Monachus tropicalis

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Foca monaca dei Caraibi

Monachus tropicalis
Stato di conservazione
Estinto (1952)
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Carnivora
Superfamiglia: Pinnipedia
Famiglia: Phocidae
Genere: Monachus
Specie: M. tropicalis
Nomenclatura binomiale
Monachus tropicalis
Gray, 1850
Sinonimi

Phoca tropicalis

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La foca monaca dei Caraibi (Monachus tropicalis Gray, 1850) è un mammifero pinnipede ormai estinto.

Indice

[modifica] Storia

Fu tra i primissimi animali del Nuovo Mondo ad essere conosciuto dagli Europei. Il primo incontro avvenne infatti alla fine di agosto del 1494, durante il secondo viaggio di Cristoforo Colombo, e come al solito non fu un incontro fortunato per l'animale: riferiscono le cronache che la nave fece sosta in quei giorni presso l'isolotto roccioso di Alta Vela, lungo la costa meridionale di Hispaniola (Haiti), e che l'equipaggio, sceso a terra, uccise otto «lupi marini» che sonnecchiavano sulla spiaggia. La vita felice della specie nel suo meraviglioso paradiso tropicale era ormai finita per sempre.

Gli incontri successivi si svolsero un po' tutti alla stessa maniera: come quello, il secondo cronologicamente, che il 21 giugno 1513 portò il Ponce de Leon, nell'atto della sua scoperta delle isole delle Dry Tortugas al largo della Florida, a rifornire la sua nave con la carne di quattordici foche trovate sulla spiaggia. Approvvigionarsi a terra a spese degli innocui e indifesi pinnipedi divenne una consuetudine per gli equipaggi dell'epoca, e alla fine del XVII secolo il famoso bucaniere inglese William Dampier attestava che era già in corso un forte sfruttamento delle foche anche per ricavarne olio combustibile.

Eppure, paradossalmente, dalla scoperta di Colombo dovettero passare altri 350 anni prima che un esemplare di foca raggiungesse un museo e che la specie venisse formalmente identificata e descritta dal naturalista J. E. Gray, nel 1850. A quell'epoca, la foca era già una rarità, e non più tardi del 1887 lo zoologo J. A. Allen la definiva «una specie quasi mitica». Nessun naturalista l'aveva mai vista viva in natura, e anche i resti affluiti nei musei erano scarsi e incompleti. La bella foca tropicale stava ormai scivolando verso l'estinzione, senza che quasi si sapesse nulla di essa né della sua interessante biologia. Solo pochi esemplari (18 in tutto) sono stati di tanto in tanto tenuti in cattività - in otto occasioni dal 1843 al 1915 - per pochi mesi e senza risultati, e solo in pochi casi all'interno di zoo o di acquari marini.

[modifica] Sistematica

La foca monaca dei Caraibi costituiva una delle tre interessantissime specie appartenenti al genere Monachus, un gruppo relitto di Focidi che si è adattato ai mari caldi della fascia temperata o tropicale, e che possiede altre due rappresentanti, entrambe oggi gravemente minacciate di estinzione, una nel Mediterraneo e nel Marocco atlantico (la nostra foca monaca mediterranea, Monachus monachus), e l'altra, molto isolata, nelle isole Hawaii (Monachus schauinslandi).

[modifica] Conservazione

La specie caraibica è da considerarsi ormai estinta. Gli ultimi dati sicuri, così come riassunti nel 1973 da Dale W. Rice del National Marine Fisheries Service statunitense, risalgono ormai al 1952, quando una piccola colonia pare esistesse ancora sul Serranilla Bank nelle acque della Giamaica: ma l'ultimo avvistamento sicuro è in realtà del 1948, ad opera di Stewart Springer dell'U.S. Fish and Wildlife Service, il quale vide personalmente alcune foche sul Rosalind Bank, poche miglia a nord-ovest della precedente località. Dopo di allora, sono giunte ancora di tanto in tanto notizie non confermate che riaccendono una tenue speranza nel cuore di ogni conservazionista: come quella riportata nel 1964 da Archie Carr, secondo la quale i pescatori locali davano per ancora presente qualche foca tra il Belize, il British Honduras e lo Yucatan Channel (e una sarebbe stata vista sull'Isla Mujeres dallo stesso direttore del Museo di Storia Naturale di Merida); o come le voci di supposta presenza sul Chinchorro Reef nello stato di Quintana Roo (ma una survey aerea effettuata nel 1969 da J. Charnock-Wilson non ha dato risultati positivi); o come l'avvistamento di una non meglio identificata «foca» su una spiaggia presso Rockport, in Texas, nel 1957 tra Cuba e le Bahamas (notizia riportata alla Fauna Preservation Society dal suo consulente in Cuba, Luis S. Varona). Occorre però tener presente che in diverse occasioni meglio documentate sono stati rinvenuti nel Golfo del Messico degli esemplari di otarie di California (Zalophus californianus) fuggite dalla cattività, e che gli avvistamenti riportati possono quindi riferirsi a questa specie anziché all'ormai perduta foca monaca dei Caraibi.

[modifica] Biologia

Le notizie che documentano la passata presenza di questa specie sono scarse e frammentarie. L'areale da essa occupato si estendeva dalle Bahamas fino alla penisola dello Yucatan ad ovest, poi a sud lungo la costa orientale del Centro America e il mar Caraibico occidentale, e infine a est nei Caraibi settentrionali fino almeno alle isole più a nord tra le Piccole Antille. Come la specie hawaiiana, la foca monaca dei Caraibi si riproduceva probabilmente solo su isolette o atolli disabitati siti in alto mare, capitando solo sporadicamente sulle spiagge della terraferma o delle isole maggiori, abitate dall'uomo.

[modifica] Cronaca di un'estinzione

La tabella che segue riassume i pochi dati storici conosciuti. L'ultima vera concentrazione nota della specie si trovava sulle Triangle Keys, una serie di piccole e basse isolette al largo della costa dello Yucatan: ma nel gennaio 1911 alcuni pescatori visitarono il sito, sterminando le circa 200 foche che componevano la colonia. Il massacro rappresentò, virtualmente, la fine della specie.

ULTIME SEGNALAZIONI DELLA FOCA MONACA DEI CARAIBI NEL SUO AREALE

Località Ultima data Osservazioni
Hispaniola (Haiti) 1494 Primo avvistamento in assoluto della specie, e unico per quest'isola.
Guadalupa (Piccole Antille) 1667 Unico avvistamento in quell'anno, da parte del frate Charles Poncet (una ventina di foche sulla spiaggia, di cui molte furono uccise).
Pedro Cays (a sud della Giamaica) 1846 Due esemplari uccisi nel 1846 sul Seal Cay, uno dei quali, inviato al British Museum, rappresenta il tipo di Monachus tropicalis. Un giovane vi sarebbe stato ucciso sul Southwest Cay ancora nel 1939.
Isla de Pinos (Cuba) 1878 Alcune uccise in quell'anno da uno degli ufficiali dello steamer americano Blake (unico dato esistente).
Bahamas 1878 Secondo H. Sloane (1707) le Bahamas erano «piene di foche» e alcuni pescatori ne prendevano anche 100 in una sola notte.
Cay Seal Bank (Cuba) 1883 Alcuni esemplari uccisi nel 1868-69 dal pilota del conte L. F. de Pourtales. Un giovane catturato nel 1883 da Felipe Poey.
Arrecifé Alacran (a nord dello Yucatan) 1890 Molte vi venivano uccise ancora nel 1877-78.
Florida Keys (a sud della Florida) 1908 Il 25 febbraio 1906 una femmina uccisa su Key West. Un altro esemplare erratico ucciso nella stessa località il 15 marzo 1922.
Arrecifé Triangulos (Triangle Keys) (Bahìa de Campeche, al largo dello Yucatan) 1915 Dopo il massacro del 1911, sei foche catturate nel 1915, quattro avvistate nel 1948 e una nel 1949.
Isla Providencia (a est del Nicaragua) 1948 Un certo B. W. Winkler vi avrebbe visto alcune foche nel 1948 (dato riportato da Gilmore, 1959)
Serranilla Bank (a sud-ovest della Giamaica) 1952 Ultimo avvistamento accertato.

[modifica] Bibliografia

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