Moria (Tolkien)

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Miniere di Moria
Nome originale Mines of Moria
Tipo Miniere
Saga Il Signore degli Anelli
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in
Illustrazione Alan Lee, John Howe
Scenografia Alan Lee, John Howe, Grant Major
Caratteristiche immaginarie
Fondatore Durin il Senzamorte
Nascita YT
Fine III 1981
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Stato Regno dei Nani di Nanosterro
Città Nanosterro
Dimensioni 40 miglia (Porta Occidentale - Grandi Ponti)
Razze
Lingue
Nanosterro
Nome originale Dwarrowdelf
Nome locale Khazâd-Dûm
Altri nomi
Tipo Città, Fortezza
Saga Il Signore degli Anelli
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in
Illustrazione Alan Lee, John Howe
Scenografia Alan Lee, John Howe, Grant Major
Caratteristiche immaginarie
Capo Re dei Nani
Fondatore Durin il Senzamorte
Nascita YT
Fine III 1981
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Stato Regno dei Nani di Nanosterro
Dimensioni 40 miglia (Porta Occidentale - Grandi Ponti)
Razze
Lingue
Regno dei Nani di Nanosterro
Nome originale Kingdom of the Darwes of the Dwarrowdelf
Nome locale Khuzgûn Khazâd-Dûmul
Altri nomi
Tipo Stato
Saga Il Signore degli Anelli
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in
Illustrazione Alan Lee, John Howe
Scenografia Alan Lee, John Howe, Grant Major
Caratteristiche immaginarie
Capo Re dei Nani
Fondatore Durin il Senzamorte
Nascita YT
Fine III 1981
Pianeta Arda
Continente Terra di Mezzo
Capitale Nanosterro
Dimensioni 40 miglia (Porta Occidentale - Grandi Ponti)
Razze
Lingue
« Oscura è l'acqua del Kheled-zâram e gelide le sorgive di Kibil-nala, ma splendidi erano i saloni dalle mille colonne a Khazad-dum nei Tempi Remoti prima della caduta dei potenti re della roccia profonda. [...] Qui è il grande reame e la città di Nanosterro. In antico non era tenebroso, bensì inondato di luce e di splendore, come ancora ricordano le nostre canzoni. »
(Rispettivamente Galadriel e Gimli in J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello)

Col nome di Moria si identificano tre luoghi ed entità geopolitiche appartenenti all'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien:

  • le Miniere di Moria, escavazioni nanesche;
  • la Città di Nanosterro, città costruita nelle Miniere di Moria;
  • il Regno dei Nani di Nanosterro, stato con capitale la città di Nanosterro.

Indice

Il nome[modifica]

Nonostante il nome Moria richiami quello biblico di Moriah (il luogo dove Abramo avrebbe dovuto sacrificare il figlio Isacco), lo stesso Tolkien negò con fermezza ogni possibile analogia.

All'interno del ciclo di Tolkien il nome Moria viene spesso utilizzato come diretto sinonimo di Khazad-dûm ma sebbene indichino lo stesso luogo, si riferiscono ad esso in diversi tempi.

  • Khazad-dûm (dal nanico Khazâd: nani e Dûm: escavazioni, saloni, palazzi) è il nome utilizzato fino all'anno 1981 della Terza Era quando gli ultimi nani del clan Lungobarbi fuggirono da un Balrog di Morgoth, che verrà poi chiamato il Flagello di Durin.
  • Moria è invece il nome dato a Khazad-dûm nel momento in cui gli Orchi, Troll e il Flagello di Durin vi presero dimora.

Il significato di Moria nella lingua degli Elfi Grigi è Il Pozzo Nero (The Black Pit) o L'Oscuro Abisso (The Black Chasm). I Nani non amano questo nome.

Gli altri nomi con cui è conosciuta Moria sono:

  • Hadhodrond dai Sindar
  • Casarrondo dai Noldor
  • Phurunargian nella lingua corrente

Tutti e tre i termini significano nanosterro.

Le miniere di Moria compaiono sia ne Il Signore degli Anelli che nel Silmarillion, mentre sono citate ne Lo Hobbit.

Geografia[modifica]

Porta d'ingresso[modifica]

Sulla porta d'ingresso di Moria c'è scritto: « Ennyn Durin Aran Moria / Pedo mellon a minno » cioè « Le porte di Durin Signore di Moria / Di' amico ed entra ».

Gandalf prova per lunghi istanti con varie parole e incantesimi; infine Gandalf intuisce che il significato della frase è « Di' "amico" ed entra » e non « Di', amico, ed entra », perciò la parola chiave è "mellon" che significa appunto "amico".[1] Nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson è Frodo ad avere quest'intuizione.


Storia[modifica]

Fondazione[modifica]

Il Regno dei Nani di Nanosterro e la Città di Nanosterro furono fondati dal più antico, saggio e nobile tra i Sette Padri dei Nani, ovvero Durin detto il Senzamorte. Questo avvenne in un passato remoto difficile da identificare con esattezza, che può però coincidere con:

L'ipotesi più probabile è quella della fondazione del regno verso la metà dell'epoca chiamata Anni degli Alberi.

Durin il Senzamorte si svegliò sotto il Monte Gundabad delle Montagne Nebbiose non molto tempo dopo che i primi Elfi si svegliassero. Dal Monte Gundabad il Clan di Durin si diffuse verso sud, nelle Valli dell'Anduin, terre spesso sotto gli attacchi degli orchi di Morgoth. Secondo la leggenda, Durin, dopo essere vissuto solo per centinaia di anni, trovò "una valle di ombre tra due grandi bracci montuosi, sopra i quali tre cime bianche brillavano", mentre fuggiva dall'ennesima invasione degli Uruk. In questa valle boscosa circondata da picchi innevati, una serie di piccole cascate formate da un ruscello che nasceva da gelidi fonti montane alimentava un grande lago di forma ovale, che sembrava dotato di qualità magiche: sebbene il sole brillasse alto nel cielo, nelle sue profondità oscure si scorgeva uno scintillare di stelle. Durin vide quelle stelle riflettersi e brillare come una corona sulla sua testa. Raccogliendo il buon auspicio, egli decise di chiamare il lago ovale Kheled-Zarâm [2], i tre monti Baranzinbar [3], Zirakzigil [4] e Bundushathûr [5], il fiumiciattolo con le sue sorgenti Kibil-Nâla [6] e la valle Azanulbizar [7]. Il Padre dei Lungobarbi iniziò a costruire la città e roccaforte di Nanosterro all'interno delle caverne che sovrastavano il lago, e la sua fondazione di Nanosterro non venne mai dimenticata dai suoi discendenti, che venerarono i luoghi della fondazione anche molte ere dopo la morte di Durin [8].

Anni degli Alberi[modifica]

Per tutti gli Anni degli Alberi, dalla fondazione alla fine dell'era (YT 1495), il Regno dei Nani di Nanosterro fu governato da Durin il Senzamorte (che divenne Durin I), ma non si hanno notizie di eventi di particolare rilevanza durante queste epoche.

Per quanto attinente a uno sguardo generale alla società nanesca di allora, si può dire che la capitale del regno crebbe continuamente per dimensioni e popolazione nel corso della vita e del regno di Durin fino a diventare "il più grande di tutti i palazzi dei Nani", anche prima del ritorno dei Noldor nella Terra di Mezzo (avvenuto nel 1125 della Prima Era). Esso era infatti conosciuto per la sua grandezza e il suo sfarzo alla sola pronuncia del nome di Khazâd-Dûm di un qualsiasi Eldar del Beleriand. Importante è da citare il metallo prezioso su cui si basavano gran parte dei commerci di Nanosterro, ovvero il mithril [9], apprezzato da tutti gli abitanti della Terra di Mezzo e introvabile in qualsiasi altro luogo di essa. L'intero regno era alleato, perché in stretto rapporto, con gli Eldar dell'Agrifgliere che vivevano oltre la Porta Occidentale della fortezza Nanosterro.

Prima Era[modifica]

Durante la Prima Era il Regno dei Nani di Nanosterro fu governato da diversi re, tra cui se ne ricordano solo due:

Durante la Prima Era la fama del Regno di Nanosterro continuò a crescere, meritandosi una menzione in un passo del Quenta Silmarillion, il terzo capitolo de Il Silmarillion, ovvero il racconto degli Eldar, Signori degli Elfi e delle loro guerre che si svolsero molto più a ovest. I racconti riguardanti il Regno dei Nani di Nanosterro pervennero agli Elfi, probabilmente, da leggende tramandate oralmente dai Nani delle Montagne Blu abitanti a Belegost e a Nogrod, che si trovavano, appunto, ai confini proprio con il Regno degli Elfi di Lindon. Importante da ricordare è il fatto che, nonostante questo regno venga citato nella lunga serie di reami coinvolti nelle Battaglie del Beleriand, esso fu sempre neutrale, ottenendo una tregua dagli ostinati e terribili attacchi e scorribande degli Orchi, che Morgoth riteneva più utile usare su altri fronti.

Durante questo periodo, i Lungobarbi mantennero i contatti con le altre sei Casate dei Nani; allacciarono anche legami di tipo economico-commerciale con i primi uomini arrivati ​​nel Rhovanion, donando loro molte conoscenze e competenze sulla metallurgia e sull'architettura (per esempio sulla costruzione di muri forti e resistenti) e ottenendo in cambio prodotti gastronomici, procurando un grande profitto a entrambi i popoli. Alla fine della Prima Era, al seguito del crollo della grande fortezza nanesca di Nogrod (a causa della sommersione del Beleriand, alla fine della Guerra dell'Ira), molti Nani Vastifasci[10] che arrivarono da questa città si insediarono nel Regno di Nanosterro e vennero accolti nella sua popolazione.

Seconda Era[modifica]

Il Nanosterro era tra i regni più ricchi e potenti mai esistiti nella Seconda Era. La sua ricchezza non derivava "dall'oro o dall'argento, semplici giocattoli" o dal ferro "loro schiavo"; le miniere sotto la montagna erano infatti la sede dell'unica riserva di mithril esistente al mondo; il minerale era infatti noto anche come argento di Moria. I Nani ottenevano tutto ciò di cui avevano bisogno tramite il commercio del mithril.

Terza Era[modifica]

La crisi di Moria avvenne a causa della cupidigia dei nani, che scavando in profondità alla ricerca di mithril, risvegliarono quello che sarà poi chiamato il flagello di Durin, un Balrog di Morgoth: nell'anno 1980 della Terza Era questa creatura uccise il re di Moria Durin VI, e l'anno seguente suo figlio Nàin I[11]. La più importante casata nanica, quella di Durin, che viveva per intero a Moria dovette lasciare la sua patria a causa delle innumerevoli vittime e delle devastazioni causate dal Balrog e vagare per varie zone della Terra di Mezzo. Svuotata dai nani e scomparsi anche gli elfi che vivevano al confine occidentale Moria divenne dimora di un gran numero di orchi.

Molti secoli dopo Thrór, ormai vecchio e disperato, si diresse a Moria. La sua mente ormai ottenebrata lo spinse a entrare in quella che era la "sua" dimora, solo per venire brutalmente assassinato da un orco di nome Azog. Nove anni dopo, suo figlio Thrain combatté gli Orchi ad Azanulbizar; la battaglia si trasformò in un massacro. Thrain fu storpiato, mentre il giovane Dain Piediferro decapitò Azog. La vittoria arrise ai Nani, ma non fu una vittoria da festeggiare. I morti erano innumerevoli, non vi era tempo per erigere un simile numero di tombe in pietra. Così i superstiti spogliarono i loro morti, prima di bruciarli su immensi roghi; per alimentarli i Nani disboscarono l'intera valle di Azanulbizar. Thrain non entrò nell'avita dimora, dietro consiglio di Dain.

« [...] "Al di là dell'ombra il Flagello di Durin è in agguato. Il mondo dovrà cambiare e qualche altro potere dovrà sopraggiungere prima che il popolo di Durin varchi di nuovo la soglia di Moria." »

Un tentativo importante per riconquistare Moria venne fatto da Balin, un nano amico di Bilbo Baggins, che guidando un gruppo di consanguinei rientrò a Moria e si proclamò re. Il tentativo fallì e tutti i nani vennero uccisi come si deduce dal libro che viene trovato vicino alla tomba di Balin dalla Compagnia dell'Anello durante il suo attraversamento delle miniere.

Quarta Era[modifica]

Dopo la morte del Balrog ad opera di Gandalf il Grigio, secoli dopo l'inizio della Quarta Era, il re Durin VII (discendente da Thorin III Elminpietra) riportò il suo popolo a Moria, ritrovando quanto rimaneva delle immense ricchezze di Khazad-Dum. Darà inizio alla nuova ricerca dell'Ascia di Durin.

Moria nel viaggio della Compagnia dell'Anello[modifica]

Moria diviene per la Compagnia dell'Anello l'unico percorso possibile: la breccia di Rohan è troppo vicina a Isengard e il passo del Caradhras è impercorribile a causa di una devastante tempesta (provocata da Saruman nella versione cinematografica, diretta da Peter Jackson; dal Caradhras stesso, che ha fama di gran cattiveria, nel libro). La Compagnia è dunque costretta a prendere la via di Moria nonostante l'idea di Boromir di prendere per la Breccia di Rohan dopo l'incontro con l'Osservatore nell'acqua alle porte di Moria.

Tomba di Balin[modifica]

La Tomba di Balin è situata in un'aula, soprannominata Camera di Mazarbul, delle Miniere di Moria. Balin, figlio di Fundin, era partito per liberare le antiche dimore della sua stirpe dagli orrori di Mordor. Nella Tomba di Balin la Compagnia dell'Anello affronta un'orda di Orchi, ed è la prima vera battaglia degli eroi. La Compagnia ne esce vittoriosa, e riesce a raggiungere il ponte di Khazad-dûm.

Il ponte di Khazad-Dûm[modifica]

Arrivati al ponte di Khazad-Dûm, avviene il memorabile scontro tra un Balrog (creatura infuocata delle tenebre, superstite delle antiche armate di Morgoth, il Valar Caduto) e Gandalf. Il duello provoca la caduta dello stregone e della creatura nel baratro a causa della rottura della strettissima passerella di roccia (così concepita per facilitare la difesa, dato che ci si può passare in fila indiana) che costituiva il ponte. Cadendo Gandalf continua la lotta contro il Balrog, che alla fine viene sconfitto.

La porta d'ingresso di Moria come appare nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson

Note[modifica]

  1. ^ La traduzione iniziale in italiano riportava la frase al plurale, errore corretto (sebbene solo in una delle due occorrenze) nell'edizione Bompiani del 2003
  2. ^ Mirolago
  3. ^ Cornorosso
  4. ^ Dentargento
  5. ^ Vettanubi
  6. ^ Argentaroggia
  7. ^ Valle dei Rivi Tenebrosi
  8. ^ Proprio in onore della fondazione di Nanosterro il Clan di Durin eresse un monolito con iscrizioni in rune Cirth nel luogo in cui Durin vide per la prima volta il Mirolago
  9. ^ Esso fu definito per la sua trovabilità solo nel Regno di Nanosterro proprio "Argento di Moria"
  10. ^ Discendenti da Dwalin, uno dei Sette Padri dei Nani
  11. ^ J. R. R. Tolkinen, Il Signore degli Anelli, Bompiani, 2002, p. 1298. ISBN 88-452-9005-0.
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