Mozzo (Italia)

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Mozzo
comune
Mozzo – Stemma
Mozzo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Bergamo – stemma Bergamo
Sindaco Silvio Peroni (centrodestra) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 45°42′05″N 9°36′29″E / 45.70139°N 9.60806°E / 45.70139; 9.60806 (Mozzo)Coordinate: 45°42′05″N 9°36′29″E / 45.70139°N 9.60806°E / 45.70139; 9.60806 (Mozzo)
Altitudine 252 m s.l.m.
Superficie 3,56 km²
Abitanti 7 488[1] (31-12-2010)
Densità 2 103,37 ab./km²
Frazioni Borghetto, Ca' del Lupo, Colombera, Crocette, Dorotina, Merena, Mozzo di Sopra, Pascoletto
Comuni confinanti Bergamo, Curno, Ponte San Pietro, Valbrembo
Altre informazioni
Cod. postale 24030
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016143
Cod. catastale F791
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 358 GG[2]
Nome abitanti mozzesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mozzo è posizionata in Italia
Mozzo
Posizione del comune di Mozzo nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Mozzo nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Mozzo (Móss in dialetto bergamasco[3]) è un comune di 7.488 abitanti della provincia di Bergamo.

« Boschi di castagni e prati sempre verdeggianti, viti, frutti, novi, olivi, una fonte e fertili campi. Arricchisce il luogo una selva, piena di una grande varietà di belve, la più parte delle quali si cattura con le reti o con i cani. Non manca nulla di ciò che richiede una vita degna, poiché la natura benigna così arricchì questo luogo »
(Mosè del Brolo, poeta del XII secolo)

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Mozzo è adagiato a semicerchio intorno ai colli di Bergamo ed ha una superficie di 3,57 ettari, in parte collinoso, in parte pianeggiante. L'altezza di riferimento, al centro del paese, è di 252 metri sul livello del mare.

Una porzione del territorio comunale è inclusa nel Parco dei Colli di Bergamo, parco regionale lombardo.

[modifica] I Colli

Tre sono le cime dei colli nel territorio di Mozzo e precisamente:

  • Colle Bagnada, (o monte Gussa, m 389)
  • Colle dei Gobbi (m 309)
  • Colle Lochis (m 287)
Il torrente Quisa tra Mozzo e Ponte San Pietro

[modifica] Idrografia

Il Torrente Quisa, che nasce dalle falde del Canto Alto nel comune di Sorisole, segna il confine con il comune di Ponte San Pietro. Ha carattere torrentizio, con pochissima acqua nei periodi normali, e sfocia nel fiume Brembo nel territorio di Ponte San Pietro. Nella frazione del Borghetto, è visibile la Roggia Curna, opera voluta da Bartolomeo Colleoni, per irrigare la zona di Astino e a sud di Curno. Le numerose sorgenti esistenti sui colli sono ormai scomparse.

[modifica] I Confini

Il comune dista circa 5 chilometri dalla città di Bergamo; confina con il capoluogo e con i comuni di Curno, Ponte San Pietro e Valbrembo.

[modifica] Storia

Il territorio circostante la città di Bergamo risulta abitato almeno dall'età del Bronzo (II millennio a.C.).

I primi documenti scritti in cui si parla di Mozzo risalgono invece agli anni 958 e 989: sai parla di alcuni lasciti di terreni effettuati da Guglielmo e Auberto figli di Aponi da Muzo, capostipite della famiglia da cui il paese ha preso il nome.

Nei secoli successivi la storia di Mozzo segue quella della vicina Bergamo. Dal 1927 al 1948 i comuni di Curno e Mozzo furono uniti in quello di Curdomo (dalle iniziali di Curno, Dorotina, Mozzo).

Mozzo, che nel dopoguerra era esclusivamente agricolo, ha visto negli anni l'insediamento di attività industriali (chimica fra le prime) e di una timida edilizia privata. Ma è a partire dagli anni ottanta che il paese trova la sua identità residenziale, divorando tutto lo spazio edificabile. Attualmente solo la fascia collinare che taglia il paese in direzione nord-sud rimane al riparo dalla lottizzazione, grazie ai vincoli posti dal Parco dei Colli, che impediscono l'edificazione di nuovi immobili. Grazie alla sua estrema vicinanza a Bergamo e alla relativa tranquillità, Mozzo negli anni ha attratto diverse fasce sociali, causando un rapido sviluppo che è sempre riuscito a garantire un'alta qualità della vita.

Il nome del paese da Fondum Mutii o Fondum Mucii e successivamente Muz, Muzo, Moss, Moz divenne infine Mozzo.

[modifica] Lo stemma comunale

Lo stemma comunale del comune di Mozzo è composto da quattro campi. I quattro campi, in senso orario a partire dal primo in alto a sinistra, sono di colore argento, l'azzurro, il nero e il rosso che rappresentano la speranza, la giustizia, la prudenza e la carità. Nel primo campo domina l'aquila, simbolo dei Capitani di Mozzo, nel secondo il Castello che domina sui tre colli, nel terzo le daghe dei Romani, simbolo delle origini, nel quarto il Pastorale, segno del dominio dei Vescovi di Bergamo. Lo stemma comunale fu registrato alla Corte dei Conti il 1 febbraio 1979 e registrato nel registro araldico il 19 febbraio dello stesso anno.

[modifica] Vie di comunicazione

Mozzo è situato lungo la SS 342, nota come "Briantea" che collega la città di Bergamo con Como. Un'altra importante strada taglia Mozzo e separa la frazione Pascoletto dal resto del paese, si tratta della strada provinciale che da Villa d'Almè porta a Dalmine, costruita negli anni sessanta. Il Comune di Mozzo è servito dall'Azienda di Trasporto pubblico di Bergamo (ATB) grazie alla linea 9 che collega il comune al capoluogo. Più rare sono le corse della linea 8, della 10 e della 19, quest'ultima porta anche a Dalmine e a Villa d'Almè. Sebbene Mozzo sia attraversato dalla linea ferroviaria che porta a Lecco (realizzata nel 1862) non possiede una stazione ferroviaria; quelle più vicine si trovano a Ponte San Pietro e a Bergamo. L'aeroporto più vicino è quello di Orio al Serio.

[modifica] Frazioni

Le frazioni principali di Mozzo sono Pascoletto, Dorotina e Borghetto. Altre zone di Mozzo sono Ca' del Lupo, Colombera, Fornaci, Crocette e Merena.

[modifica] Borghetto

Il Borghetto risulta separato dal resto del paese dai tre colli del comune stesso appartenenti al "Parco dei Colli". Da molti anni c'è un progetto di una galleria sotto il colle che collegherebbe Piazza Trieste alla frazione ma non se n'è mai fatto nulla.

[modifica] Dorotina

La Dorotina è invece separata dal resto del paese dalla linea ferroviaria che da Bergamo porta a Lecco. Un sottopasso, datato 1985, collega la Dorotina con la frazione Pascoletto, mentre una strada ciclopedonale (nota come Tombotto o Via degli Alpini) la congiunge al centro del paese. Nella frazione si trova anche una chiesa, che fino a poco tempo fa risultava parte integrante della Parrocchia di Ponte San Pietro.

[modifica] Pascoletto

Il Pascoletto si trova ad ovest del centro di Mozzo ed è collegato ad esso tramite il sottopassaggio, costruito nel 1981, alla strada provinciale. Al Pascoletto sono sorti negli ultimi anni numerosi centri residenziali che ne hanno incrementato fortemente la popolazione. Nella frazione sorge l'impianto sportivo "Colombera", composto da un campo da calcio con annessa pista d'atletica e campi coperti per tennis e calcetto.

[modifica] Gli edifici

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

[modifica] Le chiese

La Parrocchia di Mozzo è riconosciuta come tale dal 1476. Originariamente la chiesa del paese era intitolata a San Salvatore, mentre la nuova chiesa è dedicata a San Giovanni Battista. Della vecchia chiesa, demolita per far spazio ad una che potesse contenere un maggior numero di fedeli, rimane solo il campanile. Nella frazione Dorotina c'è un'altra chiesa, che fino a poco tempo fa faceva parte della Parrocchia di Ponte San Pietro.

[modifica] Le Scuole

Nel Comune è presente una scuola materna connessa all'oratorio, una scuola elementare intitolata al poeta Mosè del Brolo ed una scuola media dedicata allo scultore Piero Brolis.

[modifica] Le Ville

Sono numerose le residenze di famiglie nobili in campagna presenti nel bergamasco, datate soprattutto tra il '700 e l'800. Alcune di esse si trovano a Mozzo e rappresentano il desiderio delle famiglie di uscire dai territori comunali per trascorrere le proprie vacanze in un ambiente diverso. Ecco un elenco delle ville di Mozzo:

  • Villa Albani, di proprietà della famiglia nobile degli Albani, originari di Urgnano
  • Villa Bagnada, situata sotto la vetta del colle omonimo, è un esempio di architettura neoclassica di fine ottocento.
  • Villa Berizzi, ubicata nel centro del paese
  • Villa Lochis alle Crocette, situata nella frazione omonima, dove visse per molti anni il violoncellista Alfredo Piatti.
  • Pinacoteca Lochis, esempio del neoclassicismo, risale al 1840.
  • Castello, probabilmente un castello dei Capitani di Mozzo di origine medievale.
  • Casa degli Angeli, riadattata come centro di riabilitazione dagli Ospedali Riuniti di Bergamo.
  • Villa Dorotina, edificio signorile nel quale trascorse le sue vacanze Gaetano Donizetti.
  • Villa Masnada, risalente alla prima metà dell'Ottocento e di proprietà di Antonio Percassi.

[modifica] Sport e tempo libero

Per lo sport nel comune sono presenti campi da calcio, due palestre, campi da calcetto e tennis coperti. Esistono anche una piscina ed un campo da golf indoor ( gestiti da privati). Lo sport è diretto dall'Unione Sportiva Mozzo, composta da 9 sezioni (calcio, basket, pallavolo, tennis, ginnastica artistica, karate, aerobica, atletica e calcio a cinque) con più di 750 tesserati.

Altre strutture per il tempo libero comprendono l'oratorio parrocchiale e un cine-teatro chiamato Agorà. Per quanto riguarda il calcio l'AC Mozzo milita in Seconda Categoria, mentre sempre in Seconda Categoria ma in un girone diverso milita la più recente Amici Mozzo.

[modifica] Personalità legate a Mozzo

« Vorrei essere alla Dorotina: eccolo la mia voglia e non qui. Là nella stanzetta al caldo »

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Silvio Peroni (centrodestra) dal 29/05/2007

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • Gianernesto Leidi Mozzo 1000 anni di storia alla ricerca delle proprie origini

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001. ISBN 88-87353-12-3
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