Monastero dell'Escorial

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 40°35′20.4″N 4°08′52.8″W / 40.589°N 4.148°W40.589; -4.148

bussola Disambiguazione – "El Escorial" ed "Escorialal" rimandano qui. Se stai cercando altri significati vedi Escorial (disambigua)
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monastero e sito di El Escorial, Madrid
(EN) Monastery and Site of the Escurial, Madrid
Vista aerea del Monasterio de El Escorial.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1984
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il monastero dell'Escorial, anche detto di San Lorenzo del Escorial, si trova in Spagna, nella comunità autonoma di Madrid, nel comune di San Lorenzo de El Escorial. Fu fatto costruire da Filippo II come residenza e pantheon dei re di Spagna, fu anche convento e chiesa dal 1563 al 1584. Nel 1984 è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.

Monastero dell'Escorial.
Monastero dell'Escorial.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso monumentale progettato e iniziato nel 1563 da Juan Bautista de Toledo fu poi continuato con poche modifiche e finito nel 1594 dall'architetto Juan de Herrera, tanto da essere considerato un esempio di stile manieristico herreriano.

L'enorme costruzione, che si presenta esternamente in forma quadrangolare con quattro torri angolari e una facciata monumentale, è lunga 208 metri e larga 162, è costruita con granito grigio-bruno e coperta di lastre di ardesia blu e conta 2000 stanze, 2600 finestre, più di 1200 porte, 86 scaloni, 16 cortili, 15 chiostri e 88 fontane.

La pianta dell'edificio ha la forma di una graticola in ricordo del supplizio di morte subito da san Lorenzo arso vivo. L'impressione che si ricava è di austera freddezza nonostante la sua grandiosità e rispecchia l'ortodossia cattolica e la grandezza imperiale di Filippo II che ne seguì le fasi della costruzione. Il Re amava riposare in questo luogo e vi volle trascorrere i suoi ultimi giorni fino alla morte, avvenuta nel 1598.

È considerato a ragione un tempio della storia, della cultura e dell'arte dei secoli XVI-XVII, particolarmente felici per la Spagna. A costruzione completata furono chiamati dall'Italia e dalla Spagna gli artisti più accreditati del tempo: Pellegrino Tibaldi, Alonso Sánchez Coello, Leone e Pompeo Leoni, Tiziano, El Greco, Gómez de La Mora, Giovanni Battista Crescenzi, Diego Velázquez, Luca Giordano, Luca Cambiaso, Giovanni Battista Castello, Monegro, Carvajal, Francisco Navarrete, Granello, ed altri.

El Escorial

Nel 2013 la zecca spagnola ha dedicato una moneta commemorativa da 2 euro al Monastero.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Nel monastero è contenuta l'opera di Tiziano Vecellio Crocifissione (1555).

Il monumento si compone di diverse parti:

  • Il Palacio de los Austrias, con l'appartamento dell'infanta Isabella Clara Eugenia di Spagna con mobili e arredi d'epoca, originariamente destinato alla moglie di Filippo II morta prima che l'Escorial fosse finito, l'appartamento del re alcune sale.
  • I Nuevos Museos, ricchi di dipinti di grandi artisti spagnoli, italiani e fiamminghi, fra gli altri El Greco, Velázquez, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Bosch.
  • La Basilica, una delle maggiori opere dell'architettura spagnola a pianta quadrata, tre navate e una grandiosa cupola, le volte affrescate da Cambiaso e Giordano, pale d'altare di grandi artisti barocchi e un Crocifisso in marmo bianco di Benvenuto Cellini. La Capilla Mayor è un complesso cinquecentesco di grande ricchezza: l'altare con il tabernacolo a forma di tempio, un retablo in marmo e bronzo (le sculture sono di Pompeo e Leone Leoni), numerosi dipinti e due gruppi in bronzo, capolavori dei Leoni, raffiguranti uno Filippo II in preghiera con la sua famiglia, l'altro Carlo V anche lui in preghiera con la famiglia. La chiesa è Basilica minore[1].
  • Le Salas Capitulares, aule per le sedute del Capitolo con soffitti decorati con "grottesche" di artisti genovesi del secolo XVI. Nelle diverse sale ci sono dipinti di grandi artisti: El Greco, Velázquez, Tintoretto, Veronese, Bosch.
  • Il Panteón, sotterraneo, preceduto dal Pudridero dove venivano lasciati i cadaveri per 20 o 30 anni prima di essere inumati; comprende il Panteón de los Reyes che contiene i sepolcri dei re di Spagna e delle regine che sono stato madri di re, voluto da Filippo II, iniziato soltanto nel 1617 e terminato nel 1654 sotto Filippo IV, e il Panteón de los Infantes cioè dei principi reali e delle altre regine, iniziato da Isabella II e terminato nel 1888. Vi sono inumati tutti i re di Spagna da Carlo I, eccettuando Filippo V, Ferdinando VI, Giuseppe I Buonaparte e Amedeo I di Savoia, sepolti, rispettivamente, a La Granja de San Ildefonso, nella chiesa del Convento de las Salesas Reales di Madrid, all'Hôtel des Invalides di Parigi e nella Basilica di Superga di Torino.
  • La Biblioteca fu voluta da Filippo II, che intendeva riunire in questa sala tutto il sapere del tempo. Negli eleganti scaffali dell'italiano G. Frecci trovano posto molti libri di valore, fra cui grandi collezioni di manoscritti greci, ebraici ed arabi (edizioni del Corano miniate del X-XI secolo), manoscritti medievali, incunaboli, cinquecentini, ecc. Vi si trovano i libri di Carlo V e autografi di santa Teresa d'Ávila. Le volte e le pareti della vastissima sala sono riccamente affrescate da Pellegrino Tibaldi.
  • La Casita del Principe è un piccolo edificio dalle forme neoclassiche eretto a est del monastero nel 1772 da Juan de Villanueva per il principe e futuro re Carlo IV. La costruzione è immersa nei giardini ed è arredata secondo gli stili Luigi XVI e Impero con mobili, arazzi, lampadari, porcellane e notevoli dipinti di pittori italiani quali i Carracci, Luca Giordano, il Domenichino, Corrado Giaquinto.

Pochi chilometri più a sud, a sinistra della strada per Ávila, sulla sommità di un colle roccioso, c'è la Silla del Rey (la Sedia del re); un incavo nella roccia in cui Filippo II era solito sedere e osservare dall'alto i lavori della costruzione dell'Escorial. Nelle vicinanze di trova la Casita de Arriba, già piccola residenza e studio del principe Juan Carlos I di Spagna con mobili e arredi in stile impero.

I giardini all'italiana del monastero.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Monastero dell'Escorial[modifica | modifica wikitesto]

Dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Valle de los Caídos.

A 9 chilometri è la Valle de los Caídos (valle dei Caduti) che prende il nome dal grandioso monumento ai caduti della guerra civile spagnola, in una zona solitaria e suggestiva di boschi di pini e di rocce di granito grigio. Il complesso monumentale è costituito da una grandiosa e grande basilica-cripta ad una sola navata con transetto e cupola. È scavata interamente nella roccia e sopra di essa sul costone roccioso s'innalza un'enorme croce di cemento armato alta 150 metri. Dietro alla croce c'è un vasto monastero benedettino di più recente costruzione. L'interno della chiesa, in cui si entra da una porta bronzea scolpita e poi attraverso un gigantesco cancello, è arredato riccamente alle pareti con otto enormi arazzi raffiguranti scene dell'Apocalisse tessuti a Bruxelles, con bronzi, marmi, statue e mosaici moderni; sulla cupola un grandioso mosaico moderno rappresentante Cristo fra angeli, santi, eroi e martiri di Spagna che si muovono verso la gloria divina. Ospita al centro sotto la cupola i sepolcri di Francisco Franco, dittatore capo dello stato dal 1938 al 1975 e di José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange spagnola sovrastati da due semplici lapidi sepolcrali con il solo nome di ciascuno dei due.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Sito GCatholic.org

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]