Comunione e Liberazione

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Comunione e Liberazione (spesso abbreviata con CL, da cui il nome di ciellini dato ai suoi aderenti) è un movimento ecclesiale cattolico fondato dal sacerdote e teologo Luigi Giussani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di Comunione e Liberazione risale al 1954, quando don Giussani decise di lasciare il magistero presso il seminario di Venegono per insegnare religione cattolica al liceo classico Giovanni Berchet di Milano. In seguito ai quotidiani incontri con gli studenti don Giussani divenne assistente di Azione Cattolica per il ramo di Gioventù Studentesca (GS) che in pochi anni si diffuse all'interno e oltre la diocesi di Milano. La prima comunità fuori Milano ebbe inizio nel '60 a Catania, seguirono Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì dove GS, come ricorda don Giussani, compì la "prima storica uscita nel settembre del '61 in Campigna"[1], dal gruppo di Forlì ebbe inizio la comunità di Sansepolcro nel '64 prima in Toscana.

Gioventù Studentesca era inserita nell'Azione Cattolica ma la differenza nel metodo ne provocò, attraverso gli anni, il distacco e la crisi. Nel periodo del '68 molti aderenti abbandonarono il movimento ma altri, più fedeli a don Giussani, si organizzarono in Comunione e Liberazione. Il nome deriva da un volantino diffuso da alcuni universitari nel 1969 e rimanda al contrasto col mondo culturale del tempo: mentre la cultura[non chiaro] dichiarava che la rivoluzione[non chiaro] era il cammino della liberazione dell'uomo, gli aderenti al movimento affermavano che tale cammino è possibile solo nella comunione cristiana, da cui la liberazione; la salvezza[quale ?] è Gesù Cristo e la liberazione della vita e dell'uomo, qui e nell'aldilà, è legata continuamente all'incontro con Lui.

Don Giussani affermava di non aver mai realmente inteso fondare un movimento. In relazione ad una lettera[2] di papa Giovanni Paolo II, aveva affermato[3] a proposito di Comunione e Liberazione: "Non solo non ho mai inteso "fondare" niente, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l'urgenza di proclamare la necessità di tornare agli aspetti elementari del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta."

Il desiderio di proseguire l'esperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la scuola e l'università, si condensò nei primi anni settanta nella Fraternità di Comunione e Liberazione, riconosciuta l'11 febbraio 1982 dalla Chiesa cattolica quale associazione laicale di diritto pontificio. La Fraternità di Comunione e Liberazione si incontra annualmente per gli esercizi spirituali a Rimini.

La presenza di CL nel mondo della scuola ha ancora il nome di Gioventù Studentesca. La sigla CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) definisce invece informalmente l'intera presenza di CL nelle università indipendentemente dalle varie forme di associazionismo. Anche il CLU si incontra annualmente per gli esercizi spirituali a Rimini.

Del movimento fanno parte anche esperienze di vita consacrata quali ad esempio i Memores Domini, la Fraternità San Giuseppe e la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, le Suore di carità dell'Assunzione, oltre a numerose vocazioni nell'ambito di famiglie religiose già esistenti (carmelitani, benedettini, francescani, trappisti, etc).

Dopo la morte di don Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, la guida del movimento è passata al sacerdote spagnolo don Julián Carrón.

Vita di CL[modifica | modifica wikitesto]

Striscione di Comunione e liberazione

Fin dalle sue origini come Gioventù Studentesca, la vita del movimento di Comunione e Liberazione è centrata sulla preghiera svolta nella liturgia. L'esperienza di vita proposta all'interno di CL valorizza i tre aspetti che don Giussani indicava come fondanti l'esperienza cristiana: cultura, carità e missione. Il metodo di GS, e poi di CL, è rimasto immutato fino ad oggi.

La scuola di comunità[modifica | modifica wikitesto]

Un'attività tipica del movimento è la catechesi detta scuola di comunità, generalmente sui testi di don Giussani o del Magistero, a cadenza quindicinale, organizzata dalle singole comunità e aperta a tutti.

Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, don Giussani aveva stabilito come scopo primario l'educazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita. La scuola di comunità intende essere in primo luogo un metodo per verificare la presenza di Cristo nella propria vita, approfondendo il rapporto fede-ragione e di come la ragione umana possa approcciarsi al mistero di Dio e dell'Incarnazione, aiutando chi vi partecipa a prendere coscienza di come possa nascere dalla comunione con Cristo attraverso la Chiesa un'umanità nuova.

Ogni comunità comincia il raduno con una preghiera o un canto; c'è quindi una lettura di un testo di don Giussani. Segue una breve discussione, confrontando quanto letto con la propria esperienza personale, e si conclude con un canto, una preghiera e gli avvisi, ritenuti le "gambe su cui può camminare la comunità".[senza fonte]

Liturgia e preghiera[modifica | modifica wikitesto]

Don Giussani ha sempre utilizzato per sé e per il movimento semplicemente le preghiere e la liturgia della Chiesa, senza aggiunte o modifiche (all'eccezione dell'Angelus che viene recitato in forma abbreviata con un solo Ave Maria). Nella Messa si utilizzano spesso canti della tradizione della Chiesa (gregoriani, laude medievali, polifonici, etc.). Le celebrazioni eucaristiche, aperte a tutti, sono ridotte all'essenziale: senza "segni" (cioè senza applausi, senza arredi sacri particolari, etc.), senza "monizioni" (né interventi spontanei), secondo quanto permette il Messale Romano.

Don Giussani ha sempre promosso la liturgia delle Ore, che è recitata quasi sempre in gruppo ed in recto tono. Agli inizi degli anni settanta fu compilata una versione semplificata[4] del breviario ambrosiano, racchiusa in un ciclo di una sola "settimana" anziché quattro, che è in uso ancora oggi; i consacrati (Memores Domini, etc.) utilizzano invece il breviario della Chiesa cattolica.

Sulla scia della devozione mariana di don Giussani, la recita del rosario è frequente, e sono raccomandati in modo particolare anche l'Angelus, il Regina Coeli, il Memorare, la preghiera di san Bernardo (presente nel canto XXXIII della Divina Commedia) e l'invocazione allo Spirito (Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam).

Il canto e la musica[modifica | modifica wikitesto]

La passione di don Giussani per la musica ed il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è "l'espressione più alta del cuore dell'uomo",[5] "la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero".[6] Giussani stesso racconta che fin «dalla prima Messa di GS, la prima in assoluto» insegnò ai suoi ragazzi i classici della devotio moderna, a cui seguiranno poi canti solisti, popolari o polifonici del Cinquecento e del Seicento. Inizialmente circoscritti all'ambito della sola liturgia, i cori di CL si sono poi formati anche su altri generi (dagli spirituals ai canti degli alpini, dai canti brasiliani al Laudario di Cortona, dai canti gregoriani e ambrosiani ai canti tradizionali spagnoli, irlandesi, sudamericani).

Già nei primissimi tempi dell'insegnamento al Berchet don Giussani faceva ascoltare in classe, nelle sue lezioni di religione, dischi di Beethoven, Chopin, Brahms, e altri: l'ascolto e il commento di musica e canti è rimasto poi come uno dei fattori fondamentali della vita del movimento. Negli ultimi anni della sua vita don Giussani ha fondato e diretto la collana di CD Spirto Gentil con i pezzi che riteneva meglio eseguiti, non solo di musica classica (tra cui Beethoven, Haydn, Mozart, Rachmaninov, Pergolesi) ma anche canti e musiche di altre tradizioni (ad esempio laudari medievali, canti popolari russi, canti popolari napoletani, canti baschi).

Non per questo CL rinnega la canzone moderna in quanto tale: anzi, il movimento ha accolto anche compositori, come il cantautore Claudio Chieffo, che don Giussani chiamava semplicemente "il poeta".

L'attenzione alla musica è tale che negli esercizi spirituali, ad eccezione dei momenti degli incontri, c'è sempre l'esecuzione di un canto o di un pezzo di musica classica.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La preoccupazione di don Giussani di presentare la lettura di alcuni testi di personalità cristiane e non cristiane che potessero favorire una migliore comprensione dell'esperienza cristiana cominciò con la proposta del "libro del mese" che continua ancora oggi sotto forma di una collana della BUR, denominata I libri dello spirito cristiano. La proposta sull'ascolto della musica è invece nella collana di CD denominata Spirto Gentil. In CL si presta grandissima attenzione all'arte, intesa come una delle espressioni più alte dell'uomo.

Carità[modifica | modifica wikitesto]

Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Questo impegno settimanale affonda le sue radici nell'abitudine dei primi giessini di riversarsi nel fine settimana nella povera Bassa Milanese per fare compagnia ai bambini, giocare con loro e fare catechismo. La caritativa non è intesa come volontariato o come gesto di solidarietà, ma come strumento di educazione del cuore alla gratuità. Attualmente le forme sono le più disparate: per esempio, dedicare un'ora della settimana a fare compagnia ai carcerati, ai malati, a fare doposcuola ai bambini, ecc.

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare ad ogni uomo la persona viva di Gesù. L'attenzione alla realtà missionaria propriamente detta è grandissima e affonda le sue radici negli anni sessanta, quando alcuni giessini milanesi partirono per il Brasile (paese cui il movimento sarebbe sempre stato legato) come missionari. Si tratta certamente dell'unico esempio missionario studentesco nella storia della Chiesa. In realtà quasi tutti i ragazzi di GS partiti dopo il '68 passarono nelle file dei movimenti marxisti, abbandonando il movimento, ad eccezione di don Pigi Bernareggi e di Rosetta Brambilla, ancora attualmente in Brasile.

Aspetti sociali[modifica | modifica wikitesto]

Nell'insegnamento di don Giussani, la fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa assai più che per il tradizionale ambiente delle parrocchie. Al movimento è legata, ad esempio, l'associazione Compagnia delle Opere, nata nel 1986 e che riunisce migliaia tra imprenditori ed opere di carattere assistenziale ed educative. Una critica relativamente diffusa in ambienti laici verso questa associazione è che essa rappresenterebbe una struttura "tentacolare" volta a trasmettere l'influenza e il potere di CL nella vita economica italiana; i sostenitori del movimento affermano al contrario che la Compagnia ha lo scopo di concretizzare nel mondo l'insegnamento di don Giussani.

Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo[7].

Dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto, si svolge a Rimini il Meeting per l'amicizia fra i popoli, manifestazione in cui tramite incontri, eventi, mostre e dibattiti con esponenti del mondo della cultura, della politica, dell'industria e della finanza (sia italiani che stranieri), è evidenziato il coinvolgimento di CL con le più varie realtà religiose, politiche e sociali. Nel 1981 nasce a Milano il Centro Culturale San Carlo dietro un invito rivolto direttamente a don Giussani (oggi CMC Centro Culturale di Milano), per dare vita a un luogo di incontro e cultura, dove potesse emergere il contributo che la ragione può portare all'esperienza della fede, attraverso la condivisione e il dialogo tra diverse eperienze di vita. Da lì nascono, negli stessi anni e in diverse città numerosi Centri Culturali che si riuniscono nell'Associazione Italiana Centri Culturali[8]. A Milano aderirono subito numerosi intellettuali, tra cui Giovanni Testori ed oggi docenti, professionisti, scrittori, come Luca Doninelli, Silvano Petrosino, Giulio Sapelli, Salvatore Carrubba.

Dall'ambiente di CL è nata la fondazione Banco Alimentare, una ONLUS per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze alimentari (a cui si è poi aggiunto il Banco Farmaceutico) e l'AVSI (Associazione dei Volontari per il Servizio Internazionale).

Ancora da CL nasce nel 1982 il Sindacato delle Famiglie (SIDEF[9]), per la promozione dei diritti delle famiglie ed il riconoscimento della loro soggettività sociale, ipotizzando che l'Italia sia uno dei paesi europei che più penalizza le esigenze delle famiglie.

Da CL sono nati anche numerose altre iniziative dei più diversi àmbiti: Club Papillon[10], Teatro de Gli Incamminati[11], Consorzio Pan (progetti asili nido)[12], Famiglie per Accoglienza[13], Associazione Cilla[14], Euresis[15], Teatro Elsinor[16], Federazione Opere Educative[17], Arcipelago Musica[18], ecc. L'associazione di fedeli Russia cristiana, d'altra parte, pur con posizioni vicine a CL e annoverando tra i propri aderenti molti ciellini, ha avuto genesi ed evoluzione propria e gode tuttora di una propria fisionomia non direttamente dipendente da CL[19],

CL nell'ambiente universitario[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento di Comunione e Liberazione è presente tra i giovani nelle scuole e nelle Università.

CL è un movimento ecclesiale di educazione alla vita di fede. Tuttavia alcuni aderenti al movimento di Comunione e Liberazione partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie, così come alla politica locale, nazionale ed europea. Questo per seguire l'insegnamento della Chiesa di portare Cristo in tutti gli ambienti della società (cfr. Gaudium et Spes).

La presenza di CL nelle università inizia a partire dalla fine degli anni sessanta con la sigla informale CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) ancora oggi utilizzata per indicare tutti i gruppi universitari ispirati a CL. Tale presenza è stata spesso però vista, soprattutto negli anni 70, solo come un elemento politico, tanto che Giussani stesso, nel febbraio 1976, richiamò i suoi sottolineando che «CL in università è un fatto politico più che un fatto ecclesiale, e questo ci strozza» e indicando un nuovo modo di stare in Università più aderente al messaggio cristiano.

La storia delle liste universitarie nate da aderenti a Comunione e Liberazione ha conosciuto negli anni successi ed insuccessi legati soprattutto al radicamento di CL sul territorio e nelle singole Università e attualmente fa riferimento a sigle come Student Office, Obiettivo Studenti, Lista Aperta per il Diritto allo Studio, Ateneo Studenti o ListOne riunite in una federazione nata negli anni novanta e denominata Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS).

Negli atenei italiani il movimento di CL ha fatto sentire la sua voce con nette prese di posizione, dimostrazioni, volantinaggi, manifestazioni durante incontri pubblici su alcuni temi scottanti della politica italiana ed europea, esprimendosi contro l'aborto, l'utilizzo delle cellule staminali embrionali e a sostegno della legge 40/2004 sulla procreazione assistita (cfr. Politica italiana e CL), opponendosi al divorzio e al riconoscimento legale di coppie omosessuali e sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e per l'insegnamento della religione cattolica. Recentemente, anche negli atenei, CL ha preso posizione per quanto riguarda l'inserimento nel testo della Costituzione Europea del riferimento alle radici cristiane. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2008, ovvero nei momenti di tensione tra governo da una parte e studenti, ricercatori e professori dall'altra, a causa della legge 133 (che prevedeva tagli orizzontali nell'ambito dell'università pubblica, della ricerca e del settore lavorativo universitario) il movimento di CL ha assunto una posizione generalmente poco critica rispetto alla situazione, assumendo posizioni in parte favorevoli al decreto, in parte contrarie; gli esponenti di CL si sono generalmente astenuti dalle manifestazioni di piazza.[senza fonte]

Nell'ultimo decennio diversi studenti provenienti dall'esperienza di CL hanno aderito a partiti, buona parte a Forza Italia, militando nelle sue file e presentando candidati nelle sue liste. Per esempio, a Milano, Lorenzo "Lollo" Malagola, studente di Comunione e Liberazione e rappresentante degli studenti in seno al CNSU, è stato eletto nel 2006 come consigliere comunale nelle liste di Forza Italia, seguendo le orme di Carlo Masseroli, che è stato assessore all'urbanistica del comune di Milano, passando dagli organi universitari fino ai banchi del consiglio comunale.

La posizione delle liste vicine al movimento di CL per quanto riguarda la riforma Moratti sullo stato giuridico della docenza e la struttura dei corsi di laurea è stata di un sostanziale appoggio al Ministro (sia pure con alcuni distinguo), in opposizione ad alcuni settori del mondo accademico (all'interno della CRUI, tra i professori, parte della conferenza dei ricercatori e dei dottorandi) e della sinistra studentesca all'epoca maggioranza in seno al CNSU.

Un altro aspetto rilevante della presenza di CL in Università è rappresentato dalle iniziative cooperative. Nel 1977 alcuni studenti di CL fondarono infatti la Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro (CUSL[20]) per offrire servizi di fotocopisteria, libri, materiale di cancelleria, convenzioni con negozi, oltre a gestire con i propri proventi iniziative legate al diritto allo studio con borse e facilitazioni.

Alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco (di tradizione comunista) erano le uniche realtà organizzate ad usufruire degli spazi universitari per offrire servizi agli studenti e la CUSL, che per diversi anni aveva operato con "banchetti volanti", acquisì la prima sede stabile solo nell'agosto del 1982, con l'occupazione, la pulizia e l'allestimento in uno scantinato abbandonato del Politecnico di Milano[21].

Sempre alla sfera di CL appartiene l'associazione culturale Universitas University, con base a Milano e che raccoglie un ampio numero di docenti universitari facenti parte del movimento. Tra i documenti degni di nota si trova la difesa degli estensori della "Lettera ad una professoressa" (vedi CLDS) firmata da 18 docenti dell'Università degli Studi di Milano.[22]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

La rivista ufficiale del movimento è il mensile Tracce[23], pubblicato in undici lingue, tra cui il russo ed il giapponese.

All'esperienza di CL si rifaceva il settimanale Il Sabato (pubblicato tra il 1978 ed il 1993).

Fino agli anni ottanta la casa editrice dei testi legati al movimento è la Jaca Book (che prende nome da una pianta sudamericana, la jaca nota come "pianta del pane"); dalla fine degli anni ottanta i libri di Giussani e di altri autori legati a CL vengono pubblicati da diverse case editrici (principalmente Marietti editore e RCS MediaGroup).

CL e la Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del movimento viene tipicamente indicata come l'ottobre del 1954, cioè coincidente con l'inizio dell'insegnamento di don Giussani nel liceo Berchet di Milano; il movimento è stato a lungo nell'alveo dell'Azione Cattolica: solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dall'Azione Cattolica.

Il periodo di GS (1954-1969)[modifica | modifica wikitesto]

Già durante la seconda metà degli anni cinquanta il cardinale di Milano Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dell'Azione Cattolica in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili ed aveva privilegiato l'apostolato d'ambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: «io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti e le dico: vada avanti così»[24].

Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di Crema riportava alcune critiche tra cui «GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui»; mons. Franco Costa, assistente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di Azione Cattolica e FUCI continuarono, finché nel 1965 GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento d'ambiente nelle strutture di AC (avendo come presidente l'allora studente Luigi Negri, oggi vescovo), ed il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli USA dal cardinale di Milano Giovanni Colombo per studiare teologia protestante. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un intervento chirurgico alla cistifellea, e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (cattedra che tenne fino al 1990). Nel frattempo l'allora studente Angelo Scola (futuro patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano), veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese.

Nel numero di luglio del 1966 della Rivista Diocesana Milanese il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di Azione Cattolica, e che i ragazzi avviati in GS proseguissero poi la loro formazione nella FUCI. Nello stesso anno Giuseppe Lazzati[25] chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica) in quanto troppo legati a GS[26].

Nel febbraio 1966 vengono denunciati da GS gli autori dell'inchiesta pubblicata da "La zanzara", giornalino studentesco del Liceo Parini di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze d'oggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quell'epoca. GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità dell'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia.[27] Ne nacque un caso simbolo nella società italiana (seguito anche da Le Monde e dal New York Times), presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti[28]. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dell'inchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo.

I rappresentanti di GS presentarono le proprie ragioni il 24 marzo successivo, in una sede del PIME, dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali ed alle autorità di Milano.

Il 17 novembre 1967 esplose il Sessantotto italiano, proprio con un'occupazione all'Università Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a Lotta Continua e al Movimento Studentesco di Mario Capanna: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia.

La progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL (1965-1972)[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la tensione con l'Azione Cattolica, fino ai primissimi anni settanta ai vertici dell'AC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 Massimo Camisasca venne eletto vicepresidente per il Settore giovani dell'Azione Cattolica della diocesi di Milano, carica che avrebbe mantenuto fino al 1972.[29]

Il 18 giugno 1971 la presidenza nazionale della FUCI emise un comunicato in cui diceva: «Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale [...] è risultato più realistico considerare la FUCI e CL come due realtà distinte»; nell'ottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che «i gruppi di CL non sono un'alternativa all'AC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato». Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani che fino all'ultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera all'interno delle strutture ecclesiastiche esistenti.

Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria.

Dall'accusa di «integrismo» al riconoscimento (1972-1982)[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni immediatamente successivi al 1968, un periodo in cui tutte le associazioni ecclesiastiche erano in crisi, presso alcuni ambienti si vedeva con perplessità l'espansione di un movimento che faceva capo non ai vescovi ma ad un sacerdote. Il vescovo Franco Costa, incaricato dalla CEI di tracciare un documento su CL, formulò un'accusa di «integrismo»[30] che a causa dell'importanza dell'estensore rimase a lungo come etichetta di CL.

Nel documento di Costa, l'accusa di «integrismo» coesisteva con un'accusa diametralmente opposta (quella di essere un movimento carismatico) a causa della rapida diffusione di CL in tutta Italia. Giussani ha sempre spiegato tale diffusione nei termini di propagazione di un'amicizia cristiana.

Un primo informale incoraggiamento pontificio al movimento di Comunione e Liberazione venne il 23 marzo 1975 da parte di papa Paolo VI. Dopo un incontro in piazza san Pietro, in cui erano presenti diciottomila ciellini[31], Paolo VI fermò Giussani per dirgli «questa è la strada: vada avanti così! Coraggio, coraggio, lei e i suoi giovani, perché questa è la strada buona», ripetendo lo stesso incoraggiamento di vent'anni prima[32].

Paolo VI incaricò esplicitamente l'allora segretario della CEI mons. Enrico Bartoletti di seguire CL. Con Bartoletti sembrò che il riconoscimento fosse vicino, ma la sua morte improvvisa nel marzo 1976 riportò tutto in alto mare per altri quattro anni.

Papa Paolo VI, nell'udienza del 28 dicembre 1977, disse agli universitari di CL presenti: «siamo molto attenti all'affermazione che andate diffondendo del vostro programma, del vostro stile di vita, dell'adesione giovanile e nuova, rinnovata e rinnovatrice, agli ideali cristiani e sociali che vi dà l'ambiente cattolico in Italia», ricordando anche il loro «fondatore» don Giussani. Pochi anni dopo, CL avrebbe ottenuto il riconoscimento pontificio.

Con un decreto dell'11 luglio 1980, infatti, l'abate di Montecassino, Martino Matronola, conferì la personalità giuridica all'associazione laicale denominata "Comunione e liberazione" ed eresse la Fraternità di Comunione e Liberazione, invitando gli altri Ordinari diocesani a che venisse "accolta, aiutata e incoraggiata". Nel novembre successivo il cardinale Ugo Poletti la riconobbe a Roma, e prima della fine dell'anno fu riconosciuta anche a Catania ed in numerose altre diocesi italiane. Il 30 gennaio 1982 una nota del Pontificio Consiglio per i Laici considerò l'approvazione pontificia della Fraternità un fatto compiuto, «anche perché il Santo Padre ha manifestato la sua augusta mens, favorevole alla concessione della personalità giuridica pontificia»[33]; il decreto pontificio di papa Giovanni Paolo II seguì poco meno di due settimane dopo, l'11 febbraio 1982. Come presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione fu nominato don Luigi Giussani.

L'11 febbraio 2002 lo stesso Giovanni Paolo II scrisse a Giussani una lettera per i vent'anni di riconoscimento pontificio, in cui affermò che CL «ha voluto e vuole indicare» all'uomo di oggi «non una strada, ma la strada», e tale strada «è Cristo»[34].

Il 24 marzo 2007 papa Benedetto XVI ha voluto ricevere in udienza in Piazza S.Pietro l'intera comunità di CL in occasione del venticinquesimo anniversario della Fraternità. Agli oltre centomila presenti ha ricordato le parole del predecessore e rinnovato la stima e la benedizione nel cammino verso Cristo.

CL e la politica[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione di CL, anni settanta

Secondo l'insegnamento di don Giussani, la fede cristiana ha la forza di dare forma ad ogni aspetto della vita, con ogni espressione umana (religiosa, artistica, politica, etc). Proprio perché CL è un movimento ecclesiale e di carattere educativo su tutta la realtà (così come Giussani ha sempre voluto), i giudizi e l'attività dei singoli, partendo dalla propria esperienza di fede, si sono in vari casi rivolti anche alla sfera politica (per esempio sulla questione dell'aborto). Le prese di posizione e i giudizi sui temi di attualità sono stati al centro di diverse polemiche soprattutto per il dichiarato carattere cristiano che li contraddistingueva.

Un episodio particolarmente significativo avvenne durante un'assemblea alla Cattolica nel 1973, quando il coro di CL cantò La ballata del potere di Claudio Chieffo. Il giornalista Walter Tobagi riporta che nel momento in cui il coro intonò la strofa «forza compagni: rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto», i ragazzi del Movimento Studentesco, che erano rimasti un po' stupiti e un po' ridacchiosi di fronte alla scena cominciarono ad applaudire. Ma l'applauso si trasformò in una fischiata quando il coro arrivò all'ultima strofa: «Ora tu dimmi, come può sperare un uomo, se ha in mano tutto, ma non ha il perdono?».[35]

Il movimento popolare[modifica | modifica wikitesto]

Le prime timide apparizioni "politiche" di aderenti a CL risalgono all'inizio degli anni settanta, generalmente in appoggio alla Democrazia Cristiana, visto ancora come il "partito cattolico". La prima vera battaglia politica fu il referendum sul divorzio del 12 maggio 1974, in cui il fronte cattolico si presentava diviso: per esempio le Associazioni Cristiane Lavoratori (ACLI) furono favorevoli al divorzio, l'Azione Cattolica non prese una posizione ufficiale, altre formazioni ecclesiali – fra cui CL – si dichiararono contro fin dall'inizio. CL organizzò manifestazioni ed incontri pubblici per promuovere le ragioni del "sì" alla consultazione, ma il referendum fu vinto dai "no"; ciò portò ad una lunga riflessione all'interno di CL sull'efficacia delle manifestazioni e degli incontri.

Un anno dopo, il 29 maggio 1975, nacque il Movimento Popolare ad opera di Roberto Formigoni ed altri membri di CL. Alle amministrative del 15-16 giugno 1975 la formazione guadagnò cinque eletti al comune di Milano, e diversi altri nel resto dell'Italia. Il 27 giugno 1975 il primo comunicato stampa di CL sulle elezioni affermava: «nonostante il calo percentuale della DC, un nuovo movimento cattolico è nato». Il movimento fu denominato Movimento Popolare, senza l'aggettivo "cattolico", perché non si voleva scomodare un riferimento così impegnativo alla Chiesa cattolica.

Nel Movimento Popolare confluirono molti dalla CISL, dalla DC, dalle ACLI, dall'Azione Cattolica e da altri ambienti, ma la stampa continuò a considerare il Movimento Popolare come l'espressione politica di CL. Giussani stesso, nel febbraio del 1976, ebbe ancora a lamentarsi che nelle università CL veniva considerata «un fatto politico più che un fatto ecclesiale»; nel maggio successivo Giussani e Formigoni scrissero ufficialmente a tutti i responsabili di CL che «il soggetto pubblico promotore di tutte le iniziative in campagna elettorale deve essere il Movimento Popolare, non CL; ciò al fine di evitare gravi equivoci sulla natura ecclesiale del nostro movimento [...] Non esistono candidati di CL, né nelle liste DC, né in alcuna altra lista. Esistono nella lista DC dei candidati che liberamente condividono l'esperienza di CL». I responsabili del Movimento Popolare affermarono che «alla radice del nostro modo di fare politica c'è un atteggiamento religioso», ma all'iniziale sostegno dato alla DC si affiancò gradualmente una polemica sul metodo democristiano, in particolare sul tema dell'aborto[36].

Altre attività del Movimento Popolare riguardarono l'attività a favore dei boat people (in particolare i profughi che fuggirono dal Vietnam del Sud in guerra) e della Polonia di Solidarność. I due anni d'oro del Movimento Popolare furono il 1984 ed il 1985.

Con Tangentopoli e la messa in crisi della DC e della Prima Repubblica, l'M.P. si sciolse il 2 dicembre 1993[37].

Violenze contro CL negli anni della contestazione[modifica | modifica wikitesto]

I giudizi politici (l'appoggio alla Democrazia Cristiana, le prese di posizione sul divorzio, etc) fecero guadagnare a CL prima e al Movimento Popolare poi l'antipatia di movimenti politici sia di destra che di sinistra.

Dal 16 marzo 1973 L'espresso pubblicò una serie di articoli evidenziando la consistenza numerica di CL e qualificandola come «gli extraparlamentari della DC»: CL guadagnava così l'attenzione della stampa e degli ambienti della scuola e dell'università. Dal febbraio del 1974 si registrarono a Milano le prime aggressioni agli aderenti di CL sia nella scuola (nello stesso liceo Berchet e all'ITIS Molinari) che all'università (alla Statale) da parte di organizzazioni sia di sinistra (come Avanguardia Operaia e Movimento Studentesco) che di destra (come FUAN e Avanguardia Nazionale).

In vista del referendum sul divorzio (maggio 1974), a causa della posizione dichiaratamente contraria al divorzio da parte dei ciellini, le organizzazioni ostili a CL la definirono «CL organizzazione giovanile della DC», «organizzazione squadristica di CL», «gruppo reazionario clerico-fascista al soldo di DC e padronato»; aumentarono le aggressioni tese ad impedire assemblee e volantinaggi di CL, stavolta anche in altre regioni d'Italia. Nel giugno successivo gli universitari ciellini vengono aggrediti da esponenti del Movimento Studentesco durante una funzione religiosa nella chiesa della Statale di Milano; nei volantinaggi del Movimento Studentesco si chiedeva sempre di «togliere agibilità politica a CL» poiché «CL non ha il diritto di parlare in università». Nel dicembre successivo il manifesto afferma che sarebbero presenti in CL «alcuni squadristi di Ordine Nuovo», dando al Movimento Studentesco il pretesto per ulteriori aggressioni nonostante la smentita di Roberto Formigoni. CL si troverà contro perfino gruppi di ispirazione cristiana come Gioventù ACLIsta e Cristiani per il Socialismo[38]. Un discreto numero di studenti e professori ciellini finirà all'ospedale a seguito delle aggressioni. «È una colpa sociale essere cristiani», commenterà amaramente il cardinale Ugo Poletti sulle pagine de L'Osservatore Romano.

Un volantino delle Brigate Rosse nel dicembre 1975 indica CL come uno strumento della «campagna clerico-fascista scatenata dal Vaticano contro il pericolo comunista» e i ciellini come «provocatori di professione al soldo dell'imperialismo». Ancora nel 1975 Il Messaggero pubblica una notizia intitolata: «Picchiati studenti integralisti di Comunione e Liberazione». Il 14 febbraio 1976 appare contemporaneamente su La Stampa e il manifesto la notizia che CL sarebbe «un'organizzazione politica creata dalla CIA e foraggiata con due miliardi di lire». Nonostante le smentite e la pubblicazione dei dati sull'autofinanziamento di CL e la querela ai due giornali, la notizia viene amplificata dalla stampa e le aggressioni si moltiplicano: già nello stesso febbraio ci furono diversi attacchi con bombe Molotov contro sedi di CL, con lo slogan «le sedi di CL si chiudono col fuoco», devastazioni o distruzioni di locali usati da ciellini, auto, proprietà, aggressioni con spranghe e mazze (il 17 giugno 1979 La Stampa e Il manifesto smentiranno quelle che erano state definite 'assurde calunnie'). Un attentato con bombe Molotov devasterà anche la sede della Jaca Book, una casa editrice che annoverava tra i suoi fondatori alcuni giovani di CL.

Nel luglio 1977 le Brigate Rosse gambizzano Mario Perlini, in quanto «segretario regionale dell'organizzazione di Comunione e Liberazione» (volantino BR del 14 luglio 1977)[39], il 23 ottobre 1977 gambizzano Carlo Arienti, in quanto «uomo di punta di Comunione e Liberazione»[40].

Politica italiana e CL[modifica | modifica wikitesto]

I più noti esponenti politici italiani direttamente legati a CL sono l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, l'ex vicepresidente del Parlamento Europeo Mario Mauro, il fondatore dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà Maurizio Lupi e, in passato l'ex ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione.

Con lo scioglimento del Movimento Popolare e la dissoluzione della Democrazia Cristiana, l'attenzione politica degli aderenti al movimento si è, nella maggior parte dei casi, spostata ad alcune componenti della Casa delle Libertà; vi sono state diverse eccezioni, come ad esempio il sostegno di parte del movimento a Democrazia Europea nelle elezioni politiche 2001, e a esponenti di centro-sinistra soprattutto in occasione di elezioni amministrative (per esempio in Campania e Toscana).

Dopo le esplicite prese di posizione in occasione dei referendum sull'aborto e sul divorzio (sui quali il mondo cattolico si era presentato frammentato e diviso), in occasione dei referendum abrogativi del 2005 in materia di procreazione medicalmente assistita l'intero movimento si è compattato attorno alla campagna per l'astensione, che ha visto impegnato la stragrande maggioranza del mondo cattolico italiano; CL si è sempre espressa negativamente sull'uso delle cellule staminali embrionali a scopo di ricerca.

Per le elezioni politiche del 2013 alcuni membri di CL, tra i quali Giorgio Vittadini (fondatore della Compagnia delle Opere) e Graziano Debellini (imprenditore e leader del movimento ciellino veneto), hanno manifestato il loro appoggio per il premier uscente Mario Monti a scapito di Silvio Berlusconi.[41]

Critiche a CL[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche espresse nei confronti di CL si possono riassumere in tre categorie: quella politica-economica, quella dell'ambito religioso e sociale espressa da ambienti esterni alla Chiesa cattolica, e quella religiosa e sociale espressa da ambienti della Chiesa.

Su aspetti politico-economici[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, le critiche riguardanti la politica sono venute da destra e da sinistra, con una forte predominanza da quest'ultima a causa della massiccia presenza di liste collegate alla sinistra nelle università (per esempio il Movimento Studentesco, detentore negli anni settanta della maggioranza dei consensi nelle università milanesi, fu il più prolifico di critiche ed attacchi a CL).

Fino a tutti gli anni settanta negli ambienti di GS prima e di CL poi si era utilizzato un linguaggio e uno stile prossimo a quello della sinistra[42] (cfr. ad esempio tra i canti di CL, o tra le pubblicazioni della Jaca Book, o lo stesso termine «liberazione» del nome «Comunione e liberazione», in antitesi agli slogan comunisti dell'epoca). Ciò non poteva che portare a critiche da parte di ambienti di estrema sinistra, storicamente ostili a CL e che hanno sempre criticato tale movimento ecclesiale in termini di politica e di economia, per esempio contestando una presunta "economia parallela" (nella Compagnia delle Opere) capace di portare la sua influenza nel mondo politico italiano.

Nel 2003 scoppiò uno scandalo, legato all'ambiente cooperativo vicino a Comunione e Liberazione[senza fonte]. Vennero inquisiti diversi dirigenti e fornitori della società cooperativa di ristorazione "La Cascina"[senza fonte] con l'accusa di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, falso ideologico, turbativa d'asta, somministrazione di sostanze alimentari in modo pericoloso per la salute pubblica. Il procedimento si è poi concluso con il proscioglimento degli indagati. La cooperativa, attiva dal 1978, è ancora oggi uno dei leader nazionali nel settore della ristorazione collettiva e si occupa di gestire mense universitarie, scolastiche, ospedaliere e dal 2002 anche la buvette del Senato; la cooperativa si occupa anche della gestione dei buoni pasto Break Time.[43]

Una critica poco visibile è quella rivolta agli esponenti di CL che hanno raggiunto posizioni di rilievo nella società: essa ha ad oggetto l'osservazione che tutti i collaboratori sarebbero scelti tra gli esponenti di CL secondo un'usanza ormai consolidata di occupazione silenziosa e vincente delle posizioni di potere[senza fonte]. Secondo i sostenitori di questa tesi, ovunque vi sia una posizione rilevante acquisita anche da un solo esponente di CL seguirà l'occupazione delle poltrone da parte di altri esponenti di CL e la privazione di potere per gli esponenti di qualunque altra idea religiosa o politica[44]

Un esempio è quello della regione Lombardia, ove, dal momento in cui è divenuto presidente, Formigoni si è circondato nel suo incarico, e quindi in posti di lavoro nell'Ente pubblico, di un gran numero di simpatizzanti e persone interne al movimento, escludendo di fatto gli oppositori[45].

Dal novembre 2008, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta risulta indagato per reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento ad una holding di cooperative legata al movimento Comunione e Liberazione[senza fonte] dell'appalto per la ristorazione di un centro di assistenza per richiedenti asilo nel comune di Policoro[46].

Il giornalista Franco La Cecla, in un articolo apparso su La Repubblica[47], ha sintetizzato come segue il funzionamento politico di Comunione e Liberazione: «Il meccanismo della setta è oggi però sempre di più un meccanismo che ha preso in prestito dalla politica, da un lato e dalla psicanalisi dall’altro le proprie armi. C’è una maniera politica della religione che conosciamo bene, un leninismo del gruppo dei credenti che in Italia di tanto in tanto rinasce – Comunione e Liberazione è stata la cosa più vicina a un gruppo troskista che il cattolicesimo ha saputo inventare – con la sua buona dose di regole endogamiche, la propria dose di segreti e di regole solo per iniziati. »

Da ambienti della Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Un appunto spesso mosso a CL, fin dai primissimi anni del Concilio Vaticano II, è che in CL «non si parla del Concilio». A questa obiezione già all'epoca rispose don Giussani: «Non ne parlavamo, lo vivevamo». Lo stile di CL, che le gerarchie ecclesiastiche indicheranno inizialmente come «movimento di apostolato d'ambiente», per giunta propagatosi attraverso un sacerdote anziché nell'ambito organizzativo dei vescovi, non poteva incontrare immediatamente il gradimento di quanti erano convinti della necessità dell'istituzionalizzazione di ogni movimento cattolico entro il sistema delle parrocchie (in realtà, ciò è storicamente avvenuto solo per l'Azione Cattolica). Giussani stesso ebbe a lamentarsi col cardinale Colombo di sentirsi «emarginato», dichiarando di non aver mai voluto creare una nuova struttura da affiancare alle altre esistenti nelle parrocchie. Solo con il riconoscimento pontificio (e con l'emergere di numerose altre aggregazioni ecclesiali, così come auspicato dal Concilio Vaticano II), si ridurrà questo genere di polemiche.

Come altri movimenti ecclesiali di rapida e grande diffusione, Comunione e Liberazione è stata accusata più o meno velatamente di proselitismo[48], anche da parte di alcune associazioni cattoliche tradizionali, con particolare riferimento agli ambienti della scuola e dell'università. Da tale accusa CL si difende ricordando la diffusione del movimento attraverso rapporti di amicizia piuttosto che con "discorsi o progetti organizzativi": secondo l'insegnamento di don Giussani, «non si costruisce una realtà nuova con dei discorsi o dei progetti organizzativi, ma vivendo gesti di umanità nuova nel presente» (intervento ad Assago del 1976).

Sempre all'interno della Chiesa, CL fu accusata di modernismo dalle ali più tradizionali e di tradizionalismo da quelle più progressiste. Tali critiche non sono mai state accolte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Su aspetti religiosi, sociali e culturali[modifica | modifica wikitesto]

Da ambienti esterni a Comunione e Liberazione provengono critiche di tipo "religioso": c'è per esempio chi ha parlato di una sorta di "americanizzazione"[49] di CL che porterebbe ad un cristianesimo «degenerante per la cultura occidentale»; in questo movimento, infatti, gli Stati Uniti d'America sarebbero visti come un «punto di partenza per rilanciare l'evangelizzazione del mondo»[50]. Don Giussani aveva in più occasioni parlato di «svuotare lo Stivale» (cioè diffondere fuori dell'Italia il movimento, in obbedienza alle indicazioni missionarie del papa[51]).

Poiché, secondo gli aderenti, l'impostazione della cultura di CL è la testimonianza dell'incontro cristiano in ogni ambito della vita (scuola, lavoro, impegno sociale e impegno politico), critiche a CL sono giunte anche da questi ambiti[senza fonte]. Alcune critiche fanno riferimento alla massiccia presenza di CL negli ambienti scolastici, in particolare, i licei classici[52]. Sono note[senza fonte] le polemiche circa la presenza nelle scuole di insegnanti di religione facenti riferimento al movimento e che organizzerebbero le lezioni in classe sullo schema di quanto avviene per la scuola di comunità[senza fonte] (preghiere, testi, metodi facenti riferimento alla figura di don Giussani). A ciò si aggiungono accuse di «comunicazione della celebrazione di una Messa»[senza fonte] e di «domande strutturate sulla base dei due discorsi del papa[non chiaro]» nei confronti di professori e studenti non appartenenti al movimento, in seno all'ambiente scolastico[53].

Ulteriori critiche a CL sono sorte a seguito di particolari prese di posizione in campo sociale e culturale[54]. CL è stata accusata di revisionismo storico per quanto riguarda il Risorgimento italiano (al Meeting di Rimini, infatti, sono stati presentati negli ultimi anni testi di diversi autori con un punto di vista critico sul Risorgimento).

Cardinali, arcivescovi e vescovi provenienti da CL[modifica | modifica wikitesto]

Al momento della nomina episcopale hanno tutti lasciato ogni attività direttiva di CL.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Memoria di Don Francesco Ricci.
  2. ^ Lettera autografa di papa Giovanni Paolo II a Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (febbraio 2002).
  3. ^ Lettera di Luigi Giussani a papa Giovanni Paolo II per i 50 anni del movimento di Comunione e Liberazione (aprile 2004).
  4. ^ Il libro delle Ore, edizioni Jaca Book (ultima ristampa aprile 2006), con imprimatur di Giuseppe Martinoli, vescovo di Lugano, maggio 1975. Il volume, originariamente inteso per gli studenti delle scuole superiori, è stato poi utilizzato in tutto il movimento.
  5. ^ La massima espressione - Intervista a don Luigi Giussani a cura di Renato Farina, in Litterae Communionis-Tracce, n°4, 1994, inserto
  6. ^ Massimo Camisasca, Comunione e liberazione: le origini (1954-1968), ed. San Paolo, 2001, pag. 123
  7. ^ Il sito web del movimento riporta l'elenco di 61 paesi dove CL è presente in forma organizzata e riconosciuta. A questi vanno aggiunti paesi, soprattutto africani e asiatici, nei quali la presenza del movimento è limitata in particolare a quella di missionari cattolici o famiglie e singoli residenti o nei quali gli aderenti fanno riferimento alle comunità dei paesi più prossimi.
  8. ^ Cfr. pp 124 e seguenti di Comunione e Liberazione Il riconoscimento, ed. San Paolo
  9. ^ SIDEF - Sindacato delle famiglie.
  10. ^ Club Papillon.
  11. ^ Teatro de Gli Incamminati.
  12. ^ Consorzio PAN.
  13. ^ Famiglie per Accoglienza.
  14. ^ Associazione Cilla.
  15. ^ Euresis.
  16. ^ Teatro Elsinor.
  17. ^ Federazione Opere Educative.
  18. ^ Arcipelago Musica.
  19. ^ L'associazione Russia Cristiana, fondata da padre Romano Scalfi, promuove la rinascita spirituale e religiosa in Russia, attraverso un intenso dialogo con le chiese ortodosse e la pubblicazione di libri religiosi in lingua russa.
  20. ^ Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro.
  21. ^ «Nelle università italiane alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco godevano di fatto del monopolio degli spazi. Per questo la CUSL non ebbe vita facile, specialmente nel suo sorgere [...] Gli ingegneri organizzarono una raccolta di firme cui aderirono ben centosessanta docenti, nel luglio 1982»; secondo la testimonianza di uno di quelli che occuparono lo scantinato, «il locale aveva delle grate e dei finestroni, da cui abbiamo introdotto i materiali. [...] Appendemmo anche una croce in legno, grande, che la sera prima avevamo trovato in una pattumiera del Politecnico» (citazioni da Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione. Il riconoscimento (1976-1984), San Paolo, 2006, pagg. 91-92).
  22. ^ A proposito di lettere aperte e porte chiuse. È una questione della ragione.
  23. ^ Tracce (Litterae Communionis).
  24. ^ Le notizie riassunte in questo paragrafo e nei successivi vengono dai documenti citati in Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione: le origini, indicato nella bibliografia.
  25. ^ Fino alla fine degli anni cinquanta la polemica tra AC e GS riguardava solo il metodo: Giuseppe Lazzati e Luigi Giussani si alternavano spesso in conferenze e lezioni sia per GS che per AC. La polemica con l'Azione Cattolica prima e la FUCI poi si era accesa perché mentre GS insisteva su un'educazione "unitaria", da parte dell'AC e della FUCI si voleva una distinzione netta tra i rami religioso, culturale e sociale. L'Azione Cattolica, inoltre, aveva suoi schemi e metodi (rigida divisione tra gruppi maschili e femminili, collocazione nelle parrocchie, etc.) nei quali GS non si riconosceva.
  26. ^ La lettera di Lazzati è citata dal gesuita Piersandro Vanzan, Pazienza e dialogo in «bonum ecclesiae», in Vita Pastorale, n.8-9 (1988), pp.127-130. La polemica tra Lazzati e CL proseguì «anche dopo la morte dello stesso Lazzati», con la pubblicazione postuma di un inedito di Lazzati contenente critiche alla gerarchia ecclesiastica ed a CL.
  27. ^ Sulla stampa, il tema della democrazia emerso dal caso "La Zanzara" fu riconsiderato solo diverse settimane dopo (cfr. ad esempio Le associazioni studentesche centri di vita democratica, Avanti!, 22 aprile 1966).
  28. ^ Cfr. per esempio Solleva un putiferio "La Zanzara" del Parini (Avanti! 23 febbraio 1966); Mobilitata la macchina giudiziaria contro un giornale di studenti liceali (l'Unità, 23 febbraio 1966). I consiglieri comunali comunisti di Milano intervennero in difesa de "La Zanzara" insieme ad alcuni professori del liceo.
  29. ^ Camisasca, successivamente ordinato sacerdote, fondò nel 1985 la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è tuttora superiore.
  30. ^ Mons. Costa utilizzò deliberatamente il termine integrismo anziché il termine integralismo; comunemente i due termini sono considerati sinonimi.
  31. ^ Giovani di tutto il mondo in Piazza San Pietro, L'Osservatore Romano, 24 marzo 1975.
  32. ^ Papa Montini rivelò poi la sua delusione per il comportamento ambiguo di Azione Cattolica e FUCI in occasione del referendum contro il divorzio del 1974, in contrasto con la presa di posizione netta di CL. Cfr. Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione. La ripresa (1969-1976), San Paolo, pagg. 308-309.
  33. ^ Giovanni Paolo II era notoriamente favorevole a CL. «Wojtyla arrivò a dire parlando ai ciellini: "Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso". Una volta gli scappò un "noi ciellini" che non era una battuta» (da Il dono di una vita, su Famiglia Cristiana n. 9/2006; cfr. anche scheda su Don Giussani di Vittorio Messori).
  34. ^ Lettera di papa Giovanni Paolo II a don Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (11 febbraio 2002). La lettera è stata inviata eccezionalmente per il ventesimo anniversario, contrariamente alla tradizione pontificia dei venticinquesimi, cinquantesimi e centesimi anniversari.
  35. ^ Walter Tobagi, Sì, rovesciamo tutto, ma in nome di Cristo, in Corriere d'informazione, 31 marzo 1973. Il Corriere d'informazione era il quotidiano pomeridiano del Corriere della sera; cessò le sue pubblicazioni il 15 dicembre 1981.
  36. ^ Ciò avvenne in particolare tra il 1978, anno della legge, ed il 1981, anno del referendum. La legge sull'aborto, la 194/1978, porta infatti la firma di sette democristiani.
  37. ^ Cesana annuncia: Mp esce di scena
  38. ^ I Cristiani per il Socialismo, costituiti in Cile nel 1971 e approdati in Italia nel 1973, furono coordinati in Italia dall'ex abate benedettino Giovanni Franzoni e dall'ex sacerdote salesiano Giulio Girardi.
  39. ^ Tessandori Vincenzo, "Qui Brigate Rosse": il racconto, le voci, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009, pag. 36; Il brigatista Etro Raimondo «Con il caso Moro non c'entro nulla», Corriere della Sera, 10 giugno 1994.
  40. ^ Tessandori Vincenzo, "Qui Brigate Rosse": il racconto, le voci, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009, pag. 36.
  41. ^ E Comunione e Liberazione«vota» per il Monti-bis corriere.it, 11 dicembre 2012
  42. ^ Al Meeting di Rimini del 2006 Pier Luigi Bersani ha affermato: «Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito Comunista Italiano, per un po' pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e Libertà. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse» (cfr. Sandro Magister, Da Giussani a Bersani, da L'espresso n.33 del 18-25 agosto 2006; nello stesso testo Magister riporta che Bersani avrebbe detto ai ciellini che «se vuol rifondarsi, la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra ideale»).
  43. ^ Dal libro Delenda DC.
  44. ^ Nella corsa a Montecitorio favoriti gli uomini di don Giussani, Merateonline, 28 agosto 2000.
  45. ^ Formigoni sospende dal lavoro con lo stipendio decurtato il funzionario pubblico Enrico De Alessandri, per aver pubblicato un libro in cui denuncia lo strapotere di Comunione e Liberazione in Lombardia. URL consultato il 2 febbraio 2010.
  46. ^ Sono Letta, Gianni Letta e risolvo problemi (a CL) Documento PDF
  47. ^ «Quelli che sognano le piccole Città di Dio», La Repubblica, 11 gennaio 2008, p. 35.
  48. ^ http://www.dongiorgio.it/pagine/pagine.php?id=472&nome=prima
  49. ^ Giovanni Vinciguerra, Il Meeting dell’Americanizzazione? Cronaca di una svolta cruciale, dicembre 2003.
  50. ^ Miguel Martinez, Le saponette dell'Impero, VII parte.
  51. ^ discorso di Giovanni Paolo II per il trentennale di CL (29 settembre 1984): «andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore».
  52. ^ Gentiana S., La mia esperienza in Comunione e liberazione Corriere della Sera
  53. ^ Progetto ora alternativa, Lettere: storie di ordinaria discriminazione, dal sito dell'UAAR.
  54. ^ Giacomo Gullo, segretario della Sinistra giovanile, Ben venga una mostra sugli orrori dello stalinismo, ma con rigore.
  55. ^ L' ammonimento del cardinale Scola «L' Occidente vive in modo osceno», Corriere della Sera, 28 agosto 2004
  56. ^ Caffarra finalmente cardinale E Bologna scavalca Parigi, La Repubblica, 23 febbraio 2006
  57. ^ IL CARDINALE CAFFARRA «Don Giussani, dono di Dio alla sua Chiesa», Tracce, 18 maggio 2009
  58. ^ La lezione di Caffarra a Cl, 26 agosto 2009
  59. ^ Fraternità San Carlo. Paolo Pezzi.
  60. ^ Arcivescovo di Granada. Biografia.
  61. ^ Diocesi Fabriano Matelica. Messaggio del Vescovo sull'inizio della causa di beatificazione di Mons. Lugi Giussani.
  62. ^ Tracce, vita di CL. Testimonianza di mons. Giuliano Frigeni.
  63. ^ Nomine vescovili da Radio Vaticana.
  64. ^ Tracce in movimento. Nuovi vescovi / Guido Zendron.
  65. ^ Mons. Valter Dario Maggi nominato vescovo ausiliare a Guayaquil in Ecuador.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Si veda anche la bibliografia di Luigi Giussani.

Storia del movimento[modifica | modifica wikitesto]

  • Un avvenimento di vita, cioè una storia. Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti - interviste e conversazioni con Luigi Giussani, con un'introduzione del cardinale Joseph Ratzinger, (Edit - Il Sabato, 1993)
  • La Fraternità di Comunione e Liberazione. L'opera del movimento di Luigi Giussani, (San Paolo, 2002)
  • Il movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza di Luigi Giussani, (Jaca Book, 1987)
  • Comunione e Liberazione - Le origini (1954-1968) di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2001), con introduzione di Joseph Ratzinger
  • Comunione e Liberazione - La ripresa (1969-1976) di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2003), con introduzione di Giacomo Biffi
  • Comunione e Liberazione - Il riconoscimento (1976-1984) di Massimo Camisasca (San Paolo, 2006), con introduzione di Paul Josef Cordes
  • Comunione e Liberazione di Salvatore Abbruzzese (Il Mulino, Bologna, 2001)

Testi critici[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • "Le armate del Papa. Focolarini, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione. I segreti delle misteriose e potenti nuove sette cattoliche" di Gordon Urquhart (Ponte alle Grazie, Firenze, 1996)
  • "Gli estremisti di centro. Il neo-integralismo cattolico degli anni '70: Comunione e Liberazione" di Sandro Bianchi e Angelo Turchini, (Guaraldi, Firenze, 1975)
  • "Religione e politica: Il caso italiano" di Gustavo Guizzardi e altri (Coines, Roma, 1976)
  • "Revisionismo in mostra" di Massimo Baioni in Storia e problemi contemporanei n.1, 2002.
  • "L'adolescente sublimato: psicodinamiche in Comunione e liberazione di Piera Serra, Guaraldi, 1978
  • "Gli estremisti bianchi di Franco Ottaviano, Data News, 1986
  • "L'ultima crociata: Comunione e Liberazione" di Geppina Cianflone, (Messina [etc.]: G. D'Anna, 1978)
  • "Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia" di Enrico De Alessandri, (2009) disponibile in formato eBook presso Lulu.com → Autopubblicazione, stampa di libri e pubblicazione online - Lulu
  • "La lobby di Dio - Fede, affari e politica" di Ferruccio Pinotti e Giovanni Viafora, (Chiarelettere 2010)

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • Comunione e Liberazione: A Fundamentalist Idea Of Power di Dario Zadra in Accounting for Fundamentalisms: The Dynamic Character of Movements (vol. 4 of series) Part I: Accounting for Christian Fundamentalisms (University of Chicago Press, Chicago, 1994 - Fundamentalism Project)
  • Martin E Marty, R Scott Appleby, Fundamentalisms Observed (University of Chicago Press, 1 lug 1994), ISBN 0-226-50878-1
  • Frederic Spotts, Theodor Wieser, Italy: A Difficult Democracy (Cambridge University Press, 30 apr 1986), ISBN 0-521-31511-5
  • Gabriel Abraham Almond, R Scott Appleby, Emmanuel Sivan, Strong Religion (University of Chicago Press, 15 gen 2003), ISBN 0-226-01498-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]