Mohsen Rezai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Mohsen Rezai

Mohsen Rezai (Masjed-e Soleyman, 9 settembre 1954) è un militare e politico iraniano. Mohsen Reżāʾī Mīrghāʾed (o semplicemente Mohsen Rezai (persiano: محسن رضایی میرقائد‎), nato Sabzevar Reżāʾī Mīrghāʾed, è un politico iraniano, originario del Khūzestān, economista e attuale Segretario del Consiglio per il Discernimento della Repubblica Islamica dell'Iran. In precedenza, Rezai era stato per 16 anni comandante in capo dell'Esercito dei Guardiani della Rivoluzione Islamica.[1]

Giudicato un conservatore, è stato uno dei candidati alla presidenza della Repubblica nelle elezioni del 2009[2].

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Prima delle rivoluzione islamica del 1979, studiava Ingegneria meccanica nell'Università iraniana delle Scienze e della Tecnologia ma a cambiare tipo di studi, iscrivendosi nella Facoltà di Economia dell'Università di Teheran, lo convinse la guerra Iran–Iraq. Ottenne il suo Ph.D. nel 2001.

È stato co-fondatore dell'Università dell'Imam Hossein ed attualmente è docente in questo stesso Ateneo.

Carriera nei Pasdaran[modifica | modifica wikitesto]

Rezai divenne comandante in capo dei Pasdaran (Esercito dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, EGRI) nel 1981, quando aveva appena 27 anni, e mantenne quel posto fino al 1997, quando lasciò le forze armate per la militanza nel Consiglio per il Discernimento, di cui divenne Segretario e presidente della Commissione per la Macroeconomia e il Commercio.

Accuse di coinvolgimento nell'attentato dinamitardo del 1994[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 2006, il giudice argentino Rodolfo Canicoba Corral ha emesso un mandato internazionale di arresto per Rezai, per altri 6 iraniani e 1 libanese, in connessione con l'attentato dinamitardo suicida perpetrato il 18 luglio 1994 contro il centro culturale ebraico di Buenos Aires, che portò alla morte di 85 persone e al serio ferimento di altre 151.[3] L'attacco al Centro culturale ebraico si verificò due anni dopo l'attentato terroristico al plastico portato nel 1992 contro l'ambasciata d'Israele a Buenos Aires. Nel 1998, il figlio di Rezai, Ahmad Rezai, era riparato negli Stati Uniti, dove dichiarò alle autorità che l'aggressione all'ambasciata israeliana a Buenos Aires era stata progettata a Ṭehrān. Il figlio dichiarò ai responsabili statunitensi della sicurezza che egli stesso aveva accompagnato il padre in Libano, assistendo all'addestramento colà impartito. Ahmad Rezai tornò in Iran dopo un breve periodo e dichiarò che le sue rivelazioni circa il coinvolgimento del padre nell'attentato dinamitardo erano senza alcuna base.[4]

Mohsen Rezai è attualmente inserito nella lista dei ricercati dell'Interpol, sotto l'accusa di aver preso parte a "crimini contro la vita e la sicurezza, teppismo, vandalismo e danneggiamenti" riferiti all caso dell'attentato del 1994.[5][6] Rezai ha sempre respinto tali accuse. "Questa imputazioni sono una sporca menzogna", ha dichiarato al quotidiano statunitense the Los Angeles Times nel giugno del 2009.[7]

Opposizione[modifica | modifica wikitesto]

Rezai ha affermato che i processi in corso dei cosiddetti "prigionieri" costituiscono un atto illegittimo. Il 2 agosto 2009 Rezai ha reso pubblica una sua lettera a nome del Consiglio per il Discernimento di cui è Segretario, in cui condanna il regime al potere.[8]

Influenza mediatica[modifica | modifica wikitesto]

Rezai è assai vicino al sito web giornalistico http://www.tabnak.ir.[9][10]

Campagne presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Rezai è stato candidato delle elezioni presidenziali iraniane del 2005, da cui si è però ritirato il 15 giugno 2005, due giorni prima appena delle elezioni. Rezai dice di essersi ritirato dalla competizione elettorale per "l'integrazione dei voti della nazione" e per "la loro efficacia". In quell'occasione non ha sostenuto alcun candidato.[11]

Il 23 aprile 2009, ha annunciato che si sarebbe presentato alle elezioni presidenziali iraniane del 2009, dopo aver cercato che un altro conservatore si candidasse per contrastare il Presidente uscente Aḥmadinejād.

Rezai è critico nei confronti dei commenti di Ahmadinejād a proposito della Shoah e Israele ed ha dichiarato che le polemiche in merito del Presidente non comportano "alcun beneficio"[12]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di suo padre era Najaf, come la città-santa sciita irachena. Rezai ha cinque figli, due maschi e tre femmine. Un figlio, Ahmad Rezai, è emigrato negli Stati Uniti, rilasciando dichiarazioni ostili alle politiche messe in atto dal governo islamico iraniano e accusando suo padre e altri suoi colleghi politici di aver sostenuto attentati terroristici. Non ha ricevuto conferma la voce che egli sia poi tornato in Iran.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In inglese AGIR (Army of the Guardians of the Islamic Revolution ).
  2. ^ ">"Ex-Leader of Iran’s Revolutionary Guards Seeks Presidency", articolo dedicatogli dal The New York Times, su nytimes.com
  3. ^ Brett Stephens, "Iran's al Qaeda", Stephens' "Global View" column, editorial pages, The Wall Street Journal, October 16, 2007; p. A20
  4. ^ Mohsen Rezaei, A closer look
  5. ^ Wanted profile on Interpol website
  6. ^ Interpol press release
  7. ^ Mohsen Rezai | Foreign Exchange - Los Angeles Times
  8. ^ ilna.ir (dead link)
  9. ^ Iran Leans on Shiite Leader Muqtada Sadr, Newsmax.com, 15 aprile 2009. URL consultato il 3 giugno 2009.
  10. ^ Iran: Did Ahmadinejad use Saberi in attempt to score diplomatic coup?, eurasianet, 19 maggio 2009. URL consultato il 3 giugno 2009.
  11. ^ Iranian Student News Agency
  12. ^ Israel News | Online Israeli News Covering Israel & The Jewish World - JPost

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Iran Human Rights Documentation Center. "Violent Aftermath: The 2009 Election and Suppression of Dissent in Iran". Feb. 2010, New Haven, CT. p. 5 [1] (PDF)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]