Morrea
| Morrea frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°50′47″N 13°32′12″E / 41.84639°N 13.53667°ECoordinate: 41°50′47″N 13°32′12″E / 41.84639°N 13.53667°E | ||||
| Altitudine | 780 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 33 | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 67050 | ||||
| Prefisso | 0863 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | morreani o morreciani | ||||
| Giorno festivo | san sebastiano | ||||
| Localizzazione | |||||
Morrea è una frazione montana (780 m. s.l.m.) del comune di San Vincenzo Valle Roveto (AQ), nella Marsica, costituita di poche case raccolte intorno alla medievale Fortezza Piccolomini.
Indice |
Storia [modifica]
Nata come avamposto militare di Urbetum (l'odierna Civita d'Antino), diviene possedimento ducale nel 702 d.C. ad opera di Ghisulfo II di Benevento. Nel 1463, su concessione del Re Ferrante d'Aragona, Morrea diviene feudo insieme alla Baronia di Balsorano e al Contado di Celano.
Nel 1562 la Parrocchia di Morrea, dedicata a San Sebastiano, dopo un grave contrasto con il vicino Convento di San Francesco, prevale su quest'ultimo, acquisendone i dominî di Castelnuovo, San Giovanni dei Colli e San Vincenzo. Il turista inglese Sir Richard Colt-Hoare visita Morrea nel 1791. Nel suo diario di viaggio ne dipinge un ritratto incantato: «La valle, estesa a sud fino al passaggio di Alvito e al distretto montagnoso di Montecassino, presenta uno dei panorami più ricchi ed incantevoli che io abbia mai contemplato».
Il 13 gennaio 1915 il Terremoto di Avezzano devasta la Fortezza, provocando il crollo dei solai e di una torre, e segnando l'inesorabile declino e spopolamento del borgo.
Durante la Seconda guerra mondiale il parroco Don Savino Orsini, presidente del locale CLN, costituisce Morrea in territorio libero, preservandolo per dieci mesi (dal 22 settembre 1943 al 6 giugno 1944) dall'Occupazione militare, ed ospitando 5800 fuggiaschi di varie nazionalità: italiani, americani, inglesi, indiani, sudafricani e canadesi.
All'alba del 21 marzo 1944 la Fortezza è attaccata da una squadra tedesca. Nel blitz cade prigioniero il diciannovenne Giuseppe Testa, capodistaccamento di Morrea della Brigata partigiana Marsica. Torturato per 50 giorni, rifiuta di rivelare il luogo dove sono nascosti i fuggiaschi. È fucilato ad Alvito l'11 maggio 1944.
Il 10 ottobre 1944 Morrea ha ricevuto l'Encomio militare alleato. Il «suo figlio migliore» Giuseppe Testa (così lo chiama l'epigrafe nel monumento sito all'ingresso del borgo) ha ricevuto il 15 maggio 1946 la Medaglia d'oro al valor militare, alla memoria.
Trasporti [modifica]
Strade [modifica]
Ferrovie [modifica]
- Ferrovia Avezzano-Roccasecca, attraversa il territorio di Morrea, servendolo con l'omonima stazione
| Per approfondire, vedi Stazione di Morrea-Castronovo-Rendinara. |
Bibliografia [modifica]
- Mario Martini. Giuseppe Testa 1924-1944: medaglia d’oro al valor militare della Resistenza. Sora, Centro Studi Sorani Vincenzo Patriarca, 1995
- Giuseppe Sartirana. Morrea ieri, oggi, domani. San Vincenzo Valle Roveto, Pro loco di Morrea, 1981
Collegamenti esterni [modifica]
- Morrea TerreMarsicane.it
- Castello Piccolomini
- Chiesa di San Sebastiano
- Giuseppe Testa | Anpi.it
- Ultime lettere di Giuseppe Testa | INSMLI
- Monumento a Giuseppe Testa
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