Monticello d'Alba

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Monticello d'Alba
comune
Monticello d'Alba – Stemma
Monticello d'Alba – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Silvio Artusio Comba (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°43′00″N 7°57′00″E / 44.716667°N 7.95°E44.716667; 7.95 (Monticello d'Alba)Coordinate: 44°43′00″N 7°57′00″E / 44.716667°N 7.95°E44.716667; 7.95 (Monticello d'Alba)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 10,24 km²
Abitanti 2 220[1] (31-12-2010)
Densità 216,8 ab./km²
Frazioni Casa, Sant'Antonio, Valdozza, Villa
Comuni confinanti Alba, Corneliano d'Alba, Pocapaglia, Roddi, Santa Vittoria d'Alba, Sommariva Perno
Altre informazioni
Cod. postale 12066
Prefisso 0173
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004142
Cod. catastale F669
Targa CN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 651 GG[2]
Nome abitanti monticellesi
Patrono san Felice
Giorno festivo 30 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monticello d'Alba
Sito istituzionale

Monticello d'Alba (Montisel in piemontese) è un comune italiano di 2.216 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte. Fa parte della delimitazione geografica del Roero.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Monticello d'Alba è situato sulla sponda sinistra del Tanaro, nel territorio del Roero, ad 11 km dalla città di Alba.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del comune si lega strettamente alla famiglia Roero, che ebbe in feudo Monticello dal 1376 e che vi fece costruire il castello, tuttora esistente e abitato, che ancora lo sovrasta (il maniero è inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte).

Le origini del borgo sono da far risalire agli antichi romani. Scarseggiano le informazioni relative all'alto medioevo, mentre si sa che dal 1241 il paese passa dalla protezione del vescovo di Asti a quella della famiglia Malabaila.

Nel 1250 il borgo venne distrutto in seguito alle guerre tra Alba e Asti, venendo poi ricostruito in occasione del passaggio ai Roero, avvenuto nel 1376 per volere del papa Gregorio XI.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

La locale chiesa di San Ponzio
  • La chiesa parrocchiale è dedicata a San Ponzio Martire come l'antica chiesa del cimitero.
  • La chiesa della frazione Borgo è dedicata alla Natività di Maria Vergine.
  • La chiesa della fraz. S.Antonio è dedicata a S.Lorenzo
  • Il santuario della frazione Valdozza è intitolato a Maria Ausiliatrice.

Il Castello di Monticello d'Alba[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del castello

Il Castello di Monticello d'Alba è il castello più “vero” e “vivo” del Roero.[senza fonte] Sorge su di un piccolo monte, a circa 400 metri di altezza, da cui il nome al paese e quindi al castello. La costruzione, molto imponente, è la più integrata e meglio conservata di tutte quelle medioevali del Piemonte. È però certo che nel XII secolo dovette esistere una fortificazione sul colle di Monticello perché se ne ha menzione nel Codex Astensis. Nel 1348, come si è visto prima, il Castello passa ai Malabaila che lo potenziarono molto. All'inizio del Quattrocento esso era comunque molto rovinato cosicché i Roero dovettero apportarvi diversi restauri, munendolo anche di nuove difese, di spalti, di torri e di caditoie che gli diedero il ferrigno aspetto attuale. All'inizio del Seicento sarà Onorato Roero, gentiluomo di camera di Carlo Emanuele II di Savoia, a predisporre delle modifiche alla parte interna della costruzione per migliorarne l'abitabilità. Altri lavori verranno poi decisi da Laura Damiani di Priocca, moglie di Bernardo Francesco Roero, nel 1706. Ma la trasformazione più importante, e che a noi interessa di più, è quella voluta nel 1787 per il matrimonio di Francesco Gennaro Roero, Tenente Generale, Gran Croce e Gran Maresciallo dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e viceré di Sardegna, con la marchesa Paola del Carretto di Gorzegno. Di questa trasformazione, iniziata nel 1785, venne incaricato il Conte-Architetto Carlo Emanuele Rangone di Montelupo, comandante delle Milizie albesi. Del Rangone, valente architetto e disegnatore, non si hanno che scarse notizie, tra le quali quella che fu l'autore del campanile della chiesa parrocchiale di Alba. Suo è il progetto della scala doppia costruita intorno alla torre rotonda, successivamente eliminata a causa di un terremoto nel 1881. Il progetto porta la data del 1787, e la sua firma. La scala era di gusto barocco, con nicchie ovali e riquadri in stucco lungo le rampe: il Rangone voleva dare al castello uno scalone importante, scenografico, che mostrasse con solennità la magnificenza della casata. Sempre in occasione di questi lavori si procedette a togliere tutti gli elementi difensivi come il ponte levatoio, ostruendo così il fossato e costruendovi un giardino; al primo piano si aprirono grandi finestre rettangolari, al secondo piano si realizza la Galleria di Diana (splendidamente affrescata dai fratelli Galliari), mentre gli ultimi due piani furono volutamente esclusi dai restauri; la collina venne sbancata e terrazzata per l'allestimento di giardini pensili ora scomparsi. In questo modo il castello acquistò l'aspetto di una piacevole dimora di campagna. Ciò che sicuramente si deve riconoscere al Rangone è di aver fatto queste trasformazioni senza alterare l'aspetto originale della costruzione. È poi del 7 ottobre 1827 il progetto dei Giardini che l'architetto-giardiniere-ingegnere idraulico Saverio Kurten (Buhl, 1811), già autore del parco del castello di Racconigi nel 1820, realizzò su ordine del conte Francesco Gennaro Roero. In ossequio alla tradizione romantica inglese della prima metà dell'Ottocento, egli si dedica esclusivamente alla progettazione di giardini puntando sulla bellezza della natura pura e semplice, sfruttando le qualità del paesaggio esistente. Il “Jardin moderne angloise” racconta come il Kurten abbia saputo sfruttare tutta l'estensione della proprietà per rendere le passeggiate più lunghe e piacevoli. I sentieri, tortuosi e irregolari, sono l'elemento dominate. Essi si allargano in tante direzioni per dare respiro e consentire l'apertura di piazzole con laghetti e belvedere; gli alberi accompagnano tutte le stradine fino a formare un bosco fitto e tenebroso che rendono il luogo ancora più misterioso e suggestivo[senza fonte].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 215 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Monticello d'Alba[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata a Torino nel 1954 da Pietro Mollo, la Sito Gruppo Industriale S.p.A. produce marmitte e accessori per motociclette nel settore aftermarket con i marchi Sito, LeoVince e SilverTail.

Nel 1962 si trasferisce a Monticello d'Alba (CN), paese d'origine della famiglia.

Lo stabilimento si estende su una superficie di 80 mila metri quadrati, di cui 20 mila coperti, e impiega circa 100 dipendenti.

Fin dalle origini la società, oggi guidata da Gianni Mollo, figlio del fondatore, ha impiegato le proprie energie nella progettazione e costruzione di silenziatori per motoveicoli di ogni provenienza, cilindrata e modello. Oggi la SITO a Monticello non esiste più, si è spostata in Polonia ed in Malesia. A Monticello rimangono 44 ex operai cassaintegrati.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1988 Monticello è gemellato con il paese di Sastre Ortiz in provincia di Santa Fe in Argentina, dove nel secolo scorso erano emigrati diversi monticellesi e dove tuttora si ritrovano i cognomi del paese. Nel 2014 verrà celebrato il 25º anniversario di questo gemellaggio con l'arrivo in paese di circa 30 persone di Sastre.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Monticello d'Alba si pratica il gioco della pallapugno (più conosciuto come pallone elastico). La società Polisportiva Monticellese milita in diversi campionati giovanili e nel massimo campionato di serie A. La squadra di Monticello è stata per due volte campione d'Italia con il suo capitano Alberto Sciorella. Anche nelle categorie giovanili per due volte la Polisportiva Monticellese ha conquistato il titolo di campione d'Italia con il suo capitano Massimo Vacchetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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