Moschea di al-Rifa'i

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Moschea di al-Rifa'i

La moschea di al-Rifāʿī (in arabo: مسجد الرفاعى, Masjid al-Rifāʿī, scritta anche Al-Refai, Al-Refa'i, e chiamata in inglese Royal Mosque, "Moschea reale"), si trova al Cairo, Egitto, a Mīdān al-Qalʿa (lett. "Piazza della Cittadella"), adiacente alla Cittadella. L'edificio si trova accanto alla Madrasa di Sultan Hasan, che risale al 1361 circa. Fu concepita architettonicamente come un complemento della struttura palaziale più antica. Fece parte di una vasta campagna intrapresa dai regnanti dell'Egitto per collegare le proprie figure alle glorie antiche dei primi periodi dell'Egitto islamico e al contempo dare un volto più moderno alla città sotto il profilo artistico e monumentale. La moschea fu costruita nelle vicinanze di due grandi piazze e all'esterno dei numerosi viali costruiti in stile europeo all'incirca nello stesso periodo.

La moschea di al-Rifāʿī fu edificata in due fasi tra il 1869 e il 1912, quando essa fu infine completata. Fu inizialmente commissionata da Khushiyār Hānim, madre del Khedivè del XIX secolo, Isma'il Pascià per ampliare e rimpiazzare la preesistente zāwiya (santuario-sepolcro) del "santo" sciafeita Ahmad al-Rifa'i, nato nell'Iraq meridionale nel 1106 (o 1118), trasferitosi poi al Cairo (dove aveva insegnato il maestro) dove morì 1182. La zāwiya costituì un sito oggetto di venerazione e di appositi pellegrinaggi da parte dei musulmani del posto che credevano che la tomba possedesse qualità mistiche di grande rilievo. Khushiyār Hānim previde di conseguire il duplice obiettivo di ospitare nella nuova struttura le reliquie del "santo" sufi e le salme della famiglia reale egiziana. In corso d'opera, sia l'architetto, sia il progetto, sia i fini prefissi furono cambiati.

L'originario architetto fu Husayn Fahmi Pascià, detto "al-Miʿmar" (l'Architetto), un lontano cugino della madre del Khedivè, che morì durante la prima fase della costruzione. I lavori si fermarono dopo l'abdicazione del Khedivè Isma'il Pascià nel 1880. Khushiyār Hānim stessa morì nel 1885 e i lavori non furono ripresi fino al 1905, allorché il Khedivè ‘Abbās Ḥilmī II ne ordinò il completamento. I lavori furono supervisionati dall'architetto austriaco Max Herz, responsabile del Comitato per la Conservazione dei Monumenti Arabi al Cairo.

L'edificio risulta essere un mélange di stili, desunti essenzialmente dal periodo mamelucco, inclusa la sua cupola e il minareto. La costruzione ospita un'ampia sala di preghiera (musalla), come pure le tombe di al-Rifāʿī e di due altri "santi" locali: Ali Abi Shubbak e Yahya al-Ansari.

La moschea è il luogo di riposo eterno anche di Khushiyār Hānim e di suo figlio Isma'il Pascià, come pure di numerosi altri membri della famiglia reale egiziana, incluso Re Fārūq, l'ultimo sovrano regnante dell'Egitto, il cui corpo fu inumato qui, col consenso di Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, dopo la sua morte a Roma nel 1965. La moschea ospitò per breve periodo anche la salma dello Scià d'Iran, Reza Shah Pahlavi, morto in esilio in Sudafrica nel 1944, e che tornò nella sua patria dopo la Seconda guerra mondiale. Parte della camera funeraria è attualmente occupata dal figlio di Reza Shah Pahlavi, l'ultimo Scià Mohammad Reza Pahlavi, che morì al Cairo nel 1980.

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