Mona di Milano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Mona
Corpo di San Mona, Duomo di Milano
Corpo di San Mona, Duomo di Milano

Vescovo

Morte ante 313
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione pre canonizzazione
Santuario principale Duomo di Milano
Ricorrenza 12 ottobre
Attributi bastone pastorale, mitria
Mona
vescovo della Chiesa cattolica
BishopCoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Milano

San Mona, o Monas (... – Milano, ...), fu vescovo di Milano nella seconda metà del III secolo, fino alla sua morte avvenuta probabilmente poco prima dell'anno 313.[1] È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Dati biografici[modifica | modifica wikitesto]

I dati storici certi a proposito di Mona sono del tutto esigui. Il nome potrebbe far pensare ad un personaggio di origine greca.

Alla sua morte, il suo corpo venne sepolto nella Basilica Fausta (la futura chiesa di San Vitale), per poi essere trasferito nel Duomo di Milano per volere di San Carlo Borromeo il 6 febbraio 1576.

Culto e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda tardomedievale lo voleva di nome Simone e della famiglia milanese dei Borri, appartenente alla nobiltà militare milanese. Inoltre, l'esigenza di disporre i pochi nomi di vescovi conosciuti prima di sant'Ambrogio in modo tale che le origini della Chiesa milanese potessero risalire all'epoca apostolica, portò anche nel caso di Mona a dilatare in maniera poco credibile il periodo del suo episcopato, tanto che Mona venne registrato a guida della diocesi dall'anno 195 al 251.

A Mona si attribuisce il merito di aver suddiviso Milano ed i suoi territori in parrocchie o pievi (in realtà la divisione della diocesi in pievi ben delimitate difficilmente può essere anteriore all'VIII secolo, e la divisione della città di Milano in parrocchie - o viciníe - risale addirittura al Medioevo centrale).

Tra le chiese da lui fondate si cita il primo nucleo della parrocchiale di Corbetta. Sempre a Corbetta, nell'allora chiesa di San Nicolao (oggi Santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli), i Borri che si consideravano suoi eredi fecero restaurare nel XVII secolo una cappella in suo onore, inizialmente dedicata a santa Dorotea ed edificata attorno al 1580 dalla nobile famiglia Beolco; questa cappella passò poi ai Borri, che appunto la dedicarono a san Mona. Nel museo del Santuario è ancora oggi conservata una reliquia consistente in un dente di san Mona, donato dal capitolo del duomo di Milano dal santuario corbettese nel XVII secolo.

La sua memoria liturgica ricorre il 12 ottobre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Rimoldi, "Mona di Milano", in: Biblioteca Sanctorum, vol. 9 (1967), p. 541.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Santuario di Corbetta, a cura di Maria Luisa Gatti Perer, testi di Giuseppe Moreno Vazzoler, Giuliana Algeri, Andrea Spiriti, Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda, 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Milano Successore BishopCoA PioM.svg
Calimero post 250 - ante 313 dal 313 Mirocle