Montieri
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| Montieri | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 704 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 108,34 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 11,75 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Boccheggiano, Gerfalco, Travale | ||||||||
| Comuni contigui: | Castelnuovo di Val di Cecina (PI), Chiusdino (SI), Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Radicondoli (SI), Roccastrada | ||||||||
| CAP: | 58026 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0566 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 053017 | ||||||||
| Codice catasto: | F677 | ||||||||
| Nome abitanti: | montierini | ||||||||
| Santo patrono: | Beato Giacomo da Montieri | ||||||||
| Giorno festivo: | 28 dicembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Montieri (GR) è un comune di 1.273 abitanti, distante circa 58 km dal capoluogo. La principale ricchezza del comune è sempre stata l'attività estrattiva (pirite, piombo, argento) conclusasi solo negli anni Novanta con la chiusura della miniera di Campiano presso la frazione di Boccheggiano.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Il territorio di Montieri è caratterizzato da grandi superfici boschive, che in passato hanno rappresentato la principale fonte di approvvigionamento del combustibile necessario all'attività mineraria e la materia prima indispensabile alla realizzazione di armature per gallerie e costruzioni intorno alle miniere.
Il Poggio di Montieri ha sempre suscitato molto interesse dal punto di vista geologico e naturalistico; la sua costituzione geologica è simile a quella delle vicine Cornate di Gerfalco: ricco di varie specie di pietra alberese (o "sasso di calcina") e di calcare. Con i suoi 1050 metri s.l.m. è il rilievo più alto delle Colline Metallifere. Dal versante meridionale nasce un ramo del fiume Merse, denominato Savioli; sulla cima troneggia una monumentale croce di ferro, eretta nel 1961.
Nelle quote più basse, data la relativa vicinanza dal mare e la bassa quota, vivono specie mediterranee come i lecci, le sughere e un sottobosco di erica e ginestra; salendo di quota compaiono essenze tipicamente submontane come i cerri, roverelle e ampi castagneti.
Le relazioni di viaggio sette - ottocentesche fanno riferimento ai numerosi minerali reperiti in zona: tra essi le formazioni cristalline note come i "cristalli di Montieri" citati dal Targioni Tozzetti nel 1770.
In antiche discariche, poste nei pressi di pozzi ormai riempiti dal materiale accumulatosi nel tempo, fu notata da Emanuele Repetti, nella prima metà dell'Ottocento, la presenza di galena e tetraedrite argentifere, calcopirite, pirite e altri minerali.
- Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
[modifica] Clima
I 2500 gradi giorno registrati nel centro di Montieri consentono in tutto il territorio comunale, incluso in zona E, l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 15 ottobre-15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere.
In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per le stazioni meteorologiche situate all'interno del territorio comunale e di seguito riportati nella tabella[1], la temperatura media annua varia dai +11,7 °C di Gerfalco (732 metri s.l.m.) ai +13,4 °C di Travale (397 metri s.l.m.), passando per i +12,1 °C di Boccheggiano a 664 metri s.l.m.; mentre le precipitazioni medie annue, pur risultando quasi ovunque superiori ai 1000 mm per l'effetto stau dovuto alla presenza di vicine vette montuose delle Colline Metallifere, variano tra i 1.047 mm di Gerfalco e i 1.168 mm di Boccheggiano.
| Località | Altitudine | Temperatura media annua |
Precipitazioni medie annue |
Media di riferimento |
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| Travale | 397 metri s.l.m. | 13,4 °C | 1.122 mm | 1951-1980 |
| Gerfalco | 732 metri s.l.m. | 11,7 °C | 1.047 mm | 1951-1980 |
| Boccheggiano | 664 metri s.l.m. | 12,1 °C | 1.168 mm | 1951-1980 |
- Classificazione climatica: zona E, 2500 GG
- Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002
[modifica] Storia
Montieri, al centro di una ricca vegetazione di boschi di querce, faggi e castagni, è adagiato sul fianco settentrionale del monte che porta lo stesso nome.
Di questo paese, che potrebbe esser stato preceduto da un insediamento abitativo di origine etrusca, si hanno notizie sicure dall'896, quando il marchese di Toscana Alberto il Riccio ne donò il territorio, incluse le miniere, al vescovo di Volterra Arboino: i vescovi di Volterra ebbero sotto il loro dominio il paese per circa quattro secoli.
Per la ricchezza dei suoi giacimenti di minerali Montieri divenne ambito dai Senesi che nel 1181, nella ricerca di argento per coniare una propria moneta, acquistarono un quarto delle terre e del castello. Il contratto fu prorogato a causa della critica situazione economica in cui versavano i vescovi di Volterra, che per finanziare i propri debiti, nel corso del Duecento, avevano ipotecato e concesso in appalto a banchieri senesi le miniere d'argento.
Incalzati da Siena, coinvolti nelle lotte tra i Pannocchieschi, cui erano legati, pressati dal nascente Comune massetano, i vescovi erano insidiati anche dalla organizzazione comunale locale, disciplinati da patti giurati nel 1216, nel 1219 e nel 1221- 1222. Il giuramento del 1219, detto "breve", è importante anche dal punto di vista storico-letterario, in quanto si tratta dell'unico "breve" in volgare esistente, forse consistente nella copia destinata ad essere letta pubblicamente al popolo prima della traduzione in latino. Questi documenti, conservati nell'Archivio Diocesano di Volterra, pubblicati ed approfonditamente studiati da Gioacchino Volpe, sono documenti preziosi, che permettono di evidenziare il graduale e progressivo delinearsi del regime comunale.
Le prime forme comunitative, a Montieri, sembrano risalire all'inizio del XIII secolo, e consistono in un patto giurato tra le famiglie gentilizie degli Ugorazi e dei Bruccardi, discendenti probabilmente dei funzionari che Siena ed il vescovo di Volterra avevano posto, nel 1181, a guardia del castello.
Il "Comune", in questa fase, è un semplice "patto" tra alcuni cittadini, ed è dunque lontano dal configurarsi come l'ente pubblico territoriale quale oggi siamo abituati a conoscerlo. Il nucleo originario di questa organizzazione assume varie denominazioni: "compagna", "compagnia", coniuratio, societas, con la funzione di garantire mutuo appoggio e difesa agli aderenti. A Montieri le "compagnie", legate ad Ugorazi e Bruccardi, con la presenza di altre famiglie che costituivano l'aristocrazia del castello, formavano il gruppo dei "Lambardi" (il che indica chiaramente la discendenza longobarda), una casata ancor oggi esistente. Successivamente le due "compagnie" si fusero in una, a capo della quale era posto un dominus. I "soci" versavano un tributo annuo d'argento, e non erano presenti dichiarate opposizioni alle prerogative feudali del vescovo. Le "compagnie", avendo conquistato posizioni di potere, conseguirono l'autonomia comunale senza ribellarsi in modo deciso al potere feudale de1 vescovo, seguendo dunque una prospettiva ben diversa da quella, vicina, di Massa. A questo periodo risale l'attività della Zecca di Montieri, già nel 1214 il vescovo di Volterra Pagano aveva concesso ad una "compagnia" di fiorentini (Cambi e Cavalcanti) la facoltà di battere moneta. Notizie più certe si hanno su attività di conio successive (intorno alla metà del XIII secolo); la moneta coniata avrebbe avuto inciso sul retro il nome di Ranieri vescovo, e su1 verso la legenda Crux est victoria nostra (La croce è la nostra vittoria), e nota con il nome di Grosso di Montieri. Le contese tra Siena e Volterra per il possesso del territorio di Montieri cessarono con l'intervento dell'Imperatore Federico II, che nel 1243 affittò le miniere, riservandosi la giurisdizione politica e la custodia del castello, ma dopo la sua morte Montieri e le sue miniere tornarono in possesso del vescovo di Volterra.
Nel 1326, dopo essere stato espugnato e distrutto dai Massetani, i1 castello cadde sotto il dominio senese, e fu firmato un atto di sottomissione a Siena. Nel 1364 furono abbattute le mura, ricostruite nel 1371. Già alla fine del XIII secolo è documentata la crisi dei giacimenti minerari, che portò ad un generale decadimento del paese; dal XV secolo le attività economiche furono costituite dall'agricoltura, dall'allevamento e dallo sfruttamento dei boschi.
Caduta la Repubblica senese nel 1555, Montieri entra a far parte del Granducato mediceo: nel 1608 venne eretto a Marchesato da Ferdinando I, insieme a Boccheggiano. A Biagio Capizzucchi, primo Marchese di Montieri, si deve il restauro della chiesa di San Giacomo Apostolo (1614), da molti anni abbandonata, e la sistemazione dalla sepoltura del Beato Giacomo nella chiesa stessa. Dopo la morte di Biagio Capizzucchi, il popolo di Montieri chiese al Granduca che venissero mantenuti gli statuti e i privilegi in vigore. Così avvenne, e Montieri per tutto il XVII secolo fu governato dai vecchi atti normativi rielaborati e raccolti nei suoi "statuti" del Cinque-Seicento, che mantennero lo spirito di tradizionale autonomia già presente nei "brevi" del XIII secolo.
Nel 1621 il Marchesato passò ai Duchi Salviati, godendo di un lungo periodo di tranquillità. Riacquistò la titolarità delle funzioni amministrative, svolte nel Palazzo di Giustizia, costruito in quell'epoca. I Salviati si occuparono attivamente del governo di Montieri; a loro si devono molte costruzioni, oltre al Palazzo di Giustizia l'ampliamento del paese oltre le vecchie mura, la sistemazione di numerose strade, la Casa dei Papi, che insieme ai Mattii erano gli amministratori dei Duchi Salviati.
Nel 1749 il Marchesato fu soppresso. Con le riforme di Pietro Leopoldo e la suddivisione dello Stato di Siena in due province, la Senese Superiore e la Senese Inferiore con capoluogo rispettivamente a Siena e a Grosseto. Montieri afferì alla prima. Montieri in questo periodo fu un tranquillo borgo rurale, sorretto soprattutto da una buona organizzazione amministrativa e civica. Giovanni Targioni Tozzetti, a fine Settecento, ("Relazioni di alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana") pur constatandone la svantaggiosa posizione geografica, ammette che "con tutto ciò è molto abitato, vi sono molte famiglie ricche (...) sono molti Poderi, e Domesticheti; in alto poi sono vasti Castagneti, dai quali i paesani ritraggono ampie raccolte" e adduce il motivo di tanta popolosità all'esistenza dello Statuto Municipale, che "proibisce ai forestieri (...) d'acquistare beni stabili in quel Territorio (…) Quasi ognuno possiede terreni (...) In somma tutti trovano il campamento dentro al paese, e non sonno costretti a cercarcarselo fuori dalla patria ".
Successivamente non vengono registrati eventi di rilievo, tranne alcuni dissapori con i paesi vicini. Dal diario di un falegname del paese, Giacomo Fabbri, si ricavano notizie sulla presenza dei Francesi in Toscana e degli avvenimenti relativi alla "bufera" napoleonica; dopo la Restaurazione, nel 1833 furono annesse al territorio di Montieri le frazioni di Travale e Gerfalco.
Da segnalare, in epoca risorgimentale, un indirizzo di adesione al governo di Vittorio Emanuele II, il primo di tutta la provincia di Grosseto (29 dicembre 1859).
[modifica] Toponimo
Il nome deriva da Mons aeris, che significa "monte del rame", e dunque si ricollega alla economia mineraria della zona. Il nome di Montieri è citato per 1a prima volta nel 973 in un atto di vendita di Lamberto Aldobrandeschi.
[modifica] Storia mineraria
Lo sfruttamento delle miniere di rame e d'argento risale probabilmente ad epoca etrusca, ma conobbe il suo massimo splendore nel medioevo: pozzi di estrazione sono disseminati in molte zone del Poggio di Montieri, la "Buca delle Fate" è l'esempio meglio conservato di pozzo medioevale; le aree di estrazione maggiormente conservate, si trovano nel settore Sud-Est del paese. I filoni mineralizzati, principalmente, erano costituiti da solfuri misti di piombo, zinco, ferro, rame e ferro, bismuto (galena, blenda, pirite, calcopirite, tetraedrite). Oltre ai minerali venivano estratti anche diaspro, quarzo, marmo rosso. Le miniere nel IX secolo divennero possesso del vescovo di Volterra, che le amministrò per circa quattro secoli. I cavatori pagavano ai proprietari dei terreni la "decima", cioè un censo annuale in minerale sulla base della quantità estratta. A sua volta il vescovo, che riceveva un corbello ogni quattro di minerale estratto, doveva all'impero un censo annuale. Inoltre vi era da pagare uno jus corbelli, una tassa per l'uso che i cavatori facevano delle misure e dei pesi regolamentari, possesso esclusivo del vescovo. Lo sfruttamento delle miniere fu di grande utilità anche per Siena, che preso possesso del territorio di Montieri, oltre all'argento, il rame e il piombo traeva dal castello anche il marmo rosso, con cui è stata decorata la facciata del Duomo ed e stato eseguito il pavimento di Santa Maria in Provenzano. Un impoverimento dell'attività mineraria è documentato già alla fine del XIII secolo: l'abbandono definitivo delle miniere coincise con la grande crisi di fine Trecento, preceduta dalla peste del 1348 e dalla successiva carestia. Nuove ricerche e tentativi di escavazione si tennero durante il XV secolo ma, limitati e di scarso successo, non fermarono la decadenza di Montieri come centro minerario. Intorno alla metà del Settecento, sulla base di ricerche di Giovanni Targioni Tozzetti, un imprenditore livornese affidò nel 1753 a Giovanni Arduino, noto minerista veneto, la direzione della miniera Le Carbonaie. Furono costruiti una fonderia e alcuni edifici destinati ad abitazioni e uffici per il direttore, ma la miniera chiuse per la scarsa produttività; l'Arduino scoprì anche altri giacimenti, ma non raggiunse mai i risultati sperati. Comunque la planimetria della zona, che lui stesso elaborò costituì la base conoscitiva per i successivi interventi messi in opera. Nel 1836 l'imprenditore francese Luigi Porte cercò di riattivare, senza successo, le antiche cave intorno al paese; altri tentativi seguirono nel 1840. Le ricerche furono riprese nel 1899 da parte della Società Montecatini, che indagò prevalentemente sui lavori più antichi: furono riaperte tre gallerie (Santa Maria, San Giacomo, Madonna dei Castagni), ma i filoni furono trovati completamente privi di minerale.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- Pieve dei Santi Paolo e Michele a Montieri
- Chiesa di San Giacomo Apostolo a Montieri
- Chiesa di San Francesco a Montieri
- Cappella di Sant'Anna a Montieri
- Pieve di San Paolo a Montieri: ruderi
- Chiesa della Madonna dei Castagni, nei dintorni di Montieri
- Cappella di San Daniele a Mignone, nell'omonima località
- Chiesa di San Bartolomeo a Boccheggiano
- Chiesa di San Sebastiano a Boccheggiano
- Chiesa della Misericordia a Gerfalco
- Chiesa di San Biagio a Gerfalco
- Chiesa di Sant'Agostino a Gerfalco
- Cappella dell'Avveduta, nei dintorni di Gerfalco
- Chiesa dei Santi Michele e Silvestro a Travale
- Oratorio della Compagnia a Travale
- Chiesa di Sant'Antonio da Padova a Campo Giardino, nei dintorni di Travale
- Chiesa di San Giovanni Battista a Brezzano, nei dintorni di Travale)
[modifica] Architetture civili
[modifica] Centro di Montieri
- Torre Narducci, situata nel borgo di Montieri, appartenne all'omonima famiglia locale che per secoli coltivò le miniere delle Carbonaie. La costruzione conserva ancora la tessitura muraria originale medievale in conci di pietra a filaretto.
- Casa-torre Mazzarocchi, antica casa-torre medievale del centro di Montieri di cui si è conservata soltanto la base.
- Torre Biageschi, di impianto medievale, localizzata in prossimità della Pieve dei Santi Paolo e Michele di Montieri. Sono ancora presenti due delle originarie porte, seppur parzialmente interrate, di cui una ad arco acuto ed una ad arco tondo; al piano superiore sono visibili una piccola porta e due finestre sormontate da archi.
- Cassero Senese, situato in posizione dominante rispetto all'intero abitato di Montieri, è testimoniato già in documenti dal 1216, risultando una delle costruzioni più antiche del paese. Una parte fu costruita in concomitanza all'edificazione delle mura, nel Duecento, ma la parte meridionale può farsi risalire già all'XI secolo. La parte superiore ha subito rimaneggiamenti, mentre l'inferiore in filarotto, mantiene ancora alcune delle caratteristiche strutturali originarie.
- Palazzo Comunale, progettato e realizzato da Lorenzo Porciatti, fu completato nel 1901 in stile ogivale. Nel luogo in cui venne costruito sorgeva il più antico Palazzo di Giustizia di Montieri, abbattuto per permettere la costruzione del nuovo edificio. Il palazzo ha notevoli somiglianze con Palazzo Aldobrandeschi di Grosseto: in ambedue si nota una originale rivisitazione di elementi stilistici propri dell'architettura medievale, tipica di questo architetto, che per Montieri progettò anche le scuole elementari.
- Palazzo dei Marchesi, noto anche come Palazzo Papi Matii, fu costruito nel Seicento, mnetre una ristrutturazione novecentesca ha sostituito le originarie pietre squadrate della facciata con mattoni.
- Fonti di Sopra, fonti che ricevevano le acque dal Poggio di Montieri, costruite nel 1233, come attesta una lapide posta sul fronte. Al di sopra della lapide è uno stemma marmoreo rappresentante un leone rampante, quello che Siena dette al Castello dopo averne preso possesso.
- Fonti di Sotto, probabilmente coeve alle Fonti di sopra, costituivano con esse un sistema idrico integrato per l'approvvigionamento idrico del centro di Montieri. Fino alla metà del Novecento era presente un abbeveratoio per animali, poi eliminato, al suo posto sono stati collocati due piccoli bacini di pietra. Sono costituite da uno spazio quadrangolare collegato alla via da due archi a sesto acuto. Nel tardo Ottocento, è stata collocata una lapide in memoria di Giuseppe Garibaldi.
[modifica] Frazioni e dintorni
[modifica] Architetture militari
[modifica] Aree naturali
[modifica] Altro
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
- Giardino dei Suoni, parco-museo artistico situato nei pressi di Boccheggiano, visitabile su appuntamento.
[modifica] Parco Nazionale Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane
Montieri è uno dei sette Comuni che compongono il Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane.Le finalità istituzionali del Parco riguardano il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere, segnate in particolar modo dall'esperienza mineraria I siti di competenza nel territorio comunale di Montieri sono:
- Poggio Mutti - miniera e cava di Poggio Mutti, cave di Romano, miniere di Montevecchio
- Montieri - pozzo del Beato Giacomo, miniera Buca delle Fate, cava Buca delle Fate, Galleria S. Barbara, miniera di Santa Maria, Galleria di Fonte Ghiacci: Pozzo Leopoldo, La Polveriera
- Le Merse - miniera di Cagnano, miniera di Bagnolo, Le Roste, impianti di Pelagone, Le Merse, miniera di Valle Buia
- Campiano - miniere di Campiano e Ribudelli
- Boccheggiano - galleria Pitordini, miniera Mulignoni, miniera Botroni, miniera di Baciolo, miniera dell'Acqua Calda Dechars, miniera di Cavagigli, miniera di Ballarino, miniera di Rigagnolo, impianti di teleferica L'Angolo, Galleria di scolo, miniera La Torna
La porta del Parco cioè il centro di accoglienza e informazioni all'interno del comune di Montieri è situata presso il Teatro di Boccheggiano.
[modifica] Personalità legate a Montieri
- Elena di Travale, legata alla frazione di Travale.
Beato Giacomo Papocchi,detto "il Murato, eremita penitente sec.XIII
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Marcello Giuntini (centrosinistra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0566 99681
Posta elettronica: info@comune.montieri.gr.it
[modifica] Note
- ^ Folco Giusti (a cura di). La storia naturale della Toscana meridionale. Milano, Amilcare Pizzi Editore, 1993. Pag 147-148
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi la voce Bibliografia sulla provincia di Grosseto. |
[modifica] Voci correlate
- Colline Metallifere
- Colline Metallifere grossetane
- Poggio di Montieri
- Cornate di Gerfalco
- Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane
[modifica] Altri progetti
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