Moneta alternativa

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Per moneta alternativa si intende in genere una qualsiasi forma di moneta o di titolo di credito che serva per lo scambio di beni e attività tra i membri di una comunità e che si collochi fuori dei "circuiti monetari ufficiali", vigenti legalmente all'interno di un dato territorio. Per indicare gli strumenti di credito monetari o non monetari diversi dalle monete ufficiali, a corso legale, sono stati usati diversi nomi, come "monete complementari" (Bernard Lietaer, 2001; quest'ultima, peraltro, intesa come complementare e non alternativa alla valuta corrente), "monete parallele" (Jerome Blanc, 2001), "monete locali" o, appunto, il termine "monete alternative" (Margrit Kennedy, 1995).

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni autori e attivisti l'impiego del termine "monete alternative" serve a porre in contrapposizione i sistemi di credito locali, generalmente ispirati da principi di equità, solidarietà, e cura delle relazioni di comunità sul piano territoriale locale, rispetto ai sistemi monetari costituiti al livello statale, che risultano generalmente legati alle logiche ed alle dinamiche di "valorizzazione" o crescita economica capitalistica, competitiva e tendente allo sfruttamento di ogni risorsa impiegata. È stato rilevato però che ogni moneta complementare finisce per assumere la caratteristica di "alternativa", più o meno parziale, rispetto ai sistemi monetari ufficiali, a corso legale e legati al pagamento di interessi, in quanto l'uso di una moneta complementare esclude e riduce, di fatto, l'uso delle monete ufficiali. Ciò viene a valere specialmente là dove le monete alternative sono indirizzate a ridurre disuguaglianze economiche e forme di consumismo dissipative, secondo gli ideali del "Movimento per la decrescita felice" (Maurizio Ruzzene, 2012).

Atteggiamento degli stati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

È infine anche per la sua natura implicitamente "alternativa" che ogni forma di moneta complementare tende ad essere ostacolata e bandita dagli organi statali, specialmente in Italia, per ragioni fiscali, ma anche per salvaguardare il monopolio che lo stato continua ad esercitare nella creazione di moneta (anche se tale monopolio è ormai ridotto ad un livello puramente formale dagli sviluppi del "sistema della finanza speculativa", che appare oggi il maggior creatore di "moneta debito" sul piano globale).

In genere l'utilizzo delle monete alternative nelle loro diverse forme è finalizzato a favorire il benessere sociale e le relazioni di comunità soprattutto nei periodi di crisi economiche-finanziarie, in cui vi è carenza di denaro (liquidità) e di scambi economici, ovvero in cui gli individui specie delle classi povere perdono potere d'acquisto a causa dell'aumento dei prezzi dei beni iperinflazione. Perché un sistema monetario o di credito e scambio alternativo si possa sviluppare si rende necessaria però l'esistenza di alti livelli di solidarietà e di stima reciproca di coloro che la usano, dato che tale moneta non ha corso legale ed è accettata solo su base volontaria (Margrit Kennedy, 1995). Il carattere volontaro della accettazione delle monete alternative si fonda in genere anche sulla condivisione di principi e di valori di salvaguardia del valore delle persone e dei patrimoni ambientali, naturali e culturali, di una comunità in quanto si intenda radicata in un proprio territorio.

Attualmente il modello economico dominante nella quasi totalità dei paesi è quello capitalistico, nel quale l'unico valore riconosciuto (e dunque monetizzato) è quello generato dalla compravendita di beni capitali all'interno di un mercato più o meno libero o regolamentato. Il valore economico e sociale a cui da luogo qualsiasi attività al di fuori dei circuiti monetari ufficiali non viene rappresentato nel sistema di contabilità della ricchezza nazionale (PIL) e non è adeguatamente considerato neanche all'interno del sistema di leggi e diritti che regolano le relazioni tra gli individui e le organizzazioni economiche e politiche dei diversi paesi (Mercedes Bresso, 1993).

I sistemi di monetazione alternativa nascono per dare visibilità e spendibilità a questo "valore nascosto", presente in attività economiche parallele al sistema capitalistico come ad esempio la produzione collaborativa o l'economia del dono anche se negli approcci antiutilitaristi radicali si tende ad escludere ogni riferimento a qualsiasi forma di determinazione e scambio economico (Caillè, 1991).

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

In economia sono state adottate, in varia misura, diversi tipi di monete complementari che affiancano la moneta ufficiale e che sono assimilabili al concetto di sconto sul prezzo, riutilizzabile successivamente. In questo modo si risparmia sull'utilizzo di moneta ufficiale, ma si aumenta il potere d'acquisto per via del valore aggiunto dalla moneta complementare. Ci sono vari esempi in tutto il mondo di sistemi di scambi con moneta complementari a quella tradizionale: il LETS (Local Exchange Trading System) diffuso in Gran Bretagna e Australia; il Wir sviluppato in Svizzera e Germania; le Ithaca Hours utilizzate nella cittadina di Ithaca negli Stati Uniti da cui hanno preso l'idea molti altri centri americani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Caillé; Alain (1991), Critica della ragion utilitaria, Bollati Boringhieri, Torino.
  • Bresso, Mercedes (1993), Per un'economia ecologica, La Nuova Italia Scientifica, Firenze.
  • Kennedy, Margrit (1995), Il denaro libero da interessi ed inflazione, Arianna Editrice, Trieste.
  • Lietaer, Bernard (2001), The future of Money, Verso, Londra.
  • Pittau, Maurizio (2003), Economie senza Denaro. Sistemi di Scambio non Monetario nell'Economia di Mercato, EMI, Bologna
  • Blanc, Jérome (2001), Le monnaies paralleles, L'Harmattan, Parigi.
  • Ruzzene, Maurizio (2012), Crisi e trasformazione. Beni comuni ed economie pubbliche tra stato, finanza speculativa e monete locali, Punto Rosso Edizioni, Milano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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