Monteleone d'Orvieto

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Monteleone d'Orvieto
comune
Monteleone d'Orvieto – Stemma
Monteleone d'Orvieto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Sindaco Mario Pattuglia (P.D. proveniente dai D.S. II mandato - Lista contrassegni ufficiali: Partito Democratico, Partito Socialista, Partito della Rifondazione Comunista) dal 09/06/2009
Territorio
Coordinate 42°55′00″N 12°03′00″E / 42.916667°N 12.05°E42.916667; 12.05 (Monteleone d'Orvieto)Coordinate: 42°55′00″N 12°03′00″E / 42.916667°N 12.05°E42.916667; 12.05 (Monteleone d'Orvieto)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 23,85 km²
Abitanti 1 576[1] (31-12-2010)
Densità 66,08 ab./km²
Frazioni Colle, San Lorenzo, Santa Maria, Spiazzolino
Comuni confinanti Città della Pieve (PG), Fabro, Montegabbione, Piegaro (PG)
Altre informazioni
Cod. postale 05017
Prefisso 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055021
Cod. catastale F543
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 275 GG[2]
Nome abitanti monteleonesi
Patrono san Teodoro e S.S. Apostoli Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monteleone d'Orvieto
Posizione del comune di Monteleone d'Orvieto all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Monteleone d'Orvieto all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Monteleone d'Orvieto è un comune di 1.583[3] abitanti della provincia di Terni.

« Monteleone terra non grande, ma illustre e pregievole »
(Giuseppe Bolletti, Notizie istoriche di Città della Pieve, Perugia 1830)

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Monteleone d'Orvieto si trova sulle colline all'estremo nord della provincia di Terni, nel sub-comprensorio dell'Alto Orvietano, confina con due comuni della provincia di Perugia, Piegaro a nord e Città della Pieve ad ovest, e due della provincia di Terni, Fabro a sud e Montegabbione ad est.

La Valdichiana dal borgo di Monteleone

Dal paese la vista si estende sulla lunga e stretta valle della Valle del Chiani - quella che fu la Valdichiana Romana - e sui monti toscani e laziali.

È unito per tutta la sua lunghezza dalla S.R. 71 Umbro-casentinese, un tempo strada di competenza statale.

Le varie località e frazioni sono poste alle seguenti altezze:

Monteleone faceva parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, ed oggi appartiene a quella ancor più ampia del dell'Orvietano-Narnese-Amerino-Tuderte (ONAT); è all'interno del patto territoriale VATO (Valdichiana-Amiata- Trasimeno-Orvietano) e del GAL trasimeno-orvietano. È localizzato inoltre all'interno dello STINA, il sistema territoriale di interesse naturalistico del Monte Peglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Le probabili origini del nome

Diverse sono le ipotesi che si fanno sulle origini del nome "Monteleone": il Pieri ipotizza una derivazione dal nome proprio latino Leo, altri da papa Leone IX.

Tale pontefice, dopo essere stato eletto nella città tedesca di Worms, si reca a Roma per ricevere l'elezione canonica; nel viaggio, durante il febbraio del 1049, passa anche nel luogo dove sorgerà di lì a poco Monteleone.

Leone IX è un grande capo della cristianità di quegli anni, amico e protettore di Orvieto.

È anche probabile che gli orvietani, con questo nome, vogliano sottolineare la forte funzione difensiva del castello.

Monteleone d'Orvieto è attraversato dai fiumi Chiani, dai torrenti Ripignolo e Fossalta e dal fosso di Santa Maria; non lontano dal capoluogo nasce il fiume Nestore affluente del Tevere.

Il paese è all'interno della Valdichiana romana, indicando con tale termine la parte della valle che nel Medioevo apparteneva allo Stato Pontificio e distinguendola così dalla Valdichiana aretina e senese un tempo ricompresa nel Granducato di Toscana; Fabro e Monteleone d'Orvieto sono i due ultimi comuni della lunga e stretta valle del fiume Chiani che inizia nella provincia di Arezzo, attraversa la provincia di Siena e finisce con le due province Umbre di Perugia e Terni.

L'assetto geologico del territorio in cui si trova la dorsale collinare di Monteleone d'Orvieto è il risultato delle vicende tettoniche che hanno interessato la zona fra il miocene ed il plio-pleistocene.

Il Cattuto nel 1988 propone una ricostruzione paleogeografica per un'area ricomprendente anche Monteleone. Da tale studio si desume che durante il pliocene medio-superiore, la linea di costa del mare era orientata in direzione Nord/Ovest-Sud/Est ed occupava le attuali valli dei fiumi Chiani e Paglia.

In questo mare del pliocene, in corrispondenza del territorio compreso fra Città della Pieve e Monteleone, si depositarono ampie zone di sedimenti trasportati poi dal paleo fiume Nestore che, defluendo verso Sud-Ovest, portò il suo carico solido in corrispondenza dell'antica linea di costa.

Il materiale risulta oggi distribuito in maniera regolare, presentando una classificazione molto tipica, su un'ampia superficie, i cui insiemi di strati orizzontali più alti ed interni del materiale depositato (caratterizzato dai sedimenti più grossolani), è oggi ben evidenziato dalla formazione del conglomerato di Città della Pieve, cittadina situata a pochi chilometri da Monteleone.

La struttura della dorsale collinare è quindi costituita in alto da sedimenti fini, medi e grossolani.

Procedendo dall'alto verso il basso della serie si ritrovano le seguenti sequenze:

  1. sabbie e sabbie limose
  2. deposito di conglomerato
  3. sabbie limose argillosea
  4. sabbie gialle

I versanti che definiscono la dorsale collinare su cui si erge l'abitato del capoluogo sono interessati da fenomeni di dissesto attivi e/o quiescenti. I fossi si trovano in fase di scalzamento dell'alveo e ciò crea valli incassate fra pareti anche a strapiombo. Non a caso fra il novembre 2012 ed i primi mesi del 2013, il clima particolarmente piovoso[4], ha creato gravi dissesti idrogeologici alcuni dei quali - in particolare ad ovest del capoluogo - hanno dato vita a modificazioni significative della morfologia dei luoghi, con lo scivolamento, orizzontale e verticale, di ampie zone adiacenti l'abitato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Monteleone d'Orvieto.
1243 - l'editto di Federico II

L'editto di Federico II è un diploma dato a Città della Pieve perché rimasta a lui fedele; l'Imperatore vi definisce in maniera minuziosa le zone ed i comuni limitrofi alla Città, che a quel tempo ha una superficie di 10.467 ettari e confina con Chiusi, Castiglione del Lago, Paciano, Panicale, Piegaro, Monteleone, Ficulle, Fabro, San Casciano dei Bagni e Cetona. Deve quindi appartenere al dominio di Castel della Pieve

« tutto il territorio coltivato e non coltivato che si stende fino alla località detta “Guado Burgo” dalla parte di Orvieto, tutto il terreno coltivato e non coltivato al di là ed al di qua del fiume Chiana, verso Salci, Figgine, Camporsevoli e Cetona, e che si stende fino alla strada maggiore, ossia vecchia, che mena dalla Città di Chiusi alla Città di Orvieto, a partire da un certo punto, denominato “Ponte Spada” nel terreno Chiusino - tutto il terreno coltivato e non coltivato fino al fiume Tresa, e ai fossi di Caioncola – e verso Paciano, e Panicale, tutto il terreno che si stende fino al fosso “Moiano”, alla fonte di S.Galgano, alla strada che va a Panicale, Colle di Monte S.Marcello e Strada Maggiore del Piegaro - e ancora tutto il terreno verso l'eremo di S.Giovanni e verso Monteleone, fino al Nestore, giungendo alla località detta di “Giove” e poi discendendo all'altra località della Chiana detta “Guado Burgo” sopra nominata »

La prima testimonianza storica del territorio comunale di Monteleone d'Orvieto risale al 1878, quando viene scoperta, nelle vicinanze del capoluogo, una tomba contenente alcune urne, presumibilmente appartenente al periodo etrusco; in essa sono contenute iscrizioni in latino e tirreno.

La circostanza fa presupporre una comunità etrusca nel territorio, risalente al II-III secolo a.C., soggetta alla lucumonia[5] di Chiusi, dodecapoli etrusca molto vicina. Lo storico cinquecentesco Cipriano Manente afferma che il castello di Monteleone viene fondato da Orvieto nel 1052 a guardia dei suoi confini settentrionali. Lo studioso monteleonese Pietro Momaroni, sposta la data di fondazione del castrum alla fine del 1100.

Fino a qualche tempo fa si poteva affermare con certezza che il primo documento ufficiale in cui si legge il nome di Monteleone è un atto di Federico II del 1243 (Ved. tabella a lato) dove l'imperatore fissa i nuovi confini di Castel della Pieve (Città della Pieve) a lui fedele. Contrariamente a tale tesi il Corgna scrive nel 2004 che, in una Bolla pontificia di Celestino III del 1191, la “Misurati inopiam”, vengono citate le Parrocchie dipendenti dal Vescovo di Chiusi in numero di venticinque Pievi; al confine con le Diocesi di Perugia ed Orvieto il documento richiama "Pozzuolo Umbro, Casamaggiore, Paciano, Panicale, Tavernelle, Piegaro, Castel della Pieve, Monteleone, Salci, Camporsevoli, Trevinano, Santa Fiora ". In realtà, in tale documento, non si cita espressamente Monteleone ma la Chiesa di S.Pietro, probabilmente riferendosi alla chiesa di S. Pietro e Paolo la collegiata di Monteleone, ma di questa circostanza, al momento, non vi è certezza.

Nel 1278 il Comune di Orvieto determina i confini dei propri castelli e nel relativo documento Monteleone viene indicato come Piviere; nel catasto del contado orvietano del 1292 è descritto, con le relative stime anche il “Plebarium Montis Leonis”.

Dal punto di vista ecclesiastico è assoggettato all'antichissima Diocesi di Chiusi, città all'epoca controllata da Orvieto; nel Seicento entra a far parte della Diocesi di Città della Pieve.[6]

Durante la costruzione del Duomo di Orvieto, nella prima metà del XIV° secolo, sorgono a Monteleone alcune fornaci per la costruzione di laterizi e la fabbricazione di materiale musivo e vetri; alcuni artigiani locali, primo fra tutti Consiglio Dardalini, ma non solo, sono impegnati nell'opera di doratura delle tessere dei mosaici.

Al XIV secolo risale pure la prima stesura di un antico statuto di cui si dota la Comunità per regolare la vita interna del Castello.

Sempre in quel periodo già esistono od hanno origine alcune Confraternite religiose:

Tali istituzioni religiose sopravvivono per molti secoli fino agli anni cinquanta, quando vengono sciolte dalle autorità ecclesiastiche per motivi politici legati alla presenza di elementi iscritti a partiti di matrice marxista (PCI e PSI) all'interno delle stesse, cosa che la Chiesa non può, in quel periodo di guerra fredda, evidentemente sopportare.[7]

Il Castello di Monteleone rimane sotto il diretto controllo orvietano fino al 1373, poi, per volere di Carlo IV passa al Visconte di Turrena, quindi viene ceduto al Conte Ugolino di Montemarte da Corbara ma è anche conteso dai Conti di Marsciano che possiedono già il vicinissimo fortilizio denominato Castel Brandetto[8].

Terre, castelli e ville della nuova Diocesi

Secondo la loro antica importanza, i luoghi della Diocesi vengono suddivisi in:

Nel 1398 Papa Bonifacio IX cede il castello al conte Francesco di Corbara al prezzo di un falcone annuo che deve essere pagato nel giorno di San Pietro. I discendenti del conte Francesco di Montemarte rimangono senza prole e il castello passa sotto il dominio di Bartolomeo Della Rovere, nipote di Sisto IV; nel 1481 il Comune di Orvieto riacquista il castrum.

Nel finire del XV secolo la Contessa Manfilia, dei Conti di Montemarte da Corbara, sposatasi con un Bandini di Città della Pieve, rivendica i diritti ereditari su Monteleone; ha così inizio una causa legale che vede però i Bandini passare alle vie di fatto con l'invasione di parte del territorio orvietano: è l'origine di una di una lunga guerra che si protrae per alcuni anni e si conclude l'11 luglio 1497 con il Trattato di Pace di Monteleone; le condizioni sono sfavorevoli ad Orvieto che perde Salci, ma riesce a mantenere il castello di Monteleone.

In questo stesso periodo il Comune di Orvieto provvede a restaurare e rinforzare le costruzioni difensive del castello: commissiona i lavori all'architetto Belforte di Jacopo da Como. In particolare viene ristrutturata la porta nord del paese con la creazione di una vera e propria rocca, il cassero difeso da robuste mura e da un fossato con ponte levatoio.

Pianta del ducato di castro

Nel 1601 viene istituita la nuova Diocesi di Città della Pieve di cui Monteleone è uno dei principali paesi (ved. tabella " Terre, castelli e ville della nuova Diocesi )

Nel 1643, durante la Guerra per il Ducato di Castro, tra il Papa ed i Farnese, duchi di Parma, Monteleone è assediato, occupato, smantellato e saccheggiato da Firenze, alleato dei Farnese.

A questo periodo risale la costruzione della chiesa del SS.mo Crocefisso, recentemente restaurata.

Studio per la decorazione della cripta di San Teodoro Martire di Guglielmo Ascanio del 1927

Nel 1738 vengono traslati a Monteleone i resti del Santo Martire Teodoro che è proclamato coprotettore del paese accanto ai titolari della chiesa principale: i SS.mi Apostoli Pietro e Paolo. A questo periodo risale anche l'origine delle prime rappresentazioni teatrali organizzate da alcuni giovani e realizzate nei locali comunali che, durante tutto l'arco dei tre secoli, i monteleonesi hanno trasformato nell'odierno “Teatro dei Rustici”.

Nel 1778 la chiesa parrocchiale è eretta in Collegiata insigne e conserva tale titolo fino all'unità d'Italia.

Nel corso dell'Ottocento il paese viene assoggettato per alcuni anni alla dominazione francese; torna subito dopo a far parte nuovamente dei territori dello Stato Pontificio.

Il primo nucleo della Banda musicale viene costituito nel 1848 con il nome di “I dilettanti del suono e del canto”, associazione ancora oggi esistente e funzionante.

Nel 1864 nasce a Monteleone il poeta e critico letterario Pietro Bilancini.

Alla fine dell'Ottocento, nel 1888 viene costruita la torre dell'orologio sulle macerie di un'altra torre preesistente.

Tra i resti più antichi sono da annoverare la porta nord, costruita alla base di una delle torri di pietra della cinta muraria; alcuni brandelli delle antiche mura difensive sono poi ancora visibili in varie zone del centro storico

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Monteleone d'Orvieto

Lo stemma comunale[modifica | modifica sorgente]

Sono di fine XV secolo i primi documenti d'archivio in cui si può ammirare su sigilli di cera lacca - e successivamente anche nei primi timbri - lo stemma comunale ancora oggi usato: il "leone rampante su tre colli(vedere anche Monte in araldica), con corona signorile in capo, circondato da due rami di ulivo e quercia".

Il leone sui colli raffigura il nome stesso del comune ed in araldica simboleggia la forza, il coraggio, la grandezza, il comando, la magnanimità.

La corona è invece simbolo di dominio feudale e di nobile signoria.

Il ramo di quercia e di ulivo rappresentano rispettivamente, fin dall'antica Roma, l'uno forza, potenza, virtù, coraggio, dignità e perseveranza, l'altro è segno di pace.

Tale simbologia risulta già esistente dai più antichi documenti d'archivio risalenti alla fine del Quattrocento, in sigilli di ceralacca, successivamente nei primi timbri ed infine nelle carte intestate del comune.

Nella chiesa del SS. Crocifisso il leone rampante su tre colli si può osservare sia dipinto all'interno in una delle porte laterali dell'altare maggiore, sia all'esterno scolpito in una pietra datata 1636 sopra la porta d'ingresso. Lo stemma è anche visibile in un grande riquadro in cotto nella torre dell'orologio.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • 9 settembre 1860 - Unificazione risorgimentale al resto dell'Italia.
  • giugno 1944 - Liberazione dalle truppe tedesche
La tavola della scuola del Perugino contenuta nella collegiata di Monteleone d'Orvieto

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Chiese del capoluogo[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa SS. Apostoli Pietro e Paolo, collegiata insigne, sita nel centro storico in corso Vittorio Emanuele II; custodisce la pregevole tavola della Madonna con Bambino tra i santi Pietro e Paolo. L'opera è da ascriversi a un allievo del Perugino (Pietro Vannucci). Sempre all'interno della Collegiata vi è la cripta di San Teodoro;
  • Chiesa del SS. Crocifisso (1600), appena fuori le mura, ha al suo interno un altare Barocco, è stata recentemente ristrutturata;
  • Chiesina di Pian Pistolla, fuori il paese lungo la strada che conduce a Città della Pieve;
  • Chiesa dalla SS.ma Annunziata lungo la via principale del borgo in corso Vittorio Emanuele II;
  • Chiesa di Sant'Antonio oggi adibita a museo parrocchiale;
  • Cimitero monumentale di fine XVIII secolo, con annessa una chiesa.

Chiese del territorio[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di Sant'Antonio nel centro storico oggi museo parrocchiale
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena, in frazione Santa Maria;
  • Chiesa della Madonna del Soccorso (fine 1700), in frazione Colle, di proprietà privata;
  • Chiesa di San Cristoforo (1758), nella frazione di Colle, è anch'essa di proprietà privata;
  • Chiesa di San Lorenzo in frazione San Lorenzo;

Chiese scomparse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della Madonna della Torre
  • Chiesa di San Giovanni decollato o della Morte
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa di Sant'Angelo o San Michele Arcangelo
  • Chiesa di Pineto
  • Chiesa di Corciano
  • Chiesa di Sant'Antonino
  • Chiesa di San Biagio

Chiesa esistente ma trasformata nell'uso[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa dell'Immacolata Concezione di Perumpetto

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Porta Nord (di origine medievale e ricostruita nel 1848) detta anche torre mozza; è sita all'entrata del borgo;
  • Torrione, di origine medievale, è un belvedere su Umbria, Toscana e Lazio e Valdichiana, posto in fondo al paese;
  • Torre dell'orologio (1888) in laterizi, sita in piazza Bilancini: nelle intenzioni dei progettisti doveva divenire la sede del comune di Monteleone,[9];
  • Piazza Pietro Bilancini;
  • Pozzo Medievale, ricostruito prima degli anni ottanta su disegno originale;
  • Fonte del capoluogo (basso medioevo), è un complesso unico, recentemente oggetto di uno lavoro di restauro. La fonte è situata poco fuori le mura del paese, laddove nasce il fiume Nestore affluente destro del Tevere; serviva per l'approvvigionamento idrico e per dissetare gli animali. Vi è un ampio lavatoio un tempo usato dalle donne del castello;
  • Osteria (XIV secolo) edificio fuori le mura era una stazione di cambio dei cavalli;
  • Castel Brandetto o Berneto, castello costruito nell'XI secolo, distrutto nel 1350, poi ricostruito: oggi è un casale privato di cui rimangono poche vestigia dell'antica costruzione difensiva;
  • "Teatro dei Rustici" (1700), ricavato dal palazzo signorile sede del Podestà o del Vicario che nel Medioevo veniva generalmente inviato da Orvieto.

Il borgo medievale[modifica | modifica sorgente]

Castrum Montis Leonis: antica pianta della parte iniziale del centro storico

Il centro storico di Monteleone d'orvieto ha una pavimentazione nelle vie costituita di sampietrini e nelle piazze vi sono basole di basalto, materiale quest'ultimo ripreso dalla pavimentazione del secondo dopoguerra, che andò a sostituire le vecchie basole di fine Ottocento, friabili e deteriorate.

Le abitazioni sono collocate lungo la via principale centrale, chiamata fino ai primi del Novecento Via Dritta, oggi Corso Vittorio Emanuele II e la parallela Via Torta oggi Via Mazzini . Le altre strade del centro storico sono le panoramiche: Via Uscidietro e Via degli Orti, che guardano il Monte Arale e Montegabbione, mentre Via della Ripa ha come sfondo il versante della Val di Chiana ed il monte Monte Cetona.

Entrati dalla "Porta nord", porta principale di accesso al paese, si può subito ammirare "Piazza Garibaldi": sotto il suo pavimento vi è la "cisterna medievale", che rappresentava una sicura scorta d'acqua per il castello. La cisterna è ancora esistente, ma tra gli anni cinquanta e sessanta l'antico pozzo è stato rimosso.

Anticamente in piazza Garibaldi vi erano anche due Chiese oggi distrutte; la "Chiesa della Madonna della Torre", così chiamata per il campanile posto sulla torre sopra la porta nord: tale edificio di culto apparteneva al comune. La demolizione avvenne nei primi anni dell'Ottocento per motivi legati alla sicurezza essendo la chiesa pericolante.

Sempre in piazza Garibaldi si poteva trovare anche una seconda chiesa quella di San Giovanni Decollato, dove aveva sede la Confraternita più antica di Monteleone: quella della morte; l'edificio religioso fu distrutto quando tale Confraternita decise di trasferire la sede nella "Chiesa di San Antonio".

Un tempo nella piazzetta vi era anche uno dei forni del castello.

Lungo il corso, nell'antica "Via dritta", a sinistra si trova la Chiesa della SS.ma Annunziata, con la sua facciata risalente al 1779 e ristrutturata nel 2004; al suo interno è conservata la statua della Madonna Assunta; anticamente era anche la sede dell'omonima Confraternita, poi trasformata in oratorio della Confraternita del SS.mo Sacramento.

Attigua alla chiesa si trova la casa del Cappellano, sede per molti anni del Presepe Vivente, recentemente riacquisita alla Parrocchia.

Proseguendo lungo il corso, a destra vi è la casa che dette i natali al compositore e direttore d'orchestra Attilio Parelli: una lapide in suo ricordo rammenta questa geniale personalità.

Poco più avanti, sempre a destra, si può ammirare la Chiesa parrocchiale, centro della vita del castello sin dai primi anni della sua esistenza. Aveva - un tempo molto lontano - portici di fronte e di lato: la testimonianza di ciò è facilmente rinvenibile ancora oggi nel muro a nord. Accanto sorgeva anche il cimitero.

Quando venne costruito l'edificio di culto aveva una sola navata e quattro cappelle; dietro l'altare principale vi era anche un coro. Durante i secoli la chiesa ha conosciuto ampliamenti e varie modificazioni; tra il 1815 ed il 1821 vennero costruiti la facciata ed il campanile in laterizi provenienti dalle fornaci che all'epoca erano fiorenti a Monteleone.

Le campane sono quattro: a nord vi è il “Campanone”, la campana maggiore, dal forte timbro armonico ed un tono maestoso.

Le cappelle laterali sono state tolte e la chiesa oggi ha tre navate.

La pala d'altare appartiene alla scuola di del Perugino ( Pietro Vannucci, Città della Pieve 1445Fontignano 1523). La tavola rappresenta la Madonna con il Bambino, con ai lati gli Apostoli San Pietro e San Paolo.

Oggi al posto del coro vi è l'abside e ancor sotto si trova la cripta del corpo di San Teodoro Martire, decorata negli anni trenta dal prof. Guglielmo Ascanio.

Negli anni cinquanta la chiesa assunse l'aspetto definitivo che ha ancora oggi: fu innalzata, vennero aperte delle finestre in alto per una migliore illuminazione e venne interamente decorata; più recentemente è stata realizzata la nuova pavimentazione.

A sinistra dell'altare maggiore si trova l'altare dedicato all'Annunciazione ed a destra trova posto la cappella del Sacro Cuore, realizzata dai monteleonesi per celebrare la fine della seconda guerra mondiale.

La via Cassia

È molto probabile che per Monteleone passi l'antica Via Cassia. Non ultima prova ne è il concordato del 26 gennaio 1828 fra la Santa Sede ed il Granducato di Toscana, in cui viene decisa la riapertura di tale importantissima via.

Riporta il Bolletti nel 1830

« ... A confermare definitivamente... la mia proposizione, che per Città della Pieve passava la Via Cassia, serva il Concordato del di 26. Gennajo 1828, fatto tra i Commissarj della S. Sede, e del Governo Toscano, in cui fu decretato il ristabilimento dell'antica Via Cassia, la quale da Arezzo, e Chiusi passa per Città della Pieve, e quindi passando sotto Monte Leone, e Ficulle per Orvieto, entra nella strada Romana che conduce alla Metropoli della Chiesa, la quale strada incominciata sin dal Giugno 1828. prosegue ad effettuarsi»
(Giuseppe Bolletti Notizie istoriche di Città della Pieve, Perugia 1830)

Proseguendo nella passeggiata lungo il corso, a pochi metri sulla sinistra vi è Piazza Cavour,[10] con il caratteristico “Pozzo”, un'antica cisterna a servizio della comunità; si tratta di una costruzione del XIX secolo in laterizi - a copertura di un altro deposito d'acqua medievale - ancor più antica.

Il pozzo è stato ricostruito negli anni ottanta su disegni originali: la grata, il braccio della carrucola e le pietre della base e bordatura sono autentiche.

Appena si lasciata piazza Cavour si trova subito Piazza Pietro Bilancini, la principale del paese, fino ai primi anni del Novecento denominata Piazza dell'Orologio e successivamente Piazza Umberto I; solo nel 1956 prende l'attuale denominazione in ricordo del poeta e critico letterario monteleonese Pietro Bilancini (18641895), che nella Piazza ha la sua casa natale in cui, anche in questo caso, è apposta la lapide in suo ricordo.

Nella parte alta della piazza vi è la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, oratorio della Confraternita della Morte: la facciata è del 1700. A nord si trova la torre dell'orologio, costruita nel 1888 su progetto di Filidio Lemmi[11], ed in fondo la piazza vi sono i locali della Parrocchia e la Biblioteca Comunale.

La piazza è sostenuta da un robusto muro che la separa dalla strada del Sassone, che parte dal paese, attraversa l'antica porta Sud e scende verso la campagna; sopra la muraglia, tra i palazzi, si può ammirare il bellissimo panorama della Valdichiana Romana[12].

Il "Croco" di Monteleone

In poche zone d'Italia si produce lo zafferano e Monteleone d'Orvieto è fra queste.

Come infatti ha scritto Livia di Schino in un articolo le “Terre dello zafferano…(sono) Città della Pieve, Paciano, Panicale, Piegaro, Castiglione del Lago, Monteleone d'Orvieto e Montegabbione

In Italia il croco si produce solo in alcune limitate zone dell'Umbria, dell'Abruzzo della Sardegna e del senese.

Questa specificità è già ricordata nello Statuto medievale del 1600 (ripreso a sua volta dallo statuto del 1407): due dei suoi articoli sono dedicati alla coltura dello zafferano, uno ha il titolo “Della Pena di chi darrà danno in orto croco o robba di altri” che così statuisce:

« ...et se alcuna bestia entrarà nel croco di altro paghi il padrone di quello per ogni bestia come nella vegnia piena, et si creda al giuramento del P(ad)rone di detto Croco, se havrà il croco per o non per qualsivoglia porco paghi venti 20 soldi… »
(Trascrizione di Sergio Giovannini dell'Antico Statuto di Monteleone del 1600, ripreso dal analogo documento del 1407 – Archivio Comunale di Monteleone d'Orvieto)

L'altra norma statutaria tratta “Di quello che meterà erba nelle, biade, legumi, Vignie, Are, Prati, di altri

« Quello il quale mieterà erba di notte in biade et legume di altri paghi doi 2 libre, et il giorno venti 20 soldi, et se lo farrà manualmente paghi di notte venti 20 soldi, et di giorni cinq(ue) 5 soldi, et se in Croco venti 20 soldi... »
(Trascrizione di Sergio Giovannini dell'Antico Statuto di Monteleone del 1600 ripreso dal analogo documento del 1407 – Archivio Comunale di Monteleone d'Orvieto)

Ancor più avanti si trova Piazza del Municipio, con l'edificio comunale anticamente sede della Congregazione di Carità;[13] nello stesso palazzo erano collocate le scuole.

Nella stessa piazza, di fronte al Municipio, vi è il Teatro comunale dei Rustici”, e alle sue spalle, si possono ammirare i resti delle antiche mura; dalla parte opposta, si giunge alla Via del Muro dove si trovano anche qui vecchie mura ed un ampio panorama sulla vallata del Chiani.

Dal teatro, proseguendo attraverso un'antica via dove è posto un vecchio forno della Comunità rimasto fino ai nostri giorni, si giunge alla Piazza del Torrione, così denominata perché è delimitata da un muraglione costruito alla fine dell'Ottocento a sostegno del terreno scosceso sopra al quale anticamente esistevano le mura del castello.

Tale piazza, che chiude l'estremo lato sud del paese, è una terrazza che si affaccia su un ampissimo panorama che spazia dalla montagna di Cetona a Monte Arale, scoprendo tutta la vallata del Chiani fino al monte Amiata ed ai monti Cimini, quindi le dolci colline umbre fino al monte Peglia, punteggiate da antichi borghi: a Sud Fabro, mentre tra gli ulivi, stretto da due alti cipressi si scorge un tabernacolo, è il Crocefisso posto all'incrocio dove la strada del Sassone si divide a destra verso la località detta San Biagio ed a sinistra verso quella denominata Pineto, in entrambe i luoghi anticamente esistevano due chiese di campagna di cui oggi non resta più traccia.

Verso est, vi è l'abitato di Montegabbione e vicino, circondato da alti cipressi il cimitero, costruito nella seconda metà dell'Ottocento, anch'esso con mattoni cotti nelle fornaci locali; ancor più vicino, sopra un aspro burrone, si può ammirare Castel Brandetto, oggi un elegante casale, ma, come attestano i documenti, antichissimo fortilizio di proprietà dei Conti di Marsciano, fondato prima dello stesso Monteleone e distrutto dai Monaldeschi nel 1350, per ritorsione contro il conte Bulgaro, appartenente ad una famiglia collaterale dei Bulgarelli.

Al Torrione, ammirando il dolce panorama, che ricorda gli ampi paesaggi dei dipinti del Perugino ci si può sedere e concedere un momento di riposo e di meditazione!

Luoghi naturali[modifica | modifica sorgente]

Il parco dello S.T.I.N.A.[modifica | modifica sorgente]

Monteleone ricade nel parco dello S.T.I.N.A.

L'acronimo S.T.I.N.A. sta per sistema territoriale di interesse naturalistico del Monte Peglia e Selva di Meana; il parco, istituito nel 2000, interessa l'area alto-collinare e montana di cui Monteleone d'Orvieto è parte integrante, insieme ai comuni di Allerona, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montegabbione, Orvieto, Parrano, San Venanzo e Todi (unico comune della provincia di Perugia). Complessivamente lo S.T.I.N.A. si estende su una superficie di 47.159 ha di cui 4.535 di area protetta.

Comprende al suo interno tre aree naturali, centri medievali ben conservati, siti paesaggistici di particolare interesse naturalistico, faunistico, paleontologico.

  • Aree protette
    • della Selva di Meana, la più grande, che diverrà un parco interregionale di 6.000 ettari insieme la vicina riserva naturale del Monte Rufeno nel Lazio;
    • dell'Elmo Melonta che interessa la Valdichiana umbra ed ha quale caratteristica una natura selvaggia poco accessibile;
    • di San Venanzo, che con i suoi 120 ha è la più piccola, ma caratterizzata dalla presenza originale di una zona vulcanica con alcuni minerali e rocce uniche al mondo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14]

Nuovi italiani[modifica | modifica sorgente]

Circa il 10% della popolazione è immigrata. Si tratta di rumeni e albanesi, ma sono presenti molte altre nazionalità. Il dato della popolazione scolastica è ancora maggiormente influenzato dai nuovi italiani.

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto, pur marcato, non fa riferimento a particolari influssi umbri essendo il paese di Monteleone a cavallo fra 3 province (Terni, Perugia, Siena) e 2 regioni (Umbria e Toscana); esso risente maggiormente di alcune accentature toscane (ad esempio nella c aspirata).

L'intero ambito dell'Alto Orvietano ha tale dialetto, pur con significative variazioni, che non ha legami particolari con i territori circostanti.[15]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Per la giurisdizione ecclesiastica cattolica Monteleone appartiene all'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, pur appartenendo alla provincia di Terni; è una particolarità unica rispetto ai comuni del proprio ambito che fanno tutti riferimento alla diocesi di Orvieto-Todi.

Tale diversità dipende dall'erezione nel 1600 della diocesi di Città della Pieve, nella quale il solo comune attualmente appartenente alla provincia di Terni che vi entra a far parte è proprio Monteleone d'Orvieto; nel 1986, con l'unione di tale diocesi all'arcidiocesi di Perugia, anche Monteleone segue la stessa sorte di Città della Pieve.

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tradizioni di Monteleone d'Orvieto.

Monteleone d'Orvieto ha un patrimonio folklorico locale molto ricco di appuntamenti, legato alle ricorrenze religiose e laiche che va perdendosi nel tempo[16]. Molte feste e ricorrenze tradizionali si sono dimenticate, alcune si tramandano (generalmente trasformate), altre se ne creano[17].

Di seguito, l'elencazione delle feste tradizionali, religiose e laiche, che si svolgevano - o che ancora si svolgono - nel comune di Monteleone.

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

Vista di Monteleone d'Orvieto, lato est

Numerose sono le associazioni presenti nel territorio di Monteleone d'Orvieto e da sempre hanno rivestito un importantissimo ruolo, rilievo ed importanza per l'alto numero delle persone che esse coinvolgono e per qualità dell'offerta culturale, ricreativa e di utilità sociale che propongono: esse svolgono un ruolo di promozione del territorio insostituibile.

Pro loco[modifica | modifica sorgente]

La Pro loco, presieduta dal Angelo Vittori, è il cardine delle associazioni quale coordinatrice dell'attività anche dei vari gruppi associati; da 40 anni svolge, inoltre, il ruolo di promozione che le è maggiormente proprio. La "Rimpatriata" è la sua manifestazione principale, insieme alla più recente "Sagra degli umbrichelli": si tengono nelle prime settimane di agosto.

All'interno della "Rimpatriata" si inseriscono, con autonome iniziative, altre associazioni, quali l'Ente Corteo Storico e le Casate di Montemarte e Marsciano, con il Corteo storico e la Giostra del giglio, la Banda Musicale ed altri.

Un concerto della banda musicale di Monteleone presso l'antico convento oggi città-teatro della Scarzuola

Banda Musicale[modifica | modifica sorgente]

La Banda musicale è un'antica associazione del paese, con quasi 160 anni di ininterrotta attività: la sua fondazione risale al turbolento 1848 quando si forma un gruppo denominato i "Dilettanti del suono e del canto"; il suo primo statuto è del 1859, l'atto originale è custodito negli archivi della banda.

Nel 1998 il complesso ha festeggiato il 150º anniversario con la "Festa della musica"; per tale ricorrenza è stato stampato il libro: "La musica di Monteleone" scritto da Sergio Giovannini e Carlo Carloia.

Direttrice della Banda dal 1994 è il maestro Angela Ciampani; con lei l'associazione musicale è arrivata ad un buon livello qualitativo: il complesso si è "distinto per le qualità esecutive" a "Scorribanda 97", concorso bandistico annuale della Regione dell'Umbria. Presidente è Alessio Stollo.

Il complesso è gemellato con la banda di Marzio (VA); è tradizionale, durante i festeggiamenti della rimpatriata il "Concerto di Ferragosto".

Di seguito i maestri della banda musicale da fine Ottocento ad oggi: Dumulin (da fine Ottocento fino all'inizio degli anni trenta), Piselli, Muziarelli, Ubaldi, Lucci, Croci, Spina, Scarpanti, Ciampani(dal 1994 ad oggi)

Gruppo comunale di protezione civile[modifica | modifica sorgente]

Di recente costituzione (2009) è un gruppo solido, con circa 30 volontari prevalentemente giovani, presieduto dal sindaco Mario Pattuglia e con un coordinatore, Mario Parretti, che ha molta esperienza nel campo della protezione civile.

Il gruppo ha avuto il suo battesimo con il terremoto dell'Aquila e successivamente è stato presente ed attivo in molte situazioni di estremo disagio quali i terremoti di Spina (Marsciano) e Finale Emilia, o le emergenze neve, fuoco ed alluvioni che hanno colpito l'Umbria in particolare nel 2012/2013.

Il gruppo comunale ha anche organizzato, nell'aprile 2013, una esercitazione regionale a Monteleone d'Orvieto con la partecipazione di 140 volontari, con sgombero scuole, allestimento campi, interventi di unità cinofile, salvataggi da parte di unità speleologiche ecc...

Ente corteo storico e casati di Montemarte e Marsciano[modifica | modifica sorgente]

Monteleone d'Orvieto scorcio della via principale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corteo storico di Monteleone d'Orvieto.

L'Ente corteo storico ed i casati di Montemarte e Marsciano, sono associazioni che nascono per svolgere il corteo storico in costume trecentesco composto da circa 400 figuranti e la Giostra del giglio.

La manifestazione, ideata nel 1980, nasce da una reale suddivisione fra i due casati che nel Medioevo si contendono il Castello di Monteleone e Castel Brandetto (fortilizio posto di fronte al castello principale)

Le tre associazioni hanno compiti ben distinti:

  • L'Ente Corteo Storico, coordina complessivamente la manifestazione, ne tutela l'immagine, dirime le controversie in merito allo svolgimento del palio ed organizza "l'amministrazione" all'interno del corteo. È presieduto dal sindaco Mario Pattuglia dall'agosto 2013. Precedentemente ne era presidente Walter Pelagrilli.
  • I Casati dei Conti di Montemarte e Marsciano, si contendono il "Palio del Giglio", organizzano gran parte del corteo, oltre alla sagra degli umbrichelli (insieme alla pro-loco) ed attività culturali.

Le lavorazioni per il corteo si svolgono durante tutto l'arco dell'anno con sarte, artigiani ed artisti che svolgono, in maniera del tutto segreta, i lavori per la sfilata: i risultati potranno ammirarsi solo il giorno del corteo il 16 agosto.

La rappresentazione offre allo spettatore quadri reali della vita comunale medievale con la sfilata dei più importanti personaggi del borgo.

La manifestazione culmina con il Palio del Giglio, gara equestre in cui i due casati si contendono il dominio del castrum.

Presepe vivente[modifica | modifica sorgente]

Altra associazione estremamente importante è il Presepe vivente di Monteleone d'Orvieto ha quasi 30 anni di attività e con i suoi quasi 300 figuranti ha raggiunto un'ampia visibilità e richiama ogni anno migliaia di visitatori dall'Umbria dalla Toscana ed anche da altre regioni limitrofe.

Il presidente è Principi Iliana.

Il presepio viene realizzato lungo itinerari, ogni anno diversi, che si snodano nel centro storico del paese: in tal modo vengono riscoperte piazze, piccoli locali rustici, angoli non frequentati; in tali luoghi sono ricostruite le scene tipiche di un villaggio della Palestina di 2.000 anni fa: lo spettacolo è suggestivo.

Circoli ricreativi[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale esistono da molti anni 2 circoli ricreativi nelle frazioni di S. Maria (ARCI) e Colle; sono molto importanti per le comunità interessate. Il Circolo ARCI di S. Maria (ARCI) organizza ogni anno anche una grande "Sagra degli gnocchi", che attira persone da tutta Italia: è probabilmente, insieme alla sagra degli umbrichelli del capoluogo, la più importante manifestazione dell'Alto orvietano.

Comitato festa di San Lorenzo[modifica | modifica sorgente]

Altra associazione è il Comitato della festa di San Lorenzo, che ha una lunga tradizione, ed organizza la "Sagra della pizza".

Corale di San Pietro e Paolo[modifica | modifica sorgente]

La Corale di San Pietro e Paolo è stata fondata nel 2004 e può contare su più di 30 componenti. Non è al servizio solo delle funzioni religiose della collegiata, ma tiene anche concerti, a volte insieme alla banda musicale di Monteleone.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale nel capoluogo

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Le scuole monteleonesi appartengono all'Istituto comprensivo ICAO che ricomprende 5 cinque comuni dell'Alto Orvietano.

Nel comune vi sono tutti i livelli della scuola primaria: dell'infanzia, con due sezioni, elementari e medie con una sezione ciascuno.

L'asilo nido è presente come servizio associato insieme ai comuni di Fabro, Ficulle, Parrano e Montegabbione; la sede in questo caso è Fabro.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Centro documentazione musicale Attilio Parelli, in Piazza Bilancini;
  • Museo parrocchiale all'interno della chiesa di Sant'Antonio;

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 2005 e 2006 Monteleone è stato usato come set per alcune scene di due serie di "Carabinieri" fiction trasmessa da canale 5.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Monteleone possiede il "Teatro dei Rustici" del 1700 che prende il nome dalla compagnia Filodrammatica dei Rustici, presente ed attiva dal 1800 fino a dopo il 1950.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Monteleone possiede una Banda musicale che è la più antica associazione del paese, con quasi 160 anni di ininterrotta attività: la sua fondazione risale al 1848. Il complesso è gemellato con la banda di Marzio (VA).

Il maestro Attilio Parelli

Persone legate a Monteleone d'Orvieto[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra degli gnocchi: fine giugno, frazione di Santa Maria
  • La notte dei "Luminari": 28 giugno, capoluogo centro storico
  • Sagra della Pizza: fine luglio, frazione di San Lorenzo
  • Rimpatriata e Sagra degli Umbrichelli: prime due settimane di agosto, capoluogo
  • Corteo storico e Giostra (Palio) del giglio: 16 agosto, capoluogo
  • Festa del volontariato: prima settimana di settembre, S. Lorenzo
  • Alla scoperta dell'Ambrosia: 4º fine settimana di ottobre, capoluogo
  • Presepe vivente: notte del 24 dicembre, pomeriggio del 25 e pomeriggio del 6 gennaio - capoluogo (lungo le medievali vie del centro storico)

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Le frazioni del comune di Monteleone - Santa Maria, Spiazzolino, Colle, San Lorenzo - sono tutte poste tutte lungo la Umbro casentinese SR 71.

Santa Maria[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria è la frazione più popolosa del comune di Monteleone d'Orvieto: secondo i dati del censimento Istat 2001, gli abitanti sono 606.

L'abitato si trova a 254 m s.l.m., è posto nella parte a sud del comune, confina con Fabro, è attraversato dalla Strada statale 71 Umbro Casentinese Romagnola (oggi SR 71) ed è diviso dal fosso omonimo. La frazione è adagiata nella lunga e stretta Val di Chiana, non molto distante dal fiume Chiani.

L'abitato è ubicato a circa 2 km dalla stazione ferroviaria e dal casello autostradale dell'A1 di Fabro.

Il nome della frazione deriva dalla antica chiesa di Santa Maria Maddalena risalente al XV secolo.

Negli anni novanta sono venuti alla luce degli antichi resti di una fornace ed una tomba molto povera del I–II secolo d.C.: rappresentano le più antiche testimonianze storiche del comune di Monteleone d'Orvieto. Tale ritrovamento sta a significare che nella zona dove adesso sorge la frazione, vi era un abitato probabilmente rurale; a tal proposito è da tenere conto che in epoca etrusco-romana la zona era fertile, il Chiani navigabile ed a poca distanza passava l'importantissima via Cassia.

La frazione ha l'economia più florida del paese basata sulle attività commerciali, agriturismo ed artigianato.

Colle[modifica | modifica sorgente]

Provenendo da Santa Maria e risalendo la SR 71, dopo il piccolo agglomerato dello Spiazzolino si incontra la frazione di Colle, suddivisa in due abitati distinti: Colle Basso e Colle Alto; a quest'ultimo si accede attraverso alcune strade comunali. Gli abitati si trovano rispettivamente a 340 ed a 352 m.s.l.m.

La probabile origine del nome deriva dalla posizione del centro abitato più antico, Colle Alto, posto su di una collinetta.

La storia della frazione è legata strettamente alle due chiese private che sono presenti nei due agglomerati che la costituiscono.

La chiesa di San Cristoforo venne costruita a Colle Alto dalla famiglia Cecchetti accanto alla loro casa; in data 4 luglio 1758, fu benedetta e consacrata ed eretta in Oratorio pubblico.

Nel campanile vi sono due campane: una piccola, dedicata all'Addolorata ed una, più grande, dedicata al patrono San Cristoforo. L'anno di fusione di quest'ultima è il 1706, 52 anni prima della consacrazione della chiesa. Gli abitanti erano soliti celebrare la festa del santo nel mese di maggio.

L'agglomerato di Colle Basso si è formato in epoca più recente.

Anche in tale luogo esiste una chiesa privata, costruita a fine Settecento, dedicata alla Madonna del Soccorso: si trova nel palazzo della famiglia Cecchini. Di essa si hanno poche notizie, perché classificata Oratorio privato; dal XX secolo assolve anche la funzione di oratorio semipubblico, contemporaneamente alla costituzione del primo nucleo di Colle Basso.

Nel piccolo campanile vi sono alcune campane, di cui due dedicate al Crocefisso ed una alla Madonna del Soccorso, fuse nel 1817 da Pietro Sini di Acquapendente.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

I principali atti adottati in materia urbanistica nel comune di Monteleone d'Orvieto sono gli strumenti programmatori generali comunali ed in particolare:

  • il Piano di fabbricazione la cui approvazione risale al 1982; è il primo atto generale di programmazione del territorio;
  • il Piano regolatore generale del 2004; ha dato una definitiva sistematizzazione alla programmazione comunale in materia urbanistica, recependo gli strumenti provinciali, quali il PTCP, le norme regionali, nazionali ed i vincoli di salvaguardia territoriale.
  • Il nuovo regolamento edilizio è in vigore dal 28 agosto del 2012

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Monteleone d'Orvieto sono presenti 151 imprese attive.[20]. Le attività prevalenti sono legate all'agricoltura (comprese le molte attività agrituristiche) come avviene anche in tutto il territorio di riferimento, l'Alto Orvietano.

In particolare le attività delle 151 imprese sono così suddivise:

  • agricoltura 40% (Nell'area di riferimento, l'Alto Orvietano, il dato è di 39,1%)
  • attività manifatturiere 8% (media dell'area 8,3%)
  • costruzioni 14% (media dell'area 16,2%)
  • commercio 23% (media dell'area 20,8%)
  • alberghi e ristoranti 5 % (media dell'area 4,9%)
  • altro 10 % (media dell'area 10,7)

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Tale attività ha ancora una grandissima importanza rappresentando il 40% delle imprese del territorio. In esse sono racchiuse molte aziende agrituristiche che sono divenute ormai un motore dello sviluppo turistico in quanto non stanno subendo la crisi che in questi ultimi anni si abbatte in tale settore.

Particolari imprese si rivolgono anche nella produzione all'ingrosso di carni di coniglio e "chianina" e dello zafferano, in quest'ultimo caso riprendendo una tradizione locale medievale.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il paese ha una particolare vocazione turistica, dato confermato dalle moltissime attività presenti in tale settore; dall'ultime rilevazioni[21] risultano in forte crescita le presenze negli agriturismi, case vacanza, bred and breakfast, che in pochi anni (2005-2007) sono passate da 5000 a 9000 su base annua.

Infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Monteleone sono presenti le seguenti strade:

  • la parte sud del suo territorio è attraversato da un pezzo della A1, il cui casello si trova a pochi chilometri nel comune di Fabro;
  • la principale arteria di comunicazione è la Strada statale 71 Umbro Casentinese Romagnola (SR 71) che attraversa tutto il territorio comunale ed i principali centri abitati;
  • è possibile che anticamente fosse attraversato dalla via Cassia.

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Parte del territorio è attraversato dalla Ferrovia Firenze-Roma, le cui stazioni si trovano a pochi chilometri a Fabro e Chiusi.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Tutto il paese è collegato con due servizi autobus:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

I sindaci di Monteleone d'Orvieto[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1864 Filidio Lemmi Sindaco [22]
1864 febbraio 1869 Lodovico Marocchi Sindaco
Inizio 1900 Domenico Mancinelli Sindaco
1900 febbraio 1920 Pier Damiano Muziarelli Sindaco
dicembre1920 maggio1921 Origene Ubaldi Sindaco
Marzo 1923 luglio1926 Enrico Marocchi PNF Podestà
luglio 1926 novembre 1928 Umberto Cricchi PNF Podestà
gennaio1930 giugno 1933 Enrico Marocchi PNF Podestà
giugno1933 dicembre1937 Ludovico Marocchi PNF Podestà
marzo 1938 febbraio 1943 Arnaldo Chiatti PNF Podestà
febbraio 1943 giugno 1944 Enrico Marocchi PNF Podestà
giugno 1944 dicembre 1944 Marco Angeli Sindaco
dicembre 1944 aprile 1946 Rodolfo Prudenzi Sindaco
aprile 1946 aprile 1965 Giuseppe Cesaroni PSIUP poi PSI Sindaco
aprile 1965 aprile 1980 Enrico Paoletti PSI Sindaco
aprile 1980 aprile 1986 Paolo Moretti PSI Sindaco
aprile 1986 aprile 1995 Piero Timitilli PCI poi PDS Sindaco
aprile 1995 giugno 2004 Aldo Sorci indipendente di sinistra Sindaco
giugno 2004 giugno 2009 Mario Pattuglia DS poi PD Sindaco
giugno 2009 attualmente in carica Mario Pattuglia PD Sindaco

I commissari prefettizi dal 1900[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
febbraio 1920 dicembre 1920 Sertorio Ceccantoni Commissario prefettizio
maggio 1921 marzo 1923 Pietro Romano Commissario prefettizio
novembre 1928 dicembre 1929 Alberto Graziani Commissario prefettizio
gennaio 1929 dicembre 1929 Attilio Baldoni Commissario prefettizio
dicembre 1937 marzo 1938 Argante Bosa Commissario prefettizio

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Organismi sovraccomunali ed aziende partecipate[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Monteleone d'Orvieto fa parte dei seguenti organismi sovraccomunali ed aziende partecipate:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzetto dello sport, nel capoluogo, con campo da tennis, calcetto, volley e basket
  • Campo di calcio, nel capoluogo
  • Campo di calcetto, nella frazione di Santa Maria
  • Campo di calcetto, nella frazione di San Lorenzo
  • Campo tennis, in terra battuta nel capoluogo

Polisportiva ed altre associazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

L'A.S. polisportiva è nata nel 1994, è molto attiva può usufruire di un palazzetto dello sport, dedicato al ricordo di "Marco Barbanera" e costruito i primi anni novanta; ha al suo interno campi da tennis, calcetto, pallavolo, basket ecc. e gestisce anche un campo di calcio esterno (intitolato a Giampiero Maresci), attualmente sede della squadra "Santa Maria Maddalena".

All'interno della moderna struttura trova posto la squadra di calcio a 5, autonoma con proprio presidente, affiliata alla F.I.G.C. e vi si svolgono anche attività di volley femminile.

Altre attività della struttura sono legate al campo da tennis coperto.

Il palazzetto unico per genere, struttura e grandezza presente nel territorio dell'Alto Orvietano.

Come già accennato esiste anche una Associazione "Santa Maria Maddalena", creata nella frazione di Santa Maria, di recente costituzione (2006), ma già conta più di 40 giocatori. È iscritta al campionato di calcio UISP.

È attivo anche il Circolo del Tennis "Ugo Uccellini” che gestisce un campo da tennis all'aperto in terra rossa battuta; l'associazione organizza ogni anno torneo estivo, corsi, affitta il campo ed organizza altre iniziative.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Bilancio demografico anno 2009 in ISTAT. URL consultato il 10-10-2009.
  4. ^ Secondo le serie storiche a disposizioni dei meteorologi che iniziano dal 1811, solo nel 1876 un vi fu un inverno similare, ma in quel caso le punte di maggiore piovosità ebbero una minore consistenza
  5. ^ Territorio sottoposto al lucumone, magistrato supremo che detiene il potere politico, militare e religioso presso gli Etruschi.
  6. ^ Oggi si trova nell'Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve dopo che nel 1977 Ferdinando Lambruschini, già arcivescovo di Perugia, diviene anche vescovo di Città della Pieve, unendo così in persona episcopi le due sedi.
  7. ^ In diverse parti d'Italia il decreto del Sant'€Uffizio viene reso pubblico attraverso la stampa e l'affissione di manifesti (vedi Scomunica ai comunisti)
  8. ^ Se il passaggio di Monteleone ai Montemarte in quel periodo è un fatto certo, della vicenda vi sono discordanti versioni, quella appena prospettata è solo l'ipotesi più attendibile, ma dai documenti si ricavano almeno quattro tesi alternative su come avviene effettivamente l'acquisizione:
    • Ugolino acquista nel gennaio 1369 i castelli dall'Imperatore Carlo di Boemia e nel 1375 ne acquista i diritti anche dal Signore di Chiusi (perché questa seconda acquisizione ?)
    • Guglielmo di Beaufort, sempre nel gennaio 1369, muove lite sopra i castelli di Monteleone e Montegabbione e li vende ad Ugolino di Montemarte; la tesi è sostenuta da Filippo Antonio Gualterio.
    • Nel 1370 Monteleone, insieme al castello di Montegabbione, viene donato dall'Imperatore a Guglielmo di Beaufort che usa il castello nella sua guerra contro Orvieto; nel 1373 Monteleone passa ad Orvieto ed è affidato ad Ugolino che però non può entrarvi perché contrastato dai Bulgarelli conti di Marsciano.
    • Nel 1373 il Visconte di Turenna (Lorena) conquista Monteleone appartenente a Chiusi; l'anno successivo lo vende ai Montemarte ai quali lo riprende nel 1377; infatti come ricorda il Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni del 1848
    « MONTE LEONE. Surse il paese verso il 1052, e nel 1373 il visconte di Lorena lo prese a forza, supponendolo appartenente al Chiusino, e nel 1374 lo vendè alla famiglia Montemarte, alla quale lo riprese nel 1377. Ha territorio in colle e piano: il paese ha molti fabbricati, circondati di mura, e la collegiata de' ss. Pietro e Paolo apostoli. »
    ("Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni" compilato dal cavaliere Gaetano Moroni Romano secondo Aiutante di Camera di Sua Santità Pio IX - Vol. XLIX, in Venezia dalla tipografia emiliana 1848)
  9. ^ I lavori terminarono prima per mancanza di fondi: i problemi dei comuni sono sempre gli stessi
  10. ^ Anticamente Piazza della cisterna
  11. ^ Patriota e Primo sindaco del paese dal 1860
  12. ^ Così chiamata perché è la parte della vallata appartenente allo stato Pontificio, per distinguerla dalla Valdichiana Senese ed Aretina appartenente al Granducato di Toscana
  13. ^ Istituzione di beneficenza che gestiva un presidio di pronto soccorso
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Vedere a tal proposito: www.monteleoneonline.com
  16. ^ Tale patrimonio popolare folkloristico di sorprendente ricchezza merita di essere salvaguardato dall'oblio del tempo anche perché la memoria popolare va lentamente perdendosi e non solo nel ricordo delle giovani generazioni
  17. ^ Troppo spesso le nuove tradizioni non sono legate ai territori ma solo a moderne esigenze consumistiche
  18. ^ Si rifiuta ad esempio di far sfilare prima delle insegne religiose le insegne del regime durante i funerali dei combattenti la prima guerra mondiale, cosa che gli valse più di una purga.
  19. ^ Il cappellano di Monteleone 1998
  20. ^ Fonte Unioncamere anno 2007
  21. ^ Fonte APTO (azienda promozione turistica dell'orvietano)
  22. ^ Quando, la notte del 9 settembre 1860 il paese viene liberato ed annesso al Regno d'Italia, del comportamento di Filidio Lemmi questo ci racconta il Forti:
    « A Monteleone a mezzanotte del 9 (settembre 1860) entrò una colonna d'insorti in trionfo proveniente da Città della Pieve. Il paese era in festa, e sventolava la bandiera di Savoja. Filidio Lemmi, primo proprietario del paese era a capo del movimento. »

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]