Monopolio di Stato

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Il monopolio di Stato o pubblico è un tipo di mercato in cui il solo produttore (o fornitore) di un determinato bene o servizio è lo Stato. Esso impedisce tramite leggi l'entrata nel mercato da parte di soggetti privati.

Tre sono i motivi principali per cui lo stato attua questo tipo di mercato:

  • Lo Stato si fa carico di fornire un determinato bene o un determinato servizio in un settore essenziale per il cittadino nel quale le aziende private non hanno nessuna possibilità di guadagno.
  • Lo Stato si fa carico di fornire un determinato bene o un determinato servizio in un settore essenziale per il cittadino nel quale le imprese potrebbero creare forti speculazioni.
  • Lo Stato impone il monopolio su un bene di largo consumo per aumentare il suo gettito fiscale. Per esempio per molti anni in Italia sale e tabacchi.

Il prezzo del bene o del servizio può modificarsi, da cittadino a cittadino, in base a criteri di sussidiarietà per le persone meno abbienti, quindi con prezzi differenti in base al reddito ovvero può costituire un prezzo calmierato uguale per tutti.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Un tipico monopolio di stato in Italia è quello sui tabacchi, vigente fin dal 1862. Notevole anche il caso dell'Uruguay, divenuto nel dicembre 2013 il primo Stato al mondo a legalizzare la coltivazione e la vendita di marijuana rendendola monopolio di Stato[1]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

"Il Mondo Del Diritto e dell'Economia" Tramontana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Uruguay è il primo Stato al mondo a legalizzare coltivazione e vendita di marijuana