Moto rettilineo ed uniforme
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Un corpo si muove di moto rettilineo ed uniforme se mantiene una velocità costante in modulo, direzione e verso; ovvero se nel compiere una traiettoria rettilinea percorre spazi uguali in tempi uguali. In simboli:
Il moto rettilineo uniforme costituisce l'aspetto principale del principio di inerzia (primo principio della dinamica).
Nel moto rettilineo uniforme lo spazio percorso è proporzionale al tempo impiegato, ovvero a spazi uguali corrispondono tempi uguali. La costante di proporzionalità è proprio la velocità.[1]
La velocità, nel caso in esame, è costante in modulo e direzione:
dove
è la velocità, v è una costante scalare (la norma del vettore) e
il versore della retta orientata su cui avviene il moto.
Dalla definizione si ottiene facilemente che la posizione del corpo ad un istante generico è:
[modifica] Note storiche
Sebbene oggi sia noto che un oggetto non sottoposto a forze si muove di moto rettilineo uniforme, in passato si credeva invece che il moto di un oggetto lasciato libero di muoversi fosse descritto da un moto decelerato (teoria aristotelica). Questo è infatti ciò che suggerisce l'esperienza quotidiana. Ma prima Galileo Galilei e poi Newton scoprirono che le cose stavano diversamente. Con l'affermarsi del fatto che ogni accelerazione (e quindi decelerazione) è dovuta ad una forza esercitata sul corpo, ci si convinse che il moto "naturale" di un corpo è il moto rettilineo uniforme e che la decelerazione osservata nelle esperienze quotidiane è dovuta invece alla forza d'attrito a cui ogni oggetto è sottoposto se il moto avviene a contatto con altra materia.
Con l'introduzione della teoria della relatività generale, nella prima metà del XX secolo, si è capito che le traiettorie "naturali" seguite da un corpo non sottoposto a forze esterne non sono sempre delle rette, ma in effetti geodetiche dello spazio-tempo; da questo punto di vista la forza di gravità non è altro che una forza apparente dovuta alla curvatura dello spazio-tempo. Un corpo non sottoposto a forze si muove lungo una retta solo su piccole distanze, così da poter considerare praticamente costante il campo gravitazionale e nulla la curvatura dello spazio-tempo.




