Momma Don't Allow

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Momma Don't Allow
Momma1955-ReiszRichardson.jpg
La Chris Barber Jazz Band in una scena del film
Titolo originale Momma Don't Allow
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1955
Durata 22 min
Colore b/n
Audio sonoro
Genere documentario
Regia Karel Reisz e Tony Richardson
Sceneggiatura Karel Reisz e Tony Richardson
Casa di produzione British Film Institute (Experimental Film Fund)
Fotografia Walter Lassally
Montaggio John Fletcher
Musiche Chris Barber Jazz Band
Interpreti e personaggi
  • La Chris Barber Jazz Band: Chris Barber (trombone), Monty Sunshine (clarinetto), Pat Halcox (tromba), Ron Bowden (batteria), Lonnie Donegan (chitarra), Jim Bray (basso), Ottilie Patterson (voce)
  • I frequentatori del Wood Green Jazz Club

Momma Don't Allow (t.l. Mamma non vuole) è un cortometraggio documentario del 1955 scritto e diretto da Karel Reisz e Tony Richardson, che mostra un sabato sera qualsiasi in un jazz club di Londra, mettendo in scena l'emergente "cultura giovanile" degli anni cinquanta.[1]

Prodotto grazie al supporto dell'Experimental Film Fund del British Film Institute, fu proiettato dal 5 all'8 febbraio 1956 al National Film Theatre insieme al cortometraggio O Dreamland di Lindsay Anderson ed al mediometraggio Together di Lorenza Mazzetti, il programma speciale che segnò l'inizio del movimento cinematografico britannico del Free Cinema.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un sabato sera all'Art and Viv Sanders' Wood Green Jazz Club, in un quartiere popolare di Londra.

Mentre uno dopo l'altro arrivano i musicisti della Chris Barber Jazz Band, estraggono i loro strumenti e cominciano a provare, alcuni giovani della working class - una donna delle pulizie, un macellaio, un'assistente di uno studio dentistico - concludono il lavoro e raggiungono a loro volta il locale per trascorrervi un'agognata serata di svago dopo la faticosa settimana lavorativa.

La band accende l'atmosfera con pezzi musicali veloci, che scatenano irresistibilmente il ballo sfrenato dei ragazzi, a cui sono alternate poi anche delle ballate lente, cantate da una calda voce femminile, che favoriscono l'intimità fra le coppie.

Il clima di festoso divertimento è marginalmente disturbato solo dall'arrivo di un gruppo di esponenti della classe alto-borghese, dai costosi vestiti, arrivati al jazz club in Rolls Royce, che appaiono del tutto fuori posto e abbandonano presto quell'ambiente a cui non appartengono.

I ragazzi, sulla pista da ballo, sono esausti ma felici.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Reisz e Richardson sottoposero il progetto del film, intitolato semplicemente Jazz, al BFI Experimental Film Fund nel marzo 1954.[1]

Il film fu girato, in 16mm, durante l'inverno 1954-1955, con una spesa totale di 425 sterline, e fu completato nel novembre 1955.[1]

Fu proiettato una prima volta il 25 gennaio 1956, prima della "serata evento" del 5 febbraio, all'interno di un programma di opere finanziate dal BFI, all'attenzione della stampa e di rappresentanti dell'industria.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Christophe Dupin, Momma Don't Allow in Screenonline. URL consultato il 5-5-2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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