Montescudo

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Montescudo
Montescudo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Rimini
Coordinate: 43°55′0″N 12°33′0″E / 43.91667, 12.55Coordinate: 43°55′0″N 12°33′0″E / 43.91667, 12.55
Altitudine: 386 m s.l.m.
Superficie: 19 km²
Abitanti:
2.841 31-05-2007 (fonte Istat)
Densità: 150 ab./km²
Frazioni: Albereto, Santa Maria del Piano, Trarivi 
Comuni contigui: Coriano, Faetano (RSM), Gemmano, Monte Colombo, Sassofeltrio (PU)
CAP: 47854
Pref. telefonico: 0541
Codice ISTAT: 099010
Codice catasto: F641 
Nome abitanti: montescudesi 
Santo patrono: San Sebastiano 
Giorno festivo: 20 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Montescudo (Mont Scud in romagnolo) è un comune di 2.841 abitanti della provincia di Rimini.

Indice

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Storia

Montescudo un tempo si chiamava Rio Alto, la sua nascita è di probabile origine etrusca.

Ai tempi dell'imperatore Cesare Augusto era stazione di cambio dei cavalli per la posta militare che da Ariminum (Rimini) andava a Roma, essendo questa la via più breve.

Nel 1209 Montescudo fu dominio di Ottone I, poi passò sotto la Repubblica di Venezia, in seguito, dietro lunghe e dolorose vicende di aspre battaglie, il paese fu alternativamente sotto i Malatesta di Rimini e i Duchi di Urbino (1284-1657).

Montescudo era già comune quando nel 1508 seguì la Lega di Cambrai e in seguito alle avverse vicende che ne seguirono, il Papa Giulio II espresse alla Repubblica di Venezia il desiderio che Rimini e tutto il contado fossero restituiti alla Santa Sede. Venezia accolse il desiderio del Pontefice e il 2 maggio 1509 cedette alla Chiesa di Rimini la città stessa e tutti i territori dipendenti da quella giurisdizione.

In seguito, come tutta la Romagna, passò sotto il dominio di Napoleone. Ritornato sotto lo Stato Pontificio, seguì la Romagna in tutte le vicende fino all'Unità d'Italia, con il nome di Montescudo.

[modifica] Da vedere e visitare a Montescudo

  • Torre Civica del sec. XIII. Una bella torre che pur rimaneggiata mantiene sostanzialmente la sua struttura trecentesca.
  • Ghiacciaia. Un raro esempio di ghiacciaia di epoca malatestiana: si trova sul fianco del piazzale principale. Molto interessante la sua tecnica costruttiva.
  • Cunicoli Sotterranei. Congiungevano la rocca con la torre di avvistamento.
  • Mura di cinta. Si tratta dei resti delle forti mura erette da Sigismondo. Con la loro altezza e inclinazione dovevano rendere imprendibile il castello.
  • Montescudo conserva anche i resti di una rocca malatestiana che faceva parte del sistema difensivo a sud di Rimini.
  • Il paese, collocato sulla collina ai piedi del Monte Godio, offre un vastissimo panorama che va dalla parte del mare, dal pesarese al ravennate, e in una chiarissima mattina di primavera dalla cima del monte si intravvedono le cime dei monti dell'Istria.

[modifica] Sagre e manifestazioni

Oramai conosciuta a livello nazionale la Sagra della Patata, sotto il patrocinio di comune e associazione Pro Loco.

Un'interessante mostra della Civiltà Contadina, realizzata in collaborazione con il comune limitrofo di Monte Colombo, è allestita nelle scuole medie ed è meta di molte scolaresche in gita d'istruzione.

[modifica] Le frazioni

[modifica] Trarivi

Rovine belliche della Chiesa di S. Pietro inter rivos/ sec. IX
ora Chiesa della Pace – Museo Storico

Rovine belliche della Chiesa medievale di Trarivi, già Abbazia Benedettina (SEC.IX). La Chiesa medievale di S. Pietro “inter rivos” fu costruita là dove l’aveva preceduta un tempio dedicato agli idoli, del quale restano sotterra le fondamenta a guisa d semicircolo. Nell’anno 1775 fu alzata e trasformata, secondo il gusto dell’epoca, in chiesa rinascimentale-barocca. I terribili giorni del settembre 1944 distrussero quasi totalmente la struttura e sovrastruttura settecentesca (le colonne, i capitelli, gli archi, i fregi). Ma sotto il cumulo di macerie, è stata ritrovata, quasi intatta, la solida muratura medievale composta da ciottoli, mattoni (disposti anche a spina di pesce), da pietre da taglio alle porte e agli angoli. Al visitatore che sale sul poggetto di Trarivi, tutto parla della bufera del ’44: il cielo aperto dov’era l’ampia volta a botte, gli altari frantumati, la croce suggestiva ricavata da due travi del tetto crollato, l’altare eretto con due pietre significative scelte dal cumulo delle macerie. Nei locali interni, è stato collocato il Museo Storico della Linea Gotica Orientale che raccoglie un’ampia collezione di reperti bellici e di foto scattate, soprattutto dai soldati-fotografi inglesi sui campi di battaglia. Narrano le quattro settimane di aspri combattimenti per la conquista di Rimini (25 agosto – 29 settembre 1944 – dal Metauro al Rubicone).

Nella località di Trarivi è interessante visitare i ruderi della Chiesa della Pace ed il museo della guerra che si trova nel suo interno. Essa è collocata su di una collinetta che durante l'ultima guerra fu al centro dei combattimenti fra le truppe tedesche e alleate, il cui possesso fu determinante per lo sfondamento della linea gotica. Detta chiesa è stata restaurata e intitolata alla "Madonna della Pace". Sono diversi gli ex combattenti delle due parti in lotta che in certi periodi si ritrovano qui per ricordare quei tristi tempi.

[modifica] Valliano

Chiesa Santuario S. Maria Succurrente (sec. XV) Località Valliano Tel. 0541 983077 La Chiesa di Valliano fu costruita nella seconda metà del Quattrocento (1465 – 1474) sulle rovine della chiesa medievale di S. Maria Succurrente, di cui restano i muri perimetrali sotto l’attuale pavimento del Quattrocento. Il 3 luglio 1465 fu eretta canonicamente da parte del Capitolo Lateranense, sempre con medesimo titolo. Apparteneva quindi giuridicamente alla Basilica Lateranense come attesta la pietra sopra la porta d’ingresso:”Sub jurisdictione Basilicae Lateranensis quae omnium ecclesiarum caput et mater est”. Nell’anno 1491 fu affidata ai Padri Domenicani di S. Castaldo in Rimini. La costruzione quattrocentesca è ad ampia navata con il tetto a capriate. Ha un elegante presbiterio formato da tre braci di uguali dimensioni e il soffitto a crociera. Gli affreschi (che all’origine ricoprivano interamente i tre bracci) celebrano due soggetti teologici: la Maternità di Maria e il Libro Sacro. Sono pittori ignoti ma ricchi di poesia.

Valliano, altra località del Comune, si trova sul "Rio Melo" e conserva ancora una antichissima Chiesa romanica, la più antica del circondario che era alle dirette dipendenze della curia romana.

[modifica] Albereto

La località di Albereto con il suo piccolo castello è di data anteriore al castello fondato da Pandolfo Malatesta a Montescudo, e si chiama Albereto appunto perché un tempo si trovava in mezzo a una foresta di querce, tigli, pioppi e pini. Il castello è stato recentemente ristrutturato e, all'interno delle sue mura, vi sono abitazioni e persino un ristorante esclusivo che attira molti visitatori sfruttando la spettacolare vista sulla riviera romagnola. La chiesa, situata a nord del castello, funge da punto di divisione della strada unica di accesso alla località creando le due vie principali di Albereto: la strada per la repubblica di San Marino e via Montirolo (strada senza uscita). La croce sul campanile, illuminata di blu la notte, è visible dal molo del porto di Rimini. Pur contando solo una ventina di abitanti, ad Albereto sono presenti un telefono pubblico, un ristorante, un bed&breakfast, una fungaia e un parco giochi aderente alla chiesa. Poco note, se non dagli abitanti del luogo, la via dei gatti che unisce tramite un sentiero sterrato la parte sud dalla parte nord di Albereto, la via dei castagni un sentiero ideale per una castagnata autunnale attorniato da enormi castagni, la fonte pozzo antico in disuso e la salita della bagotta celebre meta di ciclisti amatoriali. Nel 2008 il Giro d'Italia è passato per Albereto. Celebri famiglie del luogo, sono i Magnanelli, i Geri, i Giunti e i Paesani, emigrati poi in diverse città italiane quali Milano, Torino e Faenza. Tracce della loro presenza le si possono trovare nell'elenco dei parroci esposto nella chiesa che risale oltre il secolo scorso e, in maniera più significativa nel cimitero locale. La località di Albereto celebra una volta all'anno nel periodo di Agosto, la propria festa con un gustoso banchetto di piadine romagnole e salumi.

[modifica] Santa Maria del Piano

Questa frazione, posta nella vallata del fiume Conca, si trova al confine dell'Emilia-Romagna con le Marche, paese ben noto per l'artigianato della ceramica le cui botteghe artigiane sono visitate dalle scolaresche in contemporanea con la visita al Museo della Civiltà Contadina. La Chiesa settecentesca in essa sita, conserva ancora intatta la sua caratteristica facciata, che si differenzia da tutte le altre della zona.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Ruggero Gozzi (lista civica) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0541 864010
Posta elettronica: info@comune.montescudo.rn.it

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali