Campionato mondiale di calcio 1990
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| Mondiali di calcio 1990 FIFA World Cup Italy 1990 |
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|---|---|
Il logo di Italia '90 |
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| Dettagli del torneo | |
| Organizzatore | |
| Periodo | dal 8 giugno al 8 luglio 1990 |
| Squadre | 24 (106 alle qualificazioni) |
| Stadi | 12 (in 12 città ospitanti) |
| Classifica finale | |
| Vincitore |
(terzo titolo) |
| Finalista |
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| Terzo posto |
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| Quarto posto | |
| Statistiche del torneo | |
| Incontri | 52 |
| Gol segnati | 115 (2,21 per incontro) |
| Spettatori | 2.517.348 (48.411 per incontro) |
| Capocannoniere | |
| Miglior giocatore | |
I Mondiali di calcio Italia 1990, 14a edizione del campionato del mondo di calcio, si svolsero in Italia dall'8 giugno all'8 luglio 1990. Il torneo fu vinto dalla Germania Ovest, che si laureò campione del mondo per la 3a volta, prima tra 24 squadre.
[modifica] Storia
A cinquantasei anni di distanza dal Mondiale voluto da Benito Mussolini e vinto dagli azzurri di Vittorio Pozzo, la massima rassegna calcistica planetaria fece ritorno in Italia.
Nel 1984 la FIFA assegnò al Bel Paese l'organizzazione dei Mondiali del 1990. Il presidente del Comitato organizzativo era Franco Carraro, già presidente del Milan un decennio prima e per solo una stagione, che annunciò:
| « Il Mondiale di calcio sarà l'occasione più opportuna per dimostrare non solo le nostre capacità organizzative, ma anche l'alto livello tecnologico raggiunto in tutti i settori della vita nazionale » |
Nel febbraio 1986, la macchina organizzatrice si mise in moto e partì ufficialmente in novembre dello stesso anno, guidata da Luca Cordero Di Montezemolo, 39 anni, già manager alla Ferrari, che si pose come obiettivo quello di "realizzare un sogno". Le immagini di Montezemolo intento sugli spalti in conversazioni telefoniche con uno dei primissimi cellulari furono uno dei simboli di quelle novità che - non solo in Italia - stavano cambiando radicalmente le abitudini quotidiane.
Ci fu però da far fronte alla costruzione di nuovi stadi, visto che quelli allora esistenti risultarono essere inadeguati, se non addirittura fatiscenti. Furono ampliati e riammodernati (con interventi non sempre necessari) il Meazza e gli stadi già esistenti, mentre si iniziò la costruzione di nuovi impianti a Bari (San Nicola) e Torino (il Delle Alpi). I costi furono astronomici, il Mondiale ebbe i suoi strascichi in tribunale, con infrastrutture pubbliche dimezzate, intrecci con la politica del tempo, certamente non immune da scandali (pochi anni dopo scoppiò Tangentopoli) e per le numerose vittime nei cantieri. A Milano furono numerose le opere pubbliche per i Mondiali cantierizzate e mai portate a termine, tra cui un albergo nella zona di via Mecenate.
Nelle qualificazioni, se Germania Ovest e Brasile rischiarono grosso, cadde clamorosamente la Francia, reduce da due semifinali consecutive e dalla vittoria nell'Europeo 1984, superata da Scozia e Jugoslavia, con Henry Michel e Michel Platini che non riuscirono a raddrizzare la barca che affondava. Fuori anche la Polonia, che, con la fine dell'era-Boniek, si ritrovò eliminata da inglesi e svedesi. La favorita numero uno venne indicata proprio nell'Italia, forte della bella impressione destata agli Europei del 1988 e, soprattutto, padrona di casa, mentre in seconda fila si ritrovarono l'Argentina di Diego Armando Maradona, fresco campione d'Italia con il Napoli, la Germania del "Kaiser" Franz Beckenbauer e del trio interista Matthäus - Klinsmann - Brehme e l'Olanda del corrispondente trittico rossonero Van Basten - Gullit - Rijkaard, che tornava ai Mondiali a dodici anni dalla finale persa in Argentina e forte del titolo europeo conquistato due anni prima.
Canzone ufficiale dell'evento fu "To be number one", testo e musica di Giorgio Moroder, cantata anche in versione italiana da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, col titolo "Un'estate italiana" (testo italiano di Edoardo Bennato). Mascotte ufficiale della manifestazione era "Ciao" un calciatore stilizzato tricolore che abbozzava un palleggio e che, scomposto e ricomposto, formava la parola Italia. Il nome della mascotte venne deciso, in una sorta di referendum settimanale, direttamente dagli scommettitori del Totocalcio.
[modifica] Le partecipanti
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Zona asiatica (2 squadre) Zona africana (2 squadre) Zona europea (14 squadre) |
Zona di Nord e Centro America (2 squadre) Zona del Sud America (4 squadre) |
NB:Italia qualificata d'ufficio come Nazione ospitante, Argentina qualificata d'ufficio come Campione del mondo in carica.
[modifica] Convocazioni
| Per approfondire, vedi la voce Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1990. |
[modifica] Stadi
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Bari | Stadio San Nicola | 58.170 | 1990 |
| Bologna | Stadio Renato Dall'Ara | 38.279 | 1927 |
| Cagliari | Stadio Sant'Elia | 39.905 | 1971 |
| Firenze | Stadio Artemio Franchi | 47.282 | 1931 |
| Genova | Stadio Luigi Ferraris | 36.685 | 1911 |
| Milano | Stadio Giuseppe Meazza | 84.309 | 1926 |
| Napoli | Stadio San Paolo | 76.824 | 1959 |
| Palermo | Stadio La Favorita | 36.422 | 1932 |
| Roma | Stadio Olimpico | 82.456 | 1953 |
| Torino | Stadio delle Alpi | 69.295 | 1990 |
| Udine | Stadio Friuli | 41.652 | 1970 |
| Verona | Stadio Marcantonio Bentegodi | 44.799 | 1963 |
[modifica] Le qualificazioni
Le qualificazioni europee iniziarono nell'ottobre 1988, con alcuni anticipi. Passavano le prime di ogni girone, le seconde dei quattro gruppi di cinque squadre e le due migliori seconde dei tre gruppi da quattro squadre. Nel Gruppo 1 la spuntarono i romeni, che sopravanzarono la Danimarca nello scontro diretto all'ultima giornata, vinto in rimonta per 3-1. Solo un mese prima, a Copenaghen, erano stati gli scandinavi a vincere per 3-0. Nel Gruppo 2 vinse la Svezia, davanti all'Inghilterra, tradita dal pareggio in Polonia: i britannici, forti di una difesa d'acciaio (neanche un gol subìto), passarono egualmente nel gruppo delle migliori seconde. Nel Gruppo 3 vinse l'URSS, mentre al secondo posto si qualificò anche l'Austria. Nel gruppo 4 rischiò grosso la Germania Ovest, arrivata alle spalle dell'Olanda: i tedeschi impattarono due volte contro gli Orange e vennero bloccati a reti bianche in Galles, ma passano ugualmente tra le migliori seconde classificate. Nel gruppo 5 Scozia e Jugoslavia firmarono l'epitaffio della Francia, mentre nel gruppo 6 vinse la Spagna, davanti alla sorpresa-Irlanda, capace di battere a Dublino le furie rosse e di arrivare ad un solo punto da loro. Infine, nel gruppo 7, uscì di scena il Portogallo mentre passarono il turno Belgio e Cecoslovacchia.
In Sudamerica, come previsto, passarono l'Uruguay e il Brasile, vittima di uno spregevole episodio: durante la gara contro il Cile, il portiere andino Rojas finse di essere stato colpito da un petardo e si accasciò a terra, provvedendo di nascosto a incidersi il sopracciglio con un minuscolo bisturi. Il sangue fece sospendere la partita, ma la truffa venne a galla e il Cile fu squalificato dai mondiali in Italia e anche da quelli tenuti negli Stati Uniti nel 1994. Successivamente, Rojas venne addirittura squalificato a vita dalla FIFA. La Colombia dovette aspettare lo spareggio con Israele per esultare.
In Africa, Egitto e Camerun la spuntarono nelle due finali su Algeria e Tunisia; in America del Nord colpo di fortuna del Costarica, che approfittò della squalifica del Messico per accedere al girone finale, dove, insieme agli Stati Uniti, passò il turno battendo Trinidad & Tobago, Guatemala ed El Salvador. In Asia uscirono vincitori Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti, che misero in fila Qatar, Cina, Arabia Saudita e Corea del Nord.
Il 9 dicembre 1989, nella fiabesca cornice dell'Olimpico di Roma, si procedette al sorteggio. Pippo Baudo condusse la serata di gala, e Sophia Loren ne fu la madrina, estraendo insieme ad alcuni campioni del passato (ma c'era anche Luciano Pavarotti) le palline dalle varie urne. L'estrazione fu macchiata dalla palese scorrettezza di Sepp Blatter che, dopo aver ricordato le regole del sorteggio procedette candidamente a infrangerne una per favorire la squadra padrona di casa. L'Italia si trovò infatti in un morbido girone con Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti; all'Argentina capitarono i sovietici, finalisti all'Europeo 1988, i rumeni e gli enigmatici camerunensi (subito Maradona gridò al complotto per la difficoltà del girone); il Brasile trovò Scozia, Svezia e Costa Rica; la Germania capitò con jugoslavi, colombiani e gli Emirati Arabi Uniti; il gruppo E si presentò come il girone di ferro, con spagnoli, belgi, uruguagi e i sudcoreani come possibile materasso; l'Olanda trovò inglesi, irlandesi ed egiziani. La mascotte, chiamata Ciao in onore della parola italiana più conosciuta del mondo, era un pupazzo tricolore snodabile.
La squadra convocata dal ct Vicini fu composta da: 1 Zenga, 12 Tacconi, 22 Pagliuca; 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 De Agostini, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Maldini, 8 Vierchowod; 9 Ancelotti, 10 Berti, 11 De Napoli, 13 Giannini, 14 Marocchi; 15 Baggio, 16 Carnevale, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Schillaci, 20 Serena, 21 Vialli.
[modifica] Fase finale
[modifica] Gruppi di qualificazione
Tutti gli occhi furono puntati sull'Argentina, che al debutto a San Siro era opposta al misterioso Camerun, tornato al Mondiale dopo quello spagnolo, in cui aveva impensierito seriamente anche gli azzurri di Bearzot, costringendoli al pareggio. Di quella squadra facevano parte il trentottenne Milla (che però partì come riserva), il funambolico portiere N'Kono, l'elegante libero Kundé (tutti già presenti in Spagna nel 1982) e altri giocatori semisconosciuti ma di grande personalità.
L'Argentina del fischiatissimo Maradona apparì nervosa, gli africani restarono in 10 per l'espulsione di André Kana-Biyik e sembrarono destinati a capitolare da un momento all'altro. Ma l'imponderabile accadde al 66', quando, su un cross in area, François Omam-Biyik saltò altissimo, staccando di testa: la conclusione non fu irresistibile, ma l'estremo difensore argentino Pumpido compì un errore madornale, lasciandosi sfuggire il pallone in rete. Il Camerun resistette anche in 9 (espulso nel finale Massing per un fallo su Caniggia lanciato a rete) e colse la più clamorosa delle vittorie.
Il giorno dopo toccò all'Italia, opposta in un Olimpico ribollente di entusiasmo alla non temibile ma ostica Austria. Gli azzurri spinsero per tutto il primo tempo, ma non andarono oltre un palo esterno colto dalla distanza da Ancelotti. Nella ripresa la nazionale azzurra intensificò gli attacchi, impegnando il portiere Lindenberger in almeno due occasioni, con Donadoni e De Agostini, mentre l'arbitro brasiliano Wright nega un rigore a Donadoni. Al 75' Vicini decide di togliere Carnevale inserendo lo juventino Schillaci. Passati appena quattro minuti, su un cross di Gianluca Vialli, fu proprio il nuovo entrato ad incornare nella rete austriaca.
Il giorno dopo i cecoslovacchi risposero con un secco 5-1 agli Stati Uniti. Impressionante anche la prova di forza della Germania, che surclassava 4-1 la quotata Jugoslavia con una rete del romanista Völler, due di Matthäus e una di Klinsmann. Il Brasile di Lazaroni, senza grandi geni in mezzo al campo (Valdo e Silas non sono due fenomeni), batté comunque la Svezia per 2-1 affidandosi al napoletano Careca, autore di una doppietta. Soffrì inaspettatamente l'Olanda contro l'Egitto: passati in vantaggio con l'ex torinista Kieft, i tulipani vennero raggiunti a sette minuti dalla fine a causa di un rigore dubbio trasformato da Abdelghani. Anche l'Eire, al debutto ai Mondiali, ferma sul pari gli odiati cugini inglesi, in una gara a rischio-hooligan (anche se i temuti teppisti d'oltremanica furono ridotti all'impotenza dall'efficiente servizio di sicurezza): al gol del solito Lineker rispose nella ripresa Sheedy. La Spagna di Luisito Suarez fu graziata dall'Uruguay, con Ruben Sosa che sbagliò un rigore: finisce 0-0.
Il 13 giugno l'Argentina, chiamata a riscattarsi dopo l'inopinata debacle inaugurale, batté al "San Paolo" l'URSS. Ma su questa gara pesò enormemente la seconda mascalzonata in due Mondiali di Maradona: su un tiro sovietico diretto in fondo al sacco, il fantasista intercettò ancora con la mano e deviò, senza che l'arbitro svedese Fredriksson si fosse accorto di niente. Il portiere Pumpido si scontrò accidentalmente con Serrizuela e concluse il suo mondiale con una frattura di tibia e perone: fu un vero colpo di fortuna per la Nazionale di Carlos Bilardo, in quanto lo sostituì la riserva Sergio Goycochea, una delle sorprese dei Mondiali. L'Argentina vinse 2-0, con reti di Troglio e Burruchaga ed i sovietici di Valeri Lobanovski, rivelazione all'Europeo 1988, già sconfitta dai rumeni, uscirono mestamente di scena.
Il giorno dopo, sempre a Roma, tornò in campo l'Italia, opposta agli americani (già travolti dalla Cecoslovacchia), che non avrebbero dovuto rappresentare una grossa insidia. E infatti, dopo appena 11 minuti, l'Italia passò in vantaggio: su assist di Donadoni, Giannini entrò in area e superò Meola. Al 32' Vialli sprecò un rigore, tirandolo sul palo con Meola spiazzato. La grande occasione per gli americani arrivò al 67', dopo che era rientrato Schillaci, sostituendo Carnevale: su una punizione di Murray irruppe Vermes, che esaltò le doti e la fortuna di Zenga, prima che Ferri intervenisse a ribattere sulla linea. Finì 1-0 e la Nazionale azzurra poté considerare archiviato il primo turno, così come la Cecoslovacchia che batté l'Austria.
Continuò la sua corsa la Germania: con cinque gol agli Emirati Arabi, la qualificazione fu assicurata. Andò avanti anche la messe di pareggi nel gruppo F: 0-0 tra Inghilterra e Olanda e tra Eire ed Egitto, con tutte le squadre ancora a 2 punti con una partita ancora da giocare e quindi ancora in corsa per la seconda fase. Si qualificarono anche il poco convincente Brasile, dopo l'1-0 ai costaricani, ed il tenace Camerun, ché batte con una doppietta dell'"anziano" Milla la Romania, vincendo anche il gruppo. Passò agli ottavi anche il Belgio, dopo un 3-1 ai sudcoreani.
L'Italia affrontò la Cecoslovacchia con il problema Vialli, ufficialmente leggermente infortunato ad una coscia. All'Olimpico fu ancora un successo: aprì Schillaci, che deviò in porta un tiro da fuori-area di Giannini, replicò nella ripresa Roberto Baggio che, partito da centrocampo, triangolò con Giannini per poi saltare due avversari e con un morbido pallonetto superare il portiere Stejskal. Al termine della gara, Vicini confermò indirettamente, a chi lo tacciava di essere stato fortunato, che i problemi che affliggevano Vialli erano altri:
| « Io questa coppia l'ho scelta fra i sei eccellenti attaccanti a disposizione. Se avessimo perso, avrei meritato le critiche. Ora non pretendo elogi, ma non è neppure giusto dire che l'abbia decisa il caso. » |
Nel gruppo B, oltre al Camerun (primo nonostante la secca sconfitta subita contro l'URSS), andarono avanti anche Argentina e Romania, che chiusero l'ultima gara con un utile 1-1. Nel gruppo C, a sorpresa, emerse la Costa Rica di Milutinović, che batté in rimonta 2-1 la Svezia a Genova, con reti di Flores e Medford. Nel gruppo D, insieme ai tedeschi, passarono la Jugoslavia e la Colombia, che agguantò la qualificazione con un gol allo scadere di Rincon alla Germania. Anche la situazione del gruppo E si risolse al 90': un colpo di testa di Daniel Fonseca affossò i sudcoreani, consentendo all'Uruguay di passare al turno insieme a Spagna e Belgio. Nell'equilibratissimo gruppo F, infine, la spuntò l'Inghilterra, che batté 1-0 l'Egitto con un gol di Wright e passò insieme ad Eire e Olanda, le cui posizioni in classifica furono stabilite mediante sorteggio.
[modifica] Ottavi di finale
Gli ottavi iniziarono con una nuova impresa del Camerun, che batté per 2-1 la Colombia. Dopo 105 minuti di partita opaca, la gara si accese nel secondo tempo supplementare. A Napoli fu ancora Roger Milla a timbrare lo storico accesso di una squadra africana ai quarti, con una doppietta in quattro minuti (da rimarcare il raddoppio, ottenuto dopo aver soffiato palla ad un presuntuoso Higuita); il gol della bandiera colombiana lo firmò Redin.
In serata, salì in cattedra Thomas Skuhravy: il centravanti, futuro genoano, trascinò la Cecoslovacchia ad un secco 4-1 sulla Costa Rica. Il quarto gol dei cecoslovacchi è segnato dal viola Kubik, mentre per i caraibici (orfani del portiere-faro Luis Gabelo Conejo) va a segno Gonzalez.
Domenica 24 giugno fu il giorno dei match-clou: Argentina-Brasile nel pomeriggio, Germania-Olanda in serata. La sfida fra le due superpotenze sudamericane si risolse con un assedio brasiliano: Careca, dopo due minuti, seminò mezza difesa argentina, ma fu bloccato da Goycochea; al 18' Dunga colpì il palo, al 52' fu Alemão a cogliere il montante, al 64' ancora Careca mancò il vantaggio di testa. Maradona, tartassato dalla difesa brasiliana, si accese a dieci minuti dalla fine: seminando gli avversari, allargò al limite dell'area per Caniggia, che dribblò anche Taffarel per segnare a porta vuota.
Nel derby di San Siro fra i tedeschi interisti e gli olandesi milanisti, la Germania superò un'irriconoscibile Olanda, schiava dei problemi di Van Basten e di un Ruud Gullit poco efficace. Dopo 21 minuti Völler falciò il portiere Hans Van Breukelen. L'arbitro Loustau espulse il romanista e un infuriato Rijkaard, colto dalle tv nell'atto di sputare addosso all'attaccante tedesco reo di averlo provocato con insulti razzisti per tutta la partita,sottolineati dai "buu" del pubblico tedesco. Al 49', su cross di Buchwald, Klinsmann freddò l'Olanda, che rischia più volte il tracollo (palo di Klinsmann alla mezz'ora della ripresa) e cadde all'84', dopo un chirurgico destro di Brehme da fuori area. Un rigore di Koeman all'88' servì solo ad alimentare i rimpianti degli Orange.
Il giorno seguente, affermazione ai rigori dell'Eire sulla Romania (decisiva la parata di Bonner sul tiro di Timofte); sorprendente il fatto che gli irlandesi raggiunsero i quarti di finale senza mai né vincere né perdere. In serata toccò all'Italia, impegnata all'Olimpico contro l'Uruguay. Contro la ben organizzata difesa dei sudamericani, allenati dal "maestro" Tabarez, l'Italia faticò: Vicini scelse di togliere Berti per inserire una terza punta, Aldo Serena. Tredici minuti dopo, una terrificante fiondata di Schillaci bruciò Alvez (già impegnato in precedenza da una punizione di De Agostini). Un'incornata di Serena (che compiva proprio quel giorno trenta anni) su punizione di Giannini, pose fine alla gara, qualificando gli azzurri ai quarti.
Gli ottavi terminarono il giorno dopo. A Verona, la Jugoslavia e la Spagna si annullarono fino ad un quarto d'ora dalla fine, poi iniziò il divertimento. Stojković portò in vantaggio gli slavi dopo la torre di Kataneć; le furie rosse pareggiarono immediatamente con il bomber Salinas. Nei supplementari, toccò ancora a Stojković, con una punizione, a far calare il sipario sulla Spagna di Suarez.
A Bologna, l'Inghilterra soffrì il Belgio, versione riveduta e corretta, ancorché meno spettacolare, di quella messicana di quattro anni prima. Ad un minuto dai rigori, fu Platt, in semirovesciata, a mandare avanti i Leoni.
[modifica] Quarti di finale
I quarti presentarono sei squadre europee, una sudamericana e un'africana.
A Firenze, l'Argentina fu opposta alla Jugoslavia. Gli slavi restarono in dieci alla mezz'ora, a causa dell'espulsione di Šabanadžović, ma dominarono grazie al regista Prosinečki. Malgrado ciò, il risultato rimase sullo 0-0 e si procedette ai rigori. Stojković, uno dei migliori in campo, colpì la traversa; Maradona si vide respingere il tiro da Tomislav Ivković. Troglio sembrò condannare la sua squadra, cogliendo il palo. Ma Goycochea, parando i rigori di Brnović e Hadžibegić, guidò i sudamericani in semifinale.
L'Italia, la stessa sera, fu opposta, nell'amico Olimpico, al sorprendente Eire di Jackie Charlton. Vicini riconfermò Baggio e Schillaci in attacco, malgrado gli ammonimenti di Vialli ("Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", disse citando John Belushi). Nel caldo, l'Irlanda passò all'attacco e Zenga si superò per bloccare un colpo di testa di Quinn. Dopo trentasette minuti, tuttavia, ancora Schillaci, su una respinta successiva a un tiro di Donadoni, appoggiò di piatto in diagonale nella porta vuota. Il risultato non cambiò più, nonostante una traversa su punizione ancora di Schillaci (con palla che picchia sulla linea di porta e rimbalza fuori) e un fuorigioco dubbio sbandierato all'attaccante italiano. L'Italia passò alle semifinali.
Il giorno dopo, la Germania eliminò la volenterosa Cecoslovacchia. Lothar Matthäus trasformò al 25' il calcio di rigore che decise la partita, poi fu il difensore Ivan Hašek a salvare per tre volte la propria porta; l'unico pericolo per Bodo Illgner arrivò da una punizione di Michal Bílek, ben neutralizzata, e i cecoslovacchi, in dieci nel finale per l'espulsione di Ľubomír Moravčík, fecero ritorno in patria.
Arrivò quindi l'ora del Camerun, "squadra-simpatia" del Mondiale, opposta a Napoli agli inglesi. Il bel gioco degli africani rischiò di avere la meglio rispetto all'esperienza dell'Inghilterra: al 25' Platt schiacciò in rete un bel cross di Stuart Pearce ma Milla, tenuto in panchina nel primo tempo, si scatenò nella ripresa: dopo un fallo su di lui di Gascoigne in area, al 63' Kunde pareggiò su rigore; cinque minuti dopo fu Eugène Ekéké a portare in vantaggio gli africani grazie ad un assist dello stesso Milla. Il Camerun scelse di difendere il risultato e sbagliò clamorosamente: a nove minuti dalla fine Lineker viene steso in area da Massing, dal dischetto il bomber trasformò, facendo il bis dagli undici metri nei supplementari, dopo che N'Kono l'aveva riatterrato. Dopo, ci fu spazio solo per il rimpianto di tutti quelli che si erano innamorati di questa squadra.
[modifica] Semifinali
Si giunse così alle semifinali: Italia-Argentina e Germania-Inghilterra. L'Italia abbandonò la sede di Roma per scendere a Napoli dove Maradona era un idolo incontrastato: alla vigilia dell'incontro il fantasista arringò i tifosi partenopei:
| « Vi ignorano tutto l'anno e adesso vi chiedono aiuto per sostenere la Nazionale. » |
In campo tornò Vialli al fianco di Schillaci. L'Italia non apparve brillante come nei precedenti incontri, ma il gol arrivò lo stesso, al 17': su un tiro di Vialli (dopo una bella azione di Giannini) non trattenuto da Goycochea irruppe Schillaci, che in maniera leggermente maldestra ma efficace portò in vantaggio gli azzurri. Nel secondo tempo, al 68°, un cross di Olarticoechea colse impreparato Zenga, con Caniggia che gelò lo stadio con un colpo di testa vincente. Dopo 518' (981' se considerate anche le partite amichevoli prima della rassegna ed in coabitazione con Tacconi, record secondo solo a quello di Zoff del 1972-1974), terminò l'imbattibilità della nazionale e di Zenga a Italia '90. L'Italia smarrì via via la sua brillantezza, mentre l'Argentina inseguiva i rigori. Neanche l'ingresso di Baggio (che nei supplementari sfiorò il gol con una punizione capolavoro delle sue, respinta all'incrocio dei pali dal miracoloso portiere argentino) e Serena al posto di Giannini e di Vialli cambiarono le carte in tavola. I supplementari furono superflui, l'arbitro francese Vautrot non espulse Dezotti. Su questo episodio, Vicini tornò polemicamente tempo dopo:
| « Ho visto l'arbitro estrarre il cartellino giallo, accorgersi che Dezotti era già ammonito, e riporlo nel taschino. » |
Alla fine, dopo anche gli otto insoliti minuti di recupero nel primo tempo supplementare («Mi ero dimenticato del cronometro» ammise poi Vautrot), arrivarono i rigori. L'Argentina fu implacabile, lo specialista Goycochea neutralizzò su Donadoni e Serena: i sudamericani approdarono in finale, 32 anni dopo la prima ed ultima volta di una sudamericana finalista in Europa (il Brasile in Svezia nel '58) ed esplode la rabbia di Vialli a fine partita, un po' fuori luogo: Argentina sull'A1 per Roma, Italia sull'A16 per Bari.
Il giorno dopo, nell'altra semifinale, a Torino, non fu partita brillante tra Germania e Inghilterra. Al 59' una punizione di Brehme fu deviata in modo decisivo di Paul Parker; all'80' Lineker approfittò della confusione in area tedesca rinviando il verdetto ai rigori, ai quali si arrivò dopo due pali di Waddle e Buchwald. Dal dischetto, sbagliarono gli inglesi Pearce e Waddle.
[modifica] Finale 3º e 4º posto
L'Italia uscì a testa alta, con un terzo posto conquistato con una buona vittoria sull'Inghilterra, nella finalina di Bari. "È stato un bel sogno, grazie lo stesso", recitava uno striscione. Un'Italia rimaneggiata passò con Baggio al 72', che segnò calciando la palla sotto la traversa da pochi metri, venne raggiunta da Platt dieci minuti dopo su cross di Dorigo e vinse grazie a un rigore calciato dal solito Schillaci, dopo un fallo di Parker; Baggio e Giannini, che precedevano il siciliano nel diritto a calciare il rigore, lasciarono a lui il pallone per assicurarsi la scarpa d'oro del Mondiale. Schillaci diventò capocannoniere con 6 reti mentre Shilton, a quarantun'anni, pose fine alla sua esperienza con la Nazionale britannica. L'Italia ottenne il terzo posto, mentre l'Inghilterra si accontentò del premio Fair-play e nel dopogara, sia i calciatori in campo che i tifosi italiani e inglesi sugli spalti festeggiarono in maniera molto corretta e civile l'epilogo del Mondiale; fu un finale positivo, che cancellò dopo 5 anni la Strage dell'Heysel.
[modifica] Finale 1° e 2° posto
Il giorno dopo, a Roma, furono di scena Argentina e Germania Ovest, per un replay della finale di quattro anni prima a Città del Messico. La delusione per la mancata finale condizionò le preferenze del pubblico italiano presente allo Stadio Olimpico, che non solo tifò per i tedeschi ma addirittura fischiò l'esecuzione dell'inno nazionale argentino.
In una partita non esaltante, con Carlos Bilardo che aveva come obiettivo l'arrivo ai rigori, l’arbitro Edgardo Codesal Méndez diede una pessima prestazione: negò un netto rigore ad Augenthaler, fece lo stesso su Calderón, espulse Monzón per un duro intervento al 65' e concesse un dubbio penalty decisivo a sei minuti dalla fine, dopo un intervento di Sensini su Völler. Dal dischetto non sbagliò il mancino Brehme, a cui Matthaus aveva ceduto il posto perché troppo emozionato, che però calciò di destro e all'87' l'Argentina rimase addirittura in 9 contro 11 per l'espulsione di Dezotti, dopo aver litigato con Kohler. Il Mondiale italiano terminò, dunque, con la Germania Ovest, che soli tre mesi dopo si sarebbe unificata con la Germania Est, in trionfo per la terza volta; a Maradona, che al fischio finale scoppiò in lacrime e accusò Codesal Méndez e Havelange (Presidente della FIFA) di aver favorito i tedeschi, non riuscì il difficilissimo bis sognato per quattro anni.
[modifica] Le partite
[modifica] Fase a gironi
[modifica] Gruppo A
[modifica] Incontri
| Sabato 9 giugno 1990 ore 21:00 |
1 – 0 | Olimpico, Roma Spettatori: 73.303 Arbitro: |
||
| Schillaci |
Referto |
| Domenica 10 giugno 1990 ore 17:00 |
1 – 5 | Comunale, Firenze Spettatori: 33.266 Arbitro: |
||
| Caligiuri |
Referto | Skuhravý Bílek Hašek Luhový |
| Giovedì 14 giugno 1990 ore 21:00 |
1 – 0 | Olimpico, Roma Spettatori: 73.423 Arbitro: |
||
| Giannini |
Referto |
| Venerdì 15 giugno 1990 ore 17:00 |
0 – 1 | Comunale, Firenze Spettatori: 38.962 Arbitro: |
||
| Referto | Bílek |
| Martedì 19 giugno 1990 ore 21:00 |
2 – 0 | Olimpico, Roma Spettatori: 73.303 Arbitro: |
||
| Schillaci Baggio |
Referto |
| Martedì 19 giugno 1990 ore 21:00 |
2 – 1 | Comunale, Firenze Spettatori: 34.857 Arbitro: |
||
| Ogris Rodax |
Referto | Murray |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6 | 3 | 0 | 0 | 4 | 0 | +4 | ||
| 4 | 2 | 0 | 1 | 6 | 3 | +3 | ||
| 2 | 1 | 0 | 2 | 2 | 3 | -1 | ||
| 0 | 0 | 0 | 3 | 2 | 8 | -6 | ||
[modifica] Gruppo B
[modifica] Incontri
| Venerdì 8 giugno 1990 ore 18:00 |
0 – 1 | San Siro, Milano Spettatori: 73.780 Arbitro: |
||
| Referto | Omam-Biyik |
| Sabato 9 giugno 1990 17:00 |
0 – 2 | San Nicola, Bari Pubblico: 42 907 Arbitro: Cardellino (Uruguay) |
||
| 42' , 57' (rig.) Lăcătuş |
| Mercoledì 13 giugno 1990 21:00 |
2 – 0 | San Paolo, Napoli Pubblico: 55 759 Arbitro: Fredriksson (Svezia) |
||
| 27' Troglio 79' Burruchaga |
| Giovedì 14 giugno 1990 17:00 |
2 – 1 | San Nicola, Bari Pubblico: 38 687 Arbitro: Silva Arce (Cile) |
||
| 76' , 86' Milla | 88' Balint |
| Lunedì 18 giugno 1990 21:00 |
1 – 1 | San Paolo, Napoli Pubblico: 52 733 Arbitro: Silva Valente (Portogallo) |
||
| 63' Monzón | 68' Balint |
| Lunedì 18 giugno 1990 21:00 |
0 – 4 | San Nicola, Bari Pubblico: 37 307 Arbitro: Ramiz Wright (Brasile) |
||
| 20' Protasov 29' Zygmantovich 55' Zavarov 63' Dobrovolski |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti. | V. | P. | S. | GF. | GS. | DR. | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 4 | 2 | 0 | 1 | 3 | 5 | -2 | ||
| 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 3 | +1 | ||
| 3 | 1 | 1 | 1 | 3 | 2 | +1 | ||
| 2 | 1 | 0 | 2 | 4 | 4 | 0 | ||
[modifica] Gruppo C
[modifica] Incontri
| Domenica 10 giugno 1990 21:00 |
2 – 1 | Delle Alpi, Torino Pubblico: 62 628 Arbitro: Lanese (Italia) |
||
| 40', 63' Careca | 79' Brolin |
| Lunedì 11 giugno 1990 17:00 |
1 – 0 | Marassi, Genova Pubblico: 30 867 Arbitro: Loustau (Argentina) |
||
| 49' Cayasso |
| Sabato 16 giugno 1990 17:00 |
1 – 0 | Delle Alpi, Torino Pubblico: 58 007 Arbitro: Jouini (Tunisia) |
||
| 33' Müller |
| Sabato 16 giugno 1990 21:00 |
1 – 2 | Marassi, Genova Pubblico: 31 823 Arbitro: Maciel (Paraguay) |
||
| 86' Strömberg | 10' McCall 80' Johnston (rig.) |
| Mercoledì 20 giugno 1990 21:00 |
1 – 0 | Delle Alpi, Torino Pubblico: 62 502 Arbitro: Kohl (Austria) |
||
| 82' Müller |
| Mercoledì 20 giugno 1990 21:00 |
1 – 2 | Marassi, Genova Pubblico: 30 223 Arbitro: Petrović (Jugoslavia) |
||
| 32' Ekström | 75' Flores 88' Medford |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 6 | 3 | 0 | 0 | 4 | 1 | +3 | ||
| 4 | 2 | 0 | 1 | 3 | 2 | +1 | ||
| 2 | 1 | 0 | 2 | 2 | 3 | -1 | ||
| 0 | 0 | 0 | 3 | 3 | 6 | -3 | ||
[modifica] Gruppo D
[modifica] Incontri
| Sabato 9 giugno 1990 17:00 |
0 – 2 | Dall'Ara, Bologna Pubblico: 30 791 Arbitro: Courtney (Inghilterra) |
||
| 50' Redin 85' Valderrama |
| Domenica 10 giugno 1990 21:00 |
4 – 1 | San Siro, Milano Pubblico: 74 765 Arbitro: Mikkelsen (Danimarca) |
||
| 28' , 65' Matthäus 39' Klinsmann 71' Völler |
55' Jozić |
| Giovedì 14 giugno 1990 17:00 |
1 – 0 | Dall'Ara, Bologna Pubblico: 32 257 Arbitro: Agnolin (Italia) |
||
| 75' Jozić |
| Venerdì 15 giugno 1990 21:00 |
5 – 1 | San Siro, Milano Pubblico: 71 169 Arbitro: Spirin (URSS) |
||
| 35' , 75' Völler 36' Klinsmann 47' Matthäus 59' Bein |
46' Mubarak |
| Martedì 19 giugno 1990 17:00 |
1 – 1 | San Siro, Milano Pubblico: 72 510 Arbitro: Snoddy (Inghilterra) |
||
| 89' Littbarski | 90' Rincón |
| Martedì 19 giugno 1990 17:00 |
4 – 1 | Dall'Ara, Bologna Pubblico: 27 833 Arbitro: Takada (Giappone) |
||
| 5' Sušić 9' , 46' Pančev 90' Prosinečki |
22' Thani |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 5 | 2 | 1 | 0 | 10 | 3 | +7 | ||
| 4 | 2 | 0 | 1 | 6 | 5 | +1 | ||
| 3 | 1 | 1 | 1 | 3 | 2 | +1 | ||
| 0 | 0 | 0 | 3 | 2 | 11 | -9 | ||
[modifica] Gruppo E
[modifica] Incontri
| Martedì 12 giugno 1990 17:00 |
2 – 0 | Bentegodi, Verona Pubblico: 32 790 Arbitro: Mauro (Stati Uniti) |
||
| 53' Degryse 64' De Wolf |
| Mercoledì 13 giugno 1990 17:00 |
0 – 0 | Friuli, Udine Pubblico: 35 713 Arbitro: Kohl (Austria) |
||
| Domenica 17 giugno 1990 21:00 |
3 – 1 | Bentegodi, Verona Pubblico: 33 759 Arbitro: Kirschen (Germania Est) |
||
| 16' Clijsters 22' Scifo 48' Ceulemans |
74' Bengoechea |
| Domenica 17 giugno 1990 21:00 |
1 – 3 | Friuli, Udine Pubblico: 32 733 Arbitro: Jácome Guerrero (Ecuador) |
||
| 42' Kwan | 22', 61', 81' Míchel |
| Giovedì 21 giugno 1990 21:00 |
1 – 2 | Bentegodi, Verona Pubblico: 35 950 Arbitro: Loustau (Argentina) |
||
| 26' Vervoort | 20' Míchel (rig.) 38' Górriz |
| Domenica 21 giugno 1990 17:00 |
0 – 1 | Friuli, Udine Pubblico: 29 039 Arbitro: Lanese (Italia) |
||
| 90' Fonseca |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 5 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | ||
| 4 | 2 | 0 | 1 | 6 | 3 | +3 | ||
| 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 3 | -1 | ||
| 0 | 0 | 0 | 3 | 1 | 6 | -5 | ||
[modifica] Gruppo F
[modifica] Incontri
| Lunedì 11 giugno 1990 21:00 |
1 – 1 | Sant'Elia, Cagliari Pubblico: 35 238 Arbitro: Schmidhuber (Germania O.) |
||
| 8' Lineker | 73' Sheedy |
| Martedì 12 giugno 1990 17:00 |
1 – 1 | La Favorita, Palermo Pubblico: 33 421 Arbitro: Soriano Aladrén (Spagna) |
||
| 58' Kieft | 83' Abdelghani (rig.) |
| Sabato 16 giugno 1990 21:00 |
0 – 0 | Sant'Elia, Cagliari Pubblico: 35 267 Arbitro: Petrović (Jugoslavia) |
||
| Domenica 17 giugno 1990 17:00 |
0 – 0 | La Favorita, Palermo Pubblico: 33 288 Arbitro: Van Langenhove (Belgio) |
||
| Giovedì 21 giugno 1990 21:00 |
1 – 0 | Sant'Elia, Cagliari Pubblico: 34 959 Arbitro: Rothlisberger (Svizzera) |
||
| 64' Wright |
| Domenica 21 giugno 1990 21:00 |
1 – 1 | La Favorita, Palermo Pubblico: 33 288 Arbitro: Vautrot (Francia) |
||
| 71' Quinn | 10' Gullit |
[modifica] Classifica
| Nazione | P.ti | V | P | S | GF | GS | DR | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 4 | 1 | 2 | 0 | 2 | 1 | +1 | ||
(dopo sorteggio) |
3 | 0 | 3 | 0 | 2 | 2 | 0 | |
| 3 | 0 | 3 | 0 | 2 | 2 | 0 | ||
| 2 | 0 | 2 | 1 | 1 | 2 | -1 | ||
[modifica] Fase a eliminazione diretta
[modifica] Albero della fase a eliminazione diretta
| Ottavi | Quarti | Semifinali | Finale | |||||||||||
| 25 giugno - 21:00 | ||||||||||||||
| 1A. |
2 | |||||||||||||
| 30 giugno - 21:00 | ||||||||||||||
| 3E. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 25 giugno - 17:00 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 2B. |
0(4) | |||||||||||||
| 3 luglio - 20:00 | ||||||||||||||
| 2F. |
0(5) | |||||||||||||
| |
1(3) | |||||||||||||
| 26 giugno - 17:00 | ||||||||||||||
| |
1(4) | |||||||||||||
| 1E. |
1 | |||||||||||||
| 30 giugno - 17:00 | ||||||||||||||
| 2D. |
2 | |||||||||||||
| |
0(2) | |||||||||||||
| 24 giugno - 17:00 | ||||||||||||||
| |
0(3) | |||||||||||||
| 1C. |
0 | |||||||||||||
| 8 luglio - 20:00 | ||||||||||||||
| 3B. |
1 | |||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 24 giugno - 21:00 | ||||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 1D. |
2 | |||||||||||||
| 1º luglio - 17:00 | ||||||||||||||
| 3F. |
1 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 23 giugno - 21:00 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 2A. |
4 | |||||||||||||
| 4 luglio - 20:00 | ||||||||||||||
| 2C. |
1 | |||||||||||||
| |
1(4) | |||||||||||||
| 26 giugno - 21:00 | ||||||||||||||
| |
1(3) | Terzo posto | ||||||||||||
| 1F. |
1 | |||||||||||||
| 1º luglio - 21:00 | 7 luglio - 20:00 | |||||||||||||
| 2E. |
0 | |||||||||||||
| |
3 | |
2 | |||||||||||
| 23 giugno - 17:00 | ||||||||||||||
| |
2 | |
1 | |||||||||||
| 1B. |
2 | |||||||||||||
| 3D. |
1 | |||||||||||||
[modifica] Ottavi di finale
| Sabato 23 giugno 1990 17:00 |
2 - 1 | San Paolo, Napoli Pubblico: 50 026 Arbitro: Lanese (Italia) |
||
| 106', 108' Milla | d.t.s. | 115' Redín |
| Sabato 23 giugno 1990 21:00 |
4 - 1 | San Nicola, Bari Pubblico:47 673 Arbitro: Kirschen (Germania Est) |
||
| 12', 63', 82' Skuhravý 75' Kubík |
78'González |
| Domenica 24 giugno 1990 17:00 |
0 - 1 | Delle Alpi, Torino Pubblico: 61 381 Arbitro: Quiniou (Francia) |
||
| 80' Caniggia |
| Domenica 24 giugno 1990 21:00 |
2 - 1 | San Siro, Milano Pubblico: 74 559 Arbitro: Loustau (Argentina) |
||
| 51' Klinsmann 82' Brehme |
89' R. Koeman (rig.) |
| Lunedì 25 giugno 1990 17:00 |
0 - 0 | Marassi, Genova Pubblico: 31 818 Arbitro: Ramiz Wright (Brasile) |
||
| RIGORI Sheedy Houghton Townsend Cascarino O'Learly |
d.t.s. (5 - 4) |
RIGORI Hagi Lupu Rotariu Lupescu Timofte |
| Lunedì 25 giugno 1990 21:00 |
2 - 0 | Olimpico, Roma Pubblico: 73 303 Arbitro: Courtney (Inghilterra) |
||
| 65' Schillaci 83' Serena |
| Martedì 26 giugno 1990 17:00 |
1 - 2 | Bentegodi, Verona Pubblico: 35 500 Arbitro: Schmidhuber (Germania O.) |
||
| 83' Salinas | d.t.s. | 78', 92' Stojković |
| Martedì 26 giugno 1990 21:00 |
1 - 0 | Dall'Ara, Bologna Pubblico: 34 520 Arbitro: Mikkelsen (Danimarca) |
||
| 119' Platt | d.t.s. |
[modifica] Quarti di finale
| Sabato 30 giugno 1990 17:00 |
0 - 0 | Comunale, Firenze Pubblico: 38 971 Arbitro: Rothlisberger (Svizzera) |
||
| RIGORI Serrizuela Burruchaga Maradona Troglio Dezotti |
d.t.s. (3 - 2) |
RIGORI Stojković Prosinečki Savićević Brnović Hadžibegić |
| Sabato 30 giugno 1990 21:00 |
1 - 0 | Olimpico, Roma Pubblico: 73 303 Arbitro: Silva Valente (Portogallo) |
||
| 38' Schillaci |
| Domenica 1º luglio 1990 17:00 |
1 - 0 | San Siro, Milano Pubblico: 73 347 Arbitro: Kohl (Austria) |
||
| 25' Matthäus (rig.) |
| Domenica 1º luglio 1990 21:00 |
3 - 2 | San Paolo, Napoli Pubblico: 55 205 Arbitro: Codesal Méndez (Messico) |
||
| 25' Platt 83' (rig.), 105' (rig.) Lineker |
d.t.s. | 61' Kundé (rig.) 65' Ekéké |
[modifica] Semifinali
| Martedì 3 luglio 1990 20:00 |
1 - 1 | San Paolo, Napoli Pubblico: 59 590 Arbitro: Vautrot (Francia) |
||
| 17' Schillaci RIGORI F. Baresi Baggio De Agostini Donadoni Serena |
d.t.s. (3 - 4) |
68' Caniggia RIGORI Serrizuela Burruchaga Olarticoechea Maradona |
| Mercoledì 4 luglio 1990 20:00 |
1 - 1 | Delle Alpi, Torino Pubblico: 62 628 Arbitro: Ramiz Wright (Brasile) |
||
| 60' Brehme RIGORI Brehme Matthäus Riedle Thon |
d.t.s. (4 - 3) |
80' Lineker RIGORI Lineker Beardsley Platt Pearce Waddle |
[modifica] Finale 3° posto
| Sabato 7 luglio 1990 20:00 |
2 - 1 | San Nicola, Bari pubblico: 51 426 Arbitro: Quiniou (Francia) |
||
| 72' Baggio 86' Schillaci (rig.) |
82' Platt |
[modifica] Finale
| Domenica 8 luglio 1990 20:00 |
1 - 0 | Olimpico, Roma Pubblico: 73 603 Arbitro: Codesal Méndez (Messico) |
||
| 84' Brehme (rig.) |
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
[modifica] Campione
![]()
GERMANIA OVEST
(3° titolo)
[modifica] Classifica marcatori
6 reti
5 reti
4 reti
3 reti
2 reti
Claudio Caniggia
Careca
Müller
Michal Bílek
Bernardo Redín
Roberto Baggio
Davor Jozić
Darko Pančev
Dragan Stojković
Gavril Balint
Marius Lacatus
1 rete
[modifica] Statistiche
[modifica] Capocannoniere e miglior giocatore del torneo
Salvatore Schillaci; 6 reti.
[modifica] Reti segnate
[modifica] Gol più veloce
Safet Sušić (Jugoslavia-Emirati Arabi Uniti); 5 minuti.
[modifica] Gol più lento
Durante i tempi regolamentari
Freddy Rincón (Germania Ovest-Colombia); 90 minuti.
Daniel Fonseca (Corea del Sud-Uruguay); 90 minuti.
Durante i tempi supplementari
David Platt (Inghilterra-Belgio); 119 minuti.
[modifica] Triplette
Tomáš Skuhravý (Cecoslovacchia-Costa Rica)
Míchel (Spagna-Corea del Sud)
[modifica] Doppiette
Careca (Brasile-Svezia)
Roger Milla (Camerun-Romania e Camerun-Colombia)
Lothar Matthäus (Germania Ovest-Jugoslavia)
Rudi Völler (Germania Ovest-Emirati Arabi Uniti)
Gary Lineker (Inghilterra-Camerun)
Darko Pančev (Jugoslavia-Emirati Arabi Uniti)
Dragan Stojković (Spagna-Jugoslavia)
Marius Lăcătuş (URSS-Romania)
[modifica] Primo gol
François Omam-Biyik (Argentina-Camerun, gara inaugurale, 8 giugno, 67')
[modifica] Ultimo gol
Andreas Brehme (Germania Ovest-Argentina, finale 1° e 2° posto, 8 luglio, 84')
[modifica] Miglior attacco
Germania Ovest; 15 reti segnate.
[modifica] Miglior difesa
[modifica] Peggior attacco
Corea del Sud,
Egitto; 1 rete segnata.
[modifica] Peggior difesa
Emirati Arabi Uniti; 11 reti subite.
[modifica] Curiosità
- La rivale dell'Italia alla candidatura ad ospitare l'evento fu l'URSS.
- Questa edizione dei mondiali ha avuto la più bassa media di goal a partita. Sono state realizzate 115 reti, con una media di 2,21 goal a partita, e, considerando anche i supplementari, 4920 minuti di gioco - il che significa 1 goal ogni 42,7 minuti, o anche 2,1 goal soltanto ogni 90 minuti.
- L'Irlanda riuscì a raggiungere i quarti di finale pur avendo segnato solo 2 reti; inoltre non vinse alcun incontro (pareggiò i tre incontri della fase a gironi e negli ottavi di finale sconfisse la Romania soltanto ai rigori dopo che i supplementari si chiusero sullo 0-0), dopodiché perse ai quarti contro l'Italia.
- I giocatori dell'Inghilterra, nonostante non fossero riusciti ad ottenere più del quarto posto, al ritorno a casa furono accolti da migliaia di tifosi come degli eroi, dato che la nazionale inglese non aveva raggiunto un risultato migliore dai mondiali del 1966, giocati in casa e vinti.
- Protagonisti in negativo del periodo dei Mondiali furono i "soliti" hooligans inglesi, che causarono disordini sulla Riviera romagnola e in tutte le località che ospitarono le gare della nazionale albionica. A causa loro, il governo italiano si rese protagonista di una incredibile, quanto drastica decisione: proibì la vendita di bevande alcoliche durante il periodo dei Mondiali, con la conseguenza di creare maggiori occasioni di scontri.
- Questa edizione della Coppa del Mondo vide i Tre Tenori esibirsi per la prima volta insieme alla vigilia della finale.
- "World Cup Italia '90" fu il videogioco ufficiale della manifestazione, fu prodotto dalla Olivetti ed era disponibili solo per alcune console Sega.
- Diego Armando Maradona pare aver confermato nel 2005 la voce secondo cui l'acqua offerta da un membro dello staff argentino al centrocampista brasiliano Branco durante l'ottavo di finale Brasile-Argentina conteneva un farmaco tranquillante; su questo episodio il programma di Rai Tre Sfide torna a indagare nel 2006.
- Questa Coppa del Mondo è presente nel film Good Bye Lenin! e in Due sulla strada.
- Durante lo svolgimento dei mondiali, al Foro Italico di Roma, per la prima volta in Italia venne presentato come guest sport il Jorkyball.
- Si narra che allo Stadio Renzo Barbera di Palermo gli ultimi lavori finirono poche ore prima del primo incontro, disputato il 12 giugno 1990: gli imbianchini che stavano finendo di tinteggiare furono costretti a smettere perché stavano entrando i primi spettatori della partita tra Olanda e Egitto, lasciando secchi e pennelli sugli spalti per la fretta di andare via su sollecitazione dei responsabili dell'impianto.
[modifica] Prime e ultime volte
[modifica] Prime volte
- Per la prima volta entrambe le semifinali furono decise ai calci di rigore.
- Per la prima volta si rese necessario un sorteggio per stabilire la posizione finale nella classifica di un girone, dato che l'Irlanda e l'Olanda si classificarono con lo stesso punteggio e le stesse cifre nel gruppo F: l'Irlanda conquistò così il secondo posto mentre l'Olanda fu terza. Entrambe si qualificarono al turno successivo, in quanto l'Olanda fu ammessa come una delle quattro migliori terze.
- È il primo mondiale per Costa Rica ed Emirati Arabi Uniti.
- Questa Coppa del Mondo è stata la prima (e, fino ad ora, l'unica) in cui due squadre europee (Scozia e Svezia) furono battute ed eliminate da una formazione centroamericana: il Costarica, che vinse 1-0 contro gli scozzesi e 2-1 contro gli scandinavi.
- "Un'estate italiana" fu la prima canzone ufficiale di un mondiale.
- Nella sola finale molte cose accaddero per la prima volta:
- per la prima volta una nazionale raggiunse tre finali consecutivamente: fu la Germania Ovest, che fu già finalista nel 1982 e nel 1986, uscendone sconfitta. L'impresa fu ripetuta dal Brasile nelle tre edizioni successive (1994, 1998 e 2002), con più fortuna: fu vincitore due volte su tre;
- c'è stata la prima riedizione di una finale precedente: già nel 1986 Argentina e Germania furono opposte in finale, anche se quella volta la vittoria andò ai sudamericani;
- Pedro Monzón dell'Argentina divenne il primo giocatore espulso in una finale di Coppa del Mondo. Fu poco dopo seguito dal suo compagno di squadra Gustavo Dezotti;
- per la prima volta, la squadra sconfitta non andò a segno: la Germania vinse grazie ad un rigore, per poco non parato da Sergio Goycochea, trasformato all'85' minuto da Andreas Brehme e assegnato per un fallo su Rudi Völler. Di conseguenza, il tedesco Bodo Illgner divenne il primo portiere a non subire reti in una finale.
- per la prima volta una finale tra una squadra sudamericana e una europea si conclude con la vittoria di quest'ultima, nelle precedenti cinque occasioni infatti la vittoria aveva sempre arriso ai sudamericani (1958-1962-1970: Brasile vittorioso rispettivamente sulla Svezia, sulla Cecoslovacchia e sull'Italia; 1978-1986: Argentina vittoriosa rispettivamente sull'Olanda e sulla Germania), tale impresa sarà poi ripetuta otto anni dopo dalla Francia vittoriosa in finale contro il Brasile.
[modifica] Ultime volte
- Questa Coppa del Mondo fu l'ultima in cui fu permesso ai portieri di ricevere tra le mani i retropassaggi dei propri compagni di squadra. La regola del retropassaggio verrà messa in atto a partire dai Mondiali del 1994, per rendere più difficile alle squadre perdere tempo, dopo che fu introdotta il 1º luglio 1992. Probabilmente l'introduzione di questa regola è stata influenzata dalla prestazione dell'Egitto nella partita contro l'Irlanda.
- Questa fu l'ultima coppa del mondo in cui le nazioni di quattro squadre nazionali esistettero come entità politiche: la Germania Occidentale si unificò con la Germania Orientale poco dopo il torneo; la Cecoslovacchia fu divisa in Repubblica Ceca e Slovacchia nel 1993 (nonostante questo continuarono a giocare come un unico paese quando fallirono la qualificazione ai mondiali del 1994); la Jugoslavia si dissolse nelle nazioni di Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Serbia e Montenegro (queste ultime due formavano la Repubblica Federale di Jugoslavia fino al 2002, chiamatosi poi Serbia e Montenegro nel periodo 2003-2006); l'Unione Sovietica si sciolse in Russia ed altri quattordici stati dopo la caduta del regime comunista, anche se undici degli stati che formavano l'URSS crearono una squadra della CSI che giocò agli europei del 1992.
- Questa è stata anche l'ultima edizione dei mondiali in cui una vittoria nel girone eliminatorio valeva due punti. Il gioco poco offensivo spinse la FIFA ad introdurre la regola dei tre punti in occasione dei mondiali del 1994.
- Questa è stata l'ultima coppa del mondo in cui gli arbitri indossavano principalmente la tradizionale casacca nera: a partire dal 1994, gli arbitri possono scegliere altri colori per evitare di confondersi con le squadre in campo. Questa regola viene seguita dal 1994, sebbene il nero sia diventato un'opzione dal 1998. Comunque, in pratica, una casacca rossa di riserva esisteva già per i mondiali del 1990, e fu indossata nelle due partite in cui la Scozia indossava le tradizionali casacche color blu scuro per evitare confusione tra colori.
- Per l'ultima volta i giocatori di una Coppa del Mondo ebbero soltanto un numero stampato sul retro delle magliette. Essi avrebbero infatti avuto anche il nome sulla schiena, scritto sopra il numero, e anche il proprio numero riscritto in piccolo sul davanti a partire dal 1994.
- Questa fu l'ultima volta che la società Pan Am fu tra gli sponsorizzatori della Coppa del Mondo. L'anno seguente, infatti, l'azienda statunitense fallì.

