Muhammad al-Barade'i

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Muhammad Mustafā al-Barādeʿī
Al Baradei al World Economic Forum a Davos, Svizzera, 25 gennaio 2007

Al Baradei al World Economic Forum a Davos, Svizzera, 25 gennaio 2007


Direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica
Durata mandato 1º dicembre 1997 –
30 novembre 2009
Predecessore Hans Blix
Successore Yukiya Amano
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 2005

Muhammad Mustafā al-Barādeʿī (arabo: محمد مصطفى البرادعي, Muḥammad Muṣṭafā al-Barādaʿī ; Il Cairo, 17 giugno 1942) è un diplomatico egiziano. Dal 1º dicembre 1997 al novembre 2009 è stato direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA).

Per il suo impegno come direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 2005, insieme all'agenzia stessa.

È stato per anni l'ambasciatore del suo paese presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è stato inoltre membro del comitato esecutivo dell'International Crisis Group (organizzazione per la prevenzione dei conflitti nel mondo).

Attualmente è il leader del partito d'opposizione Al Dostour, il quale si prefigge di proteggere e promuovere i principii e gli obiettivi della Rivoluzione egiziana del 2011 nella quale lo stesso Al-Barade'i ne fu fugura di spicco.[1]

Dal 5 dicembre 2012 è ufficialmente il coordinatore del Fronte di Salvezza Nazionale, la coalizione che raggruppa i principali partiti d'opposizione contro i decreti presidenziali di Mohamed Morsi.[2][3]

Indice

Biografia [modifica]

Al-Barādeʿī è sposato con ʿĀʾida al-Kāshef, che aveva svolto attività di docente a Riyad, e ha avuto da lei due figli, Laylā e Muṣṭafā.

Ha studiato diritto presso l'Università del Cairo dove si è laureato nel 1962. Ha proseguito i suoi studi a New York, dove nel 1974 ha conseguito un dottorato in diritto internazionale presso la New York University.

Muhammad Mustafā al-Barādeʿī accanto a Colin Powell (10 gennaio 2003)

Nello stesso 1974 tornò in patria e cominciò la carriera diplomatica presso il ministero per gli Affari Esteri egiziano.

Dal 1984 è senior member presso il segretariato dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ricoprendo diversi alti incarichi. Prima di essere nominato direttore generale ha ricoperto gli incarichi di Legal Adviser (1984-1993) e di Assistant Director General per le relazioni esterne (1993-1997).

Dal 27 novembre 2002, assieme a Hans Blix, ha guidato gli ispettori ONU e della AIEA nell'ambito della Risoluzione ONU 1441 per il disarmo delle armi di distruzione di massa.

Il 14 febbraio 2003 al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in qualità di direttore generale dell'AIEA, dichiara che non vi sono prove che l'Iraq abbia utilizzato materiale nucleare per finalità belliche o che si fosse attivato per tale scopo. Nel marzo dello stesso anno gli USA di George W. Bush attaccarono l'Iraq con accuse che includono il possesso di armi nucleari

Nel 2005 gli è stato attribuito il Premio Nobel per la Pace.

Il 5 ottobre 2007, presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Firenze, gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Fisica e Astronomia.

Nel 2007 è vincitore del premio Colombe d'Oro per la Pace, premio assegnato annualmente dall'Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale.

Il 17 novembre 2009 ha ricevuto la laurea honoris causa in Relazioni internazionali dall'Università di Perugia[4].

Nel novembre 2009 nel bel mezzo delle polemiche politiche riguardanti le elezioni presidenziali del 2011 in Egitto, dovute agli ostacoli costituzionali posti davanti ai candidati di cui all'articolo 76 modificato nel 2007 e le indiscrezioni sulla possibile successione al Presidente Hosni Mubarak a favore del figlio Gamāl, Al-Barādeʿi annuncia la volontà di candidarsi per le elezioni presidenziali a condizioni che esistano "garanzie scritte" riguardo l'integrità e la libertà del processo elettorale. Dopo tali dichiarazioni vi furono accesi dibattiti circa l'intero processo democratico in Egitto.

Il 26 gennaio 2011 ha preannunciato il ritorno nel suo Paese e la sua partecipazione alle manifestazioni di protesta indette per il 28 dello stesso mese (ma già iniziate 3 giorni prima), alle quali prenderà parte anche la Fratellanza Musulmana. Tali manifestazioni - esplose subito dopo quelle tunisine che hanno portato alla destituzione del Presidente Zine El-Abidine Ben Ali - hanno provocato il 25 gennaio la morte di un dimostrante nel Sinai, seguite dall'uccisione di almeno 6 manifestanti il 27 gennaio[5] sono state originate dalla diffusa volontà di metter la parola "fine" al lungo periodo di guida dell'Egitto (da 30 anni sotto Stato d'emergenza) assicurato dall'ormai ultraottantenne Presidente Hosni Mubarak e dal timore d'una successione familiare a favore del figlio Gamāl, non particolarmente popolare in patria, mentre un altro suo figlio, ʿAlāʾ, viene accusato di essere al centro di gravi episodi di corruzione. Le proteste ottenero i primi risultati sperati l'11 febbraio 2011, con le dimissioni del presidente Muḥammad Ḥosnī Mubārak in favore del vicepresidente assieme alle forze armate.

Il 28 gennaio grandi dimostrazioni si sono svolte in varie parti dell'Egitto, con ferimenti e arresti da parte delle forze dell'ordine, mentre ad al-Barade'i è stato intimato di non allontanarsi da una moschea del centro della capitale. Secondo notizie della CNN anche un esponente dei Fratelli Musulmani è stato arrestato alle prime ore di venerdì 28 gennaio, così come (secondo un parente) il loro principale portavoce, Issam al-Aryan. Le proteste ottenero i primi risultati sperati l'11 febbraio 2011, con le dimissioni del presidente Hosni Mubarak in favore del vicepresidente assieme alle forze armate.

Il 14 gennaio 2012, dopo aver dichiarato di volersi candidare alle elezioni presidenziali, decide di rinunciarcivi denunciando la mancanza di un vero regime democratico in Egitto.

Il 28 aprile 2012 Al-Barādeʿi annuncia la fondazione del partito Al Dostour (Partito della Costituzione) (arabo:حزب الدستور, Hizb el-Dostour), con la funzione di unificare ed accrescere tutte le forze liberali del paese, affinché vengano raggiunti gli obbiettivi della rivoluzione del 25 gennaio 2011.

Onorificenze [modifica]

Onorificenze egiziane [modifica]

Gran Cordone dell'Ordine del Nilo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Nilo

Onorificenze straniere [modifica]

Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 2009
Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia)
Gran Croce al Merito con placca e cordone Ordine al Merito di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito con placca e cordone Ordine al Merito di Germania (Germania)
— 2010
Medaglia del Ministero degli esteri per la collaborazione internazionale (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del Ministero degli esteri per la collaborazione internazionale (Russia)

Note [modifica]

  1. ^ الدستور» يتقدم بأوراقه للجنة الأحزاب و«البرادعى»: هدفنا«لم الشمل» وتمكين الشباب». Al-Masry Al-Youm. URL consultato in data 09 Dicembre 2012.
  2. ^ Egyptian opposition alliance says Mursi responsible for violence. Al Arabya News. URL consultato in data 09 Dicembre 2012.
  3. ^ ElBaradei appointed general coordinator of opposition group, threatens nationwide protests:. Egypt Independent. URL consultato in data 09 Dicembre 2012.
  4. ^ Dispaccio dell'AGI-Agenzia Giornalistica Italiana
  5. ^ http://edition.cnn.com/2011/WORLD/africa/01/28/egypt.protests/index.html?hpt=T1 Notiziario della CNN.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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