Moire (mitologia)
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| « Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nera e Thanatos (morte, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni; non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura; e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomi aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano; e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene: Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali quando son nati danno da avere il bene e il male, che di uomini e dei i delitti perseguono; né mai le dee cessano dalla terribile ira prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. » |
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| « Ma perché lei che dì e notte fila, non gli aveva tratta ancora la canocchia, che Cloto impone a ciascuno e compila... » |
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(Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27)
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Le Moire è il nome dato alle figlie di Zeus e di Temi o secondo altri di Ananke[1]. Ad esse era connessa l'esecuzione del destino assegnato a ciascuna persona e quindi erano la personificazione del destino ineluttabile.
Erano tre: Cloto, che filava lo stame della vita; Lachesi, che lo svolgeva sul fuso e Atropo che, con lucide cesoie, lo recideva, inesorabile. La lunghezza dei fili prodotti può variare, esattamente come quella della vita degli uomini. A fili cortissimi corrisponderà una vita assai breve, come quella di un neonato, e viceversa. Si pensava ad esempio che Sofocle, uno dei più longevi autori greci (90 anni), avesse avuto in sorte un filo assai lungo.
Si tratta di tre donne dall'anziano aspetto che servono il regno dei morti, l'Ade.
| Il sensibile distacco che si avverte da parte di queste figure e la loro totale indifferenza per la vita degli uomini accentuano e rappresentano perfettamente la mentalità fatalistica degli antichi greci.
Pindaro, in epoca più tarda, le indicò invece come le ancelle di Temi, al suo matrimonio con Zeus.
Esse agivano spesso contro la volontà di Zeus. Ma tutti gli dei erano tenuti all'obbedienza nei loro confronti, in quanto la loro esistenza garantiva l'ordine dell'universo, al quale anche gli dei erano soggetti.
[modifica] Citazioni
Delle Moire (o Parche) ne parla anche Virgilio nell'Eneide, nel famoso verso: "Sic volvere Parcas" ("Così filano le Parche").
Nel videogioco per PS2 God of War II le Moire (dette "Sorelle del destino") sono boss da sconfiggere alla fine del gioco, prima dello scontro con Zeus. Lachesi è dipinta come una giovane donna alata armata di una lancia magica, Atropo come una creatura dotata di artigli affilati e Cloto come un'orrenda e immensa creatura (simile per certi versi a un Baco da seta), con seni e braccia multipli, impegnata a tessere il filo della vita.
In Loom, videogioco per Amiga e PC dei primi anni 90, Clotho, Lachesis e Atropos sono i tre membri del "Consiglio degli Anziani" della gilda dei tessitori.
Nel romanzo di Stephen King, Insomnia, le tre Parche sono presenti sottoforma di tre "dottorini calvi", i quali svolgono, nell ambito del libro, la stessa funzione alla quale sono adibiti nella mitologia; l'unica differenza si evidenzia nell'essere morale dei tre personaggi: infatti, Cloto e Làchesi sono aiutanti del personaggio principale, mentre Atropo è uno degli antagonisti. Probabile spiegazione è collegata proprio alla loro funzione mitologica.
A queste divinità è riferito il nome della misteriosa malattia presente nel film d'animazione Black Jack - La sindrome di Moira (1996).
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Platone Repubblica X,135,34 "Altre tre donne sedevano in cerchio a uguale distanza, ciascuna sul proprio trono: erano le Moire figlie di Ananke, Lachesi, Cloto e Atropo, vestite di bianco e col capo cinto di bende; sull'armonia delle Sirene Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro."

