Caduti del lavoro

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Con il termine caduti del lavoro sono chiamati i morti per incidenti sul lavoro. Questi lavoratori vengono spesso ricordati con questo termine anche nelle strade e nelle piazze d'Italia a loro dedicate.

All'interno del movimento operaio italiano, a partire dagli anni sessanta, si è diffuso il termine omicidi del lavoro per indicare con nettezza le responsabilità dirette dei sistemi di produzione delle economie industrializzate rispetto alle scarse condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro, causa diretta di migliaia di morti che si verificano ogni anno nel mondo, specialmente nel settore edilizio, nelle miniere e nel settore siderurgico.

Negli ultimi anni, sulla stampa e all'interno del movimento dei lavoratori, per definire il fenomeno sono stati utilizzati anche i termini morti bianche e omicidi bianchi, dove «l’uso dell’aggettivo “bianco” allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente».[1]

Incidenti sul lavoro in Italia[modifica | modifica sorgente]

Varie statistiche, a cura di prestigiosi istituti internazionali, sono volte a determinare il numero di incidenti, mortali e non mortali, e le malattie professionali, legati all'attività lavorativa. Scorrendo le statistiche è possibile fornire alcuni numeri, che in genere si suddividono per le seguenti quattro categorie: Incidenti mortali, Incidenti con danni permanenti, Incidenti con danni temporanei e Malattie professionali.

Incidenti mortali sul lavoro ogni anno[modifica | modifica sorgente]

L'ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 000 bambini. Il numero di morti in Italia al 2007 è di 1260. Questa cifra è andata continuamente diminuendo dagli anni sessanta ad oggi ma l'andamento di questa riduzione è meno confortante che in altri Paesi industrializzati. Tra il 1995 e il 2004, infatti, gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono diminuiti, in media, del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%.[2]. L’Italia, nel decennio 1996-2005, è risultato il paese con il più alto numero di morti sul lavoro in Europa[3]

Incidenti con danni permanenti ogni anno[modifica | modifica sorgente]

Gli incidenti con danni permanenti sono quelli che comportano mutilazioni o simili, e danni alla salute che non sono mai guaribili completamente: in sintesi nel dopoguerra si sono avuti circa 30.000 infortuni all'anno in Italia con danni permanenti. Gli infortuni con danni permanenti si sono progressivamente ridotti fino al minimo di circa 20.000 infortuni all'anno registrati negli anni '80. Successivamente il numero di infortuni ha ripreso a crescere e negli ultimi 10 anni sono di nuovo aumentati ad oltre 30.000 infortuni all'anno in Italia. Per approfondimenti si può fare riferimento ai collegamenti esterni e ai dati ufficiali registrati dall INAIL per la categoria "Infortuni con danni permanenti".

Incidenti con danni temporanei ogni anno[modifica | modifica sorgente]

Si tratta degli infortuni meno gravi, solitamente guaribili in un periodo di tempo variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi. L'ordine di grandezza è di circa 270 milioni incidenti all'anno nel mondo; in Italia è dell'ordine di circa 600.000 incidenti con danni temporanei all'anno.

Malattie professionali ogni anno[modifica | modifica sorgente]

I casi di malattie professionali sono, nel mondo, circa 160 milioni ogni anno. La statistica delle malattie temporanee è piuttosto aletoria, in quanto i criteri di controllo sanitario e di monitoraggio variano nel corso del tempo. Indicativamente in Italia si registrano oggi (dal 2000 al 2005) circa 25.000 malattie professionali di vario tipo registrate dall'INAIL.

Attività lavorative e loro pericolo[modifica | modifica sorgente]

Ogni attività lavorativa ha delle potenzialità di rischio associate differenti. A titolo di esempio si riporta la tabella seguente, fornita da un ufficio di statistiche del dipartimento del lavoro degli Stati Uniti d'America, relativa all'anno 2000.[4].[senza fonte] In quell'anno, 5.915 persone morirono sul lavoro.

Categoria lavoro Incidenti mortali Incidenti mortali
ogni 100.000 lavoratori
Tagliaboschi 105 122,1
Pescatori 52 108,3
Lavoratori in aviazione 230 100,8
Lavoratori su strutture metalliche 47 59,5
Lavoratori in miniera 69 53,9
Lavoratori su tetti 65 30,2
Lavoratori edili generici 288 28,3
Trasporto su gomma 852 27,6
Totale e media 5915 4,3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giorgio De Rienzo, su Scioglilingua, rubrica linguistica del sito del Corriere della Sera, 21 settembre 2007
  2. ^ Secondo rapporto sulla «tutela e condizione delle vittime del lavoro tra leggi inapliccate e diritti negati» a cura dell'ANMIL [1]
  3. ^ (Tranne che per i primi due anni) - Statistiche INAIL (.xls) su dati in maggioranza provenienti dal sistema assicurativo.
  4. ^ riportata da Wikipedia in lingua inglese

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Rovelli, Lavorare uccide, Bur, 2008
  • Lugoboni Giovanni, Sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi, Roma 2003
  • Pais Pier Roberto, Nuova normativa di tutela e salute sui luoghi di lavoro, Roma Epc 2008
  • Pierini Claudio, G.Lugoboni, P.R.Pais, Antincendio e procedure di emergenza in azienda, Roma 2007
  • Gigante, Manuale della sicurezza sul lavoro, Milano Hoepli 2000
  • Alberto Bombassei, Emiliano Brancaccio, dibattito sulle cifre delle morti bianche, Liberazione, 6 e 12 gennaio 2008

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]