Modello principale-agente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La relazione tra agente-principale è definita da Michael Jensen e William H. Meckling come "un contratto in base al quale una o più persone (principale) obbliga un'altra persona (agente) a ricoprire per suo conto una data mansione, che implica una delega di potere all'agente". Tale definizione è molto generale, e comprende qualsiasi relazione tra due individui, in cui uno dei due delega parte del proprio potere all'altro. Il contratto di agenzia, però, presenta alcuni rischi, dovuti al comportamento opportunistico delle parti, che tendono a massimizzare la propria utilità (tale comportamento opportunistico non è eliminabile, può essere tuttavia limitato). In particolare vi possono essere due tipi di opportunismo:

Selezione avversa (opportunismo ex ante)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi selezione avversa.

L'agente fornirà al principale informazioni erronee o incomplete sulle proprie capacità e competenze per farsi assumere.

Azzardo morale (opportunismo ex post)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Azzardo morale.

È costituito dal comportamento scorretto che l'agente mette in atto in presenza di asimmetrie informative e per via dell'incompletezza del contratto (specie nel caso in cui non sia verificabile se le parti hanno effettivamente adempiuto in modo corretto agli obblighi del contratto)

Sono inoltre presenti delle asimmetrie informative a favore dell'agente, in quanto esso è sicuramente a conoscenza di un maggior numero di informazioni rispetto al principale sul ruolo da svolgere, e può sfruttare queste asimmetrie informative tenendo comportamenti opportunistici.

La teoria dell'agenzia suppone che i comportamenti opportunistici dell'agente non siano eliminabili, e che è praticamente impossibile che esso operi nell'interesse del principale; questo genera dei costi detti "costi di agenzia":

  • costi di sorveglianza ed incentivazione necessari per orientare il comportamento dell'agente
  • costi di obbligazione che l'agente deve sostenere per assicurare il principale che non adotterà comportamenti opportunistici che lo possano danneggiare, ed eventualmente indennizzarlo
  • parte residua che è rappresentata dalla differenza tra l'utilità derivante dal comportamento effettivo dell'agente e l'utilità derivante dal comportamento che avrebbe dovuto tenere l'agente

La teoria dell'agenzia riguarda dunque in generale qualsiasi relazione principale-agente in cui vi sia una delega di potere dall'uno all'altro; ha avuto tuttavia molta influenza sullo sviluppo di sistemi retributivi di manager (nel ruolo di agenti) basati non su una retribuzione fissa, ma su un tipo di retribuzione variabile in base ai risultati dell'impresa e su altri tipi di incentivi (partecipazione azionaria, stock option) volti a limitare i comportamenti opportunistici dei manager.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armen A. Alchian, Harold Demsetz, Production, Information Costs, and Economic Organization in American Economic Review, vol. 65, nº 5, 1972, pp. 777-795.
  • Bengt Holmstrom, Paul Milgrom, Aggregation and Linearity in the Provision of Intertemporal Incentives in Econometrica, vol. 55, nº 2, 1987, pp. 303-328.
  • Michael Jensen, William H. Meckling, Theory of the Firm: Managerial Behavior, Agency Costs and Ownership Structure in Journal of Financial Economics, vol. 3, nº 4, 1976, pp. 305-360.
  • (EN) Paul Milgrom, John Roberts, Economics, Organization and Management, London, Prentice Hall, 1992.
  • (EN) Patrick Bolton, Mathias Dewatripont, Contract Theory, Cambridge, MA, MIT Press, 2005. ISBN 0-262-02576-0.
  • (EN) Oliver E. Williamson, Markets and Hierachies: Analysis and Antitrust Implications, New York, NY, The Free Press, 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

economia Portale Economia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di economia