Monumento al Rinascimento africano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il monumento al Rinascimento africano.

Coordinate: 14°43′19.54″N 17°29′41.93″W / 14.722094°N 17.494981°W14.722094; -17.494981

Il Monumento al Rinascimento africano (in francese Monument de la Renaissance africaine) è una statua di bronzo alta 49 metri situata a Dakar, in Senegal.

La statua è rivolta verso l'oceano Atlantico ed è stata progettata dall'architetto senegalese Pierre Goudiaby Atepa su un'idea del presidente Abdoulaye Wade. È stata costruita da una società della Corea del Nord[1].

I lavori di preparazione alla collocazione del monumento, che si trova su una collina alta circa 100 metri, iniziarono nel 2006 e la costruzione della statua in bronzo cominciò il 3 aprile 2003[2]. Inizialmente la data di conclusione dei lavori era prevista per dicembre 2009, ma venne poi rimandata all'inizio del 2010. La cerimonia ufficiale di inaugurazione si è svolta il 4 aprile 2010, giorno della festa nazionale del Senegal, nel 50º anniversario dell'indipendenza del paese dalla Francia. [3]In una classifica stilata dalla CNN, è considerato uno degli 11 monumenti più brutti del mondo.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Il monumento è costituito da lastre di uno spessore di 3 centimetri. Il soggetto mostra una famiglia che emerge dalla cima di una montagna: la figura intera di una giovane donna e di un uomo che porta nel suo braccio sinistro un bambino che a sua volta con il braccio sinistro punta verso il mare.

La costruzione della statua è stata eseguita dalla società nordcoreana "Mansudae Overseas Project Group of Companies"[4]. Il progetto è stato promosso dal presidente senegalese Abdoulaye Wade all'interno di una serie di grandi opere volte a commemorare una nuova era del Rinascimento africano (Renaissance africaine).

Inaugurazione[modifica | modifica sorgente]

Il 3 aprile 2010 il monumento al Rinascimento africano è stato inaugurato a Dakar di fronte a 19 capi di stato, tra i quali il presidente del Malawi e dell'Unione Africana Bingu wa Mutharika, Jean Ping dell'African Union Commission e i presidenti di Benin, Capo Verde, Repubblica del Congo, Costa d'Avorio, Gambia, Liberia, Mali, Mauritania e Zimbabwe. Presenti inoltre una rappresentanza della Corea del Nord, il reverendo Jesse Jackson e il musicista Akon, entrambi statunitensi.[5][6].

In tale occasione il presidente Wade ha dichiarato che «l'Africa nel XXI secolo è pronta a prendere in mano il proprio destino»[7], il presidente Bingu wa Mutharika ha sottolineato che «questo monumento non appartiene al Senegal ma al popolo africano, ovunque si trovi»[8] mentre il reverendo Jackson ha detto che «questa statua è dedicata al viaggio dei nostri antenati, schiavizzati ma non schiavi».[8].

Contemporaneamente molte persone hanno protestato contro l'inaugurazione della statua, manifestando nelle strade della città di fronte alle forze di polizia dispiegate per mantenere l'ordine[5][9]. L'opposizione ha descritto il monumento com «un mostro economico e uno scandalo finanziario nel contesto dell'attuale crisi economica»[5].

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Spese[modifica | modifica sorgente]

L'enorme statua è stata criticata per il suo costo, dai 9[10] ai 15 miliardi di franchi CFA[11] (dai 15 ai 23 milioni di euro). Il pagamento è stato effettuato in natura con la concessione tra i 30 e i 40 ettari di terra concessi ad un uomo d'affari senegalese.[12]

Coloro che conoscono gli spazi interni del monumento osservano che la sala panoramica che è collocata in cima alla testa dell'uomo può accogliere solo 15 turisti alla volta, e l'ascensore ne può trasportare solo 5 o 6. Le uniche finestre sono collocate nella sala panoramica, e l'interno deve avere l'aria condizionata con considerevoli costi[senza fonte].

Stile[modifica | modifica sorgente]

I leader dell'opposizione senegalese hanno mosso critiche anche sullo stile del progetto, definendolo "Stalinista", mentre altri hanno criticato il fatto che il corpo maschile non ha le fattezze africane[1] Gli imam locali affermano che mostrare in una statua figure umane è idolatria e hanno mosso obiezioni contro la rappresentazione di figure maschili e femminili seminude[13].

A dicembre 2009 il presidente Wade si scusa con la minoranza cristiana del Senegal per aver paragonato la statua a Gesù Cristo.[1]

Proprietà intellettuale[modifica | modifica sorgente]

Il progetto ha suscitato anche un dibattito intorno al fatto che il presidente Wade affermi di avere la proprietà intellettuale della statua, insistendo che ha diritto ad avere il 35 percento sui profitti generati[13]. Alcuni rappresentanti dell'opposizione hanno criticato il presidente Wade, insistendo che il presidente non può vedere riconosciuto un diritto d'autore personale su un'idea prodotta all'interno del suo mandato di pubblico ufficiale[14][15].

Artisti locali[modifica | modifica sorgente]

Ousmane Sow, un noto sculture senegalese, ha messo in discussione l'appalto dell'opera, dicendo che commissionare l'opera ad una compagnia nordcoreana era tutto fuorché un simbolo della Renaissance africaine e non ha niente a che fare con l'arte[16].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c BBC News - Senegal President Wade apologises for Christ comments.
  2. ^ Reuters, 04/04/2008, Senegal plans African Renaissance Monument; http://www.polity.org.za/article/senegal-plans-quotafrican-renaissancequot-monument-2008-04-04.
  3. ^ Senegal inaugurates controversial $27m monument; http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8601382.stm.
  4. ^ « Sénégal : report de l'inauguration du monument de la Renaissance africaine », dépêche AFP mise en ligne par Le Monde, 13/11/2009.
  5. ^ a b c Senegal inaugurates controversial $27m monument, BBC, 3 aprile 2010. URL consultato il 7 aprile 2010.
  6. ^ Senegal unveils statue amid protest, Al Jazeera, 3 aprile 2010. URL consultato il 7 aprile 2010.
  7. ^ Peter Walker, Senegalese president unveils £17m African Renaissance statue (London), The Guardian, 4 aprile 2010. URL consultato il 7 aprile 2010.
  8. ^ a b Senegal unveils colossal statue amid criticism, CNN, 3 aprile 2010. URL consultato il 7 aprile 2010.
  9. ^ Articolo del Corriere della Sera
  10. ^ « Confidences deSerigne Mamadou Bousso Lèye, ministre sénégalais de la Culture et de la Francophonie », Jeune Afrique, Template:Numéro2551, du 29 novembre au 5 décembre 2009, Template:P.41.
  11. ^ Ph. B., « Érigé à Dakar, le monument de la Renaissance africaine divise la société sénégalaise », Le Monde, 4 avril 2010.
  12. ^ Confidences de Serigne Mamadou Bousso Lèye, ministre sénégalais de la Culture et de la Francophonie », Jeune Afrique, no 2551, du 29 novembre au 5 décembre 2009, p. 41.
  13. ^ a b BBC News - Senegal imams use prayers to condemn giant statue
  14. ^ «Senegal colossus proves sore point», from BBC News, 16 novembre 2009
  15. ^ «Senegal President Wade apologises for Christ comments», from BBC News, 31 December 2009
  16. ^ A monumental folly in Senegal The Independent. Retrieved 9 January 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

scultura Portale Scultura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di scultura