Morte termica dell'universo

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Universo
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La morte termica (o morte entropica) è un possibile stato finale dell'universo in cui non vi è più energia libera per compiere lavoro. In termini fisici, l'entropia raggiunge il massimo valore, e l'universo è in equilibrio termodinamico.

Origini dell'idea[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo principio della termodinamica afferma che in un sistema isolato l'entropia tende ad aumentare nel tempo in modo irreversibile. Se l'universo vive per un tempo sufficientemente lungo, raggiungerà asintoticamente uno stato nel quale tutta l'energia è uniformemente distribuita, e non saranno possibili processi energetici (inclusa la vita).

L'idea della morte termica fu proposta da William Thomson a partire dal 1851, partendo da osservazioni di Sadi Carnot del 1824 sulla perdita di energia meccanica sotto forma di calore.

Stato attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ogni ipotesi sulla possibilità della morte termica dipende da supposizioni sulla natura dell'universo.

In assenza di energia oscura, uno scenario di morte termica può verificarsi solo se l'universo ha una geometria piatta o iperbolica per cui continua a espandersi per un tempo indefinito, ed è effettivamente un sistema isolato.

Alcuni hanno messo in discussione l'applicabilità dello stesso concetto di entropia e del modello termodinamico all'intero universo[1][2][3], o almeno la possibilità di fare previsioni considerando le scarse conoscenze sull'entropia dei campi gravitazionali[4][5] e sui fenomeni quantistici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Max Planck, Treatise on Thermodynamics, 1° marzo 2007. URL consultato il 1° ottobre 2014.
  2. ^ Čápek, V., Sheehan, D.P., Challenges to the Second Law of Thermodynamics: Theory and Experiment, Springer, Dordrecht, 2005.
  3. ^ Grandy, W.T. Jr, Entropy and the Time Evolution of Macroscopic Systems, Oxford University Press, p. 151. URL consultato il 1° ottobre 2014.
  4. ^ Egan, Lineweaver, A Larger Estimate of the Entropy of the Universe, 2009.
  5. ^ Smolin L., Time, laws, and future of cosmology in Physics Today, vol. 67, nº 3, 2014, pp. 38-43.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]