Monetazione tetrarchica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Follis
Dio coin3.jpg
DIOCLETIANUS AUGUSTUS. Testa laureata volta a destra.

Per monetazione tetrarchica oppure monetazione della Tetrarchia si intende l'insieme delle monete emesse dalle zecche romane durante il periodo tetrarchico, dal momento dell'assunzione al trono di Diocleziano (284) alla fine della guerra civile che vide in Costantino I l'unico vincitore e regnante (324).

Indice

Zecche tetrarchiche[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma monetaria di Diocleziano, Tetrarchia e zecche romane.

La riforma monetaria di Diocleziano, iniziata nel 294, vide la creazione di una nuova serie di zecche imperiali dopo quelle sorte durante il precedente periodo dell'anarchia militare. Erano distribuite nelle diverse province, ad eccezione della Hispania (le principali): ad Alessandria, Antiochia, Aquileia, Cartagine, Londinium, Mediolanum, Nicomedia, Sirmium e Tessalonica.

Con l'introduzione del sistema tetrarchico di Diocleziano, le "capitali" imperiali furono almeno quadruplicate (o forse più) a partire dal 293, portando così le stesse zecche a moltiplicarsi: Diocleziano, scelse Nicomedia (oltre ad Antiochia durante il periodo delle campagne contro i Sasanidi del 293-298[1]); Massimiano, l'altro Augusto preferì averne due, con Mediolanum[2] e Aquileia (utilizzata sia come porto fluviale-marittimo, sia come base militare, vista la sua vicinanza al limes dei Claustra Alpium Iuliarum);[3] i due Cesari, Costanzo Cloro e Galerio, scelsero rispettivamente Augusta Treverorum e Sirmium. In seguito il primo utilizzò come seconda capitale Londinium, mentre il secondo (a partire dal 298/299), Tessalonica sul mare Egeo. In sostanza nel secondo periodo tetrarchico, i due Augusti ed i due Cesari cominciarono ad utilizzare almeno due sedi imperiali ciascuno: Massimiano, Mediolanum ed Aquileia, mentre Costanzo Cloro, Augusta Treverorum e Londinium (dopo il 296) in Occidente; Nicomedia ed Antiochia per Diocleziano, mentre Galerio utilizzò Sirmium (insieme a Felix Romuliana) e Thessalonica, in Oriente.

Storia e tematiche principali per periodo[modifica]

Titolatura imperiale di Diocleziano Numero di volte Datazione evento
Tribunicia potestas 20 anni consecutivi: dal 20 novembre del 284[4] al 1 maggio del 305.
Consolato 10 volte: nel 284 (I), 285 (II), 287 (III), 290 (IV), 293 (V), 296 (VI), 299 (VII), 303 (VIII), 304 (IX) e 308 (X).
Salutatio imperatoria 21 volte:[4] la prima nel 284, poi nel 285[5] (2° e 3°), 286 (4°), 287[6] (5º e 6º), 288[7] (7°), 289 (8°), 293[8] (9°), 294[9] (10°), 295 (11°), 297[10][11] (12° e 13°), 298;[10][11] (14°-19°), 300[12] (20°) e 301[13] (21°).
Titoli vittoriosi Adiabenicus nel 298;[10][11] Armeniacus Maximus nel 298;[10][11] Britannicus Maximus nel 297/298;[11] Carpicus Maximus nel 297;[10] Germanicus Maximus nel 285,[5] due volte nel 287,[6] nel 288,[7] nel 293 e nel 301;[13] Gothicus Maximus nel 298;[14] Medicus Maximus nel 298;[10][11] Parthicus Maximus nel 298;[11][15] Persicus Maximus nel 295 e 298;[11][16][17] Restitutor orbis e Conservator orbis nel 286 e 293;[8][18] Sarmaticus Maximus[11][17][19][16] nel 285, 289, 294[9] e nel 300;[12][4]
Altri titoli Augustus (nel 284[4]), Pater Patriae (nel 284[4]), Iovius (nel 286[4]) e Pontifex Maximus (nel 284[4]).

Monetazione della diarchia (285 - 293)[modifica]

Con la morte dell'imperatore Numeriano nel novembre del 284 (a cui il padre Caro aveva affidato l'Oriente romano), ed il successivo rifiuto delle truppe orientali di riconoscere in Carino (il primogenito di Caro), il naturale successore, fu elevato alla porpora imperiale un validissimo generale di nome Diocleziano.

La guerra civile che ne scaturì inevitabilmente vide, in un primo momento, la vittoria di Carino sulle armate pannoniche dell'usurpatore, Giuliano, ed in seguito la sconfitta delle sue armate e morte (a causa di una congiura dei suoi stessi generali), sul fiume Margus nei pressi dell'antica città e fortezza legionaria di Singidunum ad opera di Diocleziano (primavera del 285).[20]

Ottenuto il potere, Diocleziano nominò nel novembre del 285 come suo vice in qualità di cesare, un valente ufficiale di nome Marco Aurelio Valerio Massimiano, che pochi mesi più tardi elevò al rango di augusto il 1º aprile del 286 (chiamato ora Nobilissimus et frater),[21] formando così una diarchia in cui i due imperatori si dividevano su base geografica il governo dell'impero e la responsabilità della difesa delle frontiere e della lotta contro gli usurpatori.[22]

Diocleziano, che si considerava sotto la protezione di Giove (Iovio), mentre Massimiano era sotto la protezione "semplicemente" di Ercole (Erculio, figlio di Giove), manteneva però la supremazia.[23] Tale sistema, concepito da un soldato come Diocleziano, non poteva che essere estremamente gerarchizzato.[24]

La diarchia di Diocleziano e Massimiano (285-293)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
DIOCLETIAN-RIC V 222-773424.jpg Antoniniano IMP CC VAL DIOCLETIANUS PF AVG, testa radiata di Diocleziano e busto con drappeggio e corazza verso destra. IOVI CONSERVAT, Giove in piedi di fronte, la testa verso sinistra diene un fulmine ed uno scettro; VI (oficina) XXI T. 285 21 mm, 3.84 g, 11 h (zecca di Ticinum, sesta officina) Cfr. RIC V 222.
aureo IMP C M AVR VAL MAXIMIANVS AUG, testa laureata e busto con corazza verso destra. IOVI CO-NSER-VAT AUGG(ustorum), Giove in piedi verso sinistra, tiene un fulmine ed uno scettro. 286 5.11 gm (zecca di Roma) Cfr. RIC V 492 var. (retro con legenda); Depeyrot 2B/3 var. (idem); Cohen 348 var. (idem).
DIOCLETIANUS-RIC VI 299-77000989.jpg aureo IMP C C VAL DIOCLETIANVS P F AUG, testa laureata e busto con corazza verso destra. IOVI CONSE-RVATORI ORBIS, Giove in piedi verso sinistra, tiene la Vittoria su un globo nella mano destra; uno scettro nella sinistra. 286/287 4.49 gr, 6 h (zecca di Cizico) Cfr. RIC VI 299; Depeyrot 2/3; Calicó 4524.
MAXIMIANUS RIC V 558-837708.jpg Antoniniano IMP C M AUR VAL MAXIMIANUS PF AVG, testa radiata di Massimiano e busto con drappeggio e corazza verso destra. IOVI CONS-ERVAT, Giove in piedi di fronte, la testa verso sinistra, tiene un fulmine ed uno scettro; T(ertia oficina) XXI T. 287 22 mm, 3.80 gr, 5 h (zecca di Ticinum, terza officina) RIC V 558.
aureo DIOCLETIANVS AVGVSTVS, testa laureata verso destra. COS IIII, Diocleziano a cavallo, avanza verso destra, tiene la mano destra alzata in segno di saluto. 290 5.40 gr, 6 h (zecca di Cizico) Cfr. RIC V 288; Lukanc 4; Depeyrot 9/1; Calicó 4446; Cohen 55.
Diocletianus.jpg antoniniano IMP DIOCLETIANVS SP AVGVSTVS, testa radiata, busto con drappeggio e corazza verso destra. CONCORDIA MILITUM, L'iimperatore Diocleziano in piedi verso destra, tiene uno scettro e riceve la Vittoria su un globo da Giove rivolto verso sinistra che tiene uno scettro; in esergo Δ ·XXI. 291 20 mm, 3.40 gr, 5h (zecca di Eraclea Sintica) Cfr. RIC V 284.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della prima tetrarchia (293 - 1 maggio 305)[modifica]

Nel 293 Diocleziano procedette a una divisione funzionale e territoriale dell'intero impero in quattro parti, al fine di facilitare le operazioni militari.[25] Nominò così come suo cesare per l'oriente Galerio e Massimiano fece lo stesso con Costanzo Cloro per l'occidente. Questo evento fu celebrato anche dalla monetazione dell'anno con un multiplo di ben 10 aurei (gr.54,30 e diam. di 37 mm).[26] L'impero fu così diviso in quattro macro-aree:

Il sistema si rivelò efficace per la stabilità dell'impero e rese possibile agli augusti di celebrare i vicennalia, ossia i vent'anni di regno, come non era più successo dai tempi di Antonino Pio. Restava da mettere alla prova il meccanismo della successione: il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono.

Primo periodo tetrarchico (294-305)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
CONSTANTIUS I-RIC VI 110a-87001141.jpg argenteo CONSTAN-TIVS NOB CAES, testa di Costanzo Cloro laureata verso destra; VIRTVS MILITVM, i quattro tetrarchi che effettuano dei sacrifici sopra un tripode davanti ad una città con sei torri; "C" in esergo. 294 19 mm, 3.29 g, 12 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC RIC VI 110a; Schulten Em. 3 (type not illustrated); Jeločnik 95, pl. XII, 9; RSC 312b.
Argenteus-Constantius I-antioch RIC 033a.jpg argenteo CONSTANTIUS CAESAR, testa laureata e busto con corazza. VICTORIAE SARMATICAE, i 4 tetrarchi effettuano un sacrificio beneaugurante all'interno di 4 mura, *-Γ ai lati, ANT in esergo. 294/295 3.36 gm RIC VI 33a; RSC 291b.
Maximianus Argenteus 295 1460190.jpg argenteo MAXIMIA-NUS AUG, testa laureata e busto verso destra. VICTORI-A SARMAT(ica), i tetrarchi che compiono un sacrificio davanti alla porta di un accampamento con sei torri. 295 19 mm, 3.40 gr (Zecca di Ticinum) Cfr. RIC VI 16b; Jelocnik 37; RSC 548d.
Diocletianus Argenteus 295 102176.jpg argenteo DIOCLETIA-NUS AUG, testa laureata e busto verso destra. VICTORI-A SARMAT(ica), i tetrarchi che compiono un sacrificio davanti alla porta di un accampamento con sei torri; B in esergo. 295/297 20 mm, 2.97 gr (zecca di Roma) Cfr. RIC VI 37a; Jelocnik 55 var.; RSC 488g.
Galerius Argenteus 295 859322.jpg argenteo MAXIMIANVS CAES AUG (Galerio), testa laureata e busto verso destra. VICTORI-A SARMAT(ica), i tetrarchi che compiono un sacrificio davanti alla porta di un accampamento con sei torri; Γ in esergo. 295/297 18 mm, 3.33 gr, 11 h (zecca di Roma, 3° officina) Cfr. RIC VI 39; Jelocnik 84b; RSC 208†d.
MAXIMIANUS RIC VI 23b-151978.jpg Æ Follis IMP MAXIMIANUS P F AVG, busto di Massimiano rivolto verso destra laureato. GENIO POPV-LI ROMANI, Il Genio del popolo romano verso sinistra, tiene in mano una patera ed una cornucopia; in esergo AQ P(rima). 296 28 mm, 12.97 gr; prima officina. RIC VI 23b; Paolucci 32.
DIOCLETIANUS RIC VI 22-82001062.jpg aureo DIOCLETIA-NUS AUGUSTUS, testa laureata e busto verso destra. Diocleziano in piedi verso sinistra, tiene un globo ed uno scettro; una stella sulla sinistra; stella a sinistra e SMAΣ in esergo. 296/297 5.30 g, 6h Cfr. RIC VI 22 (CONSVL VII); Lukanc -; Depeyrot -; cf. Calicó 4440.
CONSTANTIUS I-RIC VI 213a-733696 AugTreverorum.jpg Æ Follis CONSTANTIVS NOB CAES, testa di Costanzo Cloro laureata verso destra; GENIO POPV-LI ROMANI, il Genio in piedi verso sinistra, tiene una patera ed una cornucopia; A-G ai lati, TR in esergo. 296/297 9.51 gr; zecca di Augusta Treverorum. RIC RIC VI 213a.
MAXIMIANUS-RIC VI 181b-732304.jpg Æ Follis IMP IMP MAXIMIANVS P AUG, testa di Massimiano laureata verso destra; GENIO POPV-LI ROMANI, il Genio in piedi verso sinistra, tiene una patera ed una cornucopia; A-G ai lati, TR in esergo. 296/297 10.91 gr; zecca di Augusta Treverorum. RIC RIC VI 181b.
Dioclezianofollis.jpg Æ Follis IMP C DIOCLETIANVS PF AVG, testa laureata e busto verso destra. GENIO POPVLI ROMANI, il Genio tiene una patera ed una cornucopia; una stella a sei raggi a sinistra e STO in esergo. 296/297 27 mm, 11.36 gr, 7 h (zecca di Ticinum) Cfr. RIC VI 31a.
CONSTANTIUS I RIC VI 32a-2600530.jpg Æ Follis CONSTANTIUS NOB(ilis) CAES(ar), busto di Diocleziano rivolto verso destra laureato. SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; sul lato sinistro II; in esergo AQ Γ. 301 27 mm, 11.17 gr, 6 h; terza officina. RIC VI 32a.
Galerius - RIC VI 12b - 155985.jpg argenteo MAXIMIA-NVS NOB(ilis) Caesar, testa laureata verso destra. VIRTV-S MI-LITVM, campo con 4 torri; porta aperta; T S•G in esergo. 302 20mm, 3.37 gm, 6h. RIC Galerius, VI 12b; Pink, Silberprägung, pg. 29; Hunter 42; RSC 227. EF. Rara.
MAXIMIANUS RIC VI 35b-2600528.jpg Æ Follis IMP MAXIMIANUS P F AVG, busto di Massimiano rivolto verso destra laureato. SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; ai lati * - VI; in esergo AQ S(ecunda). 302-303 26 mm, 9.44 gr, 6h; seconda officina. RIC VI 35b.
DIOCLETIANUS RIC VI 37a-2320318.jpg Æ Follis IMP DIOCLETIANUS P F AVG, busto di Diocleziano rivolto verso destra laureato. SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; ai lati * - III; in esergo AQ S(ecunda). 303 27 mm, 9.04 gr, 6 h; seconda officina. RIC VI 37a.
MAXIMIANUS-RIC VI 55b-866179.jpg Æ Follis IMP C MAXIAMIANUS PF AVG, testa laureata e busto verso destra. FIDES MILITUM, la Fede seduta sul trono, tiene delle insegne in ogni mano; T(ertia) T in esergo. 305 27 mm, 11.40 gr, 7 h (zecca di Ticinum) RIC VI 55b.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della seconda tetrarchia (1 maggio 305 - 25 luglio 306)[modifica]

Il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono (ritirandosi il primo a Spalato ed il secondo in Lucania).[27] La seconda tetrarchia prevedeva che i loro rispettivi due cesari diventassero augusti (Galerio per l'oriente e Costanzo Cloro per l'occidente[28][29]), provvedendo questi ultimi a nominare a loro volta i propri successori designati (i nuovi cesari): Galerio scelse Massimino Daia e Costanzo Cloro scelse Flavio Valerio Severo.[29] Sembra però che poco dopo, lo stesso Costanzo Cloro, rinunciò a parte dei suoi territori (Italia e Africa)[28] a vantaggio dello stesso Galerio, il quale si trovò a dover gestire due cesari: Massimino Daia a cui aveva affidato l'Oriente,[29] Flavio Valerio Severo a cui rimase l'Italia (e forse l'Africa),[29] mentre tenne per se stesso l'Illirico.[30] Il sistema rimase invariato fino alla morte di Costanzo Cloro avvenuta ad Eburacum il 25 luglio del 306.[28][31]

Secondo periodo tetrarchico (305-306)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
GALERIUS RIC VI 66b-2300426.jpg Æ Follis IMP MAXIMIANUS (si intende in questo caso: Gaio Galerio Valerio Massimiano) P F AVG, busto di Galerio rivolto verso sinistra laureato, con elmo e corazza. Tiene la lancia o uno scettro sulla spalla destra, scudo al braccio. VIRTUS AVGG ET CAESS NOSTR, l'Imperatore Galerio, scudo al braccio sinistro, a cavallo verso destra; trafigge un nemico a terra, mentre un secondo nemico e sdraiato a terra; in esergo AQ P(rima). 305-306 28 mm, 8.64 gr, 6 h; prima officina. RIC VI 66b.
Follis-Flavius Valerius Severus-trier RIC 650a.jpg Æ Follis FL VAL SEVERVS NOBIL C(aesar), busto di Flavio Valerio Severo rivolto verso sinistra laureato, busto con corazza. GENIO POPV-LI ROMANI, il Genio in piedi verso sinistra tiene una patera ed un cornucopia; ai lati S-F, in esergo P(rima) TR. 305-307 8.04 gr; prima officina della zecca di Augusta Treverorum. RIC VI 650a.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della terza tetrarchia (25 luglio 306 - 11 novembre 308)[modifica]

Con la morte di Costanzo Cloro (25 luglio del 306[28][31]), il sistema andò in crisi: il figlio illegittimo dell'imperatore defunto, Costantino venne proclamato cesare[30][31] dalle truppe in competizione con il legittimo erede, Severo. Qualche mese più tardi, Massenzio, figlio del vecchio augusto Massimiano Erculio, si fece acclamare, grazie all'appoggio di ufficiali come Marcelliano, Marcello, Luciano[32] e dai pretoriani, ripristinando il principio dinastico.

Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio e inviò a Roma, Severo (che si trovava a Mediolanum[33]) con un esercito, allo scopo di deporlo. Poiché, però, gran parte dei soldati di Severo avevano servito sotto Massimiano, dopo aver accettato denaro da Massenzio disertarono in massa.[33] Severo fuggì a Ravenna,[33] dove fu assediato dal padre di Massenzio, Massimiano. La città era molto ben fortificata, cosicché Massimiano offrì delle condizioni per la resa che Severo accettò: fu preso da Massimiano e ucciso.[30][34][35][36]

Solo l'11 novembre 308 si tenne a Carnuntum, sull'alto Danubio, un incontro cui parteciparono Galerio, che lo organizzò, Massimiano e Diocleziano, richiamato da Galerio. In questa occasione venne riorganizzata una quarta tetrarchia: Massimiano fu obbligato ad abdicare, mentre Costantino fu nuovamente degradato a cesare, mentre Licinio, un leale commilitone di Galerio, fu nominato augusto d'Occidente.[37][38]

Terzo periodo tetrarchico (306-308)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
SEVERUS II RIC VI 76b-2590375.jpg Æ Follis IMP C SEVERUS PF AUG, busto di Flavio Valerio Severo rivolto verso destra laureato. FIDE MILITUM AUGG ET CAESS NN, la Fides in piedi di fronte, il viso verso sinistra, tiene in entrambe le mani due vexilla militari; in esergo AQ S(secunda). 306-307 27 mm, 11.78 gr, 6h; seconda officina. RIC VI 76b.
MAXENTIUS RIC VI 113-2510356.jpg Æ Follis IMP MAXENTIVS P F AVG CONS II, testa laureata verso destra di Massenzio, busto con mantello che tiene uno scettro con aquila. CONSERV VRB SVAE, Roma seduta di fronte su uno scudo, la testa girata verso sinistra, in un tempio esastilo, tiene un globo ed uno scettro di fronte all'imperatore Massenzio, ai loro piedi un prigioniero; in esergo AQ Γ. 307 24 mm, 5.71 gr, 6 h; terza officina della zecca di Aquileia. RIC VI 113.
Constantinus I Æ Follis 161226.jpg Æ Follis IMP CONSTANTINVS P F AVG, testa laureata verso destra e busto con corazza. MARTI PATRI PROPVGNATORI (che combatte o che difende i confini imperiali), Marte che avanza verso destra e tiene in mano una lancia ed uno scudo; ai lati T F e in esergo P TR. 307-308 (vengono celebrati i primi successi in Gallia contro i Germani e l'avvenuta difesa del limes renano). 25 mm, 6.52 gr, 5 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VI 776.
MAXENTIUS-RIC VI 95-2380604.jpg Æ Follis MAXENTIVS P F AVG, testa laureata verso destra, busto con mantello. CONSERV VRB SVAE, Roma seduta di fronte, la testa girata verso sinistra, in un tempio esastilo, tiene un globo ed uno scettro; in esergo T T(ertia). 307/308 25 mm, 6.22 gr, 7 h; terza officina della zecca di Ticinum. RIC VI 95.
Constantinus I Æ Follis 161227.jpg Æ Follis IMP CONSTANTINVS P F AVG, testa laureata verso destra e busto con corazza e drappeggio. MARTI PATRI CONSERVATORI (che conserva i confini imperiali), Marte in piedi rivolto verso destra, che tiene in mano una lancia ed uno scudo; ai lati S A e sotto P TR. 307-308 (vengono celebrati i primi successi in Gallia contro i Germani e l'avvenuta difesa del limes renano). 26 mm, 6.72 gr, 5 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VI 774.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della quarta tetrarchia (11 novembre 308 - 5 maggio 311)[modifica]

Il quarto periodo tetrarchico, iniziato l'11 novembre del 308, terminò il 5 maggio del 311 quando Galerio morì e Massimino Daia si impadronì dell'Oriente, lasciando a Licinio il solo Illirico.[39] L'Italia, comprese le sue zecche rimasero nelle mani dell'usurpatore Massenzio, figlio di Massimiano.

Quarto periodo tetrarchico (308-311)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
Galerius - RIC VI 37a - 156835.jpg follis di bronzo GAL(lerius) • MAXIMINVS P F AVG(ustus), testa laureata verso destra. VIRTVTI E-XERCITVS, Marte che avanza verso destra, tiene un trofeo in mano ed una lancia; *-B (2° officina) ai lati e •SM•TS in esergo. 308-310 26mm, 6.22 gm, 5h; 2° officina. RIC Galerius, VI 37a. EF, patina marrone scura.
MAXENTIUS RIC VI 125-733706.jpg Æ Follis IMP MAXENTIVS P F AVG CONS II, testa laureata verso destra, busto con mantello che tiene uno scettro con aquila. CONSERV VRB SVAE, Roma seduta di fronte, la testa girata verso sinistra, in un tempio esastilo, tiene un globo ed uno scettro; in esergo AQ S(secunda). 309 5.69 gr; seconda officina. RIC VI 125.
Follis-Maxentius-s3776.jpg Æ Follis IMP C MAXENTIVS P F AVG, testa laureata verso destr. AETERNITAS AUGN; i Dioscuri in piedi di fronte tra loro, i loro cavalli al centro, in esergo MOSTQ. 309/312 6.41 gr (zecca di Ostia). RIC VI 35.
Constantine I- RIC VI 890-886182 AugTrever.jpg Æ Follis IMP CONSTANTINVS AVG, testa laureata verso destra e busto con corazza. SOLI INVICTO COMITI, testa del Sole Invitto verso destra con la corona radiata. 310-313 23 mm, 4.86 gr, 12 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VI 890.
Galerius.jpg follis di bronzo DIVO MAXIMIANUS, testa verso destra. MEM (=memoria) DIVI Massimiano, con rappresentato il mausoleo di Tessalonica, con in cima un'aquila; G a lato sulla destra ed SMTS in esergo. 311 4.87 g, 23.6 mm. RIC Galerius, VI 48.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della quinta tetrarchia (5 maggio 311 - agosto 313)[modifica]

Ora l'impero romano era nuovamente diviso in quattro parti: Massimino Daia e Licinio in Oriente, Costantino e Massenzio in Occidente. Si trattava della "quinta tetrarchia". In realtà poco dopo Massimino, Costantino e Licinio si coalizzarono per eliminare il primo dei quattro augusti: Massenzio che possedeva ora Italia ed Africa.[40] Così nel 312, Costantino, riunito un grande esercito, mosse alla volta dell'Italia attraverso le Alpi,[41] fino a scontrarsi con l'esercito di Massenzio nella decisiva battaglia di Ponte Milvio,[38] il 28 ottobre del 312.[42] Massenzio fu sconfitto ed ucciso.[43] Con la morte di Massenzio, tutta l'Italia passò sotto il controllo di Costantino.[44] Poi nel febbraio del 313, Licinio e Costantino si incontrarono a Mediolanum, dove i due strinsero un'alleanza (rafforzata dal matrimonio di Licinio con la sorella di Costantino, Flavia Giulia Costanza),[45][46][47][48][49][50][51] che prevedeva di eliminare il terzo imperatore, Massimino Daia. Licinio lo affrontò e sconfisse nella battaglia di Tzirallum il 30 aprile di quest'anno.[52] Massimino Daia, morì pochi dopo (agosto).[38][53] Restavano ora solo due augusti: Costantino per l'Occidente e Licinio per l'Oriente.[54]

Quinto periodo tetrarchico (311-313)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
aureo LICINIVS AVGVSTVS, testa laureata verso destra. IOVI CONSER-VATORI AVGG(orum), Giove con un fulmine e uno scettro, un'aquila con una corona ai suoi piedi; (2° officina) una M sul lato destro, •SM•TS in esergo. 311-313 5.57 g, 12h; 2° officina di Tessalonica. RIC Licinius, VII.
Maximinus2.jpg Æ Follis IMP C GAL VAL MAXIMINUS PF AUG, testa laureata verso destra. IOVI CONS-ERVATORI, Giove in piedi verso sinistra, tiene una lancia appoggiata a terra nella sinistra e nella destra una Vittoria; a sinistra una stella, a destra H, in esergo ANT. 312 (21 mm, 4.61 gr, 12 h; zecca di Antiochia (8° officina). RIC IV.
CONSTANTINUS I-RIC VI 124a-825338.jpg Æ Follis CONSTANTINVS PF AVG, testa laureata e busto con corazza verso destra. MARS CON-SERVATORI, il dio Marte della guerra in piedi verso destra, tiene uno scudo ed una lancia riversa; T(ertia oficina) T(icinensis) in esergo. 312/313 20 mm, 3.47 gR, 6 h (zecca di Ticinum, terza officina) RIC VI 124a.
CONSTANTINUS I RIC 139-123324.jpg Æ Follis CONSTANTINUS PF AVG, testa laureata verso destra e busto con corazza. MARTI CON-SERVATORI, Marte in piedi verso destra, tiene una lancia ed uno scudo appoggiato a terra; in esergo AQ P(rima). ottobre 312 - inizi 313 (celebra la vittoria di ponte Milvio) 22 mm, 5.02 gr; prima officina. RIC VI 139.
CONSTANTINE I-RIC VI 823-612074.jpg Aureo CONSTAN-TINUS AUG AVG, testa laureata verso destra. [...] ROMANORUM, Alemannia seduta sopra ad un trofeo; ALEMANNIA in esergo. 312-313 4.63 gr; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VI 823; Depeyrot 18/2; Alföldi 19.
MAXIMINUS II-RIC VI 77-251201.jpg solido IMP C GAL VAL MAXIMINVS P(ius) F(elix) AVG, testa laureata di Massimino Daia verso destra; HERCVLI VICTORI, Ercole con testa laureata, in peidi di fronte, la testa verso destra, tiene una mazza ed una pelle di leone sopra il suo braccio; B / SMHT in esergo. 313 (moneta che sembra celebrare qualche vittoria, forse quella su Armeni e Persiani sasanidi, prima dello scontro decidsivo tra Massimino Daia e Licinio); 21 mm, 5.47 gr (zecca di Heracela Sintica); RIC VI 77.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della diarchia Costantino-Licinio (agosto 313 - dicembre 324)[modifica]

Per undici anni l'Impero romano fu retto da Costantino e Licinio, più tardi affiancati dai loro rispettivi figli, nominati Cesari. A partire, infatti, dal 317, dopo un primo scontro armato avvenuto presso Mardia,[55] i due Augusti scesero a patti, firmando una tregua (1º marzo 317). Licino dovette cedere a Costantino l'Illirico.[56] In cambio Licinio ottenne la possibilità di governare autonomamente la sua parte di Impero. Erano sorti così due regni "separati" ed indipendenti, ben lontani dal progetto tetrarchico di Diocleziano, che prevedeva una "unità" imperiale.[57] Con la fine delle ostilità i due Augusti elevarono a Cesari i loro stessi figli (Serdica il 1º marzo del 317): Crispo (a cui fu affidata la Gallia) e Costantino II per Costantino, mentre Valerio Liciniano Licinio per Licinio.[58][57][59][60]

Lo scontro finale avvenne pochi anni più tardi, quando nel 323, un'orda di Goti, che avevano deciso di attraversare l'Istro, tentarono di devastare i territori romani della Mesia inferiore e della Tracia.[61] Costantino, informato di ciò,[62] marciò contro di loro, penetrando però nei territori all'altro augusto Licinio e ricevendo tutta una serie di proteste ufficiali da parte dello stesso, che sfociarono nella fase finale della guerra civile tra i due.[63] Nel 324 si ebbero una serie di scontri tutti favorevoli a Costantino (ad Adrianopoli,[64] Bisanzio, nell'Ellesponto,[65] e Crisopoli[66]) che portarono Licinio, ora assediato ora a Nicomedia, a consegnarsi al suo rivale, il quale lo mandò in esilio come privato cittadino a Tessalonica[67] (messo a morte l'anno successivo[67][68]). Costantino era ora l'unico padrone del mondo romano.[69][70][71][72][73][74][75][76] Per questo motivo la monetazione degli anni successivi ne celebrò la sua unità con la scritta "Restitutor Orbis".[77]

Diarchia Costantino-Licinio (313-324)
Immagine Valore Dritto Rovescio Datazione Peso; diametro Catalogazione
CONSTANTINE I RIC VII 1-2120362.jpg Æ Follis IMP CONSTANTINUS PF AVG, testa laureata verso destra. SOLI INV-I-CTO COMITI, il Sole Invitto in piedi verso sinistra, la mano destra levata, tiene un globo nella sinistra; in esergo AQ S(ecunda). 316/317 20 mm, 3.73 g, 5 h; seconda officina. RIC VII 1.
LICINIUS I SOLIDUS - 83000381.jpg solido d'oro LICINIVS AVGVSTVS, testa laureata verso sinistra con corazza; IOVI CONS LICINI AVG, Giove Ottimo Massimo sul trono verso sinistra, alla base la scritta SIC X / SIC XX, con una Vittoria in piedi verso destra su un globo nella mano destra ed uno scettro nella sinistra; ai piedi un'aquila in piedi verso sinistra, il capo verso destra, con le ali chiuse, tiene una corona nel becco; SMNΓ in esergo. 317/318 5.34 gr, 12 h (zecca di Nicomedia, terza officina); RIC Licinius, VII 20; Depeyrot 28 corr. (Giove seduto di fronte); Calicó 5100.
Crispus RIC VII 20 - 732147.jpg frazione di follis in bronzo CRISPVS NOBILISSIMVS CAES, testa laureata, busto verso destra con drappeggio e corazza. PRINCIPA IVVENTVTIS, Crispo in piedi verso destra, tiene una lancia ed uno scudo; •TS•E• in esergo. 317/318 21mm, 3.52 gm.
5° officina
RIC Crispus, VII 20. VF, patina marrone scuro, rovescio stampato debolmente. Raro.
Claudius II Gothicus Follis - 773921.jpg frazione di follis in bronzo DIVO CLAUDIO GOTHICO, testa velata e laureata verso destra. REQUIES OPTIMORUM [...], Claudio il Gotico seduto verso sinistra, solleva la mano e tiene un piccolo scettro; TSA in esergo. 318 17mm, 1.21 g, 6h.
1° officina
RIC Constantinus I, VII 26 var. (marchio della zecca). EF, superficie scura, verde-marrone, molto rara.
CONSTANTINUS I-RIC VII 87-775046.jpg Æ Follis IMP CONSTAN-TINVS MAX AVG, testa laureata e busto con corazza ed elmo verso destra. VICTORIAE LAETAE PRINCPE [RP?], due Vittorie in piedi una di fronte all'altre, insieme tengono uno scudo sul quale è scritto VOT/PR su due linee, al di sopra di un altare con una *; P(rima oficina) T(icinensis) in esergo. 318/319 16 mm, 2.93 gr, 6 h (zecca di Ticinum, prima officina) RIC VII 87.
CONSTANTINUS I-RIC VII 122-786826.jpg Æ Follis CONST-ANTINVS AVG, testa laureata e busto con corazza ed elmo verso destra. VIRTUS EXERCIT, un labaro con inscritto VOT/XX su due linee; due prigionieri, schiena contro schiena seduti; S(ecunda oficina) una U e la T(icinensis) in esergo. 319/320 19 mm, 3.23 gr, 1 h (zecca di Ticinum, seconda officina) RIC VII 122.
CONSTANTINUS E CRISPUS - RIC VII 14 - 141222.jpg miliarense d'argento CONSTANTINUS MAX AUG, testa verso destra; CRISPVS ET CONSTANTINUS [...], i busti dei due figli di Costantino I, ora Cesari, uno di fronte all'altro; SIRM in esergo. 320 23mm, 3.92 g RIC VII 14; Gnecchi pl. 29, 8; Bastien, Donativa p. 76, note 11; RSC 3.
CONSTANTINUS RIC VII 104-860055.jpg Æ Follis CONSTAN-TINUS AVG, testa laureata verso destra. DN CONSTANTINI MAX AUG, nel mezzo VOT/XX su due linee; un ramo di palma sui lati, a sinistra e destra; tutto all'interno di una corona di lauro; in esergo AQ P(rima). 322 18 mm, 3.92 gr, 12h; prima officina. RIC VII 104; Paolucci 262.
CONSTANTINE I-RIC VII 342-838871.jpg Æ Follis CONSTAN-TINUS AVG, testa laureata verso destra, indossa una trabea che tiene uno scettro con un'aquila. BEATA TRAN***QUILLITAS, un globo posto su un altare, che reca la scritta VO-TIS XX; tre stelle nella parte superiore e P(rima oficina)TR•. 322 19 mm, 3.26 gr, 6 h; zecca di Augusta Treverorum. RIC Constantinus I, VII 342.
Solidus-Crispus-sirmium RIC -.jpg solido d'oro D N CRISPVS NOBILISS CAES, testa laureata verso sinistra con corazza; VICTORIA AVG ET CAESS N N, la Vittoria in piedi, tiene in mano una corona con la destra e una palma nella sinistra, in basso due prigionieri seduti ai suoi piedi, a destra e a sinistra; SIRM in esergo. 323 6.72 gm, 6h RIC Crispus, VII 35 e 36.
Constantinus Follis 323 839174.jpg follis CONSTAN-TINVS AG, testa laureata verso destra. SARMATIA DEVICTA, la Victoria avanza verso destra, tiene in mano un trofeo ed una palma, mentre calpesta un prigioniero seduto sulla destra; PLON in esergo. 323/324 19mm, 2.68 g, 6 h (zecca di Londinium) RIC VII 290 (R2).
Constantinus Follis 324 786835.jpg follis CONSTANTINUS AVG, testa laureata verso destra. SARMATIA DEVICTA, la Victoria avanza verso destra, tiene in mano un trofeo ed una palma, mentre calpesta un prigioniero seduto sulla destra; SIRM in esergo. 324/325 19 mm, 2.97 gr, 6h RIC VII 48.
Crispus Follis 324 251212.jpg follis FL IVL CRISPVS IVN NOB CAES, testa laureata verso destra; ALEMANNIA DEVICTA, la Vittoria avanza, tenendo un trofeo ed una palma in mano, mentre un prigioniero è seduto ai suoi piedi; SIRM in esergo. 324/325 20mm, 3.15 gm RIC Crispus, VII 49; LRBC 803.
Constantine II sirmium RIC vII 50.1.jpg follis CONSTANTINVS IVN NOB CAES, testa laureata verso destra e busto con corazza; ALEMANNIA DEVICTA, la Vittoria avanza, tenendo un trofeo ed una palma in mano, mentre un prigioniero è seduto ai suoi piedi; SIRM in esergo. 324/325 20mm, 3.40 gm RIC Constantinus II, VII, 50.
CONSTANTINUS I RIC VII 48-651049.jpg solido CONSTANT-INVS P F AVG, testa laureata verso destra; ADVENTVS AVGVSTI N(ostri?), Costantino I a cavallo verso sinistra, alza la mano destra e tiene una lancia; SMAN in esergo. 324/325 4.52 gr (zecca di Antiochia) RIC VII 48 var. (una stella sul retro); Alföldi 5 var. (idem); Depeyrot 41/1 var.
N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Note[modifica]

  1. ^ Warwick Ball, Rome in the East: The Transformation of an Empire, 2000, p.156.
  2. ^ A.Calderini, Milano durante il Basso Impero, in Storia di Milano, I, 1953, pp. 301-366; A.Calderini, Milano romana fino al trionfo del Cristianesimo, in Storia di Milano, I, 1953, pp. 230-250.
  3. ^ J.H.Humphrey, Roman Circuses, Londra 1986, p.625.
  4. ^ a b c d e f g Chirs Scarre, Chronicle of the roman emperors, Londra 1995, p.197.
  5. ^ a b CIL XIV, 128 (p 613).
  6. ^ a b CIL XI, 1594; CIL XIII, 5249
  7. ^ a b CIL III, 22; CIL III, 13578
  8. ^ a b CIL III, 14148,11; CIL III, 13578; CIL III, 22.
  9. ^ a b SupIt-16-R, 50.
  10. ^ a b c d e f AE 1959, 290.
  11. ^ a b c d e f g h i AE 1973, 526a.
  12. ^ a b AE 1890, 66.
  13. ^ a b AE 1890, 66; AE 1973, 526a.
  14. ^ AE 1995, 1345; AE 1936, 10.
  15. ^ CIL VIII, 4325 (p 1772); CIL VIII, 7003; CIL VIII, 10040; IAphrodisias 230.
  16. ^ a b CIL VI, 1137 (p 3071, 3778, 4327).
  17. ^ a b CIL III, 578.
  18. ^ RIC VI 299; Depeyrot 2/3; Calicó 4524.
  19. ^ AE 1987, 1008d.
  20. ^ Michael Grant, Gli imperatori romani, storia e segreti, Roma 1984, p.261.
  21. ^ CIL VIII, 22116-CIL VIII, 22187-
  22. ^ Grant, p.265; Chris Scarre, Chronicle of the roman emperors, New York 1999, pp.197-198.
  23. ^ Panegyrici latini, II, XI, 20 Full text of "XII panegyrici latini".
  24. ^ Y.Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'impero, Roma 2008, p.33.
  25. ^ Aurelio Vittore, Caesares, 39.30; Lattanzio, De mortibus persecutorum, 18.
  26. ^ Adriano Savio, Monete romane, pp.208-209.
  27. ^ a b c Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 27.
  28. ^ a b c d Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 1.
  29. ^ a b c d Zosimo, Storia nuova, II, 8, 1.
  30. ^ a b c Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 2.
  31. ^ a b c Zosimo, Storia nuova, II, 9, 1.
  32. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 9, 3.
  33. ^ a b c Zosimo, Storia nuova, II, 10, 1.
  34. ^ Orosio, Storie contro i pagani, VII, 28, 8.
  35. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 10, 2.
  36. ^ Aurelio Vittore, De Caesaribus, XL, 7.
  37. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 11, 1.
  38. ^ a b c Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 4.
  39. ^ Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXXII, 4.
  40. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 14, 4.
  41. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 15, 1.
  42. ^ Lattanzio, De mortibus persecutorum, XLIV; Zosimo, Storia nuova, II, 16; Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, XL, 23; Panegyrici latini, IX, 16 ss. (di Eumenio) e X, 28 ss. (di Nazario).
  43. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 16, 1-4.
  44. ^ Barnes, Constantine and Eusebius, pp. 42–44.
  45. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 17.2.
  46. ^ Lattanzio, De mortibus persecutorum, XLIII, 2; XLV, 1.
  47. ^ Annales Valesiani, V, 13.28
  48. ^ Eutropio, X, 5.
  49. ^ Aurelio Vittore, De Caesaribus, XLI, 2; Aurelio Vittore, Epitome, 41.4.
  50. ^ Socrate I, 2, 25.
  51. ^ Orosio, Storie contro i pagani, VII, 28, 19.
  52. ^ Lattanzio, De mortibus persecutorum, 46 e 47; Zosimo, Storia nuova, II, 17.3; Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, IX, 10.2-4.
  53. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 17, 3.
  54. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 18, 1.
  55. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 19, 1-3.
  56. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 20, 1.
  57. ^ a b E. Horst, Costantino il grande, Milano 1987, p. 211.
  58. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 20, 2.
  59. ^ AE 2006, 440.
  60. ^ Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, 41.4; De Caesaribus, 41.5. Annales Valesiani, 19.
  61. ^ Annales Valesiani, V, 21 [1].
  62. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 22, 3.
  63. ^ E.Horst, Costantino il Grande, Milano 1987, pp. 242-244.
  64. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 22, 3-7.
  65. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 23-24.
  66. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 26; CIL I, 272.
  67. ^ a b Zosimo, Storia nuova, II, 28.
  68. ^ Zonara, L'epitome delle storie, XIII, 1; Anonimo valesiano, 5.29; Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica, I, 4.4.
  69. ^ Anonimo valesiano, V, 28-29.
  70. ^ Zosimo, Storia nuova, II, 29, 1.
  71. ^ Eutropio, X, 6, 1.
  72. ^ Aurelio Vittore, Cesari, 41, 8-9; Aurelio Vittore, Epitome, 41, 7-8.
  73. ^ Socrate I 4.
  74. ^ Sozomeno, I 7, 5.
  75. ^ Giordane, Getica III.
  76. ^ Consolaria costantinopolitana, s.a. 325.
  77. ^ AE 1974, 693; CIL XI, 6648.

Bibliografia[modifica]

Fonti primarie
Testi storici
  • Santo Mazzarino, L'impero romano, Roma-Bari 1976.
  • Giorgio Ruffolo, Quando l'Italia era una superpotenza, Einaudi, 2004.
  • Chris Scarre, Chronicle of the Roman Emperors, London 1995. ISBN 0-500-05077-5
  • Chris Scarre, The Penguin Historical Atlas of Ancient Rome, Cambridge 1995. ISBN 0-14-051329-9
  • William Seston, Dioclétien et la Tétrarchie, Paris, Bibliothèque des Écoles françaises d'Athènes et de Rome, 1946
  • Potter, David S. The Roman Empire at Bay: AD 180–395. New York: Routledge, 2005. Hardcover ISBN 0-415-10057-7 Paperback ISBN 0-415-10058-5
  • Vito Antonio Sirago, «Diocleziano», in AA.VV., Nuove questioni di storia antica, Milano, Marzorati, 1969
  • Pat Southern, The Roman Empire from Severus to Constantine, Routledge, 2001. ISBN ISBN 0-415-23944-3
  • Stephen Williams, Diocletian and the Roman Recovery, Routledge, 1997. ISBN ISBN 0-415-91827-8
  • Stephen Williams, Diocleziano, un autocrate riformatore, Genova, ECIG, 1995 ISBN 88-7545-659-3
Testi numismatici
  • Gian Guido Belloni, La moneta romana, Ed.Carocci, Roma 2004, ISBN 88-430-2105-2
  • Henry Cohen, Description Historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain, Paris, 1880-1892, in 8 vol.
  • Harold Mattingly, E.A. Sydenham et al, Roman Imperial Coinage (RIC), vol. 10, Londra 1926-1994 (vol. VI, Dalla riforma di Diocleziano a Massimino Daia (294 – 313), di C.H.V. Sutherland, Londra, 1967; vol. VII, Da Costantino a Licinio (313 - 337), di P.M. Bruun, 1966).
  • Adriano Savio, Monete romane, Roma 2001. ISBN 88-7801-291-2
Cataloghi e raccolte
  • H. Mattingly, Coins of the Roman Empire in the British Museum (BMCRE), London 1923-1975, vol.6 (vol.I da Augusto a Vitellio).
  • X. & F. Calicó, The Roman Aurei, Barcellona 2003, vol.2.
  • Herbert A. Seaby, Roman coins and their values (RCV), London 1954

Altri progetti[modifica]