Muhammad al-Barade'i
| Muhammad Mustafā al-Barādeʿī | |
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| Direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica | |
| Durata mandato | 1º dicembre 1997 – 30 novembre 2009 |
| Predecessore | Hans Blix |
| Successore | Yukiya Amano |
Muhammad Mustafā al-Barādeʿī (arabo: محمد مصطفى البرادعي, Muḥammad Muṣṭafā al-Barādaʿī ; Il Cairo, 17 giugno 1942) è un diplomatico egiziano. Dal 1º dicembre 1997 al novembre 2009 è stato direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA).
Per il suo impegno come direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2005, insieme all'agenzia stessa.
È stato per anni l'ambasciatore del suo paese presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Indice |
[modifica] Biografia
Ha studiato diritto presso l'Università del Cairo dove si è laureato nel 1962. Ha proseguito i suoi studi a New York, dove nel 1974 ha conseguito un dottorato in diritto internazionale presso la New York University.
Nello stesso 1974 tornò in patria e cominciò la carriera diplomatica presso il ministero per gli Affari Esteri egiziano.
Dal 1984 è senior member presso il segretariato dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ricoprendo diversi alti incarichi. Prima di essere nominato direttore generale ha ricoperto gli incarichi di Legal Adviser (1984-1993) e di Assistant Director General per le relazioni esterne (1993-1997).
Dal 27 novembre 2002, assieme a Hans Blix, ha guidato gli ispettori ONU e della AIEA nell'ambito della Risoluzione ONU 1441 per il disarmo delle armi di distruzione di massa.
Nel 2005 gli è stato attribuito il Premio Nobel per la Pace.
Il 5 ottobre 2007, presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Firenze, gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Fisica e Astronomia.
Nel 2007 è vincitore del premio Colombe d'Oro per la Pace, premio assegnato annualmente dall'Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale.
Il 17 novembre 2009 ha ricevuto la laurea honoris causa in Relazioni internazionali dall'Università di Perugia[1].
Al-Barādeʿī è sposato con ʿĀʾida al-Kāshef, che aveva svolto attività di docente a Riyad, e ha avuto da lei due figli, Laylā e Muṣṭafā.
Il 26 gennaio 2011 ha preannunciato il ritorno nel suo Paese e la sua partecipazione alle manifestazioni di protesta indette per il 28 dello stesso mese, alle quali prenderà parte anche la Fratellanza Musulmana. Tali manifestazioni - esplose subito dopo quelle tunisine che hanno portato alla destituzione del Presidente Zine El-Abidine Ben Ali - hanno provocato il 25 gennaio la morte di un dimostrante nel Sinai, seguite dall'uccisione di almeno 6 manifestanti il 27 gennaio[2] sono state originate dalla diffusa volontà di metter la parola "fine" al lungo periodo di guida dell'Egitto (da 30 anni sotto Stato d'emergenza) assicurato dall'ormai ultraottantenne Presidente Hosni Mubarak e dal timore d'una successione familiare a favore del figlio Gamāl, non particolarmente popolare in patria, mentre un altro suo figlio, ʿAlāʾ, viene accusato di essere al centro di gravi episodi di corruzione.
Il 28 gennaio grandi dimostrazioni si sono svolte in varie parti dell'Egitto, con ferimenti e arresti da parte delle forze dell'ordine, mentre ad al-Barade'i è stato intimato di non allontanarsi da una moschea del centro della capitale. Secondo notizie della CNN anche un esponente dei Fratelli Musulmani è stato arrestato alle prime ore di venerdì 28 gennaio, così come (secondo un parente) il loro principale portavoce, Issam al-Aryan.
[modifica] Note
- ^ Dispaccio dell'AGI-Agenzia Giornalistica Italiana
- ^ http://edition.cnn.com/2011/WORLD/africa/01/28/egypt.protests/index.html?hpt=T1 Notiziario della CNN.
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Biografia di Muhammad al-Barade'i sul sito ufficiale del Premio Nobel