Movimento Indipendentista Ligure
| Movimento Indipendentista Ligure | |
|---|---|
| Segretario | Franco Bampi |
| Presidente | Vincenzo Matteucci |
| Vicesegretario | nessuno |
| Stato | |
| Fondazione | 14 gennaio 2001 |
| Sede | Via XX Settembre, 21/7 16121 Genova |
| Ideologia | Indipendentismo, federalismo, autonomismo, laicità, non interventismo |
| Coalizione | nessuna |
| Partito europeo | nessuno |
| Gruppo parlamentare europeo | nessuno |
| Affiliazione internazionale | nessuno |
| Seggi Camera | nessuno |
| Seggi Senato | nessuno |
| Seggi Europarlamento | nessuno |
| Testata | nessuno |
| Iscritti | numero non definito |
| Sito web | www.mil2002.org |
Il Movimento Indipendentista Ligure (acronimo M.I.L.) è un movimento politico attivo nel nord Italia (Liguria) che si dichiara apartitico e trasversale ai partiti politici convenzionalmente intesi.
È stato fondato a Genova il 14 gennaio 2001 da un gruppo di cittadini, alcuni dei quali fuoriusciti dalla Lega Nord Liguria, appartenenti a diversi ceti sociali con l'intento di far riconoscere i diritti all'indipendenza dallo stato italiano che attribuiscono alle popolazioni residenti sul territorio di quella che un tempo è stata l'antica Repubblica di Genova e dei territori limitrofi (Oltregiogo) riuniti nel 1797 nella Repubblica Ligure ed inglobata nel 1805 da Napoleone Bonaparte nell'Impero francese. Tra i fondatori figura l'attuale Presidente Vincenzo Matteucci, già fondatore dell'Uniun Ligure (confluita poi col nome di Lega Nord Liguria, nella Lega Nord Padania di Umberto Bossi).
Il movimento ritiene non valida l'annessione della Repubblica, nuovamente ricostituita per un breve periodo nel 1815, al Regno di Sardegna prima ed al Regno d'Italia poi, sancita con il Congresso di Vienna. Tale cancellazione sarebbe infatti avvenuta senza alcuna ratifica da parte del legittimo governo uscente, mentre la successiva annessione sarebbe avvenuta in assenza di qualsiasi pronunciamento della popolazione, a differenza delle annessioni in altre regioni che portarono alla formazione del Regno d'Italia, sancite con voto refendario.
Indice |
[modifica] Caratteristiche e scopi del movimento
Il movimento si dichiara trasversale agli schieramenti dei partiti in quanto considera l'indipendentismo come un valore di tutto il popolo, che prescinde dallo schieramento in cui ognuno si può identificare. Il movimento è nato dalla fuoriuscita di alcuni rappresentanti della destra ligure (Vincenzo Matteucci, leader del movimento, fu a sua volta fondatore dell'Uniun Ligure, movimento autonomista ed etnonazionalista, confluita poi nella Lega Nord, mentre Franco Bampi, autonomista e cattolico, segretario, passò dalla Lega Nord a Forza Italia); il movimento pone come fondamentali alcuni valori che considera tipici dell'area della sinistra e della cultura liberale, in particolare il laicismo, la non violenza e il non interventismo[1].
Il movimento non si definisce un movimento secessionista, in quanto non riconosce come legittima l'annessione al regno di Savoia, prima, e al regno d'Italia, poi: in base a tale presupposto, la Liguria avrebbe conservato inalterato nel tempo il diritto internazionale all'indipendenza. La rivendicazione si basa sul principio che i diritti dei popoli sono imprescrittibili e sulle seguenti ragioni:
- l'annessione a casa Savoia, sancita dal Congresso di Vienna alla fine del 1814 e diventata operativa il 7 gennaio 1815, sarebbe avvenuta in violazione dello stesso scopo per il quale fu convocato il Congresso (ristabilire le sovranità esistenti prima dell'anno 1797) e con la ferma contrarietà del legittimo e sovrano governo della Repubblica di Genova;
- tale presunta illegalità non sarebbe mai stata sanata da alcun plebiscito di annessione, né al Regno di Sardegna, né al Regno d'Italia, plebisciti che, invece, furono fatti votare alle altre regioni italiane.
La Liguria Indipendente ipotizzata dal movimento dovrebbe essere una repubblica federale, che garantirebbe le massime autonomie a tutte le comunità liguri sul modello della Confederazione Elvetica.
Il territorio interessato all'istanza indipendentista si riferisce a quello del quale la Repubblica di Genova è stata per oltre sette secoli il legittimo governo, che comprende l'attuale Liguria più le terre che sono state assegnate alla provincia di Alessandria e al Piemonte dalla legge Rattazzi del 1859 (buona parte dell'Oltregiogo) e all'isola della Capraia assegnata alla provincia di Livorno nel 1925[2]. Il movimento considera il popolo ligure come costituito non su base etnica o di nascita, ma da tutti coloro che scelgono di abitare nel territorio ligure.
I quattro valori fondamentali che il movimento si prefigge di sostenere sono: democrazia, non violenza, pacifismo, solidarietà. Ulteriori valori che sono motivo ispiratore dell'azione del movimento sono inoltre:
- centralità ed importanza del lavoro
- solidarietà e tutela delle persone più deboli
- separazione assoluta fra Chiesa e potere civile
- tolleranza religiosa ed ostracismo a qualsiasi fondamentalismo
- forma istituzionale repubblicana
- ordinamento interno ligure - già federalista - leggero e poco burocratico
- controllo dell'operato della classe dirigente
- organizzazione politica basata sul rifiuto della tirannia
[modifica] Risultati elettorali
Nel 2007 alle elezioni per la Provincia di Genova il Movimento Indipendentista Ligure ottiene 1.872 voti pari allo 0,5% dei voti[3].
[modifica] Note
- ^ Si vedano, a tal proposito, quelli che il movimento chiama I dieci valori della civiltà ligure.
- ^ Regio decreto n. 2111 datato 15 novembre 1925
- ^ Elezioni 2007: Provincia di Genova
