Monumenti di Padova

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Il Prato senza erba
Pianta Valle Particolare Prato.jpg
Il Prato della Valle è la più grande piazza della città di Padova ed una delle più estese d'Europa con una superficie di 88620 m²[1]. La configurazione attuale risale alla fine del XVIII secolo ed è caratterizzata da un'isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia (20.000 m² circa), circondata da una canaletta sulle cui sponde si trova un doppio anello di statue.

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Padova è una città che presenta una grande quantità di opere e monumenti importanti dal punto di vista storico-artistico, che evidenziano in modo chiaro i vari momenti storici vissuti della città.

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Padova.

Basiliche, abbazie e santuari[modifica | modifica sorgente]

Scoletta del Santo

Chiese parrocchiali, oratorii e cappelle[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di S. Canziano
Chiesa di S. Clemente
Chiesa di S. Daniele
Chiesa di S. Agnese
Chiesa di S. Andrea
Chiesa di S.M. del Torresino
Chiesa di S. Pietro
Chiesa di S. Tommaso
S. Tommaso, particolare dell'affresco esterno
Il caratteristico campanile del Torresino
La chiesa del Corpus Domini (S. Lucia vulgo), ripresa esterna dietro l'abside.
L'oratorio di S. Rocco (a sinistra) ed il portale di S. Lucia-Corpus Domini (a destra)

Piazze[modifica | modifica sorgente]

  • Prato della Valle, detto anche il Prato dai padovani.
  • Piazza del Santo, davanti alla facciata dell'omonima Basilica, su cui si affacciano anche l'Oratorio di San Giorgio e la Scoletta del Santo.
  • Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti, una al lato sud ed una al lato nord del Salone, sedi nei giorni feriali del mercato ortofrutticolo, e durante l'Avvento e le Festività Natalizie anche del mercatino natalizio.
  • Piazza dei Signori, su cui danno il Palazzo del Capitanio (vedi sotto) e la Loggia della Gran Guardia.
  • Piazza Capitaniato, alle spalle dell'anzidetto Palazzo del Capitanio
  • Piazza Duomo, di fronte alla Cattedrale dell'Assunzione.
  • Piazza dell'Insurrezione 28 aprile 1945, già Piazza Spalato, aperta in stile razionalista negli anni '30 del XX secolo entro il vecchio quartiere medievale di Santa Lucia.
  • Largo Europa, aperto negli anni '60 del XX secolo, con il grattacielo che fino agli anni 2000 era il più alto della città.

Riviere[modifica | modifica sorgente]

Padova comprende due sistemi di Riviere, strade che costeggiano o costeggiavano i canali cittadini, entrambi in direzione nord-sud:

  • Riviera dei Ponti Romani - Riviera Tito Livio - Riviera Ruzzante: le prime due corrono oggi lungo il tratto interrato del Naviglio Interno, da Largo Europa (vedi sopra) alla Questura, e sono percorse dal tram; l'ultima prosegue verso la Basilica del Santo ed il Prato costeggiando il Canale di Santa Chiara; Riviera dei Ponti Romani deve il nome ai ponti di origine romana presenti su quel tratto di canale, oggi anch'essi coperti dal moderno manto stradale, dei quali è visibile (grazie ad un sottopassaggio) solo il Ponte San Lorenzo, posto tra il Palazzo del Bò (vedi sotto) e la Prefettura.
  • Riviera San Benedetto - Riviera Paleocapa e la dirimpetta Riviera Mussato: corrono lungo il primo tratto cittadino del Piovego, da Porta Molino (lungo le antiche mura interne duecentesche, con il Ponte Molino di antica origine romana) alla Barriera Saracinesca (breccia nelle mura veneziane cinquecentesche), tratto elegantemente alberato da tigli su entrambe le sponde ed in gran parte corredato di una passeggiata turistica lungo il canale; vi si affaccia la chiesa di San Benedetto, e sono vicine quella di San Pietro e quella di San Tomaso; sono inoltre qui presenti i consolati dell'Uruguay e della Corea del Sud; all'altezza di Riviera Paleocapa si possono vedere, sulla sponda opposta, il Castello e la Specola (vedi sotto).

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Olzignani: si trova in via Umberto I, ossia in quello che abbiamo già ricordato quale ideale prolungamento del Listòn (verso Prato della Valle). Opera di Pietro Lombardo (1466), è stata oggetto di intensa ristrutturazione nel periodo 1900-1922.
  • Palazzo Scarpari: si trova in via VIII Febbraio di fronte all'Università (Palazzo del Bo). Opera di Moretti e Scarpari i lavori iniziarono nel 1927. Il palazzo si raccorda con il palazzo comunale (ricostruito nel 500 su progetto di Andrea Moroni) e con il palazzo degli Anziani del '200. Il palazzo, che ospita uffici del comune, è un edificio dedicato ai caduti della Grande Guerra. Esso ha una monumentale facciata al cui centro, sopra il grande arco, si legge l'iscrizione con il bollettino della vittoria firmato Diaz.
  • Palazzo del Bò: sede storica dell'Università di Padova, ne ospita oggi solamente la sede centrale e di rappresentanza (compresi il Rettorato e lo "shop" interno) e la Facoltà di Giurisprudenza; nel palazzo hanno sede il Cortile Interno, decorato con gli stemmi dei nobili che frequentarono l'Università, il Teatro Anatomico, primo al mondo, e l'Aula Magna.
  • Net Center[20], il grattacielo più alto della città.

Mura[modifica | modifica sorgente]

Padova presenta, nel corso dei secoli, numerose fortificazioni, delle quali la parte più imponente (circa 10 km conservati sui 12 km originali) è quella relativa alle mura veneziane edificate nel XVI secolo.

Specola e Castello[modifica | modifica sorgente]

A diritto parte integrante delle fortificazioni cittadine sono la Torre della Specola (detta semplicemente Specola), torre di difesa del IX secolo modificata come osservartorio astronomico negli anni '70 del XVIII secolo; e l'adiacente Castello, costruito da Ezzelino da Romano ed ampiamente usato dai signori cittadini dei Carraresi, sede di guarnigione durante la Repubblica di Venezia e trasformato in carcere dagli Austriaci nei primi anni del XIX secolo, oggi in parte sede della Facoltà di Astronomia dell'Università di Padova ed in parte in fase di profondo restauro.

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

Giardini dell'Arena e rovine romane
  • Ex-macello di largo Meneghetti: progettato (1818-1825) da Giuseppe Jappelli (l'architetto del più celebre Caffè Pedrocchi), oggi adibito ad istituto d'arte, ha l'aspetto (invero piuttosto greve) di una sorta di tempio dorico, ed è munito di un ampio porticato interno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lionello Puppi, Giuseppe Toffanin. Guida di Padova. Arte e storia tra vie e piazze. Trieste, 1983. p. 163.
  2. ^ Sito Oratorio San Giorgio
  3. ^ I Lupi di Soragna furono una famiglia di particolare spicco socio-politico e - soprattutto militare nel Duecento. Originari del Cremonese, si distinsero principalmente a Parma. Molti esponenti di questa schiatta s'imposero alle cronache in veste di condottieri e podestà nell'"Italia dei Comuni".
  4. ^ Con la collaborazione di Jacopo da Verona?
  5. ^ Sito Scoletta del Santo
  6. ^ Tale parrocchia, invero, venne soppressa nel 1806.
  7. ^ Il più recente è iniziato nel 1984 ed è tuttora in corso.
  8. ^ Artisti: Alessandro Maganza, Tiziano Minio, Domenico Campagnola, Girolamo Tessari (detto Girolamo Dal Santo), Gualtiero Padovano, Stefano Dall'Arzere (?).
  9. ^ Per un elenco di luoghi di culto dedicati allo stesso santo, si veda l'apposita pagina.
  10. ^ Cui appartiene dal 1925.
  11. ^ Celebre commediografo veneto.
  12. ^ Padovanet: Santa Sofia
  13. ^ Sito del Museo della Medicina
  14. ^ La denominazione ufficiale è Santuario Antoniano dell'Arcella.
  15. ^ Pagina di Salvalarte-Legambiente sulla chiesa di Pozzoveggiani
  16. ^ Ma, a differenza di quanto ivi riportato, è giusto ricordare che altre fonti suggeriscono che questa curiosa statua risalga al 1209 (non sarebbe, pertanto, fondato il richiamo alla Serenissima), anno in cui si volle commemorare una vittoria del libero Comune sui marchesi di Este. È stata comunque rifatta nel 1914.
  17. ^ Pagina di Turismopadova
  18. ^ Pagina di Padovanet
  19. ^ È opera quattocentesca, e va ricordato come primo strumento italiano di quel genere ad indicare non solo le ore, ma i giorni del mese, il corso (apparente) del Sole, le fasi lunari, i movimenti dei pianeti e lo Zodiaco. Illustrazioni di Giorgio da Treviso .
  20. ^ Net Center
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