Moschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

I Moschi, Mushki (Muški, Meskheti, Moschia) era un popolazione dell'età del ferro dell'Anatolia, nota da fonti assire, ma non nei documenti ittiti.[1] Molti autori li hanno collegati ai Moschoi (Μόσχοι) delle fonti greche e la tribù giorgiana dei Meskhi. Flavio Giuseppe identifica i moschoi con i biblici meshech. Due gruppi differenti vengono chiamati Muški nelle fonti assire (Diakonoff 1984:115), uno documentato dal XII al IX secolo a.C., localizzato nei pressi della confluenza dei fiumi Arsanias ed Eufrate ("mushki orientali"), e l'altro dal VIII al VII secolo a.C., situato nella Cilicia ("mushki occidentali"). Le fonti assire identificano i Mushki occidentali con i Frigi, mentre le fonti greche distinguono in modo chiaro i Frigi dai Moschoi.

L'identificazione dei Mushki orientali con quelli occidentali è incerta, ma è naturalmente possibile presumere una migrazione di almeno una parte dei Mushki orientali verso la Cilicia, dal X all'VIII secolo a.C., e questa possibilità è stata ripetutamente suggerita, identificando variamente i Mushki come parlanti una lingua georgiana, armena o anatolica. L'Enciclopedia di Cultura Indo-Europea considera che "gli Armeni secondo Diakonoff, sono dunque un amalgama di Hhurriti (e Urartiani), Luvi e Mushki proto-armeni che portarono la loro lingua indoeuropea verso est attraverso l'Anatolia."[2]

Muški orientali[modifica | modifica wikitesto]

I muški orientali sembrano essersi mossi nella regione di Hatti nel XII secolo a.C., completando la caduta dello Stato ittita ormai al collasso, stabilendosi così in un regno post-ittita in Cappadocia.

Se essi si fossero mossi nel cuore dell'area ittita da est o da ovest è una questione che ha suscitato diverse discussioni fra gli storici. Alcuni ipotizzano che essi possano avere occupato originariamente un territorio nella zona di Urartu; diversamente, i resoconti storici suggeriscono che essi per prima arrivarono da una patria occidentale, dalla regione di Troia, o anche da una più lontana come la Macedonia, allo stesso modo dei Brigi.

Insieme agli Hurriti e Kaska, essi invasero le province assire di Alzi e Puruhuzzi verso il 1160 a.C., ma vennero respinti e sconfitti, insieme ai Kaska, da Tiglath-Pileser I nel 1115 a.C., che fino al 1110 a.C. avanzò fino a Milid.

Muški occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Nell'VIII secolo a.C., Tabal divenne il più influente dei sistemi di governo post-ittita, e i Mushki sotto Mita entrarono in un'alleanza anti-assira con Tabal e Carchemish. La lega venne presto sconfitta da Sargon di Assiria, che occupò Carchemish respingendo Mita verso la sua provincia. Ambaris di Tabal venne diplomaticamente fatto sposare alla principessa assira e ricevette la provincia di Hilakku ma nel 713 a.C. venne deposto e Tabal divenne una provincia assira.

Nel 709 a.C., i Mushki riemergono come alleati dell'Assiria e Sargon declama Mita come suo amico. Sembra che Mita avesse catturato e consegnato il re di Que, mandato per negoziare un patto anti-assiro con Urartu, agli emissari assiri di Urikki, quando si trovarono a passare per il suo territorio.

Secondo i rapporti del servizio informativo militare assiro riferiti a Sargon, registrati su tavolette d'argilla trovate negli Archivi Reali di Nineve da Sir Henry Layard, i Cimmeri invasero Urartu dalla regione dei Mannai[3][4] nel 714 a.C. Da lì essi voltarono a ovest lungo la costa del Mar Nero fino a Sinope e si diressero a sud verso Tabal, nel 705 a.C., sconfiggendo un'armata assira nell'Anatolia centrale, che costò la vita a Sargon. Macqueen (1986:157) e altri hanno ipotizzato che i Mushki sotto il regno di Mita possano aver participato nella campagna assira e furono perciò costretti a fuggire verso l'Anatolia occidentale, sparendo così dai resoconti assiri ma entrando nella periferia della storiografia greca come re Mida di Frigia.

Rusa II di Urartu nel VII secolo combatté i Mushki-ni situati a ovest del suo regno, prima di entrare in alleanza con loro contro l'Assiria.

Moschoi[modifica | modifica wikitesto]

In questa mappa, basata su fonti letterarie greche, i Moschi sono situati nelle vicinanze meridionali della Colchide. Londra, c 1770

Ecateo di Mileto (circa 550 - 476 a.C.) parla dei Moschi come "colchici" (forse, parlanti il georgiano), situati in prossimità dei matieni (hurriti).[5]

Secondo Erodoto, l'equipaggiamento dei Moschoi era simile a quello dei Tibareni, Macroni, Mossineci e Amardi, con elmi in legno, scudi e piccole lance con lunghe punte. Tutte queste tribù formavano la XIX satrapia dell'impero achemenide, estendendosi a sud-est dell'Eusino (Mar Nero), e delimitati verso sud dall'alta catena montuosa dei monti armeni.

Strabone situa i Moschoi in due luoghi. Il primo si trova da qualche parte dell'attuale Abkhazia (Georgia) sulla riva orientale del Mar Nero, in accordo con Stefano di Bisanzio, riportando Ellanico. Il secondo Moschice (Moschikê) – nel quale si trovava un tempio di Leucotea, una volta famoso per la sua ricchezza, ma saccheggiato da Farnace e Mitridate – venne diviso tra colchici, armeni e iberi[6]). Questi ultimi Moschoi furono ovviamente i Meskhi o mesx’i georgiani (dove la χ greca, chi, è la ხ, x georgiana). Procopio li chiama Meschoi dicendo che fossero soggetti agli Iberi (vale a dire, i Georgiani), e che finirono per abbracciare il Cristianesimo, la religione dei loro padroni. Secondo il professore James R. Russell della Harvard University, la designazione georgiana per Armeni Somekhi, conserva il vecchio nome dei Mushki.

Plinio nel I secolo d.C. menziona i Moscheni nell'Armenia meridionale (l'"Armenia" a quel tempo si estendeva a sud e a ovest del Mediterraneo, confinando con la Cappadocia). Nella storiografia bizantina, i Moschoi equivalevano ai "Cappadoci" o considerati come gli antenati di questi (Eusebio) con la loro capitale a Mazaca (successivamente Caesarea Mazaca, attuale Kayseri).

Meshech biblici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Meshech.
"Il mondo così come conosciuto dagli ebrei", una mappa dal "Trattato storico e atlante della geografia biblica" (Historical Textbook and Atlas of Biblical Geography) di Coleman (1854) situa i mesech insieme con i gog e magog nel Caucaso meridionale.

Nei suoi scritti riguardo alla "Genealogia dei Popoli" (Genesi 10), Flavio Giuseppe identifica i Moschoi cappadoci con la tribù biblica jafetica discendente dai Meshech, mentre Ippolito di Roma collega i Meshech con gli Illiri. In Ezechiele 38:2 e 39:1., i Meshech insieme a Tubal vengono definiti come un principato del principe di Gog e Magog

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'identificazione con i Kaskas fu in modo incerto suggerita da Goetze (Diakonoff 1984:116)
  2. ^ (EN) “Armeni” sull'Enciclopedia di Cultura Indo-Europea o EIEC, curata da J. P. Mallory e Douglas Q. Adams, pubblicata nel 1997 da Fitzroy Dearborn.
  3. ^ (EN) Umberto Cozzoli, I cimmeri, Rome Italy, Arti Grafiche Città di Castello (Roma), 1968.
  4. ^ Mirjo Salvini, Tra lo Zagros e l'Urmia: ricerche storiche ed archeologiche nell'Azerbaigian iraniano, Roma, Italia, Ed. Dell'Ateneo (Roma), 1984.
  5. ^ Fragmenta historicorum graecorum I, framm. 228.
  6. ^ Mela, III. 5.4; Plinio VI.4.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]