9. ^ Marco Nozza. Il pistarolo. Da Piazza Fontana, trent'anni di storia raccontati da un grande cronista. Il Saggiatore, 2006, ISBN - 88-428-1429-6.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Petra M. Secanella, Periodismo de Investigacion, Editorial Tecnos, Madrid (Spagna) 1986.
  • Pepe Rodriguez, Periodismo de investigacion técnicas y estrategias, Paidos, Iberica, Barcellona (Spagna) 1994.
  • Simona Fossati, Marina Martorana, Giornalista Freelance, Sperling& Kupfer Editori, Milano, 1995.
  • Gerardo Reyes, Periodismo de Investigacìon, Editorial Trillas, Districto Federal (Mexico) 1996.
  • Steve Weinberg, The Reporter's Handbook: An Investigator's Guide to Documents and Techniques, St. Martin's Press, 1996.
  • Hugo de Burgh (ed), Investigative Journalism: Context and Practice, Routledge, London and New York, 2000.
  • Francesco Sidoti, Giornalismo investigativo, a cura di Francesco Sidoti, Roma, Koinè nuove edizioni, 2003.
  • Massimo Veneziani, Controinformazione: stampa alternativa e giornalismo d'inchiesta dagli anni Sessanta a oggi. prefazione di Carlo Lucarelli, introduzione di Aldo Giannuli, Roma, Castelvecchi, 2006.
  • Gerardo Adinolfi, Dentro l’inchiesta. L’Italia nelle indagini dei reporter, Roma, Edizioni della sera, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Centri nazionali e internazionali di giornalismo investigativo[modifica | modifica sorgente]

Corsi di formazione di giornalismo investigativo[modifica | modifica sorgente]

Portali di inchieste partecipative di giornalismo investigativo[modifica | modifica sorgente]


editoria Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria