Montecalvello

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Montecalvello è un piccolo borgo che dista circa 5Km da Grotte Santo Stefano ed è caratterizzato dalla presenza di un castello di medie dimensioni ma di grande bellezza.

[[1]]==Il castello== Il castello di Montecalvello pur essendo di proprietà privata, può essere liberamente visitato al suo esterno, infatti entrando dalla porta delle mura, si può passare sotto un a breve galleria che porta fino al sacrato della piccola chiesa che è rimasta quasi intatta, salendo ancora verso sinistra, si arriva al piccolo cortile davanti all'ingresso del castello, dove al centro è situata una fontana, al lato ci sono delle piccole case che costituivano la corte e di fronte, uan spece di terrazza dalla quale si può vedere l'intera macchia di Piantorena, al centro della quale si riesce ad intravedere la piccola chiesa del S.S. Salvatore ed i ruderi del piccolo convento antistante.

In passato, è stato periodicamente aperto al pubblico e chi ha avuto la fortuna di poterlo visitare è rimasto incantato dalla sua bellezza.

A poche centinaia di metri, prima di arrivare al castello, a destra della Provinciale si puo vedere la piccola chiesa rurale di San Rocco formata da due parti, quella posteriore risalente al quattrocento e quella anteriore al seicento. Dall'esterno, non desta particolare interesse ma all'interno custodisce antichi affreschi particolarmente interessanti.

Tra gli affreschi presenti, sono rappresentati diversi Santi tra i quali, San Rocco, la Madonna della melagrana con il Bambino e Santa Rosa da Viterbo.

Sempre all'interno, su una delle pareti, ci sono alcuni graffiti fatti dai pellegrini che erano di passggio per andare a Roma via Tevere ed altri che invece ci tramandano la cronaca di un tentativo di attacco al castello avvenuto nel 1528 che i Monaldeschi firmano con il loro simbolo come avvertimento a chi avesse tentato di ripetere l'attacco.

Nel graffito infatti viene riportato che al tentativo di attacco al castello di Montecalvello, dopo una dura battaglia, i sopravvissuti si nascosero in alcune grotte circostanti per finire la fuga verso Viterbo, quando fu buio e lasciarono morti sul campo 15 dei loro compagni.

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