Moria (Tolkien)
| Moria | |
|---|---|
| Altri nomi | Khazad-dum Nanosterro Hadhodrond Casarrondo Phurunargian |
| Tipo | Città fortezza |
| Ideatore | John Ronald Reuel Tolkien |
| Appare in | Il Signore degli Anelli, Il Silmarillion |
| Fondatore | Durin |
| Pianeta | Arda |
| Continente | Terra di Mezzo |
| Razze | Nani, Orchi |
| « Oscura è l'acqua del Kheled-zâram e gelide le sorgive di Kibil-nala, ma splendidi erano i saloni dalle mille colonne a Khazad-dum nei Tempi Remoti prima della caduta dei potenti re della roccia profonda » | |
Le miniere di Moria, conosciute anche con il nome di Khazad-dûm ("Palazzo dei Nani"), sono un luogo di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.
Indice |
[modifica] Il nome
Il nome Moria richiama quello biblico di Moriah, il luogo dove Abramo avrebbe dovuto sacrificare il figlio Isacco.
All'interno del ciclo di Tolkien il nome Moria viene spesso utilizzato come diretto sinonimo di Khazad-dûm ma sebbene indichino lo stesso luogo, si riferiscono ad esso in diversi tempi.
- Khazad-dûm (dal nanico Khazâd: nani e Dûm: escavazioni, saloni, palazzi) è il nome utilizzato fino all'anno 1981 della Terza Era quando gli ultimi nani del clan Lungobarbi fuggirono da un Balrog di Morgoth, che verrà poi chiamato il Flagello di Durin.
- Moria è invece il nome dato a Khazad-dûm nel momento in cui gli Orchi, Troll e il Flagello di Durin vi presero dimora.
Il significato di Moria nella lingua degli Elfi Grigi è Il Pozzo Nero (The Black Pit) o L'Oscuro Abisso (The Black Chasm). I Nani non amano questo nome.
Gli altri nomi con cui è conosciuta Moria sono:
Tutti e tre i termini significano nanosterro.
Le miniere di Moria compaiono sia ne Il Signore degli Anelli che nel Silmarillion, mentre sono citate ne Lo Hobbit.
[modifica] Storia
Il regno del Nanosterro, Khazad-dûm, fu fondato da Durin il senzamorte in un passato estremamente remoto, prima della creazione del Sole e della Luna. Durin si era risvegliato poco tempo dopo gli Elfi: il suo titolo di più antico tra i Padri dei Nani gli conferiva il rispetto dell'intera razza, che onorò i suoi discendenti nominandoli re.
Secondo la leggenda, Durin scoprì il luogo che sarebbe divenuto Moria fuggendo dalle schiere di Morgoth. Il senzamorte raggiunse una valle ricca di alberi, sopra la quale svettavano tre picchi innevati; una serie di piccole cascate alimentava un grande lago ovale, che sembrava dotato di qualità magiche: sebbene il sole brillasse alto nel cielo, nelle sue profondità oscure si scorgeva uno scintillare di stelle. Durin vide quelle stelle brillare sulla sua testa, come una corona. Raccogliendo il buon auspicio, decide di chiamare il lago Kheled-zarâm, Mirolago. I tre picchi divennero Baranzinbar Cornorosso, Zirakzigil Dentargento e Bundushathûr, Vettanubi. La valle prese il nome di Azanulbizar, Valle dei Rivi Tenebrosi. Durin iniziò a costruire Khazad-dûm all'interno delle caverne che sovrastavano il lago.
Questi nani vivevano in stretto rapporto con gli elfi dell'Eregion che vivevano oltre l'ingresso occidentale di Moria.
Il Nanosterro era tra i regni più ricchi e potenti mai esistiti nella Seconda Era. La sua ricchezza non derivava tanto dall'abbondanza di minerali, preziosi e non, ma piuttosto da una caratteristica unica nella Terra di Mezzo. In quelle caverne infatti si trovava l'unica riserva di mithril esistente al mondo; non è un caso che il mithril venisse chiamato anche argento di Moria. I Nani ottenevano tutto ciò di cui avevano bisogno tramite il commercio del mithril.
La crisi di Moria avvenne a causa della cupidigia dei nani, che scavando in profondità alla ricerca di mithril, risvegliarono quello che sarà poi chiamato il flagello di Durin, un Balrog di Morgoth. La più importante casata nanica, quella di Durin, che viveva per intero a Moria dovette lasciare la sua patria a causa delle innumerevoli vittime e delle devastazioni causate dal Balrog e vagare per varie zone della Terra di Mezzo. Svuotata dai nani e scomparsi anche gli elfi che vivevano al confine occidentale Moria divenne dimora di un gran numero di orchi.
Molti secoli dopo Thrór, ormai vecchio e disperato, si diresse a Moria. La sua mente ormai ottenebrata lo spinse a entrare in quella che era la "sua" dimora, solo per venire brutalmente assassinato da un orco di nome Azog. Nove anni dopo, suo figlio Thrain combatté gli Orchi ad Azanulbizar; la battaglia si trasformò in un massacro. Thrain fu storpiato, mentre il giovane Dain Piediferro decapitò Azog. La vittoria arrise ai Nani, ma non fu una vittoria da festeggiare. I morti erano innumerevoli, non vi era tempo per erigere un simile numero di tombe in pietra. Così i superstiti spogliarono i loro morti, prima di bruciarli su immensi roghi; per alimentarli i Nani disboscarono l'intera valle di Azanulbizar. Thrain non entrò nell'avita dimora, dietro consiglio di Dain.
| « [...] "Al di là dell'ombra il Flagello di Durin è in agguato. Il mondo dovrà cambiare e qualche altro potere dovrà sopraggiungere prima che il popolo di Durin varchi di nuovo la soglia di Moria." » |
Un tentativo importante per riconquistare Moria venne fatto da Balin, un nano amico di Bilbo Baggins, che guidando un gruppo di consanguinei rientrò a Moria e si proclamò re. Il tentativo fallì e tutti i nani vennero uccisi come si deduce dal libro che viene trovato vicino alla tomba di Balin dalla Compagnia dell'Anello durante il suo attraversamento delle miniere.
Dopo la morte del Balrog, secoli dopo l'inizio della Quarta Era, il re Durin VII (discendente da Thorin III Elminpietra) riportò il suo popolo a Moria, ritrovando quanto rimaneva delle immense ricchezze di Khazad-Dum. Darà inizio alla nuova cerca dell'Ascia di Durin.
[modifica] Moria nel viaggio della Compagnia dell'Anello
Moria diviene per la compagnia dell'anello l'unico percorso possibile: la breccia di Rohan è troppo vicina a Isengard e il passo del Caradhras è impercorribile a causa di una devastante tempesta (provocata da Saruman nella versione cinematografica, diretta da Peter Jackson; dal Caradhras stesso, che ha fama di gran cattiveria, nel libro). La Compagnia è dunque costretta a prendere la via di Moria nonostante l'idea di Boromir di prendere per la Breccia di Rohan dopo l'incontro con l'Osservatore nell'acqua alle porte di Moria.
[modifica] Tomba di Balin
La Tomba di Balin è situata in un'aula, soprannominata Camera di Marzabul, delle Miniere di Moria. Balin, figlio di Fundin, era partito per liberare le antiche dimore della sua stirpe dagli orrori di Mordor. Nella Tomba di Balin la Compagnia dell'Anello affronta un'orda di Orchi, ed è la prima vera battaglia degli eroi. La Compagnia ne esce vittoriosa, e riesce a raggiungere il ponte di Khazad-Dûm.
[modifica] Il ponte di Khazad-Dûm
Arrivati al ponte di Khazad-Dûm, avviene il memorabile scontro tra un Balrog (creatura infuocata delle tenebre, superstite delle antiche armate di Morgoth, il Valar Caduto) e Gandalf lo stregone della luce. Il duello provoca la caduta dello stregone e della creatura nel baratro a causa della rottura della strettissima passerella di roccia che costituiva il ponte. Cadendo Gandalf continua la lotta contro il Balrog, che alla fine viene sconfitto.
[modifica] Porta d'ingresso
Sulla porta d'ingresso di Moria c'è scritto: « Ennyn Durin Aran Moria / Pedo mellon a minno » cioè « Le porte di Durin Signore di Moria / Di' amico ed entra ».
Gandalf prova per lunghi istanti con varie parole e incantesimi; infine Gandalf intuisce che il significato della frase è « Di' "amico" ed entra » e non « Di', amico, ed entra », essendo perciò la parola chiave "mellon" che significa appunto "amico".[1] Nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson è Frodo ad avere quest'intuizione.
[modifica] Note
- ^ La traduzione iniziale in italiano riportava la frase al plurale, errore corretto (sebbene solo in una delle due occorrenze) nell'edizione Bompiani del 2003
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