Campionato mondiale di calcio 2002
| Campionato mondiale di calcio 2002 2002 FIFAワールドカップ 2002년 FIFA월드컵 한국/일본 |
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|---|---|
| Dettagli del torneo | |
| Organizzatori | |
| Periodo | dal 31 maggio al 30 giugno 2002 |
| Squadre | 32 (198 alle qualificazioni) |
| Stadi | 20 (in 20 città ospitanti) |
| Classifica finale | |
| Vincitore |
(quinto titolo) |
| Finalista |
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| Terzo posto |
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| Quarto posto | |
| Statistiche del torneo | |
| Incontri | 64 |
| Gol segnati | 161 (2,52 per incontro) |
| Spettatori | 2 705 134 (42 268 per incontro) |
| Capocannoniere | |
| Miglior giocatore | |
| edizione successiva → ← edizione precedente | |
Il campionato mondiale di calcio 2002 o Coppa del Mondo FIFA del 2002 (nome ufficiale: 2002 FIFA World Cup Korea/Japan, noto anche come Corea del Sud-Giappone 2002) è stata la diciassettesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili che si svolse in Corea del Sud e in Giappone dal 31 maggio al 30 giugno e fu vinto dal Brasile per la quinta volta.
All'evento sono state assegnate due colonne sonore che hanno fatto da sfondo a tutta l'edizione dei mondiali: Boom di Anastacia e un brano elettronico composto da Vangelis.
[modifica] Assegnazione
Come deciso dalla FIFA nel maggio 1996 a Zurigo, per la prima volta nella storia i campionati mondiali di calcio furono organizzati da due Paesi, il che significava anche che per la prima volta tre squadre (la Nazionale sudcoreana, la Nazionale giapponese come ospitanti e la Nazionale francese campione del mondo in carica) erano ammesse di diritto alla fase a gironi. Per la prima volta il campionato si svolgeva fuori dall'Europa o dall'America.
[modifica] Stadi
La Corea del Sud e il Giappone hanno fornito ciascuno 10 stadi, molti dei quali appositamente costruiti per il campionato.
[modifica] Corea del Sud
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Daegu | Daegu World Cup Stadium | 68.014 | 2001 |
| Seoul | Seoul World Cup Stadium | 63.961 | 2001 |
| Busan | Busan Asiad Stadium | 55.982 | 2001 |
| Incheon | Incheon Munhak Stadium | 52.179 | 2002 |
| Ulsan | Munsu Football Stadium | 43.550 | 2001 |
| Suwon | Suwon World Cup Stadium | 43.188 | 2001 |
| Gwangju | Gwangju World Cup Stadium | 42.880 | 2001 |
| Jeonju | Jeonju World Cup Stadium | 42.391 | 2001 |
| Seogwipo | Jeju World Cup Stadium | 42.256 | 2001 |
| Daejon | Daejeon World Cup Stadium | 40.407 | 2001 |
[modifica] Giappone
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Yokohama | International Stadium | 70.000 | 1998 |
| Saitama | Saitama Stadium | 63.000 | 2001 |
| Fukuroi | Shizuoka Stadium Ecopa | 50.600 | 2001 |
| Ōsaka | Nagai Stadium | 50.000 | 1964 |
| Rifu | Miyagi Stadium | 49.000 | 2000 |
| Ōita | Stadium Big Eye | 43.000 | 2001 |
| Niigata | Stadium Big Swan | 42.300 | 2001 |
| Sapporo | Sapporo Dome | 42.000 | 2001 |
| Kashima | Kashima Stadium | 42.000 | 1993 |
| Kōbe | Kobe Wing Stadium | 42.000 | 2001 |
[modifica] Squadre partecipanti
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UEFA (15 squadre)
CONMEBOL (5 squadre) |
CAF (5 squadre) AFC (4 squadre) CONCACAF (3 squadre) |
NB:Corea del Sud e Giappone qualificate d'ufficio come Nazioni ospitante, Francia qualificata d'ufficio come Campione del mondo in carica.
[modifica] Convocazioni
| Per approfondire, vedi la voce Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2002. |
[modifica] Qualificazioni
| Per approfondire, vedi la voce Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 2002. |
[modifica] Fase finale
[modifica] Gruppo A
Il 31 maggio, il Mondiale nippo-coreano apre i battenti con una sfavillante cerimonia d'apertura e la gara tra la Francia Campione d'Europa, del Mondo e detentrice della Confederations Cup e il Senegal, vice-campione d'Africa e al suo esordio mondiale. Il tecnico francese Roger Lemerre punta sul gruppo capace di vincere tutto negli ultimi 4 anni e lascia a casa - tra le polemiche - molti promettenti giovani dell'Under-21; già dalla prima gara, però, complice uno Zinédine Zidane fermo per infortunio dopo un amichevole con la Corea del Sud poco prima dell'inizio dei mondiali, i giocatori selezionati appaiono prosciugati nella brillantezza e fuori forma. Il Senegal, guidato dall'allenatore francese Bruno Metsu e con una rosa composta per gran parte da giocatori militanti nel campionato francese, resiste agli attacchi dei francesi per tutto il primo tempo. Nonostante il palo di David Trezeguet al 22' infatti, dopo 8', su un contropiede del giovane talento El Hadji Diouf, il Senegal passa in vantaggio grazie a Papa Bouba Diop. Gli africani nella ripresa colpiscono anche una traversa con Khalilou Fadiga (in replica a quella di Thierry Henry) e complice anche una gara molto positiva del loro estremo difensore Tony Sylva riescono ad ottenere la loro prima vittoria. Il giorno seguente è la Danimarca a superare l'Uruguay, di ritorno ai Mondiali dopo un'assenza durata 12 anni. La squadra di Morten Olsen si rivela veloce e pericolosa in attacco vincendo grazie alla doppietta di Jon Dahl Tomasson, realizzata in chiusura di primo e secondo tempo; inutile il goal uruguagio dalla distanza di Dario Rodriguez, al 1' della ripresa. Nella seconda tornata di incontri, la Danimarca ottiene un pareggio con il Senegal portando entrambe le squadre a quattro punti. È ancora Tomasson ad aprire le marcature su rigore, ma nella ripresa, Diao si fa perdonare il rigore provocato, siglando il pari con un rapido contropiede di oltre 70 metri. La Francia, invece, (ridotta in 10 per l'espulsione di Henry alla mezz'ora del primo temo) è costretta sullo 0-0 da un Uruguay apparso piuttosto statico e povero di idee. Si arriva così ai match finali del girone con i campioni del Mondo in carica costretti a vincere con due goal di scarto contro la Danimarca per non essere eliminati già al primo turno; alla vigilia giunge la buona notizia del recupero di Zidane, anche se non al meglio della sua forma. Infatti il giocatore franco-algerino non apporta conseguenze significative al gioco dei francesi e la Danimarca passa in vantaggio con Dennis Rommedahl per poi raddoppiare con Tomasson (al quarto goal in tre gare). La Francia è, a sorpresa, fuori dai Mondiali, con un solo punto e nessuna rete segnata. È il peggior risultato per una nazionale campione del mondo in carica. Il Senegal, in contemporanea, rischia di compromettere il passaggio del turno dopo essere passato in vantaggio di tre reti alla mezz'ora, grazie a Fadiga e Papa Bouba Diop (autore di una doppietta), permettendo all'Uruguay di compiere una clamorosa rimonta nel finale rischiando di prendere anche il quarto goal, che sarebbe stato letale per la qualificazione.
[modifica] Gruppo B
Nella gara d'esordio del Gruppo B, il Paraguay è impegnato contro il Sudafrica. Il commissario tecnico Cesare Maldini, il più anziano della manifestazione con i suoi 70 anni, finisce subito nel mirino della stampa sudamericana[1], che lo accusa di aver sprecato il doppio vantaggio del primo tempo, con una seconda frazione di gioco molto difensivista permettendo la rimonta del Sudafrica su rigore al 90° realizzato dal sudafricano Quinton Fortune). La Spagna, invece, tra le favorite del torneo, prova a sfatare un tabù che la vede mancare sempre il suo appuntamento con la storia, non riuscendo mai a raggiungere un buon risultato ai mondiali ormai dal lontano 1950. Pur non impressionando, gli iberici vincono 3-1 contro l'esordiente Slovenia e replica nel match successivo contro il Paraguay, anche stavolta condannati da un rigore messo a segno dall'esperto Fernando Hierro. Gli africani nel frattempo approfittano della situazione e, superando di misura una Slovenia lenta e prevedibile, si portano ad un punto dal turno successivo. Il commissario tecnico Sloveno minaccia le dimissioni prima ancora di disputare l'ultimo incontro del girone. Nell'ultima tornata, la Spagna, facendo scendere in campo numerose riserve e guidata da un rigenerato Gaizka Mendieta, vince 3-2 ontro il Sudafrica, mentre in contemporanea il Paraguay, in 10 uomini dalla mezz'ora del primo tempo, rimonta l'iniziale vantaggio di Ačimovič, grazie ai due nuovi entrati Campos e Cuevas, quest'ultimo autore di una doppietta. Il Sudafrica scivola quindi in terza posizione superati dai paraguaiani, che spronati dalle critiche, trovano un posto agli ottavi.
[modifica] Gruppo C
Nel gruppo del Brasile, non ci sono ostacoli insormontabili: Turchia, Costa Rica e l'esordiente Cina non sembrano, sulla carta, avversari in grado di mettere in difficoltà i verdeoro. Invece, contro tutti i pronostici, è la Turchia a passare in vantaggio, nella prima sfida contro i vice-campioni del Mondo, grazie ad Hasan Şaş. Il pareggio di Ronaldo al 4' della ripresa suona come una carica per i brasiliani, che dominano il secondo tempo senza però riuscire a concretizzare alcuna occasione. All'85°, l'arbitro sudcoreano Kim Young-Joo espelle Alpay per fallo da ultimo uomo su Rivaldo e assegna un rigore al Brasile: in realtà le telecamere mostreranno che il fallo era avvenuto fuori area. Il fantasista del Barcellona, segna dal dischetto il 2-1 e dopo qualche minuto, preso sulla caviglia da una pallonata di Hakan Ünsal, inscena una simulazione che farà il giro del mondo, con lo scopo di guadagnare minuti preziosi, causando l'espulsione del secondo giocatore turco. Per questa simulazione, riceverà solo una multa[2]. Sull'altro campo, la Cina - davanti a 40.000 sostenitori giunti a vedere l'esordio al mondiale del proprio paese - si fa superare in pochi minuti dal Costa Rica, grazie a due reti di Gòmez e Wright. Nella seconda tornata di partite, i verdeoro vincono con un facile 4-0 al cospetto della nazionale cinese guidata da Bora Milutinović, decretandone l'eliminazione anticipata, mentre nella sfida tra Turchia e Costa Rica, Parks, pareggiando a 4' dalla fine il goal iniziale del turco Emre, mette quasi al sicuro la qualificazione della sua squadra. Negli ultimi incontri del girone però, la seconda goleada del Brasile (5-2 alla Costa Rica), spegne le ambizioni dei centramericani e spiana la strada ai turchi, che con 3 goal alla Cina, passano il turno in coppia con i decorati verdeoro.
[modifica] Gruppo D
Nel quarto raggruppamento, la testa di serie d'ufficio è la Corea del Sud padrona di casa; il girone, completato da Stati Uniti, Polonia e Portogallo, risulta ben al di sotto delle attese, a causa dello scarso rendimento delle due europee, che tornano a calcare la scena mondiale dopo un'assenza pluridecennale (ultimo mondiale per entrambe le compagini quello del 1986). Già nella prima giornata, ci si accorge che per Polonia e Portogallo non sarà un girone propizio: la Corea, sostenuta da un pubblico calorosissimo, colpisce due volte i polacchi, lenti e irriconoscibili rispetto alla fase di qualificazione, mentre il Portogallo, giunto al mondiale con grandi prospettive, rimedia una brutta sconfitta contro gli Stati Uniti d'America. Dopo uno svantaggio iniziale di tre reti infatti, i lusitani tentano una rimonta ma il match si conclude 3-2. Nella seconda giornata, gli USA confermano la buona impressione fatta a Suwon contro i portoghesi e costringono al pari la Corea del Sud (che sbaglia anche un rigore nel primo tempo e si salva a 10 minuti dalla fine con Ahn Jung-Hwan, attaccante in forza al Perugia). Per Portogallo e Polonia, invece, è già un match decisivo per la qualificazione. Rispetto all'esordio, i lusitani cambiano atteggiamento tattico e con qualche cambio nella formazione vincono per 4-0 (tripletta di Pauleta e goal di Rui Costa); i polacchi, tra i quali si salva il solo Emmanuel Olisadebe, sono già fuori dai giochi per la qualificazione, con la difesa peggiore del girone e senza reti all'attivo. Al terzo turno, quindi, agli Stati Uniti basterebbe anche un pari; ma la Polonia si scuote in un impeto d'orgoglio e vince 3-1. Intanto, però, sul campo di Incheon va in scena una vera e propria battaglia tra Corea del Sud e Portogallo: i nervi dei lusitani sono tesi e, al 26', João Pinto, commette un brutto fallo da dietro su Park Ji-Sung nella zona di centrocampo. L'arbitro, l'argentino Sanchez, lo espelle, per poi tenere ancora in gioco i portoghesi annullando un goal ai coreani. I lusitani ci provano con le forze residue, ma l'arbitro non fa sconti ed espelle un po' frettolosamente[3], anche Beto, per doppia ammonizione. La Corea, che fino ad allora aveva controllato lo 0-0 che avrebbe qualificato entrambe le squadre, va in goal con Park e regala la qualificazione agli Stati Uniti eliminando di fatto il Portogallo.
[modifica] Gruppo E
Nella gara d'esordio del gruppo E, Camerun ed EIRE provano a partire con il piede giusto. Un goal per parte ed un tempo dominato da ciascuna delle due squadre fanno terminare l'incontro in parità, anche se a tremare di più nel finale sono gli africani (palo all'83° di Robbie Keane). La Germania di Michael Ballack e Miroslav Klose, invece, si presenta al mondiale con una nazionale ritenuta la più debole di tutti i tempi. Infatti, dopo un umiliante 8-0 inflitto all'Arabia Saudita, che poteva far ben sperare, appare rinunciataria in attacco e piuttosto debole in difesa nella seconda gara del raggruppamento, che la vede impegnata contro l'unico avversario in grado di impensierirla, l'Irlanda. Contro l'EIRE, infatti, il cannoniere Klose prova a replicare la prestazione precedente, mettendo a segno di testa il quarto goal in due gare, ma Robbie Keane smorza gli entusiasmi tedeschi segnando a pochi secondi dalla fine e mette il CT tedesco Rudi Voeller sulla graticola. Tatticamente molto organizzata e fisica, l'EIRE si presenta imbattuta al terzo e decisivo turno, contro l'Arabia Saudita, reduce da una prova dignitosa contro il Camerun (1-0 con goal di Samuel Eto'o). Il 3-0 degli irlandesi sugli asiatici qualifica la formazione d'oltremanica. Alla Germania, invece, bastano due reti (in una gara con 15 ammoniti e un espulso per parte) per aver ragione di un Camerun sicuramente sotto le aspettative, spesso in difficoltà ad imporre quel giusto ritmo e quel gioco che, in passato, erano valsi agli africani il nome da battaglia de "I Leoni d'Africa".
[modifica] Gruppo F
Per uno scherzo dell'urna, Argentina, Inghilterra, Svezia e Nigeria si ritrovano una contro l'altra - in quello che è il girone d'acciaio del Mondiale - a lottare per due soli posti agli ottavi. L'Argentina arriva da favorita per la vittoria finale e s'affida a Veròn in regia e a Batistuta in attacco; tanto basta a chiudere la pratica nella gara d'esordio contro una Nigeria sperimentale e ricca di giovani. Gli africani, assolutamente all'altezza della situazione, pagano l'infortunio di Kanu dopo pochi minuti di gioco e la mancanza di esperienza a livello internazionale, venendo sconfitti per una rete a zero. Esordio con pareggio per l'Inghilterra: deludono Beckham (rientrante da un infortunio), beniamino dei giapponesi. Owen colpisce un palo, ma la Svezia non ne approfitta e la gara finisce 1-1. Nonostante due pali e una buona prestazione tutta cuore e gambe, la Nigeria "sperimentale" non può nulla, nel secondo incontro, contro la Svezia. Henrik Larsson, autore di una doppietta, porta la sua nazionale a un passo dagli ottavi. Argentina e Inghilterra antiche rivali si ritrovano una contro l'altra dopo soli quattro anni dal memorabile ottavo di finale vinto dai sudamericani ai rigori. Quella volta Beckham fu criticato per la sua espulsione che aveva compromesso l'incontro, questa volta però il capitano della nazionale inglese risulta decisivo realizzando un calcio di rigore, in una gara che i sudamericani non sembrano mai in grado di poter prendere in mano nonostante la schiacciante supremazia in possesso palla. Nella tornata decisiva, l'Inghilterra chiude controllando il match contro la Nigeria e passa il turno pareggiando. All'Argentina basterebbe una vittoria sugli svedesi per qualificarsi ma la nazionale scandinava conclude il match con un pari e spegne i sogni dei sudamericani che vengono clamorosamente eliminati al primo turno.
[modifica] Gruppo G
Il Gruppo G vede l'Italia di Giovanni Trapattoni, impegnata contro l' esordiente Ecuador, la Croazia che aveva conseguito il 3° poto al quattro anni prima) e il Messico. Nonostante le preoccupazioni del Commissario Tecnico italiano riguardo all'undici sudamericano[4], l'Italia apre il suo cammino con due goal in mezz'ora all'Ecuador (doppietta di Christian Vieri) e guadagna i primi tre punti verso la qualificazione; lo stesso fa il Messico, che porta in goal il suo numero 10 Blanco su calcio di rigore e batte la Croazia. Nella seconda tornata, la compagine slava, si rivela un ostacolo più grave del previsto nel cammino degli "azzurri" verso gli ottavi di finale: Alessandro Nesta deve lasciare quasi subito il campo per infortunio - come successo nel '98 e come succederà nel 2006 - e l'Italia va in affanno in difesa. All'inizio del secondo tempo, Vieri fa goal di testa, ma il fischietto inglese Graham Poll annulla per fuorigioco che si rivelerà poi inesistente; il centravanti dell'Italia, però, si ripete dopo pochi minuti, in un'azione simile e porta in vantaggio l'Italia. In tre minuti però la Croazia ribalta il risultato con la rete di Ivica Olić e con uno spettacolare pallonetto di Milan Rapaić. A pesare sulla sconfitta italiana, anche un palo interno che Francesco Totti colpisce al 40' e un goal annullato a Marco Materazzi (che segna addirittura dalla difesa) per un presunto fallo di Filippo Inzaghi[5][6]. Il Messico invece, si porta in testa al girone, battendo 2-1 gli ecuadoriani, ed estromettendoli di fatto dalla corsa per la qualificazione. L'Italia - con Nesta recuperato - arriva all'ultima tornata, consapevole di dover battere il Messico capolista per continuare il cammino. Al 14°, Filippo Inzaghi segna il goal del vantaggio, ma il segnalinee lo vede partire in fuorigioco e annulla. Al 34° è l'attaccante messicano Jared Borgetti ad inventare uno dei gol più incredibili del mondiale, segnando di testa a Gianluigi Buffon, con la palla che cambia traiettoria prima di entrare nell'angolino alto. La rete mette seriamente a repentaglio le sorti dell'Italia, ma all'inizio del secondo tempo, l'Ecuador passa in vantaggio sulla Croazia, spianando la strada all'Italia. Gli "Azzurri", virtualmente qualificati, vanno anche in gol con l'idolo locale Del Piero (di testa, su semirovesciata di Vincenzo Montella, a cui poco prima era stato annullato un goal regolare[7]). Nell'esultanza, Del Piero alza gli occhi al cielo e ricorda il padre da poco scomparso. Con questo pareggio, si conclude il girone. Passano agli ottavi il Messico, dominatore del raggruppamento, e la Nazionale Italiana - che lascia il Giappone per giocare la fase successiva dei Mondiali in Corea.
[modifica] Gruppo H
Il Gruppo H è composto da Giappone, Belgio, Russia e Tunisia. I padroni di casa avevano terminato il mondiale precedente a zero punti. Il primo match con il Belgio parte subito male, ma in svantaggio di un goal, i nipponici riescono a reagire pareggiando subito dopo e portandosi addirittura in vantaggio. Vantaggio che però sfuma con il pari del Belgio. Nonostante una punta di delusione, i Giapponesi sono contenti di aver ottenuto il loro primo punto e gli servirà per disputare le partite seguenti con il giusto entusiasmo. La Russia invece ottiene una vittoria per 2-0 a scapito degli africani. Nella tornata successiva, il Giappone fa risultato pieno contro i russi, entusiasmando un paese intero per la loro prima vittoria ad un mondiale, mentre nell'altro incontro, Belgio e Tunisia si accontentano del pari. Con un 2-0 maturato nel secondo tempo ai danni dei tunisini, il Giappone si assicura di giocare su campi amici gli ottavi di finale. Il Belgio che arrivava dal brutto pareggio con gli africani, rimane virtualmente fuori dal mondiale per mezz'ora, prima di segnare due reti che valgono la vittoria contro una Russia apparsa piuttosto inconsistente e nervosa.
[modifica] Ottavi di finale
Il primo ottavo di finale vede di fronte la Germania di Rudi Völler ed il Paraguay di Cesare Maldini. La partita è tra le più brutte di questa edizione del mondiale, con le due squadre che sembrano puntare neanche troppo implicitamente ai tempi supplementari. Una rete allo scadere di Oliver Neuville regala il passaggio del turno alla Germania. La squadra convince sempre meno, ma continua a vincere.
Nell'ottavo seguente, l'Inghilterra, complici due leggerezze del portiere della Danimarca, Thomas Sørensen, vince con un roboante 3-0.
Il giorno dopo si affrontano le due sorprese Svezia e Senegal: l'avvio è scoppiettante, gli svedesi passano subito in vantaggio con il bomber Henrik Larsson, ma si fanno raggiungere da un goal da fuori area di Henri Camara. Si va ai supplementari, e Ibrahimović, appena entrato, sfiora il golden goal con un'azione personale. Alla fine, però, saranno gli africani a festeggiare, grazie alla doppietta di Camara, la seconda qualificazione di una squadra del continente nero ai quarti di finale (c'era riuscito solo il Camerun ad Italia '90, imitati poi dal Ghana a Sudafrica 2010).
Non meno emozionante è la sfida serale Spagna-Irlanda: gli iberici controllano la partita nel primo tempo e vanno in vantaggio. Poi, però, il CT José Antonio Camacho sceglie un atteggiamento prudente e toglie dal campo Fernando Morientes e Raúl, affidando il reparto avanzato alla giovane ala Luque. L'EIRE preme e, dopo un rigore fallito, va in rete al 90° con Keane, ancora su rigore, e così costringe ai tempi supplementari gli spagnoli. La formazione iberica, ormai senza punte né cambi disponibili, rimane asserragliata in difesa, affidandosi ai calci piazzati e ai tiri dalla lunga distanza, mentre gli irlandesi assediano l'area di rigore avversaria, fino al triplice fischio: si va ai calci di rigore. Dal dischetto, sono ben cinque i rigori sbagliati: due per gli spagnoli, tre per gli irlandesi, e il tiro decisivo di Gaizka Mendieta manda la Spagna ai quarti di finale dopo otto anni.
Gli ottavi di finale mettono di fronte per la prima volta in una fase finale le due grandi squadre CONCACAF, gli USA che cercano la loro prima qualificazione ai quarti di finale (se si esclude il risultato conseguito al primo mondiale del 1930) e il Messico del giovane capitano Rafael Marquez. Proprio Marquez finirà anzitempo la gara, per una testata rifilata allo statunitense Cobi Jones. Per il resto, la gara arride agli USA, che mettono in luce il talento di Landon Donovan e tengono a centrocampo grazie all'esperienza di capitan Reyna.
In serata, il Brasile si scontra con un Belgio in gran crescita, che chiude tutti gli spazi, pressa e punge in velocità, vedendosi annullare sullo 0-0 l'ennesimo goal regolare del torneo. Alla fine sono i colpi dei campioni verdeoro Ronaldo e Rivaldo a salvare il Brasile dai supplementari.
Chiudono lo scenario degli ottavi le due sfide dei padroni di casa. Nella gara con la Turchia, il Giappone termina la sua avventura ai Mondiali casalinghi: ai nipponici manca decisamente velocità e smalto, causa anche una giornata negativa del fantasista Hidetoshi Nakata. Così, ai turchi, basta un solo tiro in porta in 90' (è Umit Davala a realizzarlo) per vincere la partita e passare ai quarti.
A Daejon, l'Italia trova la Corea del Sud. I giornali locali, nei giorni precedenti, danno per sicuro il passaggio del turno dei padroni di casa e, durante la partita, i tifosi coreani esibiscono lo slogan "Again 1966!", a ricordo dell'1-0 rifilato dalla Corea del Nord agli Azzurri, nel mondiale inglese di quell'anno. Nel film ufficiale del mondiale 2002, Trapattoni dichiarerà di ricordare che l'arbitro non rispose ai saluti dei giocatori italiani prima di entrare in campo. L'incontro inizia e la difesa dell'Italia, senza Nesta che patisce i postumi dell'infortunio e Cannavaro che sconta una giornata di squalifica, trema nei primi minuti: la Corea potrebbe approfittarne per andare in vantaggio su rigore al 4°, ma Buffon intuisce la traiettoria del tiro di Ahn e devia in angolo. Dopo lo sbandamento iniziale, l'Italia si riassesta e va in goal al 18°, con Christian Vieri (al quarto centro personale, nono complessivo ai Mondiali). Nel secondo tempo, nonostante le difficoltà ambientali e qualche scontro al limite[8] (Zambrotta riceve un brutto fallo da Choi Jin-Cheul e s'infortuna, Del Piero si prende una gomitata a gioco fermo da Kim Tae-Young), l'Italia argina le sfuriate coreane e sfiora il raddoppio; la beffa arriva a due minuti dalla fine, con Seol Ki-Hyeon che pareggia approfittando di un errore del difensore Panucci; dopo pochi secondi, però, Vieri ha sul sinistro la palla del ko, ma spedisce alto a porta vuota. Nei supplementari, la Corea tira fuori il meglio e imprime un ritmo forsennato alla gara, e, così, è premiata al 117° dal goal di Ahn, che sfrutta un altro black-out della difesa azzurra. A pesare sulla sconfitta, anche una contestata espulsione di Totti per simulazione e un golden-goal regolare annullato a Damiano Tommasi. La partita ebbe numerose ripercussioni a causa dello scandaloso arbitraggio di Byron Moreno,colpevole di non avere assegnato numerosi falli alla squadra azzurra e accusato di avere palesemente favorito la squadra di casa. Ancora oggi la partita è ricordata dai tifosi azzurri come una delle più cocenti e ingiuste eliminazioni della storia calcistica del paese. Così, i vice-campioni d'Europa vanno fuori a sopresa, mentre per la Corea del Sud è un'impresa storica: era dal 1966 che una squadra asiatica non accedeva ai quarti di finale di Coppa del Mondo. Anche quella volta, era stata l'Italia ad essere vittima sacrificale e a passare il turno era stata la Corea del Nord.
[modifica] Quarti di finale
I quarti di finale del torneo sono avari di grandi nomi, date le eliminazioni illustri di Italia, Argentina, Francia e Portogallo. Perciò, Inghilterra-Brasile ha il sapore di una finale anticipata. Il miglior attacco ottiene la vittoria contro la migliore difesa, complice anche il portiere inglese Seaman fuori dai pali su punizione di Ronaldinho. Proprio il giocatore dichiarerà nel film ufficiale della FIFA che un compagno aveva notato l'abitudine di Seaman a stare fuori dai pali durante le punizioni e di tenerlo dunque d'occhio. L'incontro se l'aggiudicano dunque i "danzatori" verdeoro[9], con il risultato di 2-1 (ottenuto in rimonta, su una solida Inghilterra).
Problemi anche per i giocatori della Germania, che, per arginare la foga degli statunitensi guidati dal CT Bruce Arena, devono far capo a tutta la loro esperienza e ad una partita magistrale del loro portiere Oliver Kahn. A siglare il goal partita, è Ballack, di testa, al 38°. Il demerito principale degli americani è una fase difensiva troppo arrangiata ed una foga a tratti eccessiva nel cercare il pareggio. A pesare sull'esito della partita ancora una volta un ennesimo errore arbitrale, non convalidando un rigore agli americani dopo una respinta di mano sulla linea di porta di un difensore tedesco.
Nel terzo quarto, la Corea replica l'"impresa" "italiana" ed estromette dalla corsa per la finale anche la Spagna, dopo una gara finita a reti bianche e decisa solo dalla lotteria dei rigori.
| « La Corea vince ai rigori una partita viziata da gravi errori arbitrali e va alla sua prima semifinale mondiale. I coreani festeggiano e si abbracciano mentre gli spagnoli, traditi da un errore dal dischetto di Joaquin, il suo giocatore migliore nel corso della partita, accerchiano minacciosi la terna arbitrale. » | |
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(Andrea Di Nicola, repubblica.it)
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Durante l'incontro infatti, gli spagnoli recriminano due gol regolari annullati, uno nei tempi regolamentari e uno nei tempi supplementari. Il giorno dopo il famoso quotidiano sportivo spagnolo AS titolerà in prima pagina ¡ROBO! ("Rapina!") e, più in basso, Italia tenía razón ("L'Italia aveva ragione")[10], con riferimento ai duri commenti italiani sull'arbitraggio di Byron Moreno, direttore di gara degli azzurri nel turno precedente.
Chiude il quartetto delle semifinaliste la Turchia, che si aggiudica il match tra outsider e spegne i sogni di gloria del Senegal. Ancora una volta l'Africa si ferma ai quarti di finale proprio come il Camerun battuto dall'Inghilterra dodici anni prima. A castigare i senegalesi, apparsi nettamente sottotono e deconcentrati, sarà il golden goal dell'attaccante di riserva Ilhan Mansiz, con una pregevole girata al 94°.
[modifica] Semifinali
La composizione del tabellone mette di nuovo di fronte Brasile e Turchia; segna ancora Ronaldo, al sesto centro personale. Ai turchi non basta neanche l'ingresso in campo dell'abile Mansiz (memorabile per i suoi colpi di tacco volanti). Arrivare a giocarsi l'accesso in finale per i turchi rappresenta comunque un traguardo storico, ben al di là di ogni più rosea aspettativa per la nazionale capitanata da Hakan Şükür.
Anche l'altra semifinale vede confermato il pronostico: ancora una volta è decisivo Michael Ballack, che a quindici minuti dalla fine raccoglie una corta respinta di Lee Won-Jae su un suo stesso tiro e insacca. Per i tedeschi è la quarta finale nelle ultime sei edizioni del Mondiale ma è senza dubbio la più inaspettata: la squadra non riesce ad esprimere un gioco soddisfacente, si affida al talento di Kahn e Ballack, che però sarà costretto a saltare la finale per squalifica) e deve fare i conti con la crisi del bomber Miroslav Klose che, dopo i cinque gol nella fase a gruppi non ha più trovato la via della rete. Per la Corea, la soddisfazione di aver ben figurato nel mondiale casalingo, eliminando di fila tre pretendenti al titolo e sognando la finale di Yokohama.
[modifica] Finali
Per Corea del Sud e Turchia, la finale di consolazione è l'occasione per festeggiare un mondiale incredibile, andato ben oltre le previsioni. A Daegu, i turchi lasciano in panchina alcuni titolari come l'interista Buruk Okan, mentre la Corea schiera la miglior squadra titolare ma, dopo un mondiale miracoloso, non c'è spazio per un nuovo acuto degli uomini di Guus Hiddink. Dopo dieci secondi, infatti, la difesa asiatica si fa sorprendere al centro da Hakan Şükür, che porta immediatamente in vantaggio la sua nazionale, col suo primo centro ai Mondiali. Nonostante l'immediato pareggio di Lee Eul Yong, i turchi trovano altri due gol prima della fine del tempo con Ilhan Mansiz; la ripresa è una semplice passerella per chi ha giocato meno. Inutile la rete di Song Chong-Gug nel recupero.
L'attesa finalissima di Yokohama mette di fronte le due squadre con il maggior numero di incontri disputati in una fase finale del mondiale; sono ben sette i titoli mondiali in bacheca (quattro per il Brasile e tre per la Germania). Paradossalmente però si tratta della prima partita tra Brasile e Germania in un campionato del mondo: i pronostici sono tutti dalla parte dei brasiliani. Völler deve fare a meno di Ballack, sostituito dall'esperto Jens Jeremies, centrale del Bayern Monaco votato al contenimento e privo della fantasia del numero 13 tedesco. È comunque la compagine europea ad iniziare meglio nel primo tempo, rischiando soltanto nel finale con la traversa su punizione di Kleberson ed un paio di occasioni per Ronaldo. Ma il "Fenomeno", al 67°, approfitta di un grave errore di Oliver Kahn, che si lascia sfuggire un fiacco rasoterra di Rivaldo ed è lesto a mettere in rete la palla vagante. A nulla servono gli ingressi di Bierhoff e del possente oriundo Gerald Asamoah perché il Brasile segna ancora al 79° con una combinazione in velocità al limite dell'area e tiro secco all'angolino di Ronaldo che chiude la partita. Il Brasile vince la quinta Coppa del Mondo della sua storia (record mondiale attuale) e Ronaldo vince la classifica cannonieri con 8 reti, riscattando il magro rendimento nella finale di quattro anni prima, persa dai brasiliani in favore dei francesi per 3-0.
[modifica] Le partite
[modifica] Fase a gruppi
[modifica] Gruppo A
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 4 | +1 | |
| 2 | 3 | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | -1 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 0 | 3 | -3 |
| Seoul 31 maggio 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Francia |
0 – 1 referto |
Seoul World Cup Stadium (62.561 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Ulsan 1º giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Uruguay |
1 – 2 referto |
Munsu Football Stadium (30.157 spett.)
|
| Rodríguez |
Marcatori | |
| Daegu 6 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Danimarca |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (43.500 spett.)
|
| Tomasson |
Marcatori | |
| Busan 6 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Francia |
0 – 0 referto |
Busan Asiad Stadium (38.289 spett.)
|
| Incheon 11 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Danimarca |
2 – 0 referto |
Incheon Munhak Stadium (48.100 spett.)
|
| Rommedahl Tomasson |
Marcatori | |
| Suwon 11 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Senegal |
3 – 3 referto |
Suwon World Cup Stadium (33.681 spett.)
|
| Fadiga Bouba Diop |
Marcatori | |
[modifica] Gruppo B
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 9 | 4 | +5 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 6 | 6 | 0 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 5 | 0 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 2 | 7 | -5 |
| Busan 2 giugno 2002, ore 16:30 UTC+8 |
Paraguay |
2 – 2 referto |
Busan Asiad Stadium (25.186 spett.)
|
| Santa Cruz Arce |
Marcatori | |
| Gwangju 2 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Gwangju World Cup Stadium (28.598 spett.)
|
| Raul Valerón Hierro |
Marcatori | |
| Jeonju 7 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Jeonju World Cup Stadium (24.000 spett.)
|
| Morientes Hierro |
Marcatori | |
| Daegu 8 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Sudafrica |
1 – 0 referto |
Daegu World Cup Stadium (47.226 spett.)
|
| Nomvethe |
Marcatori | |
| Daejeon 12 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Sudafrica |
2 – 3 referto |
Daejeon World Cup Stadium (31.024 spett.)
|
| McCarthy Radebe |
Marcatori | |
| Seogwipo 12 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Slovenia |
1 – 3 referto |
Jeju World Cup Stadium (30.176 spett.)
|
| Ačimovič |
Marcatori | |
[modifica] Gruppo C
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 11 | 3 | +8 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 3 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 9 | -9 |
| Ulsan 3 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Brasile |
2 – 1 referto |
Munsu Football Stadium (33.842 spett.)
|
| Ronaldo Rivaldo |
Marcatori | |
| Gwangju 4 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Cina |
0 – 2 referto |
Gwangju World Cup Stadium (27.217 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Seogwipo 8 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
4 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (36.750 spett.)
|
| Roberto Carlos Rivaldo Ronaldinho Ronaldo |
Marcatori | |
| Incheon 9 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Costa Rica |
1 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (42.299 spett.)
|
| Parks |
Marcatori | |
| Suwon 13 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Costa Rica |
2 – 5 referto |
Suwon World Cup Stadium (38.524 spett.)
|
| Wanchope Gómez |
Marcatori | |
| Seoul 13 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Turchia |
3 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (43.605 spett.)
|
| Hasan Şaş Korkmaz Ümit Davala |
Marcatori | |
[modifica] Gruppo D
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 1 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 6 | 4 | +2 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 3 | 7 | -4 |
| Busan 4 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 0 referto |
Busan Asiad Stadium (48.760 spett.)
|
| Hwang Sun-Hong Yoo Sang-Chul |
Marcatori | |
| Suwon 5 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Stati Uniti |
3 – 2 referto |
Suwon World Cup Stadium (37.306 spett.)
|
| O'Brien Jorge Costa McBride |
Marcatori | |
| Daegu 10 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (60.778 spett.)
|
| Ahn Jung-Hwan |
Marcatori | |
| Jeonju 10 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Portogallo |
4 – 0 referto |
Jeonju World Cup Stadium (31.000 spett.)
|
| Pauleta Rui Costa |
Marcatori | |
| Daejeon 14 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Polonia |
3 – 1 referto |
Daejeon World Cup Stadium (26.482 spett.)
|
| Olisadebe Kryszałowicz Żewłakow |
Marcatori | |
| Incheon 14 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Portogallo |
0 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (50.239 spett.)
|
| Marcatori | ||
[modifica] Gruppo E
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 11 | 1 | +10 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 3 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 12 | -12 |
| Niigata 1º giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Irlanda |
1 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (33.679 spett.)
|
| Holland |
Marcatori | |
| Sapporo 1º giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
8 – 0 referto |
Sapporo Dome (32.218 spett.)
|
| Klose Ballack Jancker Linke Bierhoff Schneider |
Marcatori | |
| Kashima 5 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 1 referto |
Kashima Stadium (35.854 spett.)
|
| Klose |
Marcatori | |
| Saitama 6 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Camerun |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (52.328 spett.)
|
| Eto'o |
Marcatori | |
| Fukuroi 11 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Camerun |
0 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.085 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Yokohama 11 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Arabia Saudita |
0 – 3 referto |
International Stadium (65.320 spett.)
|
| Marcatori | ||
[modifica] Gruppo F
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 4 | 3 | +1 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 2 | 1 | +1 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 2 | 0 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 1 | 3 | -2 |
| Kashima 2 giugno 2002, ore 14:30 UTC+8 |
Argentina |
1 – 0 referto |
Kashima Stadium (34.050 spett.)
|
| Batistuta |
Marcatori | |
| Saitama 2 giugno 2002, ore 18:30 UTC+8 |
Inghilterra |
1 – 1 referto |
Saitama Stadium (52.721 spett.)
|
| Campbell |
Marcatori | |
| Kōbe 7 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
2 – 1 referto |
Kobe Wing Stadium (36.194 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori | |
| Sapporo 7 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Argentina |
0 – 1 referto |
Sapporo Dome (35.927 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Rifu 12 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
1 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.777 spett.)
|
| A. Svensson |
Marcatori | |
| Ōsaka 12 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Nigeria |
0 – 0 referto |
Nagai Stadium (44.864 spett.)
|
[modifica] Gruppo G
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 2 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 3 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 4 | -2 |
| Niigata 3 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Croazia |
0 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (32.239 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Sapporo 3 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Italia |
2 – 0 referto |
Sapporo Dome (31.081 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori | |
| Kashima 8 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Italia |
1 – 2 referto |
Kashima Stadium (36.472 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori | |
| Rifu 9 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Messico |
2 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.610 spett.)
|
| Borgetti Torrado |
Marcatori | |
| Ōita 13 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Messico |
1 – 1 referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.291 spett.)
|
| Borgetti |
Marcatori | |
| Yokohama 13 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Ecuador |
1 – 0 referto |
International Stadium (65.862 spett.)
|
| Méndez |
Marcatori | |
[modifica] Gruppo H
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 6 | 5 | +1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 4 | 4 | 0 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 1 | 5 | -4 |
| Saitama 4 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Giappone |
2 – 2 referto |
Saitama Stadium (55.256 spett.)
|
| Suzuki Inamoto |
Marcatori | |
| Kōbe 5 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Russia |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (30.957 spett.)
|
| Titov Karpin |
Marcatori | |
| Yokohama 9 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Giappone |
1 – 0 referto |
International Stadium (66.108 spett.)
|
| Inamoto |
Marcatori | |
| Ōita 10 giugno 2002, ore 18:00 UTC+8 |
Tunisia |
1 – 1 referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.700 spett.)
|
| Bouzaiene |
Marcatori | |
| Ōsaka 14 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Tunisia |
0 – 2 referto |
Nagai Stadium (45.213 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Fukuroi 14 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Belgio |
3 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (46.640 spett.)
|
| Walem Sonck Wilmots |
Marcatori | |
[modifica] Fase a eliminazione diretta
[modifica] Albero della fase a eliminazione diretta
| Ottavi di finale | Quarti di finale | Semifinali | Finale | |||||||||||
| 15 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 1A. |
0 | |||||||||||||
| 21 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| 2F. |
3 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 1C. |
2 | |||||||||||||
| 26 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2H. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1F. |
1 | |||||||||||||
| 22 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2A. |
2 | |||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 18 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 1H. |
0 | |||||||||||||
| 30 giugno - 20:00 | ||||||||||||||
| 2C. |
1 | |||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 15 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1E. |
1 | |||||||||||||
| 21 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2B. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1G. |
0 | |||||||||||||
| 25 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2D. |
2 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0 | Incontro per il terzo posto | ||||||||||||
| 1B. |
1(3) | |||||||||||||
| 22 giugno - 15:30 | 29 giugno - 20:00 | |||||||||||||
| 2E. |
1(2) | |||||||||||||
| |
0(3) | |
2 | |||||||||||
| 18 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0(5) | |
3 | |||||||||||
| 1D. |
2 | |||||||||||||
| 2G. |
1 | |||||||||||||
[modifica] Ottavi di finale
| Seogwipo 15 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (25.176 spett.)
|
| Neuville |
Marcatori | |
| Niigata 15 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Danimarca |
0 – 3 referto |
Niigata Stadium Big Swan (40.582 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Ōita 16 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
1 – 2 (d.t.s.) referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.747 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori | |
| Suwon 16 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Spagna |
1 – 1 (d.t.s.) referto |
Suwon World Cup Stadium (38.926 spett.)
|
| Morientes |
Marcatori | ||
Hierro Baraja Juanfran Valerón Mendieta |
Tiri di rigore 3 – 2 |
||
| Jeonju 17 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Messico |
0 – 2 referto |
Jeonju World Cup Stadium (36.380 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Kōbe 17 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (40.440 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Rifu 18 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Giappone |
0 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.666 spett.)
|
| Marcatori | ||
| Daejeon 18 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 1 (d.t.s.) referto |
Daejeon World Cup Stadium (38.588 spett.)
|
| Seol Ki-Hyeon Ahn Jung-Hwan |
Marcatori | |
[modifica] Quarti di finale
| Fukuroi 21 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Inghilterra |
1 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.436 spett.)
|
| Owen |
Marcatori | |
| Ulsan 21 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Munsu Football Stadium (37.337 spett.)
|
| Ballack |
Marcatori | |
| Gwangju 22 giugno 2002, ore 15:30 UTC+8 |
Spagna |
0 – 0 (d.t.s.) referto |
Gwangju World Cup Stadium (42.114 spett.)
|
Hierro Baraja Xavi Joaquín |
Tiri di rigore 3 – 5 |
||
| Osaka 22 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Senegal |
0 – 1 (d.t.s.) referto |
Nagai Stadium (45.233 spett.)
|
| Marcatori | ||
[modifica] Semifinali
| Seoul 25 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (65.256 spett.)
|
| Ballack |
Marcatori | |
| Saitama 26 giugno 2002, ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (61.058 spett.)
|
| Ronaldo |
Marcatori | |
[modifica] Finale 3º posto
| Daegu 29 giugno 2002, ore 20:00 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 3 referto |
Daegu World Cup Stadium (63.483 spett.)
|
| Lee Young-Pyo Song Chong-Gug |
Marcatori | |
[modifica] Finale
| Yokohama 30 giugno 2002, ore 20:00 UTC+8 |
Brasile |
2 – 0 referto |
International Stadium (69.029 spett.)
|
| Ronaldo |
Marcatori | |
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
[modifica] Vincitore
| Campione del mondo 2002 Brasile 5º titolo |
[modifica] Classifica marcatori
8 reti
5 reti
4 reti
3 reti
Marc Wilmots
Michael Ballack
Robbie Keane
Pauleta
Papa Bouba Diop
Fernando Morientes
Raúl
Henrik Larsson
Ilhan Mansiz
2 reti
Ronaldinho
Rónald Gómez
Ahn Jung-Hwan
Junichi Inamoto
Michael Owen
Jared Borgetti
Nelson Cuevas
Henri Camara
Fernando Hierro
Brian McBride
Landon Donovan
Ümit Davala
Hasan Sas
1 rete
Autoreti
Jorge Costa (1)
Carles Puyol (1)
Jeff Agoos (1)
[modifica] Statistiche
[modifica] Miglior portiere e miglior giocatore del torneo
[modifica] Capocannoniere del torneo
Ronaldo; 8 reti.
[modifica] Reti segnate
[modifica] Gol più veloce
Hakan Şükür (Corea del Sud-Turchia; 11 secondi).
[modifica] Gol più lento
Durante i tempi regolamentari
Song Chong-Gug (Corea del Sud-Turchia; 90°+3 di recupero).
Durante i tempi supplementari
Ahn Jung-Hwan (Corea del Sud-Italia; 117°).
[modifica] Triplette
Miroslav Klose (Germania-Arabia Saudita)
Pauleta (Portogallo-Polonia)
[modifica] Doppiette
Ronaldo (Costa Rica-Brasile e Brasile-Germania)
Jon Dahl Tomasson (Uruguay-Danimarca)
Christian Vieri (Italia-Ecuador)
Nelson Cuevas (Slovenia-Paraguay)
Papa Bouba Diop (Senegal-Uruguay)
Fernando Morientes (Spagna-Paraguay)
Raúl (Sudafrica-Spagna)
Henrik Larsson (Svezia-Nigeria)
İlhan Mansız (Corea del Sud-Turchia)
[modifica] Autoreti
Jorge Costa (Stati Uniti-Portogallo)
Carles Puyol (Spagna-Paraguay)
Jeff Agoos (Stati Uniti-Portogallo)
[modifica] Primo gol
Papa Bouba Diop (Francia-Senegal, gara inaugurale, 31 maggio, 30°)
[modifica] Ultimo gol
[modifica] Miglior attacco
Brasile; 18 reti segnate.
[modifica] Peggior attacco
Arabia Saudita,
Cina,
Francia; nessuna rete segnata.
[modifica] Miglior difesa
Argentina; 2 reti subite.
[modifica] Peggior difesa
Arabia Saudita; 12 reti subite.
[modifica] Arbitri
UEFA
Vitor Melo Pereira
Jan Wegereef
Ľuboš Micheľ
Kyros Vassaras
Anders Frisk
Urs Meier
Hugh Dallas
Kim Milton Nielsen
Terje Hauge
Antonio López Nieto
Gilles Veissière
Pierluigi Collina
Graham Poll
Markus Merk
CONMEBOL
CONCACAF
CAF
AFC
OFC
[modifica] Prime volte
- È stato il primo mondiale organizzato in concomitanza da due paesi, nonché il primo organizzato in Asia.
- È stato il primo mondiale disputato nel III millennio.
- È stato il primo mondiale dove non figuravano 22 convocazioni, ma 23 giocatori.
- La Francia è stata la prima detentrice della storia eliminata al primo turno.
- Se si esclude la non più esistente Unione Sovietica nel 1966, la Corea del Sud è stata la prima nazionale asiatica a raggiungere le semifinali di un campionato del mondo.
- Con quella del 2002, il Brasile è stata la prima nazionale sudamericana a raggiungere per tre volte di fila il traguardo della finale, ottenendo nel proprio caso due vittorie su tre. La prima nazionale in assoluto a riuscire nell'impresa fu la Germania Ovest (1982, 1986, 1990), che però a differenza delle Seleçao, vinse una finale su tre.
[modifica] Ultime volte
- È stato l'ultimo mondiale che dava diritto alla squadra detentrice di partecipare direttamente alle fasi finali.
- È stato l'ultimo mondiale in cui le squadre organizzatrici venivano inserite nel sorteggio come teste di serie, invece che sempre come tali ma direttamente in un gruppo prestabilito.
- È stato l'ultimo mondiale i cui tempi supplementari venivano giocati con la regola del golden goal: nello stesso anno infatti la UEFA propose e introdusse la regola del silver goal, con l'intento magari di farla accettare dalla FIFA in sostituzione del golden goal in vista dei mondiali 2006, ma l'IFAB dopo gli europei 2004 sancì l'abolizione di entrambi i sistemi.
- Per quanto riguarda la televisione italiana, è stato l'ultimo mondiale in cui la fase finale è stata trasmessa in esclusiva dalla RAI: per l'edizione 2006 infatti la piattaforma satellitare SKY acquistò i diritti per la trasmissione di tutte le sessantaquattro partite, lasciando alla tv di stato la possibilità di trasmettere solamente una partita al giorno (venticinque in tutto). Al tempo stesso, fu l'ultimo campionato mondiale dopo 16 anni, in cui il telecronista per le partite degli azzurri era Bruno Pizzul: il giornalista friulano chiuse difatti il suo rapporto con la RAI giusto qualche mese dopo.
[modifica] Curiosità
- La finale è stata al centro del film Il grande match di Gerardo Olivares (2006).
- Nella finale per il 3º posto il centravanti turco Hakan Şükür ha realizzato il gol più veloce della storia del Campionato mondiale (11 secondi). Tale record durava dall'edizione del 1962 ed a realizzarlo era stato l'allora attaccante cecoslovacco Vaclav Masek.
- La Federazione Argentina aveva inoltrato una richiesta alla FIFA per il ritiro della maglia numero 10 in onore di Diego Armando Maradona, chiedendo di disputare il mondiale senza di essa, aggiungendo al suo posto la maglia numero 24. La FIFA respinse la richiesta.
- Data la partecipazione della Cina è stato il primo mondiale dai tempi di Italia 90 ad annoverare tra le squadre qualificate un paese comunista. Infatti a quel campionato presero parte la nazionali di Cecoslovacchia, Jugoslavia e Unione Sovietica, che di lì a poco avrebbero cessato di esistere come entità politiche.
[modifica] Note
- ^ La Repubblica/mondiali2002: Paraguay, gran primo tempo Poi arriva il Sud Africa: 2-2
- ^ Rainews24.it
- ^ La Repubblica.it
- ^ http://www.sport.it/articolo/calcio-editoriale-azzurri-5
- ^ http://www.sport.it/articolo/calcio-editoriale-mondiali-54
- ^ La Repubblica/mondiali2002: Italia battuta dai croati Annullati due gol: 1-2
- ^ 13-06-2002 Italia-Messico 1-1 3a giornata 1a Fase
- ^ La Repubblica.it
- ^ La Repubblica/mondiali2002: Inghilterra a casa Brasile in semifinale
- ^ Edizione speciale di AS di sabato 22 giugno 2002, in pdf
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Campionato mondiale di calcio 2002
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN, ES, KO, JA, FR, DE, ZH) Sito ufficiale
- Statistiche, schede e tabellini su TM.it
- (EN) RSSSF Archive of finals
- (EN) RSSSF Archive of qualifying rounds
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