Movimenti maschili
I movimenti maschili o movimento degli uomini sono costituiti da gruppi e associazioni che si prefiggono di riscoprire valutare e difendere l'identità maschile, e condividere con individui di sesso maschile la cultura della maschilità.
Comprende un certo numero di filosofie e organizzazioni volte al sostegno degli uomini, al cambiamento o alla rivalutazione del ruolo maschile, al riequilibrio della posizione degli uomini nel matrimonio in relazione alla genitorialità, o per la difesa di uomini vittime di violenze domestiche di matrice femminile.
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[modifica] Varianti dei movimenti maschili
Come accade per la maggior parte dei movimenti d'opinione operanti in ambito sociale, non esiste un consenso universale su quali siano esattamente i tratti essenziali dei movimenti maschili, se non la ricerca dell'identità e dei valori propri del genere maschile. Per molti c'è il convincimento di base che i generi maschile e femminile debbano essere considerati complementari e, per necessità naturale, dipendenti l'uno dall'altro. Questa visione si basa sull'idea, contestata invece da altri, che la diversa propensione per ruoli svolti da ciascun genere nella società sarebbe un fatto del tutto naturale, e che pertanto questa diversità nelle propensioni dovrebbe essere lasciata libera di manifestarsi, senza alcuna interferenza da parte delle istituzioni. I movimenti maschili presentano diverse articolazioni e idee sulle discriminazioni di genere e i pregiudizi fondati sul genere. Alcuni ritengono gli uomini soggetti svantaggiati di cui tutelare i diritti e difendere o recuperare un ruolo indispensabile al funzionamento ordinato della società. In molti casi tali movimenti identificano un nemico nel "femminismo".
Altri movimenti di uomini invece, accettando di confrontarsi con i problemi posti e i cambiamenti prodotti dal movimento delle donne, interrogano la propria identità di uomini, accettando anche di indagare le forme storiche del dominio maschile sulle donne.
Essi preferiscono definirsi non-antifemministi.
Tali movimenti non sono omogenei e si distinguono per un diverso grado di autonomia nel confronto col femminismo e per una lettura più o meno essenzialista della maschilità e della femminilità. Essi intendono riattraversare la storia del maschile, indagarla a fondo, riconoscerne la parzialità disinnescando l'assunzione di un punto di vista neutro e universale che finisce col rendere il maschile invisibile a se stesso. Il termine "movimento degli uomini" è spesso considerato sinonimo dei movimenti per i diritti degli uomini e dei diritti dei padri che però sono da considerare un sottoinsieme dei movimenti degli uomini. C'è inoltre da precisare che la maggior parte dei sostenitori di questi movimenti tengono a rimarcare la necessità di affermare e garantire la pari dignità e di diritti tra madri e padri, senza porsi problemi di identità maschile e/o femminile. I movimenti a favore dei diritti dei padri, si pongono in una posizione totalmente opposta sia al maschilismo che al femminismo considerato sciovinista, rivendicando pari diritti (egualitarismo) e dunque rifiutando qualsiasi ideologia o norma che voglia supporre il primato di un sesso sull'altro.
In tal senso criticano fortemente le politiche di "pari opportunità", considerate discriminatorie per gli uomini, e le istituzioni o le leggi che sostengono tali politiche.
Le associazioni di genitori separati propugnano la Principio di Bigenitorialità, e quindi l'affidamento condiviso e la pari responsabilità genitoriale, denunciando le situazioni di grave discriminazione sessista come il mobbing genitoriale e chiedendo il riconoscimento giuridico e scientifico della sindrome da alienazione genitoriale (PAS - Parental Alienation Syndrome).
Alcuni movimenti maschili sostengono che uno degli scopi del femminismo è quello di ribaltare il patriarcato con un matriarcato occulto che renderebbe dominante la figura della madre sui figli, eliminando il ruolo dei padri e contribuendo alla "femminilizzazione" della societa, causando così gravi problemi ai figli sia maschi che femmine, per l'assenza del padre e dei modelli di riferimento maschili.
[modifica] Movimenti maschili e religione
I ruoli dei due sessi, per quanto attiene alle questioni religiose, sono fonte di dispute all'interno dello stesso movimento maschile. I movimenti maschili di stampo puramente giuridico hanno un approccio laico alla questione maschile chiedendo le pari opportunità e diritti, mentre quelli tendenzialmente più spirituali pongono l'accento sugli aspetti religiosi, facendo rimarcare il fatto che molte delle principali religioni sono fondalmente incentrate su una positiva immagine spirituale della diade Padre-figlio tipica della religione cristiana, e auspicano la rivalutazione del ruolo del padre per contrastare l'avanzante ideologia femminista antimaschile. Questa contrapposizione giuridici-spirituali illustra bene le maggiori differenze nel considerare soluzioni alla Questione Maschile all'interno di un movimento che ha come denominatore comune lo scopo di promuovere il benessere e l'identità degli uomini.
[modifica] Correnti teoriche dei movimenti maschili
[modifica] Le correnti spiritualiste o mitopoetiche
Fondato nel corso degli anni ottanta da Robert Bly. Comprende particolari modelli di prospettiva spirituale, enfatizzando il lavoro interiore degli uomini, ed è spesso chiamato mitopoetico poiché coinvolge sia la poesia che il mito. Gli uomini di questa corrente traggono il loro pensiero dalla psicoanalisi, in particolare dal lavoro di Carl Gustav Jung e Robert Bly. Ispirato da una forte connotazione terapeutica, vi si trovano insieme elementi della cultura pacifista e ambientalista, posizioni antirazziste e antimilitariste (riportate per lo più in un contesto apolitico), e un'idea dei ruoli maschili fondati nella natura. Bly, servendosi in modo accattivante di un linguaggio metaforico e poetico, riconduce la crisi del maschile all'avvento della società industriale moderna e al conseguente distacco dal modello del wild man, un archetipo dell'uomo selvatico che guida l'uomo nel riscoprire la forza e l'identità maschile in modo libero dai condizionamenti culturali moderni. Propone quindi un ritorno allo "stato naturale" attraverso forme rituali e terapeutiche fortemente caricate di simbologia in cui la mascolinità viene rappresentata con modelli astorici e idealizzati - gli archetipi - rimuovendo i legami con le strutture e le istituzioni sociali del mondo preindustriale. Questi riferimenti alla natura e a valori naturali archetipici sono stati la chiave del loro successo anche in altre aree del movimento maschile come diversi gruppi sorti in ambito cristiano o presso l'area che si occupa dei diritti degli uomini e dei padri.
La mascolinità è vista come fondata su profondi modelli e archetipi inconsci, che si rivelano nei miti, nei racconti e nei riti. Clatterbaugh sintetizza questa prospettiva nel modo seguente: "gli uomini iniziano la loro vita come persone intere ma, attraverso le ferite emozionali, perdono la loro unità e diventano frammentati. Infine, se gli uomini esplorano gli archetipi sepolti nell'inconscio, possono guarire queste ferite e restituire loro stessi a uno stato di interezza e salute psicospirituale". La crescita personale è considerata centrale e urgente e l'ottica non è esplicitamente politica. È più simbolica che formale, più terapeutica che teoretica.
Secondo questa prospettiva i ragazzi devono essere iniziati alla mascolinità dagli uomini anziani. Di conseguenza, una delle loro attività principali è rappresentata dai campi di uomini e ragazzi, nei quali i padri e gli altri uomini conducono i giovani uomini attraverso processi di iniziazione. I maschi aborigeni anziani partecipano talora a tali campi e la cultura aborigena è talvolta una risorsa per questi processi, in maniera molto simile all'utilizzo delle culture indiane degli americani nativi da parte degli uomini bianchi negli Stati Uniti.
Per Bly il femminismo è una grazia multiforme: mentre è una forza positiva per le donne, esso ha frenato gli uomini ed ha reso alcuni di loro "morbidi". Alcune delle idee di Bly sulla vita degli uomini si rivolgono agli aderenti ai movimenti per i diritti degli uomini, altre agli uomini per la liberazione o ai filofemministi. (Vedi "La politica della maschilità" ("The politics of manhood") di Kimmel per un ampio commentario su prospettive e movimenti mitopoetici).
Altre influenze del filone spirituale sono il Druidismo che è la forma al maschile della spiritualità celtica analoga alla versione femminile Wicca delle religioni neopagane. "Druidism and Wicca are two distinctly separate paths, and were initially Gender orientated." L'archetipo maschile viene riconosciuto nel dio maschile druido Kemunnos o Kernunnos o Cernunnos costituente un analogo maschile dell'archetipo femminile della Grande Madre. Kernunnos, il dio cornuto celtico, padre degli animali, rappresenta il carattere maschile nell'unione con la terra. Le culture sciamaniche patrilineari sono devote particolarmente a questo dio, un archetipo delle energie maschili mature che sono in equilibrio con il mondo naturale che ci circonda.
[modifica] Le teorie egualitarie
Il pensiero egualitario considera uomini e donne aventi pari dignità e non sostiene alcuna forma di superiorità di genere. A differenza delle correnti mitopoietiche, fonda i propri principi non su valori sacri o spirituali, ma su argomentazioni di tipo giuridico e dei diritti con riferimenti scientifici, sostenendo che le differenze di genere siano inerenti alla natura umana.
Questa linea di pensiero ritiene che le femministe che considerano le differenze di genere come una oppressiva costruzione artificiale, stanno conducendo un esperimento fallace, tentando di eliminare queste differenze ineliminabili forzando la legislazione e l'informazione per "rieducare" una popolazione unisex con nette discriminazioni sessiste contro il genere maschile. Le discriminazioni sessiste proprie del femminismo hanno avuto un ruolo nel fomentare il conflitto di genere che sfocia negli alti tassi di divorzio, nell'alienazione dei generi, nello sciovinismo femminile, nella disintegrazione della famiglia, nel fenomeno dei figli senza padre, nell'abbandono scolastico e bullismo, nella tossicodipendenza, nel consumismo, nelle gravidanze adolescenziali, nei suicidi maschili e generale perdita di autostima dei maschi. Inoltre ritengono che non abbia portato maggiore felicità alle donne che sono state forzate a seguire modelli non naturali alle profonde aspettative psichiche femminili, di fatto incrementando la competizione e la insoddisfazione di entrambi i generi.
I critici delle leggi che impongono "discriminazioni positive" a favore delle donne sostengono che queste leggi sono state concepite basandosi su falsi dati prodotti dalla ideologia femminista, che queste leggi forzano situazioni non sostenibili e discriminano nettamente gli uomini e quindi sono contrarie ai dettati costituzionali di quasi tutti gli stati del mondo. Mentre alcune femministe si battono per eliminare il maschio dalla famiglia e dalla cura dei figli, le teorie egualitarie ritengono che sia necessario un bilanciato coinvolgimento di entrambi i genitori per una crescita equilibrata dei figli. Con la critica al patriarcato si usa un pretesto per privare gli uomini e i figli maschi di diritti fondamentali basandosi su una visione ideologicamente negativa dell'universo maschile per sostituire il patriarcato con un matriarcato forzato dallo stato.
[modifica] Le teorie liberal
In generale i liberali considerano il movimento mascolinista come la normale reazione maschile al femminismo, alcuni hanno toni molto critici verso il femminismo, mentre altri invece mostrano una maggiore propensione al dialogo. Alcuni condividino, assieme ai movimenti conservatori, la rivisitazione storica dei rapporti tra i sessi, mentre altri invece sostengono che, seppure vi sia stato un dominio del genere maschile su quello femminile, questo è roba passata e che ormai il genere maschile non ha nulla di cui farsi perdonare.
Vi sono liberali che criticano le politiche delle pari opportunità vedendole come delle forzature. Sostengono la piena libertà individuale anche in tema di lavoro e ruoli sociali, considerano il femminismo, almeno quello attualmente prevalente, ormai sbilianciato verso le donne e pertanto gli attribuiscono un carattere sessista e degenere. Assumono spesso toni molto critici verso il femminismo odierno e a volte sostengono un cammino degli uomini indipendente, volto a riscoprire se stessi, magari svincolando il genere maschile dalla dipendenza verso il mondo femminile. Non di rado, però, la critica si rivolge anche verso i movimenti maschili e i maschilisti conservatori complici, a loro detta, di voler condizionare a loro volta gli uomini imponendo loro un modello tradizionale. Questi liberal, infatti, sostengono che gli uomini devono essere liberi anche dagli schemi del passato, liberi di scegliere il proprio modo di essere e di porsi, liberi non solo dalla rieducazione femminista, ma anche dal revanscismo spesso di tipo machista dei conservatori, per non parlare poi degli sciovinisti.
Altri liberal, invece, condividono le istanze paritariste delle politiche delle pari opportunità sostengono che sia il maschilismo che il femminismo sono da loro visti come logici tentativi di eliminare i rispettivi svantaggi causati ad entrambi i generi dai ruoli ad essi assegnati nella società. Mentre le femministe evidenziano gli aspetti della società in cui le donne sono svantaggiate, come le sperequazioni retributive e di carriera, alcuni movimenti maschili liberal evidenziano quelle in cui sono gli uomini ad essere sfavoriti, come il diritto di famiglia, la regolamentazione del divorzio, la riproduzione, l'assistenza medica, l'educazione e la giustizia. I maschilisti liberali possono criticare alcune particolari istanze del femminismo, oppure alcuni specifici gruppi di femministe, ma non tutti contestano la legittimità del movimento femminista in sé, né sostengono che il movimento femminista, considerato nel suo insieme, sia ostile al maschilismo. Sostengono pertanto delle pari opportunità anche per gli uomini. Questo si riflette anche nei vari settori sociali, se le femministe propongono quote rosa nei settori a prevalenza maschile, i paritari promuovono quote azzurre nei settori a prevalenza femminile, come ad esempio nella scuola.
Alcuni esponenti dell'ala liberal del mascolinismo, come lo scrittore Warren Farrell, sostengono che la ricerca di identità da parte di entrambi i generi è ostacolata dalla netta distinzione dei ruoli nelle società "bisessiste" del passato, ed affermano che il movimento maschilista e quello femminista sono fra loro perfettamente compatibili, e che il maschilismo, inteso come movimento di liberazione degli uomini, non si propone di ostacolare l'affermazione del femminismo, ma, all'opposto, ha tutto l'interesse a favorirla. Questi punti di vista fanno intravedere la possibilità che il maschilismo possa essere interpretato e vissuto come alleato al movimento femminista, tanto che molte femministe li hanno accolti con soddisfazione e trepidazione.
[modifica] Movimenti di uomini non anti-femministi (pensare la differenza al maschile)
Esistono anche movimenti di uomini che fanno delle questioni poste dal femminismo, spunto per interrogarsi su di se in quanto uomini. Oltre a riconoscere le forme storiche del dominio maschile sulle donne si interrogano sui danni derivati agli uomini sul terreno della percezione di se, del proprio corpo, della propria sensibilità e capacità di stare in modo pieno e soddisfacente nelle relazioni tra uomini e con le donne. I gruppi che fanno questa riflessione in Italia ritengono che il femminismo abbia dato agli uomini un'occasione di liberarsi dai vecchi schemi della società "patriarcale" e di interrogare la propria vita e per questo sentono che il loro percorso "ha un debito verso il femminismo". Ritengono semplicistico e comodo un autodafé maschile sulla questione della violenza contro le donne, e allo stesso tempo impossibile chiamarsi fuori dalla storia del proprio corpo e del proprio genere e dal dominio che hanno generato ed esercitato storicamente sulle donne. Ritengono indispensabile riattraversare questa storia e il modo in cui questa ha plasmato e plasma l'immaginario e i desideri maschili affinché ogni uomo possa darsi la possibilità di un percorso di liberazione. La possibilità in ultima analisi di "differire" da modelli imposti, vetusti e dannosi per la qualità della propria vita, del proprio desiderio e della propria sessualità.
Alcuni movimenti maschili definiscono questi gruppi "pro-femminist" (filo-femministi), quando non "maschi pentiti", indicando con queste espressioni l' assunzione sulle proprie spalle di una presunta "colpa di genere" da parte di questi uomini, i quali si sentirebbero anche in debito verso il genere femminile e in dovere di "rieducare" altri uomini a rinnegare la propria maschilità e ad abbracciare una "nuova maschilità" succube del genere femminile.
I gruppi non anti-femministi ribattono che non si vuole costruire un "nuovo modello" di mascolinità cui aderire volontaristicamente e che gli uomini non debbano seguire alcun modello di identità ma essere liberi di costruire la propria identità fuori da modelli e stereotipi imposti e segnati dalla violenza e dalla mancanza di libertà. Sarebbe possibile conseguire attraverso un tale percorso una nuova civiltà nei rapporti tra uomini e con le donne. Per fare questo tali gruppi utilizzano metodi di confronto e di discussione che si ispirano al pensiero e alle pratiche politiche delle donne (e pertanto preferiscono parlare di femminismi e in questo senso andrebbe inteso il riconoscimento di un "debito" nei confronti di essi), ma anche ai movimenti pacifisti e nonviolenti, quali ad esempio: l'autocoscienza, il partire da sé, la messa in gioco e la condivisione di vissuti e immaginario, l'abbandono di un linguaggio neutro non sessuato, che occulta la parzialità maschile e si pone come universale, il teatro dell'oppresso, i giochi di ruolo e i training non-violenti.
Molte femministe hanno quindi visto nell'interesse che questi movimenti di uomini dimostrano per il movimento femminista come un evento utile a sradicare la vecchia concezione bisessista della società, altre tuttavia, rimangono convinte che la mentalità degli uomini sia intrinsecamente portata ad opprimere le donne, e che la forza e l'impatto nella società che il movimento femminista ha assicurato alle istanze femminili possano essere offuscati da una maggiore, e di fatto crescente, presenza maschile in seno ai movimenti che a queste istanze danno voce e visibilità.
Gli altri movimenti maschili vedono questo interesse di una parte del femminismo verso i movimenti degli uomini "femministi", come la conferma della subalternità di questi uomini ai dettami del femminismo.
I gruppi non anti-femministi dal canto loro rivendicano la necessità e il desiderio di una interlocuzione "politica" con le donne che non si traduca da parte delle donne in una acritica "accoglienza" o "benedizione" e che contempli invece l'idea di un confronto paritario in cui sia possibile agire i conflitti tra i generi e dentro i generi in forme nonviolente e dove l'appartenenza di genere o di orientamento sessuale non diventi "norma" regolatrice e oppressiva nei confronti di chi "differisce" ("ci interessa più il differire che le Differenze" dice il sociologo Marco Deriu). Gli uomini e i gruppi di questo avviso ritengono indispensabile darsi luoghi e momenti "separati" di confronto e riflessione (incontri tra soli uomini) ma a differenza del "separatismo" femminista, li considerano propedeutici a un confronto e a percorsi di riconoscimento reale nella relazione umana e politica con le donne e con i gruppi femministi.
[modifica] Bibliografia
- Spreading Misandry: The Teaching of Contempt for Men in Popular Culture; Paul Nathanson and Katherine K. Young, McGill-Queen's University Press, Montreal, 2001; ISBN
- The Myth of Male Power: Why Men Are the Disposable Sex; Warren Farrell, Simon & Schuster, New York, 1993: ISBN
- Warren Farrell, "Il mito del potere maschile", ed. Frassinelli, Milano, 1994.
- Questa metà della Terra; Rino Della Vecchia, Edizioni AltroSenso, Belluno, 2005: ISBN 88-901320-1-9 Formato PDF, licenza Creative Commons.
- Essere maschi. Tra potere e libertà; Stefano Ciccone, Rosemberg & Sellier, Milano, 2010; ISBN
- Riscoprire la mascolinità; Victor J. Sadler, Editori Riuniti; ISBN
- Mascolinità all'italiana. Costruzioni, Narrazioni, Mutamenti; AA.VV., a cura di Elena dell'agnese ed Elisabetta Ruspini, Utet, Milano, 2007; ISBN
- Cromosoma Y. Viaggio alla scoperta del mistero uomo; Steve Jones, Orme, Milano, 2004; ISBN
- Memorie di cure paterne. genere percorsi educativi e storie d'infanzia; Carmela Covato, Unicopli, Milano, 2002; ISBN
- La fragilità dei padri; Marco Deriu, Unicopli, Milano, 2004; ISBN
- La fiducia tradita. Storie dette e raccontate di partner violenti; Carmine Ventimiglia, Franco Angeli, Milano, 2002; ISBN
- Il dominio maschile; Pierre Bourdieu, Feltrinelli, Milano, 1998; ISBN
- Sensibilità maschili; AA.VV., a cura di Maria Caterina Cifatte, Il segno dei Gabrielli Editori, Verona, 2008; ISBN
- Elementi di critica omosessuale; Mario Mieli, Feltrinelli, Milano, 1977; ISBN
- Sessi e culture:intessere le differenze; a cura di Marco Deriu, Edicta edizioni, Parma, 2007; ISBN
- La mascolinità contemporanea; Sandro Bellassai, Carocci, Roma, 2004; ISBN
[modifica] Voci correlate
- Egualitarismo
- Femminismo
- Patriarcato
- Maschilismo
- Mascolinismo
- Matriarcato
- Sessismo
- Violenza di genere
- Affidamento dei figli
[modifica] Collegamenti esterni
Movimenti maschili su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Movimenti maschili")
[modifica] Articoli sulla questione maschile
- (EN) "Mens movements?" di Michael Flood
- Quattro fili (di Michael Flood). ,tradotto da Massimiliano Luppino.
- (EN) Are men evil? Reflections on the tactics and motivation of men’s rights advocates (Stephen Fisher: Gli uomini sono demoni? Riflessioni sulle tattiche e le motivazioni dei difensori dei diritti degli uomini. Da: "XY: men, masculinities, and gender politics").
- (EN) "Blackshirts stripped bare.A group of Australian men's rights activists has been harassing and traumatising women and children. Gerry Orkin makes the link between the Blackshirts and Islamic sharia law." articolo di Gerry Orkin da "XY: men, masculinities, and gender politics".
- (EN) Pierrette Bouchard, Isabelle Boily e Marie-Claude Proulx, School Success by Gender: A Catalyst for the Masculinist Discourse (Successo scolastico e genere: un catalizzatore delle istanze maschiliste. Da "Condizione della donna in Canada", Marzo 2003).