Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe
(EN) Royal Monastery of Santa María de Guadalupe
Monasterio de Guadalupe.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (iv) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1993
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il monastero reale di Santa Maria de Guadalupe (spagnolo: Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe) è un edificio monastico situato nella provincia spagnola di Cáceres, comunità autonoma dell'Estremadura. Fu il più importante monastero del Paese per oltre quattro secoli, e uno dei santuari più importanti d'Europa. Nel 1955 è stata insignita del titolo di basilica minore[1]. Al giorno d'oggi è protetto dall'UNESCO quale patrimonio dell'umanità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero nacque nel tardo tredicesimo secolo, quando un pastore provenienti da Cáceres, di nome Gil Cordero, scoprì sulle rive del fiume Guadalupe una statua della Madonna apparentemente nascosta dagli abitanti locali durante l'invasione dei Mori del 714. Sul luogo del rinvenimento venne eretta una cappella.

Re Alfonso XI di Castiglia, che visitò la cappella più di una volta, invocò Santa Maria de Guadalupe durante la Battaglia di Rio Salado. In seguito ascrisse la vittoria all'intercessione della Madonna, dichiarando la chiesa di Guadalupe santuario reale, ed accollandosi i costi della ristrutturazione.

Nel 1389 i monaci gerolamiti iniziarono ad abitare il monastero facendolo diventare la loro sede principale. I lavori di costruzione proseguirono sotto il comando del primo priore dell'ordine, e nel 1474 Enrico IV di Castiglia venne sepolto a Guadalupe, vicino alla madre.

Il monastero ha parecchi legami con il Nuovo Mondo, dove Nostra Signora di Guadalupe è molto venerata nella basilica messicana di Nostra Signora di Guadalupe e nel resto del Paese. Fu qui, in Estremadura, che Cristoforo Colombo fece il suo primo pellegrinaggio dopo la scoperta delle Americhe nel 1492, e fu in questo luogo che per la prima volta ringraziò il cielo per la scoperta.

Anche dopo che i monaci fondarono il monastero dell'Escorial, molto più vicino alla capitale del regno, Madrid, Santa Maria de Guadalupe mantenne il patronato reale. Restò il chiostro più importante della Spagna fino alla secolarizzazione dei monasteri del 1835. Nel ventesimo secolo il monastero riprese vita grazie all'ordine francescano e a Papa Pio XII che lo dichiarò "Basilica Papale Minore" nel 1955.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Vista interna del monastero

Il monastero, la cui architettura si evolse nell'arco di molti secoli, è tuttora dominato dal templo mayor, o chiesa principale, costruito da Alfonso XI e dai suoi immediati successori nel quattordicesimo e quindicesimo secolo. Anche la cappella quadrata di Santa Catalina risale al quindicesimo secolo, ed è famosa per un gruppo di ornamenti risalenti al diciassettesimo secolo. La cappella reliquiaria del sedicesimo secolo collega Santa Catalina con la sagrestia barocca (1638-47), riccamente decorata e sede di una serie di dipinti di Francisco de Zurbarán.

Dietro alla basilica di trova Camarin de la Virgen, una struttura barocca ottagonale (1687-96) con la stupenda Chamber of the Virgin ornata da stucchi e da nove dipinti di Luca Giordano. Il gioiello di questa sala sfarzosa è un trono contenente la statua della Madonna che dà il nome al monastero.

Altre strutture interessanti sono il chiostro Mudejar (1389-1405), con il magnifico portale in stile Plateresco; il chiostro tardo gotico del 1531-33, e la nuova chiesa, commissionata da uno dei discendenti di Colombo nel 1730. Il palazzo di Isabella di Castiglia (1487-91) venne però abbattuto nel 1856.

Note e referenze[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Sito GCatholic.org

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 39°27′10″N 5°19′39″W / 39.452778°N 5.3275°W39.452778; -5.3275

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