Movimento Nazionalsocialista del Cile

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Bandiera del Movimento Nazionalsocialista del Cile tra il 1932 e il 1938, basata sulla prima bandiera nazionale del Cile

Il Movimento Nazionalsocialista del Cile (Movimiento Nacional Socialista de Chile) fu un movimento politico cileno attivo negli anni trenta e quaranta, inizialmente vicino alle idee di Adolf Hitler e più tardi spostatosi sulle posizioni del fascismo italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento fu fondato nell'aprile 1932 dal Generale Diaz Valderrama, da Carlos Keller (principale ideologo del gruppo) e da Jorge González von Marées, che ne divenne il leader. Il partito inizialmente seguì le idee del nazionalsocialismo, sottolineando la componente antisemita. Ricevette il sostegno finanziario dalla popolazione di origine tedesca del Cile, arrivando a contare ventimila iscritti, in maggior parte tra la popolazione peones.

Il movimento si impegnò per costruire in Cile uno Stato Corporativo, basato sulla collaborazione tra le classi sociali (in antitesi alla lotta di classe marxista ed all'individualismo capitalista) e sulla socializzazione dei mezzi di produzione. Costituì inoltre una propria milizia, simile a quelle dei fascismi europei: la "Tropas Nacistas de Asalto".[1]

Tuttavia le simpatie per il nazionalsocialismo furono presto abbandonate, con l'affermazione (1930) da parte di González von Marées che l'uso del nome 'nazionale socialista' fu un errore da parte sua. Venne ridimensionato l'antisemitismo e l'azione venne improntata maggiormente all'istaurazione di un sistema economico e sociale che guardava al modello fascista italiano,[2] sebbene singoli membri del movimento (come Miguel Serrano) continuassero a vedere positivamente l'esperienza tedesca.

Alle politiche del 1937 il partito ottenne tre deputati (3,5% dei voti).[3].

Nel 1938 si fuse con l' Unione Socialista per creare l' Alianza Popular Libertadora (APL), che sostenne il generale Carlos Ibáñez del Campo nella candidatura per le elezioni presidenziali cilene dello stesso anno.

Una targa in ricordo del massacro del Seguro Obrero

Nel settembre del 1938 il movimento tentò un colpo di Stato, che fu represso in maniera spietata con il massacro di Seguro Obrero. Ciò portò Ibáñez su posizioni avverse al Movimento nazional-socialista del Chile, anche su indicazione di Gustavo Ross, portando un sostegno indiretto al candidato del Partito Radicale, Pedro Aguirre Cerda, che vinse le elezioni dell'anno successivo.[4]

Nel 1939 venne a crearsi una divisione a causa dell'uscita dal movimento di alcuni membri della APL, fondando la Vanguardia Popular Socialista, che non ebbe particolare successo e si sciolse nel 1942, mentre González von Marées subì l'arresto per essere poi rilasciato alla fine della guerra.

Nel 1945 la APL si fuse con il Partito Agrario, per formare il Partido Agrario Laborista (PAL), scontentando gli elementi rivoluzionari che si opponevano ad un'alleanza con un partito palesemente di destra.

Degli ex membri del partito solo Jorge Prat guadagnò posizioni politiche influenti in Cile: tra 1949 e 1954 portò avanti la pubblicazione di un settimanale di carta, Estanquero, servì come ministro nel governo di Carlos Ibáñez del Campo e tentò l' elezione a presidente nel 1964.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stanley G. Payne,Una storia del fascismo: 1914-1945, London: Routledge, 2001, p. 341
  2. ^ Payne, op cit
  3. ^ Cruz-Coke, Ricardo. 1984. ElettoraleHistoria de Chile. 1925-1973. Editoriale Jurídica del Cile. Santiago
  4. ^ Payne, op cit, p. 342
  5. ^ S. Cerqueira in JP Bernard et al,Guida per i partiti politici del Sud America, Harmondsworth: Penguin, 1973, pag 245