Movimento per il Socialismo (Bolivia)

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Movimento per il Socialismo
Movimiento al Socialismo
Leader Evo Morales
Stato Bolivia Bolivia
Fondazione 23 luglio 1987
Sede La Paz
Ideologia Socialismo del XXI secolo,
Marxismo,
Bolivarismo,
Indigenismo
Comunitarismo[1][2]
Collocazione Sinistra
Affiliazione internazionale Foro de São Paulo
Conferenza Permanente dei Partiti Politici dell'America Latina
Congresso Bolivariano dei Popoli
Sito web www.masbolivia.org (offline)

Il Movimento per il Socialismo - Strumento politico per la sovranità dei popoli (Movimiento al Socialismo - Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos), noto anche con la siglia MAS, è un partito politico boliviano di sinistra. Il massimo dirigente del partito è Evo Morales, Presidente della Bolivia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1987 una sezione di sinistra della Falange Socialista Boliviana (FSB) ha fondato il partito MAS, parzialmente influenzato dalla dottrina marxista, così come dall'indianismo katarista e dal nazionalismo del Movimiento Nacional Revolucionario e della stessa FSB.[3] Come programma politico ha come obiettivo di rappresentare i diritti dei cocaleros ossia i coltivatori di coca tipica della cultura andina e di opporsi ai governi borghesi del tempo. Attualmente il MAS è al governo (dopo la vittoria del 2005, bissata nel 2009, con una larga maggioranza parlamentare di 85 deputati su 130 e 24 senatori su 36) ed è collocato su una linea anti-imperialista, anti-colonialista e anti-liberista, all'insegna della costruzione del Socialismo del XXI secolo.

Il suo massimo dirigente è l'attuale Presidente della Bolivia Evo Morales.

Evo Morales[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evo Morales.

Morales nacque da una famiglia indigena Aymara ad Orinoca, una città mineraria nel dipartimento di Oruro, sull'altopiano boliviano. Nei primi anni ottanta la sua famiglia, come molti abitanti indigeni degli altipiani che lavoravano nelle miniere, emigrò nei bassopiani tropicali nell'est della Bolivia. Si stabilirono nel Chapare, dove si dedicarono all'agricoltura, coltivazioni di coca incluse. Morales completò la sua istruzione superiore, e ha descritto la sua istruzione successiva come "l'università della vita", comprendendo in essa anche il servizio militare prestato all'età di 17 anni.

Durante le riforme economiche della metà degli anni ottanta molti minatori, espulsi dalle miniere dalle ristrutturazioni in atto, rafforzarono il processo di colonizzazione della Regione del Chapare, già da alcuni anni principale area di produzione di coca, contribuendo al crescente ruolo internazionale del paese nella produzione e nel contrabbando di cocaina.

Prima di diventare uno dei principali dirigenti del sindacato dei cocaleros, Morales organizzò una squadra di calcio locale. Lavorò anche come musicista, suonando la tromba in una banda.

Come leader dei cocaleros, Morales fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1997, come rappresentante delle province di Chapare e Carrasco, nel Dipartimento di Cochabamba. Ricevette il 70% dei voti in quel distretto, la percentuale più alta di voti dei 68 deputati che furono eletti direttamente in quella elezione.

Programma[modifica | modifica sorgente]

  • Uguaglianza sociale delle etnie presenti in Bolivia.
  • Lotta alla corruzione all'interno delle istituzioni di Stato.
  • Nazionalizzazione delle risorse energetiche rinnovabili.
  • Industrializzazione del settore energetico.
  • Movimento di rinnovamento morale e politico.
  • Integrare la Bolivia nel mondo moderno.
  • Inserimento del paese tra le nazioni industrializzate.
  • Riconoscimento del sacrificio della nazione boliviana nei confronti dell'Europa e del mondo durante la colonizzazione.
  • Integrazione del patrimonio culturale e alimentare originale con quello europeo.
  • Lotta al neoliberismo.
  • Rispetto dei basilari diritti umani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ideologia, gas e politica di Evo Morales
  2. ^ Rita Martufi, Luciano Vasapollo, Futuro indigeno: la sfida delle Americhe, 2009, pag. 337, disponibile su google books
  3. ^ Pablo Stefanoni, Hervé Do Alto, Evo Morales - Il riscatto degli Indigeni in Bolivia, Sperling&Kupfer, 2006, pp 49 - 51
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