Morte apparente (biologia)

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Si definisce morte apparente uno stato simile alla morte reale in quanto caratterizzato da perdita della coscienza e della sensibilità, impossibilità di percepire il battito cardiaco e i movimenti respiratori, assenza dei riflessi, flaccidità muscolare e rilasciamento degli sfinteri. La prova dello specchietto è negativa. La temperatura del corpo può abbassarsi, di solito entro 24 °C, ma più in basso se il raffreddamento è stato causa di morte apparente.

È stato a volte sostenuto, specialmente da quanti ne propugnano visioni dietrologiche, che alcuni personaggi storici (ma altresì odierni) abbiano fatto ricorso a tecniche che causassero tale stato per inscenare una resurrezione o sparire nel nulla.

Cause[modifica | modifica sorgente]

Tra le possibili cause di morte apparente si annoverano:

  • Nel III e IV stadio dell'asfissia, si ha un arresto cardiaco da ipossia e riduzione di attività dei centri bulbari. Tuttavia il cuore conserva la propria capacità contrattile e può essere riavviato tramite stimolazione elettrica.

Aspetti medico-legali[modifica | modifica sorgente]

Secondo la legge italiana (DPR n. 285/1990, art.9), in caso di sospetta morte apparente l'osservazione del soggetto deve essere protratta per non meno di 48 ore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Canuto, Sergio Tovo, Medicina legale e delle assicurazioni Di Giorgio Canuto, Piccin.
  • Clemente Puccini, Istituzioni di medicina legale, Milano, Ambrosiana, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]