Montescudo

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Montescudo
comune
Montescudo – Stemma
Montescudo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Rimini-Stemma.png Rimini
Amministrazione
Sindaco Ruggero Gozzi (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°55′00″N 12°33′00″E / 43.916667°N 12.55°E43.916667; 12.55 (Montescudo)Coordinate: 43°55′00″N 12°33′00″E / 43.916667°N 12.55°E43.916667; 12.55 (Montescudo)
Altitudine 386 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 3 303[1] (31-12-2010)
Densità 173,84 ab./km²
Frazioni Albereto, Santa Maria del Piano, Trarivi, Valliano, Vallecchio
Comuni confinanti Coriano, Faetano (RSM), Gemmano, Monte Colombo, Sassofeltrio (PU)
Altre informazioni
Cod. postale 47854
Prefisso 0541
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 099010
Cod. catastale F641
Targa RN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 841 GG[2]
Nome abitanti montescudesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montescudo
Posizione del comune di Montescudo all'interno della provincia di Rimini
Posizione del comune di Montescudo all'interno della provincia di Rimini
Sito istituzionale

Montescudo (Muntscùdli o Mont Scud in romagnolo) è un comune di 3.248 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. Il nome più antico di Montescudo è Rio Alto forse perché ai suoi piedi scorrono il Conca ed il Marano; in seguito diventò Mons Scutulus, Montescudolo, Montescutello ed infine fu mutato con l'annessione al Regno d'Italia 1862 in quello attuale Montescudo.

Il paese, collocato sulla collina ai piedi del Monte Godio, offre un vastissimo panorama che va dalla parte del mare, dal pesarese al ravennate, e in una chiarissima mattina di primavera dalla cima del monte si intravvedono le cime dei monti dell'Istria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Montescudo, panoramica storica

Le origini di Montescudo sono antichissime. Da ricerche archeologiche dei secoli scorsi (1795 e 1874) nei pressi delle Chiese di S. Biagio e S.Simeone vennero rinvenute tombe romane e una colonna che serviva di sostegno ad un'ara di un tempio pagano. Montescudo ai tempi dell'Imperatore Augusto, serviva anche come stazione militare adibita al cambio di cavalli per i corrieri che da Rimini andavano a Roma. Era sicuramente il primo scambio di una scorciatoia per la via del Furlo. Le origini del primo castello risalgono agli inizi del X secolo. Nel 1233 i Montescudesi giurarono fedeltà al Comune di Rimini, sottraendosi all'obbedienza dei Signori di Urbino. Dal 1239 al 1499 fu continuamente conteso anche con sanguinose battaglie tra i Malatesta e i Montefeltro. Nel 1555 il Papa lo donò al marchese Nicolò di Bagno fino al 1656 anno in cui tornò sotto lo Stato Pontificio. Nel 1722 metà del Paese venne distrutto da una frana.

Durante la campagna Napoleonica in Italia, allorché la Romagna venne invasa dai francesi, il 6 febbraio del 1797 una deputazione di Montescudesi si recò a Rimini a rendere omaggio al generale Napoleone Bonaparte. Conosciute da questi le loro aspirazioni liberali, pronunciò le memorabili parole: "Montescudo è degno della bandiera francese". Infatti lo onorò di tale vessillo mandandoglielo in regalo ed insignì il gonfalone del Comune dei colori della bandiera di Francia. Fu sotto il regime di Napoleone che Montescudo raggiunse il massimo della sua prosperosità e della sua grandezza. Infatti costituita la Repubblica Cisalpina nel 1798, Napoleone si ricordò di Montescudo e lo elevò a terzo Cantone del Dipartimento del Rubicone nonché Distretto Territoriale, assegnandogli vari Uffici quali: la Pretura, il Catasto, la Leva, il Censo, e l'ufficio Postale. Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 Montescudo ritornò sotto il Governo Pontificio che, per i suoi sentimenti liberali in precedenza dimostrati, venne ridotto a semplice Comune senza appodiati. Però nel 1818 riprese il suo posto in Comune Capo Ufficio, aggregandosi il Castello di Albereto e le Parrocchie di Trarivi e S. Maria del Piano. Nel 1860 venne a far parte del nuovo Regno d'Italia. Montescudo partecipò con diversi dei suoi figli alle guerre del Risorgimento, alla campagna garibaldina del 1867 e alla prima e seconda Guerra Mondiale ed ebbe diversi caduti per la Patria. Nell'ultimo conflitto mondiale, durante le azioni belliche del settembre 1944, il paese venne in gran parte distrutto e successivamente ricostruito a guerra ultimata.

Montescudo e i Malatesta.[modifica | modifica wikitesto]

Montescudo, borgo Malatesta

Terre Malatestiane, fatte da borghi fortificati, imponenti rocche e castelli di Romagna e Marche, un territorio variegato che è un libro aperto di arte e di cultura, scritto da una delle più grandi Signorie italiane a cavallo tra Medioevo e Rinascimento. La ricchezza di torri, rocche e castelli che ancor oggi caratterizza le valli del Marecchia e del Conca è dovuta proprio alle contese dell'alto e del basso Medioevo, che costrinsero a fortificare tutti i villaggi e tutti i punti strategici, tanto quelli del fondovalle (mulini, guadi, ponti) quanto quelli d'altura. Già nell'VIII secolo la zona veniva definita come "regione o provincia dei castelli". Costruite con la pietra locale, le fortificazioni animano un paesaggio che è molto vario e a volte estremamente pittoresco per il suo aspetto selvaggio, per l'alternanza dei crinali - che fanno da quinta ad aspre zone calanchive e a dolci pendii ricchi di vegetazione e di boschi - e soprattutto per la presenza di isolati massi calcarei, spesso di grandissime dimensioni, affioranti di argille scagliose. Torri svettanti fra città e luoghi segnati dallo spirito guerriero dei Malatesta, ma anche chiese e palazzi, opere dei più grandi artisti italiani, testimonianze di un'epoca affascinante e ricca di cambiamenti.

La prima Croce Monumentale sul Montescudo.[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione della Croce Monumentale, 1901

Nei primi anni del Novecento sulle cime dei monti di molte località italiane si sono costruite croci di vari materiali (legno, ferro o pietra) e diverse dimensioni. La Croce, come simbolo di redenzione e di pace simboleggia la fede e l'amore verso Gesù Cristo Redentore.

La proposta. L'iniziativa di erigere una croce monumentale sul Montescudo è dovuta al m.r parroco di Trarivi. La proposta presentata il 17 giugno 1900, a diversi sacerdoti e al popolo nella Chiesa parrocchiale di Montescudo, fu accolta con entusiasmo. Successivamente si costituì un Comitato presieduto da Don Antonio Urbinati arcip. e vic. for. di Montescudo.

Adesioni. Alla proposta accettata e fatta sua dal Comitato aderirono tutti i Parroci del Comune e Vicariato foraneo. Anche l'allora Sindaco di Montescudo, Sig. Andrea Fantini, accettò di essere iscritto al Comitato e donò l'area di sua proprietà per l'erezione del monumento.

Costruzione. La croce, quadra, di pietra arenaria di S.Marino è opera del marmista Ing. Luigi Reffi. Si trova nella parte più centrale del monte e sulla roccia più alta, si eleva dal suolo, compreso il doppio basamento marmoreo, 8,20 metri volta perfettamente a settentrione.

L'inaugurazione. L'inaugurazione della croce si realizzò il 15 settembre 1901, giorno successivo alla festa dell'esaltazione di S.Croce.

1º novembre 1906. Un ciclone furioso travolse Montescudo. Il monte perse la sua croce eretta nel 1901 e, in un plebiscito unanime, il popolo si organizzò per ricollocarla più forte e resistente alle violenze di qualsiasi bufera. La nuova Croce fu inaugurata in occasione del Giubileo Sacerdotale del suo Vicario in terra Papa Pio X.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torre Civica

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale di Montescudo. Dedicata ai Santi Biagio e Simeone, vi è custodita una notevole opera d'arte. Si tratta del miracoloso crocifisso del 1300.
  • Santuario di Valliano: è posto in una frazione immersa nel paesaggio rurale. All'interno della Chiesa si trovano importanti affreschi quattrocenteschi, tra i più belli e ben conservati della Signoria, attribuiti alla scuola del Ghirlandaio.
  • Chiesa della Pace di Trarivi: è stata un'antica pieve. Oggi dopo un corposo restauro è diventata la "Chiesa della Pace" dedicata alla fratellanza dei popoli che da queste parti si sono duramente combattuti durante la seconda guerra mondiale. A ricordo dei tragici eventi aggregato alla Chiesa c'è il Museo della Linea Gotica Orientale, che raccoglie appunto reperti e testimonianze delle battaglie avvenute in zona.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Civica del sec. XIII, pur rimaneggiata mantiene sostanzialmente la sua struttura trecentesca.
  • Teatro: è un piccolo gioiello risalente all'Ottocento con annessa sala per mostre. Numerose rassegne e spettacoli si tengono durante l'anno.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Mura di cinta: si tratta dei resti delle forti mura erette da Sigismondo Malatesta. Con la loro altezza e inclinazione dovevano rendere imprendibile il castello.
  • Castello di Albereto: un piccolo borgo rurale dalla esemplare struttura fortificata: i recenti e accurati restauri ne hanno fatto una delle perle architettoniche della Signoria. Già citato nel 1233 il castello viene rafforzato da Sigismondo Malatesta intorno alla metà del Quattrocento. Spiccano la cinta muraria realizzata secondo i canoni della tipica "scarpata malatestiana", le tre forti torri circolari, la torre campanaria e la terrazza belvedere da cui si gode il panorama di tutta la costa riminese.
  • Montescudo conserva anche i resti di una rocca malatestiana che faceva parte del sistema difensivo a sud di Rimini.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Ghiacciaia: un raro esempio di ghiacciaia di epoca malatestiana: si trova sul fianco del piazzale principale. Molto interessante la sua tecnica costruttiva.
  • Cunicoli sotterranei: congiungevano la rocca con la torre di avvistamento.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Bosco di Albereto: una bella macchia boschiva di circa 25 ettari: la si può attraversare tutta a piedi alla scoperta di piante rare e di un ambiente singolare per queste quote.

Museo etnografico di Valliano[modifica | modifica wikitesto]

I locali adiacenti alla Chiesa ospitano un piccolo ma curato museo dedicato alla cultura contadina. Un moderno allestimento permette di "leggere" i vari oggetti in relazione al loro uso e al contesto generale delle tradizioni popolari locali[3].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 304 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 46 1,42%

Albania Albania 39 1,20%

Romania Romania 37 1,14%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Sagra della Patata

Annualmente si svolge la Sagra della Patata, sotto il patrocinio di comune e associazione Pro Loco. La patata di Montescudo è una varietà di patata tipica del riminese che viene raccolta ad agosto e si conserva anche per 12 mesi, se conservata al buio nella sabbia. Durante la Sagra si possono degustare piatti a base della celebre patata montescudese e assaporare anche il vino e l'olio locali, ovvero il "Monte dello Scudo", una variante del Sangiovese superiore d.o.c, e l'Arimolio prodotto dalla Cooperativa degli Olivicoltori dei Colli Riminesi.

La patata di Montescudo è considerata tra le migliori patate dell'Emilia-Romagna per la preparazione degli gnocchi. Viene utilizzata anche fritta e per la preparazione del gelato alla patata[5]

La Sagra della Patata è affiancata da una Mostra della Civiltà Contadina, realizzata in collaborazione con il comune limitrofo di Monte Colombo, dove viene dato uno spazio importante alle terrecotte e manifatture locali artigianali.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria del Piano[modifica | modifica wikitesto]

Questa frazione, posta nella vallata del fiume Conca, si trova al confine dell'Emilia-Romagna con le Marche, paese ben noto per l'artigianato della ceramica le cui botteghe artigiane sono visitate dalle scolaresche in contemporanea con la visita al Museo della Civiltà Contadina. La Chiesa settecentesca in essa sita, conserva ancora intatta la sua caratteristica facciata, che si differenzia da tutte le altre della zona.

Trarivi[modifica | modifica wikitesto]

Rovine belliche della Chiesa di S. Pietro inter rivos/ sec. IX
ora Chiesa della Pace – Museo Storico

Rovine belliche della Chiesa medievale di Trarivi, già Abbazia Benedettina (SEC.IX). La Chiesa medievale di S. Pietro “inter rivos” fu costruita là dove l'aveva preceduta un tempio dedicato agli idoli, del quale restano sotterra le fondamenta a guisa d semicircolo. Nell'anno 1775 fu alzata e trasformata, secondo il gusto dell'epoca, in chiesa rinascimentale-barocca. I terribili giorni del settembre 1944 distrussero quasi totalmente la struttura e sovrastruttura settecentesca (le colonne, i capitelli, gli archi, i fregi). Ma sotto il cumulo di macerie, è stata ritrovata, quasi intatta, la solida muratura medievale composta da ciottoli, mattoni (disposti anche a spina di pesce), da pietre da taglio alle porte e agli angoli. Al visitatore che sale sul poggetto di Trarivi, tutto parla della bufera del '44: il cielo aperto dov'era l'ampia volta a botte, gli altari frantumati, la croce suggestiva ricavata da due travi del tetto crollato, l'altare eretto con due pietre significative scelte dal cumulo delle macerie. Nei locali interni, è stato collocato il Museo Storico della Linea Gotica Orientale che raccoglie un'ampia collezione di reperti bellici e di foto scattate, soprattutto dai soldati-fotografi inglesi sui campi di battaglia. Narrano le quattro settimane di aspri combattimenti per la conquista di Rimini (25 agosto – 29 settembre 1944 – dal Metauro al Rubicone).

Nella località di Trarivi è interessante visitare i ruderi della Chiesa della Pace ed il museo della guerra che si trova nel suo interno. Essa è collocata su di una collinetta che durante l'ultima guerra fu al centro dei combattimenti fra le truppe tedesche e alleate, il cui possesso fu determinante per lo sfondamento della linea gotica. Detta chiesa è stata restaurata e intitolata alla "Madonna della Pace". Sono diversi gli ex combattenti delle due parti in lotta che in certi periodi si ritrovano qui per ricordare quei tristi tempi.

Valliano[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Valliano fu costruita nella seconda metà del Quattrocento (1465 – 1474) sulle rovine della chiesa medievale di S. Maria Succurrente, di cui restano i muri perimetrali sotto l'attuale pavimento del Quattrocento. Il 3 luglio 1465 fu eretta canonicamente da parte del Capitolo Lateranense, sempre con medesimo titolo. Apparteneva quindi giuridicamente alla Basilica Lateranense come attesta la pietra sopra la porta d'ingresso:”Sub jurisdictione Basilicae Lateranensis quae omnium ecclesiarum caput et mater est”. Nell'anno 1491 fu affidata ai Padri Domenicani di S. Castaldo in Rimini. La costruzione quattrocentesca è ad ampia navata con il tetto a capriate. Ha un elegante presbiterio formato da tre braci di uguali dimensioni e il soffitto a crociera. Gli affreschi (che all'origine ricoprivano interamente i tre bracci) celebrano due soggetti teologici: la Maternità di Maria e il Libro Sacro. Sono pittori ignoti ma ricchi di poesia.

Valliano, altra località del Comune, si trova sul "Rio Melo" e conserva ancora un'antichissima chiesa romanica, la più antica del circondario che era alle dirette dipendenze della curia romana.

Albereto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albereto.

La località di Albereto con il suo piccolo castello è di data anteriore al castello fondato da Pandolfo Malatesta a Montescudo, e si chiama Albereto appunto perché un tempo si trovava in mezzo a una foresta di querce, tigli, pioppi e pini. Il castello è stato recentemente ristrutturato e, all'interno delle sue mura, vi sono abitazioni e persino un ristorante esclusivo che attira molti visitatori sfruttando la spettacolare vista sulla riviera romagnola.

Vista dal ristorante

La chiesa, situata a nord del castello, funge da punto di divisione della strada unica di accesso alla località creando le due vie principali di Albereto: la strada per la repubblica di San Marino e via Montirolo (strada senza uscita). La croce sul campanile, illuminata di blu la notte, è visibile dal molo del porto di Rimini. Pur contando solo una ventina di abitanti, ad Albereto sono presenti un telefono pubblico, un ristorante, un bed&breakfast, una fungaia e un parco giochi aderente alla chiesa. Poco note, se non dagli abitanti del luogo, la via dei gatti che unisce tramite un sentiero sterrato la parte sud dalla parte nord di Albereto, la via dei castagni un sentiero ideale per una castagnata autunnale attorniato da enormi castagni, la fonte pozzo antico in disuso e la salita della bagotta celebre meta di ciclisti amatoriali. Nel 2008 il Giro d'Italia è passato per Albereto. Celebri famiglie del luogo, sono i Mauri, i Magnanelli,i Savioli, i Geri, i Giunti e i Paesani, emigrati poi in diverse città italiane quali Milano, Torino e Faenza; e in Sudamerica. Tracce della loro presenza le si possono trovare nell'elenco dei parroci esposto nella chiesa che risale oltre il secolo scorso e, in maniera più significativa nel cimitero locale. La località di Albereto celebra una volta all'anno nel periodo di agosto, la propria festa con un gustoso banchetto di piadine romagnole e salumi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Montescudo che milita nel girone U emiliano-romagnolo di 2ª Categoria.

Nella stagione 2002/2003 ha militato nel girone riminese di 3ª Categoria.

Dalla stagione 2003/2004 alla stagione 2008/2009 ha militato in 2ª Categoria.

Dalla stagione 2009/2010 alla stagione 2010/2011 ha militato in 1ª Categoria.

Dalla stagione 2011/2012 alla stagione 2013/2014 ha militato in 2ª Categoria.

I colori sociali sono: l'azzurro ed il rosso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Museo Etnografico di Valliano
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ RadioEmiliaRomagna - Gnocchi di Montescudo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]