Mosasaurus

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Mosasaurus
Stato di conservazione: Fossile
Mosasaurus 21copy.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Sauropsida
Ordine Squamata
Sottordine Lacertilia
Famiglia Mosasauridae
Genere Mosasaurus

Il mosasauro (gen. Mosasaurus) era un rettile marino preistorico, appartenente ai mosasauri. Visse nel Cretaceo superiore (Santoniano - Maastrichtiano, 80 – 70 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in gran parte del mondo (Nordamerica, Europa, Africa, Giordania, Nuova Zelanda, Antartide e forse Giappone).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il mosasauro dà il nome alla famiglia dei mosasauridi, grandi rettili marini del Cretaceo superiore. Tra questi animali, il mosasauro era uno dei più grandi, e si presume che una specie (Mosasaurus hoffmannii) possa aver raggiunto i 18 metri di lunghezza. Come tutti i suoi simili, questo rettile era dotato di caratteristiche ben adatte al nuoto: le zampe erano trasformate in pinne e la coda era lunga e appiattita lateralmente (erano presenti circa 80 vertebre caudali). Il cranio triangolare era particolarmente robusto e le ossa che lo costituivano erano unite fra loro in modo più saldo rispetto a quanto accadeva negli altri mosasauri, i cui crani erano molto mobili. I denti del mosasauro erano robusti e ricurvi all'indietro, capaci sia di tagliare che di rompere. Le orbite erano piuttosto piccole, mentre il corpo era più corto e robusto di quello degli altri mosasauri.

Impronte di pelle[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 sono stati descritti diversi esemplari di Mosasaurus con impronte di pelle ben conservata, tutti provenienti dal Maastrichtiano della formazione Muwaqqar di Harrana, in Giordania. Questi fossili mostrano che il corpo dei mosasauri, così come la membrana che univa le dita, era coperto da piccole scaglie a forma di diamante che si sovrapponevano fra loro. Negli esemplari di Harrana sono presenti due tipi di scaglie in un solo esemplare: scaglie carenate che ricoprivano la parte superiore del corpo e scaglie lisce sul ventre. Dal momento che i mosasauri erano probabilmente predatori d'agguato, si suppone che questi animali avrebbero potuto beneficiare notevolmente della mancanza di riflesso delle scaglie carenate (Kaddumi, 2009).

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Scheletro di Mosasaurus hoffmannii, Museo di Storia Naturale di Maastricht

Il mosasauro era un tipico membro della famiglia, tranne che per le dimensioni eccezionali. Apparteneva alla sottofamiglia dei mosasaurini, che comprendeva anche Clidastes, Carinodens, Globidens e Liodon. Il suo parente più stretto era Plotosaurus.

Specie[modifica | modifica sorgente]

Di questo animale sono note moltissime specie, spesso basate su vertebre o denti isolati e differenti fra loro proprio per la conformazione dei denti. Alcuni studiosi ritengono che tutte queste specie possano rappresentare più generi. Tra le più conosciute, da ricordare Mosasaurus hoffmannii, la specie tipo, scoperta per la prima volta in Olanda e in seguito rinvenuta in varie località. Questa era anche la specie più grande e descritta in maggior dettaglio. Da ricordare anche M. conodon, proveniente dal New Jersey e descritta da Edward Drinker Cope, M. dekayi e M. lemonnieri, quest'ultima conosciuta grazie a una quantità di scheletri provenienti dal Belgio e descritti da Louis Dollo. M. maximus, invece, è spesso considerata conspecifica con M. hoffmanni. Da ricordare inoltre M. missouriensis, la prima specie di mosasauro descritta in Nordamerica, M. sevciki della Giordania e M. mokoroa, proveniente dalla Nuova Zelanda.

Incisione raffigurante la scoperta del cranio di Mosasaurus

Un cranio per 600 bottiglie di vino[modifica | modifica sorgente]

Il mosasauro fu il primo grande rettile del mesozoico a venire identificato. Il cranio su cui si basa la specie tipo, Mosasaurus hoffmannii, è stato protagonista di un curioso episodio. Il fossile fu scoperto in Olanda nel 1770, e per molto tempo si credette che questi resti rappresentassero le vestigia di un immenso coccodrillo. Nel 1795 la città di Maastricht, dove risiedevano i resti, venne bombardata dalle armate napoleoniche; la casa dove si pensava si trovasse il reperto, già allora molto conteso, venne risparmiata ma non si trovò nulla. Vennero passate al setaccio moltissime abitazioni, ma ancora una volta ci fu un buco nell'acqua. Solo quando venne offerta una ricompensa di 600 bottiglie di vino il cranio fossile fece capolino. Il teschio venne poi trasportato a Parigi.

Il cranio di Mosasaurus esposto a Parigi

Dopo essere stato studiato da Georges Cuvier, che riconobbe le affinità con le lucertole, il cranio venne descritto da Gideon Algernon Mantell, che appose l'epiteto specifico hoffmannii in onore di J.L. Hoffmann, il medico che in origine rinvenne l'esemplare. Attualmente il cranio è esposto nel Museo nazionale di storia naturale di Parigi.

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Dente di Mosasaurus beaugei del Marocco

Questo rettile doveva essere uno dei massimi predatori del suo ambiente. La morfologia e le dimensioni, infatti, denotano uno spiccato adattamento alla predazione, e probabilmente il mosasauro si cibava di una varietà notevole di pesci, molluschi cefalopodi e altri rettili marini. Le orbite piccole e gli organi di olfatto poco sviluppati suggeriscono che questo animale fosse un nuotatore di superficie, che preferiva rimanere in acque costiere.

Numerose ferite alle mascelle riscontrate in esemplari fossili suggeriscono che questi animali conducevano uno stile di vita particolarmente violento, probabilmente combattendo fra loro. In un esemplare di grosse dimensioni il cranio è stato fracassato, evidentemente mentre l'animale era ancora in vita, da qualche altro organismo. Si presume che l'autore dell'attacco sia stato un esemplare gigante di Hainosaurus, un altro mosasauride dalla particolare conformazione del muso.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il mosasauro appare anche nella serie tv britannica di fantascienza Primeval nel terzo episodio della prima stagione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bardet, N. and Jagt, J.W.M. 1996. Mosasaurus hoffmanni, le “Grand Animal fossile des Carrières de Maestricht”: deux siècles d'histoire. Bulletin du Muséum national d'Histoire naturelle Paris (4) 18 (C4): 569–593.
  • Benes, Josef. Prehistoric Animals and Plants. Pg. 144. Artia, 1979
  • Lingham-Soliar, T. 1998. Unusual death of a Cretaceous giant. Lethaia. 31:308-10.
  • Mulder, E.W.A. 1999. Transatlantic latest Cretaceous mosasaurs (Reptilia, Lacertilia) from the Maastrichtian type area and New Jersey. Geologie en Mijnbouw 78: 281–300.
  • Kaddumi, H.F. (2009). "On the latest scale coverings of mosasaurs (Squamata: Mosasauridae) from the Harrana Fauna in addition to the description of s new species of Mosasaurus". Fossils of the Harrana Fauna and the Adjacent Areas. Amman: Eternal River Museum of Natural History. pp. 80–94.
  • D.V. Grigoriev (2014) Giant Mosasaurus hoffmanni (Squamata, Mosasauridae) from the Late Cretaceous (Maastrichtian) of Penza, Russia. Proceedings of the Zoological Institute RAS 318 (2): 148-167

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Mosasauridae Translation and Pronunciation Guide [1]
  • Oceans of Kansas [2]
  • Natural History Museum of Maastricht in the Netherlands [3]


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