Mochizuki Chiyome

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Mochizuki Chiyome (望月 千代女?), nota anche come Mochizuki Chiyojo,[1] (...) fu una nobile giapponese del XVI secolo alla quale si attribuisce di aver creato un gruppo di ninja tutto femminile.[2][3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Mochizuki Chiyome, che si dice fosse originariamente del clan Kōga, era la moglie di Mochizuki Nobumasa, un signore della guerra samurai di Shinano e signore del Castello di Mochizuki (fu ucciso nella battaglia di Nagashino nel 1575). Mentre Nobumasa era via in battaglia, ella era spesso affidata alle cure del daimyo Takeda Shingen, che era anche lo zio di suo marito. Fu allora che Shingen la avvicinò e le affidò un'importante missione per reclutare donne e creare una rete clandestina di agenti kunoichi (ninja donne). Il piano di Takeda era di avere operativi femminili perfettamente addestrati che potessero agire come agenti sovversivi, usati per raccogliere informazioni e consegnare messaggi in codice ai suoi alleati; Chiyome era la candidata migliore per questo, in quanto proveniva da una lunga stirpe di ninja di Kōga. Ella accettò l'incarico, allestì la sua operazione nel villaggio di Nazu nella regione di Shinshu, e cominciò la sua ricerca di potenziali candidate per l'addestramento.

Chiyome reclutò parecchie giovani donne che erano recentemente rimaste orfane, prostitute o vittime delle guerre civili del periodo Sengoku. Reclutò anche ragazze che erano perdute o abbandonate. Molte persone credevano che stesse aiutando queste donne, e dando loro un'opportunità per cominciare una nuova vita. Ma in realtà, erano addestrate per diventare raccoglitrici e verificatrici di informazioni, seduttrici, messaggere e, quando necessario, assassine, altamente efficienti. Alle ragazze erano insegnate tutte le abilità di una miko (fanciulla di un santuario scintoista o sciamana errante), che permettevano loro di viaggiare virtualmente dappertutto senza destare sospetti, ricevendo un'educazione religiosa per completare il loro travestimento. Con il tempo, le kunoichi di Chiyome imparavano ad usare efficacemente più travestimenti come attrici, prostitute o geishe. Questo consentiva loro di muoversi liberamente all'interno di villaggi, città, castelli e templi, e di avvicinarsi ai loro obiettivi. Alla fine, Chiyome e le sue kunoichi avevano costituito un'estesa rete di circa 200-300 agenti che servivano il clan Takeda e Shingen era sempre informato di tutte le attività, mettendolo tutte le volte un passo avanti ai suoi avversari, fino alla sua misteriosa morte nel 1573.

A causa dei vaghi dettagli riguardo alla vita di Chiyome, alcuni ricercatori dubitano se sia o no esistita, in quanto in realtà potrebbe trattarsi di una storia inventata nel periodo Edo, come era molto probabilmente nel caso dei Dieci bravi Sanada.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Mochizuki Chiyome è presentata come personaggio nel videogioco Red Ninja: End of Honor, nella serie di videogiochi Samurai Warriors (come addestratrice del personaggio Kunoichi in Samurai Warriors e appare come capo delle guardie del corpo kunoichi in Samurai Warriors 2) e nel videogioco Sangoku Heroes.[4] È inoltre presente come personaggio non giocante di nome Chiyome in Pokémon Conquest, dove utilizza Pokémon di tipo Buio e Terra.[5]

In Italia il personaggio di Mochiyuki Chiyome compare nel fumetto I fiori del massacro, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Andrea Accardi, pubblicato nel dicembre 2013 nella collana Le storie n. 15, della Sergio Bonelli Editore. Nel racconto, Chiyome addestra una giovane in cerca di vendetta contro gli assassini del padre.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Metropolis - News & Features | Men (And Women) in Black
  2. ^ Thomas A. Green, Martial Arts of the World (2001), p. 671
  3. ^ Columbus Ninjutsu Club - Kunoichi: The Female Ninja
  4. ^ お知らせ:転生絵巻伝 三国ヒーローズ:GAMESPACE24
  5. ^ (JA) ポケモン+ノブナガの野望攻略サイト
  6. ^ Scheda de I fiori del massacro sul sito della Sergio Bonelli Editore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stephen K. Hayes, Bill Griffeth, Mike Lee, Gregory Lee, Legacy of the Night Warrior (1984), p. 109-112
  • Stephen K. Hayes, The Mystic Arts of the Ninja (1985), p. 4
  • Peter Lewis, The Way to the Martial Arts (1986), p. 112
  • Vicki León, Uppity Women of Medieval Times (1998), p. 8