Moriscos (Iberia)

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Col nome di moriscos (in spagnolo) e mouriscos (in portoghese) si indicano i musulmani di al-Andalus che furono forzati ad abbracciare la religione cristiana fra il 1492, anno della Reconquista, e il 1526. Il nome fu peraltro usato, con connotazione dispregiativa, anche per i loro discendenti, fino alla definitiva espulsione dei musulmani, decretata nel quinquennio 1609-1614.

In passato la stirpe dei Moriscos era parte della famiglia reale del Sultanato di Granada.

Il processo fu sostenuto dalle autorità ecclesiastiche e, in special modo, dall'arcivescovo di Toledo Francisco Jiménez de Cisneros che, a partire dal 1498, attuò una forzosa conversione di tutti gli arabi e berberi musulmani che occupavano la Penisola iberica da oltre 800 anni.

Il processo di conversione provocò già nel dicembre del 1499 una rivolta nella zona dell'Albaicín di Granada e nell'Alpujarra, stroncata dalle forze dei sovrani spagnoli, mentre nel 1502 i musulmani castigliani furono costretti a scegliere fra conversione ed emigrazione. Analoga misura coinvolse poco dopo la Navarra. Nel 1526 la conversione fu ordinata per i musulmani di Valencia e Aragona.

Nel 1568, nella zona di Granada, esplose la rivolta dei Moriscos, una ribellione guidata da Abén Humeya, che si sviluppò in guerriglia e diede notevole filo da torcere agli spagnoli finché il re Filippo II non affidò al fratellastro don Giovanni d'Austria la repressione della rivolta. Abén Humeya venne assassinato dal cugino Aben Aboo nel 1569, mentre l'energico intervento del condottiero austriaco ebbe ragione della rivolta, spentasi infine nel 1571.

La repressione anti-islamica crebbe d'intensità negli anni a seguire e al divieto di possedere libri islamici si accompagnarono misure miranti a cancellare usanze che, a torto o a ragione, erano considerate legate alla cultura islamica: uso della lingua araba scritta e parlata, festività civili affermatesi però in periodo islamico. Crebbe anche in misura non indifferente la pressione fiscale nei confronti dell'elemento musulmano che costituiva ancora una notevole realtà demografica nelle campagne.

Nel 1609 si giunse alla decisione dell'espulsione. Oltre 300 000 musulmani spagnoli partirono verso le vicine coste del Nordafrica e verso i territori ottomani, specialmente alla volta della città di Istanbul. In queste aree islamiche avvertibile fu l'apporto dell'elemento spagnolo musulmano immigrato. In Spagna si ebbe un periodo di crisi del settore agricolo per l'improvviso calo del numero dei coltivatori, alleviato tuttavia dalla gran massa di oro e di argento proveniente dal Nuovo Mondo.

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