Moolaadé

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Moolaadé
Moolaadé-2004.png
Una scena del film
Lingua originale bambara, francese
Paese di produzione Senegal, Burkina Faso, Marocco, Tunisia, Camerun
Anno 2004
Durata 124 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Ousmane Sembène
Sceneggiatura Ousmane Sembène
Casa di produzione Filmi Doomireew, Cinetelefilms, Les Films de la Terre Africaine
Fotografia Dominique Gentil
Montaggio Abdellatif Raïss
Musiche Boncana Maiga
Scenografia Joseph Kpobly
Interpreti e personaggi
Premi

Moolaadé è un film del 2004 scritto e diretto dal regista senegalese Ousmane Sembène, coprodotto da diverse nazioni francofone: Burkina Faso, Camerun, Francia, Marocco, Tunisia e Senegal.

Presentato al 57º Festival di Cannes, ha vinto il premio come miglior film della sezione Un Certain Regard.[1]

Nel film si affronta, denunciandolo, il tema dell'escissione (una particolare forma di infibulazione o mutilazione degli organi genitali femminili), una pratica ancora comune in numerosi paesi africani, soprattutto dell'area sub-sahariana.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un villaggio del Burkina Faso, sei bambine scappano dal rito di purificazione dell’escissione, di cui quattro chiedono la protezione di Collè Gallo Ardo Sy. Questa madre era riuscita a salvare anni prima la sua ultima figlia, Amsatou, dalla mutilazione genitale, dopo aver visto morire a causa di quella pratica le due figlie precedenti. Amsatou aveva raggiunto l'età per il matrimonio e nessuno nel villaggio pensava che una bilakoro, cioè una donna non purificata, potesse trovare un marito. Intanto Collè decide di invocare il moolaadé, cioè una sorta di diritto di asilo, considerato un gesto sacro che non può essere violato: Collè allora tende una corda all'entrata della sua casa per sancire la sua decisione e renderla pubblica, così fino a che non rinuncerà al moolaadé, le bambine non potranno uscire e le salindane (le donne che si occupavano del rito iniziatico) non potevano accedervi. Ma queste si recarono alla porta della casa di Collè insieme alle madri delle bambine scappate e ricevendo la notizia del moolaadé si recano alla riunione dei capi-villaggio per ricevere da questa una soluzione. Non tollerando la decisione di Collè soprattutto poiché il marito era assente da casa decidono di far sì che si senta esclusa dalla società.

Poco dopo questi avvenimenti torna il figlio del capo-villaggio dalla Francia, che ormai ha perso la mentalità del suo luogo di origine, al quale viene proibito di sposare Amsatou poiché è una bilakoro. Torna anche il marito di Collè, Ciré, che viene immediatamente informato della disobbedienza della moglie e viene accusato di non esercitare molto potere sulla moglie. Successivamente gli uomini del villaggio decidono che Collè ha ricevuto un'influenza negativa dalle radiocomunicazioni e quindi decidono di sottrarre alle donne le radio, gli unici mezzi di comunicazione che posseggono, e una volta accatastate davanti alla moschea gli danno fuoco. A questa decisione si oppone il figlio del capo-villaggio che addirittura aveva portato con sé dalla Francia un televisore, ma avendo poco potere la sua protesta passa inosservata.

Intanto un'altra decisione degli uomini costringe Ciré a frustare in pubblico Collè per farle pronunciare il rifiuto al moolaadé, mentre una madre delle quattro bambine, Diatou, approfitta della situazione per portare la figlia dalle salindane e compiere il rito di iniziazione, ma la piccola muore tra le braccia della madre dopo urla orribili e dopo essersi opposta violentemente alla pratica. Mentre accade questo atroce delitto, Collè è ancora sottoposta alle frustate del marito, il quale quasi la supplica con le lacrime agli occhi di rifiutare al moolaadé; interviene allora il Mercenario, un uomo che aveva vissuto in Europa e, ritornato in Africa, non sopportava le tradizioni e le pratiche crudeli verso le donne, che ferma la mano di Cirè, ma pagherà con la vita quella stessa notte questo eroico gesto.

Venuta a sapere della morte di Diatou, Collè rinuncia al moolaadé poiché aveva fallito nel suo intento, ma tutte le donne trovano la forza di presentarsi davanti al consiglio degli uomini e costringere le salindane a deporre i coltelli, con i quali praticavano l'escissione, sancendo così la fine di un'epoca arcaica e ridando alle donne il diritto di essere madri e mogli senza subire l'escissione. Inoltre il figlio del capo del villaggio rifiuta il potere del padre su di lui e sposa Amsatou anche se è una bilakoro.

Il film termina con l'uovo posto sopra la moschea che viene sostituito da un'antenna, segnale dello sviluppo economico ma anche culturale del paese.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2004, festival-cannes.fr. URL consultato il 9 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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